L’amministrazioneTrump dà ai Sauditi 30 giorni per iniziare i colloqui sullo Yemen

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L’amministrazioneTrump dà ai Sauditi 30 giorni per iniziare i colloqui sullo Yemen

Di Juan Cole

2 novembre  2018

Il Segretario della Difesa James Mattis e il  Segretario di Stato Mike Pompeo hanno improvvisamente chiesto la fine del pantano in Yemen, appoggiato dai Sauditi, dopo anni di appoggio alla guerra per un presunto coinvolgimento dell’Iran.

Parlando martedì all’Istituto Statunitense  per la pace, designato dal Congresso, Mattis ha dichiarato, secondo la BBC, che Washington aveva stava osservato la guerra nello Yemen “abbastanza a lungo”. Ha aggiunto: “Dobbiamo muoverci verso uno sforzo di pace qui, e non  possiamo dire  che lo faremo una qualche volta in futuro. Dobbiamo farlo nei prossimi 30 giorni “. Ha detto che tutte le parti devono incontrarsi con l’inviato speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths in Svezia.

Pompeo ha chiesto al governo degli Houthi dello Yemen del Nord, di smettere gli attacchi con i missili contro l’Arabia Saudita e ha sollecitato i Sauditi a smettere di bombardare con gli aerei le zone popolate.

Pompeo ha detto: “E’ ora di porre fine al conflitto, sostituire il conflitto con il compromesso, e permettere agli Yemeniti di guarire per mezzo della pace e della ricostruzione…”

Come spiegare questa iniziativa Americana contro lo Yemen? Ebbene, è molto confusa e inaspettata, ma ecco alcune considerazioni che avrebbero potuto condurre a questo voltafaccia l’amministrazione Trump:

  1. L’assassinio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi nel consolato saudita di Istanbul, del 2 ottobre, ha indebolito molto il governo saudita, cosicché gli Stati Uniti e la Francia e altri paesi ora considerano questo momento come il più importante per fare pressione su Riyadh.
  2. L’ONU sta ora avvertendo della enorme scomparsa in Yemen di milioni di persone, se la Guerra continuerà al ritmo attuale. Nessuna amministrazione vuole che

quel genere di catastrofe accada durante il suo mandato, specialmente se essa è responsabile della inedia che c’è in Yemen.

  1. Ci potrebbe essere un massiccio esodo attraverso il Mar Rosso e fino all’Europa. Europe. Anche la Francia sta facendo pressioni anche su Riyadh per porre fine alla guerra.
  2. L’amministrazione potrebbe anticipare la perdita della Camera dei rappresentanti a favore dei democratici martedì prossimo. Dei preminenti Democratici hanno già introdotto risoluzioni per gli Stati Uniti per uscire dallo Yemen. È probabile che questa pressione del Congresso sia molto rafforzata se i Democratici sono in una posizione tale da poter avviare indagini e inviare mandati di comparizione.
  3. L’omicidio di Khashoggi ha reso i Sauditi improvvisamente detestati perfino dai membri ordinari Repubblicani e l’amministrazione forse teme che il fatto che siano inseparabili da Riyadh possa ripagarli male nelle imminenti elezioni di metà mandato.
  4. L’intelligence degli Stati Uniti forse finalmente ha fatto capire a Mattis e a Pompeo che gli Houthi sono un movimento di protesta indigeno e non realmente molto legati all’Iran che pratica un’altra forma di Sciismo, e che ha altre priorità nella regione.

Ma, a dir la verità, trovo che questa improvvisa manovra coordinata sullo Yemen tra gli alti funzionari di Trump sia un po’ sconcertante e  che potrebbero esserci più fattori a spingerla di quelli che sono evidenti in superficie. Una cosa è certa, non lo fanno per la loro salute.

Nella foto: missili Zizal lanciati dagli Houthi contro l’Arabia Saudita.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/trump-admin-gives-saudis-30-days-to-start-yemen-talks/

Originale : Informed Comment

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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