La predicazione progressista di Sanders lascia il segno

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La predicazione progressista di Sanders lascia il segno

Di Manuel E. Yepe

24 agosto 2018

Il Senatore del Vermont, Bernie Sanders ha concesso un’ampia intervista a un giornalista del The Washington Post. Ha discusso le prospettive del Partito Democratico nelle imminenti elezioni americane di medio termine, la possibilità che

concorrerà di nuovo per la presidenza nel 2020, e che, se verrà eletto alla presidenza, rimarrà saldo nella sua decisione di essere non-militare nei ranghi Democratici.

Secondo l’intervistatore, James Hohmann, Sanders la lucidato molto la sua immagine da quando, tre anni fa ha dato inizio alla sua campagna presidenziale. Le sue risposte sono ora più chiare e più forti. “Secondo le   che ho visto, oggi ci sono più persone che si considerano indipendenti di quelle che si definiscono Democratici o Repubblicani,” ha detto Sanders rispondendo a una domanda.

“Francamente, non c’è molto affetto  per il Partito Democratico né per il Partito Repubblicano, e moltissime persone sono deluse da entrambi. Ecco perché non penso che sia una cattiva idea dichiarare che sono indipendente, ma che voglio che i miei seguaci, da indipendenti, partecipino alle primarie Democratiche per trasformare quel partito.”

Quando gli  chiedono se si candiderà nel 2020, il politico settantaseienne risponde che è più probabile che lui o lei concorra come candidato alla presidenza, ma che prenderà quella decisione nel momento appropriato.

Il suo nome apparirà allora in occasione delle primarie del Partito Democratico di quello stato. Quando, però, vincerà, rifiuterà formalmente la nominatation e parteciperà come indipendente alle elezioni generali. Questo è il modo in cui si assicura che non avrà nessuna competizione con i Democratici.

Dice che non si fida dei miliardari come l’industriale Charles Koch e il magnate dei casino,  Sheldon Adelson che esorta i leader Repubblicani ad accettare l’agenda di Sanders. E’ anche preoccupato del numero di miliardari Democratici che stanno entando negli Stati Uniti e che spingono il partito verso politiche più plutocratiche che tendono a   ciò che considera già essere “un’oligarchia che esercita il controllo del paese.”

Parecchie persone super-ricche si sono fatte avanti, o per conto proprio o tramite rappresentanti politici che le hanno inserite nelle loro ‘buste paga’  come potenziali candidati alla presidenza per il 2020,  come Howard Schultz, Mike Bloomberg, Mark Cuban, Tom Steyer, Bob Iger, Mark Zuckerberg e Oprah Winfrey.

“Guardate, ci sono dei miliardari che sono persone molto rispettabili, intelligenti e con buone intenzioni,” ha detto Sanders. “Non dovrebbero, però, avere alcun diritto migliore di candidarsi rispetto a un lavoratore ugualmente rispettabile e brillante, ma che non può permettersi di raccogliere i soldi necessari per una campagna elettorale.

“Se guardate che cosa sta accadendo al Senato o alla Camera dei Rappresentanti, si scopre che sostanzialmente ogni parte importante della legislazione che arriva lì, è finanziata dagli interessi dei ricchi e dei potenti,” ha detto.

Sanders crede che molti politici di entrambi i partiti non criticano Israele perché tratta male i Palestinesi perché temono di rimanere esclusi dal denaro che arriva dalle tasche dei grossi donatori. “Guardate, ecco la realtà: io sono ebreo. Ho vissuto per un po’ di tempo a Israele quando ero giovane. Credo nella necessità che Israele sia indipendente, libero,  sicura e al riparo da attacchi dei terroristi. Penso, però, anche che è inaccettabile che quasi due milioni di persone vivono a Gaza, dove l’acqua non è potabile, dove la disoccupazione giovanile è del 60% e dove la gente non può neanche uscire da quella zona.”

“La realtà è che, per molti decenni, i Repubblicani e i Democratici hanno permesso che questo paese firmasse accordi commerciali che avrebbero beneficiato le maggiori imprese degli Stati Uniti, l’industria, la società  farmaceutiche e Wall Street, ma che sono state disastrose per i lavoratori.

Nell’intervista, il Senatore Sanders esorta i candidati alle elezioni di medio termine ad “avere il coraggio di affrontare la sfida dell’oligarchia.”

Sanders ha detto che perfino i candidati che non sostiene o che non sono allineati con lui, stanno accettando le idee che ha presentato, stanno accettando anche lui, cosa che valuta come sviluppo positivo. “La cosa più importante e quella per cui facciamo del nostro meglio per attirare più persone verso il processo politico.”

“Questo è il motivo per cui penso che sia importante parlare ai sostenitori di Trump e dire loro: ammettiamolo: alcuni dei sostenitori di Trump sono razzisti, sessisti, omofobi, ma non penso che la maggior parte di loro lo sia. Penso che in molti casi si tratti di persone che pensano che l’establishment li ha ignorati! Entrambi i partiti politici li hanno ignorati!”

Traduzione di Walter Lippmann per Cuba News

Manuel E. Yepe è avvocato, economista e  giornalista.  E’ professore all’Istituto Superiore di International Relazioni Internazionali a L’Avana.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/progressive-preaching-by-sanders-leaves-its-mark

Originale: Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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