La legge di Israele sulla nazionalità

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La legge di Israele sulla nazionalità

Di Juan Cole

22 luglio 2018

Israele per decenni ha gestito i territori occupati di Palestina-Gaza e della Cisgiordania, con tattiche da Apartheid. Come succedeva con i Sudafricani neri durante l’Apartheid, la maggior parte dei Palestinesi sono stati privati della cittadinanza, in uno stato reale e riconosciuto. I loro villaggi sono stati isolati da una rete di ciò che spesso equivale a delle superstrade per soli Ebrei. I Palestinesi spesso hanno difficoltà ad arrivare agli ospedali attraverso dei posti di controllo. Il loro territorio in Cisgiordania è sorvegliato dall’esercito israeliano, e lo stati israeliano li sta attivamente privando della loro proprietà e la dà ad occupanti abusivi bianchi.

Una risposta era stata che, mentre il regime di occupazione può avere delle caratteristiche di Apartheid, è una situazione temporanea. E’ diventato abbondantemente chiaro, tuttavia, che l’Occupazione è per sempre e che i Palestinesi saranno senza patria in perpetuo (sono il maggior gruppo di esseri umani del mondo che mancano completamente di cittadinanza e di nazionalità – una condizione molto peggiore che avere una nazionalità che non si vuole, come nel caso di molti Curdi).

Un’altra risposta era stata che  a Israele propriamente detto, il 20% della popolazione è araba (cioè israeliani –palestinesi) ed essi sono cittadini alla pari dello stato israeliano, con pieni diritti democratici). Questa asserzione è stata di fatto, non vera fin dall’inizio, dato che gli Israeliani-Palestinesi hanno sofferto varie forme di discriminazione. Alcuni dei loro villaggi non sono stati riconosciuti ed è stato quindi proibito ai loro abitanti di fare riparazioni o di costruire degli allargamenti. Soltanto l’1% dei Beduini israeliani hanno un diploma universitario.

Ora, però, il parlamento israeliano o Knesset, ha approvato una legge che dichiara apertamente che i Palestinesi sono cittadini di seconda classe. Costruire insediamenti abusivi sulla terra palestinese diventa la politica ufficiale dello stato (ebbene, di fatto lo è stata da anni, ora lo è per legge). L’arabo non è più una lingua ufficiale.

Sarebbe come se gli Stati Uniti approvassero una legge che designa l’America come stato per Cristiani bianchi, escludendo gli Afro-Americani e i Latinos, e rendendo l’inglese l’unica lingua ufficiale.

E’ difficile capire come gli ebrei sionisti possano lamentarsi del fatto di essere cittadini di seconda classe nelle società cristiane, se il loro movimento tratta in questo modi i non-ebrei a Israele.

L’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha dichiarato che questo sistema è semplice Apartheid.

Le implicazioni sono enormi. Alcuni che criticano l’annientamento dei  Palestinesi

avevano fatto una distinzione tra il boicottare    in Cisgiordania e boicottare Israele stesso. Semplicemente, non c’è più nessuna differenza. Certamente la legge rinvigorirà il movimento per Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni nei riguardi di Israele.

L’Apartheid è definita nello Statuto di Roma del 2002 come un crimine di guerra, e i politici israeliani potrebbero essere incriminati per questi motivi.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha portato Israele nella direzione della ‘democrazia illiberale’, attaccando la libertà di stampa, la magistratura e le Organizzazioni Non-governative.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/israels-nationality-law

Originale : Informed Comment

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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