L’America ha abbandonato la faccenda dei diritti umani

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L’America ha abbandonato la faccenda dei diritti umani

Di Vijay Prashad

22 giugno 2018

Gli Stati Uniti hanno deciso di lasciare ufficialmente il Consiglio  delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Questa azione dell’amministrazione Trump è stata accolta con legittima indignazione nei circoli liberali Americani ed Europei. Vari gruppi di destra, Human Rights First, Save the Children, CARE, hanno detto, in un dichiarazione, che il ritiro degli Stati Uniti avrebbe “reso più difficile mandare avanti le priorità dei diritti umani e aiutare le vittime di abusi in tutto il mondo.” L’Unione Europea  ha detto che il ritiro degli Stati Uniti “rischia di minare il ruolo che hanno come campioni e sostenitori della democrazia sullo scenario mondiale.”

Questi gruppi di aiuto di base negli Stati Uniti e l’Unione Europea ritengono che gli Stati Uniti sono davvero impegnati per i diritti umani e alla regola della legge internazionale. Considerano gli Stati Uniti uno strumento di pace. Queste ipotesi sono false. Il governo degli Stati Uniti non è impegnato né nella legge internazionale, né nella pace. La storia degli Stati Uniti ci porta alla conclusione opposta, che sono, come ha detto Noam Chomsky l’anno scorso, “il paese più pericoloso del mondo.”

Se si guardano gli Stati Uniti dal Guatemala o dall’Iraq, per esempio, si vedono gli Stati Uniti non come “campioni e sostenitori della democrazia”, ma come una potenza che ha imposto la sua agenda in maniera davvero molto antidemocratica. Si dovrebbe puntare il dito verso questi tipi di azioni prese dal governo degli Stati Uniti nel secolo scorso:

  1. Guerre illegali. La Guerra degli Stati Uniti all’Iraq nel 2003 è stata definita “guerra illegale” dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, stretto alleato degli Stati Uniti, l’anno successivo.
  2. Colpi di Stato. Non è che la storia del governo degli Stati Uniti che progetta colpi di stato sia una cosa del passato, come i golpe contro i governi democraticamente eletti in Iran (1953) o in Guatemala (1954). Il golpe guidato dagli Stati Uniti contro il governo democraticamente eletto in Honduras, golpe condannato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – è avvenuto nel 2009. Gli Stati Uniti hanno apertamente chiesto un golpe contro il governo in Venezuela. Attualmente si parla di “cambiamento di regime” e non di “colpo di stato” direttamente, ma questo è soltanto un modo diverso di esprimersi più che

3.Tortura. L’ Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha condannato, fin dal 2001, l’uso della tortura da parte degli Stati Uniti  nella ‘Guerra al Terrore.’ La tortura è contro ogni valore delle Nazioni Unite.

  1. Vendite di armi. Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grosso commerciante di armi che vende a 98 paesi. Un terzo intero delle vendite di armi del mondo è fatto dagli Stati Uniti, secondo il rapporto del 2018 dell’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace, di Stoccolma. Questa percentuale sta solo crescendo. E’ difficile conciliare tali enormi vendite di armi con qualsiasi considerazione per i diritti umani e per la pace.
  2. Politiche commerciali che producono fame.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno condotto una serie di politiche commerciali (liberalizzazione) che hanno influenzato negativamente la maggioranza della popolazione. La fame e la cattiva salute sono venute fuori da queste politiche. I difensori dei diritti umani raramente considerano la fame una misura della condizione umana.

Gli Stati Uniti, non sono certo, come dimostrano le prove, dei campioni dei diritti umani. E sono anche meno difensori del sistema vitale delle Nazioni Unite. Fin dagli anni ’70, hanno cercato di indebolire la democrazia nelle Nazioni Unite a favore della loro propria agenda. Quando questa non è stata attuata, gli Stati Uniti sono usciti unilateralmente dagli organismi dell’ONU e dai negoziati. In anni recenti, gli Stati Uniti o sono usciti dai seguenti organismi dell’ONU o si sono rifiutati di aderirvi:

  1. Accordo dell’ONU sulla migrazione e i rifugiati.
  2. Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.
  3. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO).
  4. Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – Accordo di Parigi.
  5. Accordo sul nucleare iraniano negoziato dall’ONU.
  6. Convenzione dell’ONU sulle Leggi del mare.
  7. Convenzione dell’ONU sui diritti dell’Infanzia
  8. Convenzione dell’ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro la donna.
  9. Convenzione dell’ONU sulle munizioni a grappolo.
  10. Protocollo opzionale alla Convenzione dell’ONU contro la tortura.

Il ritiro dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite deve essere visto in questo contesto. Se Washington  non ottiene ciò che vuole o cercherà di minare l’organismo dell’ONU o se ne andrà.

Dominare l’ONU

Negli anni ’70, l’amministrazione Nixon inviò Daniel Patrick Moynihan all’ONU come ambasciatore degli Stati Uniti con lo scopo preciso di minare l’Assemblea Generale e di spostare i suoi poteri al Consiglio di Sicurezza dell’ONU (documento questo fatto nel mio libro Poorer Nations). Dato che gli Stati Uniti avevano un veto nel Consiglio di Sicurezza, potevano ben tentare di controllare il verdetto dell’ONU. Questo era lo scopo. In effetti,  Moynihan riuscì a mettere da parte l’Assemblea Generale. Le sue risoluzioni sono ora non trattate come serie. L’attenzione è incentrata sul Consiglio di Sicurezza.

L’ambasciatrice di Trump – Nikki Haley – è stata inviata all’ONU con le istruzioni di minare il Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU, istituito nel 2006. Gli Stati Uniti erano scontenti dell’approccio del Consiglio per i Diritti Umani verso il militarismo e verso Israele. La Haley ha fatto finta che il problema fosse la democrazia all’interno del Consiglio. Ha tentato di creare una coalizione per chiedere un diverso meccanismo di voto per entrare nel Consiglio, compresa una prova decisiva per cui i paesi sarebbero stati considerati troppo brutali per essere ammessi ad avere un seggio nella camera. Gli Stati Uniti non hanno potuto riscuotere sufficiente appoggio. A Ginevra, la Haley ha detto che se il Consiglio non si adeguava ai desideri degli Stati Uniti, questi sarebbero “andati altrove” per la sua agenda dei diritti umani. La Haley ha tentato di fare in modo che il Consiglio di Sicurezza accettasse il lavoro del Consiglio per i Diritti Umani, ma non ci è riuscita. Questi fallimenti del tentativo di dominare il Consiglio per i Diritti Umani ha avuto come conseguenza il ritiro degli Stati Uniti.

Che cosa  ha dato fastidio agli Stati Uniti?

Gli Stati Uniti sono contenti di criticare i paesi di tutto il mondo che non sono loro alleati, ma non tollerano alcuna critica a loro stessi. L’anno scorso, il Relatore speciale del Consiglio per i Diritti Umani sulla povertà estrema, e sui diritti umani, ha riferito che le politiche fiscali degli Stati Uniti hanno reso gli Stati Uniti una delle “società del mondo con maggiore disuguaglianza.” Questo ha irritato   l’amministrazione Trump.

Il vero motivo di irritazione di Trump, è stata, però, la critica ad Israele del Consiglio per i Diritti Umani, Il consiglio, in seguito a varie risoluzioni dell’ONU, è stato obbligato a studiare  l’occupazione israeliana della Palestina e le varie violazioni delle risoluzioni dell’ONU da parte di Israele. In anni recenti, il Consiglio per i Diritti Umani è stato più aggressivo nella sua agenda. In gennaio, il Consiglio per i Diritti Umani ha diffuso un rapporto sui suoi database delle compagnie che hanno violato la Risoluzione n. 2334 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU riguardo a gestire affari con le ditte negli insediamenti israeliani. Gli Stati Uniti, a nome delle sue compagnie e  di Israele –ha cercato di bloccare questo rapporto, ma non sono stati in grado di farlo.

Se il lavoro su questo rapporto va avanti, sarebbe una spinta per il movimento Boicottaggio-Disinvestimento-Sanzioni (BDS). Questo perché il rapporto darebbe all’ONU l’approvazione non soltanto di boicottare queste ditte, ma le metterebbe in una situazione di paria. Per gli Stati Uniti è accettabile fare politiche di sanzioni contro i suoi avversari – Iran, Corea del Nord, Russia, Venezuela – ma è inaccettabile che queste abbiano un impatto sui suoi amici. Questa non è una questione di principio che riguarda i diritti umani, ma è una questione di politica.

Gli Stati Uniti, che hanno una storia di incentivazione di  violazioni dei diritti umani, ora hanno lasciato il Consiglio per i Diritti Umani  dell’ONU. Così sia. Ecco un ulteriore esempio del declino dell’influenza degli Stati Uniti sul palcoscenico mondiale.

Nella foto: L’ambasciatrice americana all’ONU, Nikki Haley.

Vijay Prashad scrive per l’Indipendent Media Institute.E’ il capo redattore di LeftWord Books (leftword.com) e direttore di Tricontinental: Istituto per la ricerca  sociale. E’ anche autore di: Red Star Over the Third World (La stella rossa sul Terzo mondo) e di The Death of a Nation and the Future of the Arab Revolution [La morte di una nazione e il futuro della rivoluzione araba], (University of California Press, 2016), oltre che di altri libri.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/america-has-quit-the-human-rights-business

Originale: Independent Media Institute

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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