Perchè i morti dello Yemen non meritano l’attenzione che riceve Jamal Khashoggi?

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Perchè i morti dello Yemen non meritano l’attenzione che riceve Jamal Khashoggi?

Di Pete Dolack

24 ottobre 2018

L’apparente assassinio del dissidente arabo saudita, il giornalista Jamal Khashoggi è un crimine sconvolgente che merita l’attenzione internazionale che ha ricevuto, ma ciò nondimeno è impossibile non chiedersi perché la morte di una sola persona riceva una copertura molto più vasta che le continue atrocità saudite in Yemen.

E’ che una storia drammatica che coinvolge una sola personalità è più facile da capire rispetto a una guerra combattuta circa complessi argomenti politici ed etnici oppure i livelli di attenzione  che differiscono segnalano che Mr Khashoggi ha raggiunto uno status di occidentale onorario, mentre le diecine di migliaia di morti in Yemen rappresentano un “altro” distante? E’ probabile che sia in opera una certa mescolanza di entrambi e il fatto che egli sia un collega giornalista rende il destino che ha avuto ancora più convincente per i reporter e i direttori. Qui ci sono certamente in gioco considerazioni geopolitiche con la eccelsa ipocrisia dell’amministrazione Trump in mostra, un’ipocrisia che si distingue anche nella vergognosa storia delle politiche del governo degli Stati Uniti verso l’Arabia Saudita.

I trasparenti tentativi di Donald Trump di scagionare il leader di fatto dell’Arabia Saudita, il Principe della Corona Mohammed bin Salman, “supponendo” che “spie rosse” potevano essere dietro la morte di Mr, Khashoggi all’interno del consolato, va oltre il ridicolo o andrebbe se la faccenda non fosse così grave. Ci sono in gioco miliardi di dollari ricavati dalle vendite di armi (per non parlare di una fornitura di petrolio), e quindi delle sciocchezze di minore importanza  come i diritti umani o un omicidio a sangue freddo possono essere ignorate. Qualunque prova il governo turco

possieda, non è stata resa pubblica e sembrerebbe la ragione più probabile sia che Ankara abbia messo microspie nel consolato saudita. Se è così, è una faccenda delicata che il governo turco preferirebbe eludere.

Del comportamento criminale del Principe della Corona va parzialmente incolpata la Casa Bianca perché lo ha accolto affettuosamente, dando il via libera al disprezzo profondo dei diritti umani da parte dell’Arabia Saudita, Potremmo anche supporre che il  Presidente Trump vorrebbe potersi sbarazzare dei suoi oppositori in modo così deciso come il principe della corona, non importa quali siano le atrocità che gli Stati Uniti (insieme alla Gran Bretagna e alla Francia) facilitano nel loro totale appoggio alla guerra dell’Arabia Saudita in Yemen – che cosa è la vita umana (specialmente la vita di “altri”) quando ci sono in gioco i profitti?

Sotto ogni punto di vista, la condotta della guerra in Yemen è disumana. Nessuno sa quante persone sono morte come conseguenza dei combattimenti, anche se il gruppo indipendente  ACLED (Armed Conflict Location & Event Data Project) stima che siano state uccise quasi 50.000 persone dal gennaio 2016 al luglio 2018. Con un totale molto più alto, Save the Children stima che soltanto nel 2017 siano morti almeno 50.000 bambini, circa 130 al giorno. Quella organizzazione stima che quasi 400.000 bambini avranno necessità di cure mediche per grave e acuta malnutrizione.

L’Ufficio dell’ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari, offre questa valutazione che fa pensare:

“In Yemen, 22 milioni di persone, una  cifra allarmante, ha bisogno di un qualche tipo di assistenza umanitaria o di protezione, 17,8 milioni non hanno la sicurezza del cibo, 84 milioni di persone hanno una grave insicurezza del cibo e a rischio di fame, 16 milioni non hanno la possibilità di accedere all’acqua potabile e ai servizi igienici e 16,4 milioni non possono avere accesso a un’assistenza sanitaria adeguata. Le necessità in tutto il paese sono aumentate costantemente con 11,3 milioni di persone che sono in grave stato di necessità – un aumento di più di un milione di persone che hanno una grande necessità di assistenza umanitaria per sopravvivere.

Il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani riferisce che “gli attacchi aerei della coalizione guidata dai Sauditi hanno causato la maggior parte delle vittime civili. Gli attacchi aerei hanno colpito zone residenziali, mercati, funerali, matrimoni,

strutture di detenzione, imbarcazioni civili e perfino strutture sanitarie.” Il consiglio riferisce che entrambe le parti  a reclutare  con la forza bambini di età comprese tra gli 11 e i 17 anni.

Uno studio scritto da Martha Mundy per la World Peace Foundation (Fondazione per la Pace nel mondo) The Strategies of the Coalition in the Yemen War: Aerial bombardment and food war, (Le strategie della coalizione nella guerra in Yemen: bombardamenti aerei e guerra per il cibo), di Martha Mundy, riferisce chedall’agosto 2015 si osserva uno spostamento dagli obiettivi militari e di governo verso obiettivi civili ed economici, comprese le infrastrutture idriche e dei trasporti, la produzione e la distribuzione di cibo, le strade e i trasporti, le scuole, i monumenti, gli ambulatori e gli ospedali, e le case, i campi e i greggi.”

A che scopo sono commesse queste atrocità? La Professoressa Mundy scrive:

“Mentre gli Stati Uniti e il Regno Unito sostengono i loro alleati nella loro più ampia coalizione e nei loro più ampi obiettivi politici e strategici, i due maggiori protagonisti arabi della Coalizione, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, hanno differenti priorità economiche diverse nella guerra. Quella dell’Arabia Saudita è la ricchezza di petrolio, compreso impedire l’uso da parte di uno Yemen unito delle sue entrate del petrolio e sviluppare un nuovo oleodotto che attraverso lo Yemen arriva all’Oceano Indiano; la priorità degli Emirati è controllare i porti di mare per il commercio, il turismo e l‘abbondanza di pesce. L’attacco ad al-Hudayada [un porto importante], mira esplicitamente a completare militarmente la guerra economica. Il fatto che l’immensa sofferenza del popolo yemenita che non ha ancora portato alla           resa gli abitanti di San’a (la capitale yemenita), non dà credibilità alla tattica di ulteriore fame e malattia. Tuttavia, per la Coalizione, come un esperto diplomatico saudita ha  replicato (in via ufficiosa) a una domanda sulla minaccia di inedia: ‘Una volta che li controlliamo, daremo loro da mangiare.’ “

Lo Yemen dipende molto dalle importazioni di cibo, e il blocco dei suoi porti ha messo lo Yemen a rischio di carestia. La Professoressa Mundy trae questa conclusione:

“Se si considera il danno alle risorse di chi  produce cibo (agricoltori, mandriani e pescatori) insieme al fatto di avere preso di mira la produzione di alimenti, il loro stoccaggio e trasporto in aree urbane e la più ampia guerra economica, ci sono forti prove che la strategia della Coalizione mirava a distruggere la produzione e distribuzione di cibo in zone controllate da San’a… Dall’autunno del 2016, la guerra economica ha peggiorato la distruzione materiale per creare una massiccia carenza dei mezzi  fondamentali di sostentamento. La distruzione deliberata dell’agricoltura familiare e della pesca fatta con metodi artigianali è un crimine di guerra.”

Sui media finanziati dalle grosse aziende ci sono poche servizi su questo disastro umanitario in corso. Perché milioni di vite sono quasi una riflessione secondaria, mentre una vita privilegiata merita tale intensa attenzione? Ripeto, il destino di Mr Khashoggi e il riflettore che fa risplendere sulle iniziative saudite, meritano la vasta approvazione che ha attirato. Ma perché, invece, tale indifferenza per milioni di altre persone? Dov’è la nostra umanità?

Pete Dolack scrive sul blog Systemic Disorder ed è stato attivista in vari gruppi. Il suo libro,  It’s Not Over: Learning From the Socialist Experiment, si può trovare su

 Zero Books.  

Nella foto: devastazione in Yemen

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://www.counterpunch.org/2018/10/24/why-do-yemens-dead-not-merit-the-attention-of-jamal-khashoggi/

Originale: non indicato

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

epa06309534 A Houthi militiaman inspects the site of an alleged Saudi-led airstrike, a day after Houthi rebels fired a ballistic missile at the Saudi capital Riyadh, in Sana’a, Yemen, 05 November 2017. According to reports, the Saudi-led coalition launched several airstrikes on Houthi positions across war-affected Yemen after Houthi rebels fired a ballistic missile at Riyadh that was intercepted near the Saudi Arabian capital. EPA/YAHYA ARHAB

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