A 90 anni dalla nascita di Che Guevara

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A 90 anni dalla nascita di Che Guevara

Di Susan Babbitt

6 luglio 2018

La settimana scorsa è stato il novantesimo anniversario della nascita di Che Guevara. Era un rivoluzionario, ma era anche un filosofo. Come tale non è famoso. Discuteva con i Sovietici riguardo alla motivazione. Il Che diceva che gli esseri umani non sono motivati dalla televisione e dalle automobili, almeno non per compiti che sono importanti.

Gli economisti capitalisti ora dicono che il Che aveva ragione, anche se non gli danno credito [i]. Per sfide semplici, non interessanti, agiamo per guadagno, ma per compiti che richiedono sacrificio, scoperta e creazione, il guadagno materiale è spesso irrilevante. Gli incentivi morali, diceva il Che, sono quelli che ci spingono a cambiare il mondo.

Intendeva “morali” in senso più ampio che la semplice cultura della virtù. Intendeva l’esperienza della crescita come essere umano: realizzazione di capacità essenzialmente umane, emotive e intellettuali.

I filosofi europei avevano un’opinione scema sulle linee dritte. Dicevano che avere delle ragioni dipende dall’avere dei fini; sappi che cosa vuoi e trova i modi per ottenerlo. Alcuni dicono anche che non si può vivere senza dei fini, qualcosa per cui si sta in attesa. La chiamano speranza.

Ho scritto una dissertazione di dottorato su questo punto di vista, denominato “razionalità strumentale”. Non è che mi interessava. Volevo sapere il motivo per cui interessava ai filosofi accademici.

Esclude la scoperta, il genere che il Che sapeva essere necessario per la scoperta degli antimperialisti dell’umanità.

Ho pensato al Che quando ho letto il potente libro di Ramzy Baroud, The Last Earth: A Palestinian Story (Pluto 2018). Nel libro ci sono racconti personali di catastrofi, narrati da generazioni di Palestinesi, in Medio Oriente e all’estero. Joe Catron è l’unico non-palestinese presente nel libro. In un modo    la sua storia è fondamentale.

Joe è di di Hopewell, in Virginia, e, tuttavia, la lotta dei Palestinesi è sua. Scopre questo. Va a Gaza per pochi giorni e ci rimane per anni. Sta lì durante due guerre. La morte incombe su di lui come incombe sui Gazswi. Joe impara che non è della sua morte che si preoccupa.

Come scudo umano al centro Medico per la Riabilitazione, con 12 pazienti in condizioni gravi che non posso essere trasferiti, bombardato per settimane, Joe Catron passa dall’essere “un attivista con molte domande da fare a…uomo con poche risposte, ma un chiaro senso di una vocazione.

Non è un fine che si era prefissato al ritorno a Hopewell, in Virginia e che poi intendeva raggiungere, seguendo un piano. Nessuna linea dritta spiega l’importanza e la profondità di ciò che Joe comprende e acquisisce a Gaza. Nel modo in cui lo descrive, ciò che gli accade a Gaza è, molto semplicemente, l’amicizia.

Lo cambia. E’ un incentivo morale. Quando il Che si riferisce a el hombre nuevo (l’umo nuovo), indica, almeno in parte, ciò che accade a Joe: consapevolezza della dipendenza da altri, e la direzione basata su quella dipendenza. Joe non raccoglie informazioni sui tunnel, sui gruppi politici e le strategie, come facevano altri stranieri a Gaza. Il suo “chiaro senso di un chiamata” è la persona che egli diventa.

Un best-seller recente ci dice di abbandonare i libri per l’autosostegno e di leggere romanzi [ii]. L’autore viene intervistato riguardo al mondo. Dimostra come il Nord abbia un bisogno disperato di idee che arrivino dal Sud e dall’Est: idee filosofiche. L’industria del fai da te tratta di linee dritte: trovate una formula per come vivere, e sarete felici.

Non funziona. Impariamo questo dalla buona letteratura. La letteratura ci mostra la condizione umana: insicura, contraddittoria, e in costante decadenza. Quando acquistiamo questa consapevolezza, siamo più forti. Abbiamo più compassione. Vediamo la nostra realtà come è, e non siamo soli.

Questo, però, è stato il messaggio di innumerevoli saggi filosofi di tutto il globo, e di tutte le epoche, compreso il Che. Non ci hanno detto di preoccuparci  delle linee dritte. L’idea non gli è mai venuta in mente, in primo luogo. Non ha senso. Gli Europei hanno  inventato quella idea.

Il brillante politico ed accademico cubano, Raúl Roa, nel 1953, apre il suo libro Viento Sur, (Vento dal Sud), con un’eco di: “Uno spettro si aggira per l’Europa” di Marx.* “Un vento soffia nel sud”, scrive Roa. Nessuna linea retta, nessuna formula, nessuna pillola ci può salvare da questa complessità esistenziale.

Possiamo, però, affrontare quella realtà con conciencia (consapevolezza).

Nel 1960, il Che diceva agli studenti di medicina: “Se noi tutti usiamo la nuova arma della solidarietà… allora l’unica cosa che ci resta è conoscere  il tratto quotidiano di strada e percorrerlo. Nessuno può indicare quel tratto; quel tratto è nella storia personale di ogni individuo ; è quello che farà ogni giorno, quello che otterrà dalla sua esperienza personale…dedicato al benessere delle persone.” [iii]

Perché è una nuova rivelazione meravigliosa che dovremmo imparare a sentire, per mezzo della letteratura, per esempio, invece che cercare formule per sapere chi siamo e come vivere? Nel 1998, a Caracas, Fidel Castro ha detto: “Hanno scoperto ‘armi intelligenti’ ma noi abbiamo scoperto qualcosa di più potente: che la gente pensa e sente”.

Non è una cosa banale.  Viento Sur è più utile dei libri  di successo  che ci avvertono, di nuovo, del fai da te. Se conosciamo il mondo, cioè, se scopriamo ciò che non sapevamo prima, e se impariamo a vivere bene in quale mondo, con umanità, è grazie alla capacità di collegamento, non perché sappiamo identificare e seguire linee dritte: el  hombre nuevo. Se crediamo nella scienza, non c’è altro modo.

* E’ la frase di apertura del Manifesto del Partito Comunista, di Marx ed Engels. (n.d.t,)

Note

[i] Pink, Dan (2010). The surprising truth about motivation. RSA Animate.

[ii] Svend Brinkman, Stand firm (Polity 2017)

[iii] Speech to medical students and health workers. In David Deutschman (Ed.), The Che Guevara Reader: Writings on guerilla strategy, politics and revolution (NY: Ocean Press, 1997) 104

 

Susan Babbitt è autrice di Humanism and Embodiment (Bloomsbury 2014).

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://www.counterpunch.org/2018/07/06/90-years-after-the-birth-of-che-guevara/

Originale: Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

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