Ropa Vieja a Cuba e a Portorico

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Ropa Vieja a Cuba e a Portorico

Di Andrés  Castro

4 giugno 2018

Il piatto di Ropa Vieja *

che mi hanno servito ad Avana Vecchia

Dove i turisti vengono a giocare

era duro, era molto duro

era duro in modo indescrivibile –

molto simile a quello che mi ricordo di avere mangiato

nella campagna della mia isola.

La settimana scorsa, dopo aver visitato Cuba per la prima volta, sono ritornato a New York, dove la mia attenzione si è rivolta rapidamente a Portorico: ho saputo che più di 4600 persone erano morte sull’isola dopo l’Uragano Maria del settembre scorso. Sembra ora sicuro che, come molti hanno riferito per mesi, che il bilancio di 64 vittime comunicato dl governo dell’isola, fosse un misto di negazione e di invenzione. Una discrepanza così grossolana tra i fatti, implica un tentativo di insabbiamento  da parte del governo di Portorico e degli Stati Uniti.

Dopo aver pensato per giorni alla censura e alle lotte dei Cubani, mi sono sentito improvvisamente colpevole di non avere prestato maggiore attenzione a quello che stava accadendo nella mia dimora ancestrale di Portorico. Per un momento ho immaginato che vivere in una Cuba comunista non era poi così brutto e mi sono sentito sciocco ad avere speso tempo e denaro lì, mostrando “appoggio al popolo cubano” mentre il mio stesso popolo (i cittadini statunitensi!) ha compromesso e perduto la loro vita a causa del dominio americano durato per generazioni.

Cuba sta festeggiando la sua indipendenza avendo prevenuto quasi 60 anni di attacchi manifesti e segreti e sta lentamente passando a un tipo di organizzazione socio-politico comunista/capitalista; Portorico, invece, rimane una colonia degli Stati Uniti,  assoggettata e in bancarotta, dato che è divorata dalle élite statunitensi e dalle banche. La possibilità che Portorico esista come nazione sovrana è  più lontana. Durante la mia visita all’Avana ho appreso che molti Cubani hanno buone ragioni per difendere ancora fieramente la loro rivoluzione e per provare compassione verso Portorico.

Dovete capire che quando non mi sento addosso la mia neutralità Zen non nazionalistica, spesso sono orgoglioso di essere nato e cresciuto come un cittadino statunitense nordamericano – ma i miei profondi sentimenti di empatia per Portorico e l’America Latina sono congeniti. E’ naturale. Questi sentimenti riecheggiano specialmente avendo soltanto un po’ di conoscenza delle orribili sofferenze che i latino-americani, i cubani e i portoricani hanno sopportato per secoli a causa del selvaggio governo degli Stati Uniti e degli interventi delle grosse aziende.   Il degrado e la perdita insensata di vite hanno avuto un peso di gran lunga maggiore di qualsiasi beneficio che abbiano diabolicamente  dichiararo i politici, i ricchi capitalisti e i loro leccapiedi pagati.

Ci sono centinaia di libri (Harvest of the Empire è soltanto uno di questi) che trattano in dettaglio le conseguenze del coinvolgimento delle forze armate statunitensi e della CIA in America Latina. Le politiche governative che danneggiano i Latinos sono state per lungo tempo la norma, come l’embargo statunitense su Cuba che continua a bloccare la loro economia. Sospetto che i segnali della nostra santa croce militarizzata e del dollaro carico di germi siano ripugnanti come sempre per innumerevoli latino-americani e portoricani.

Comincio a capire esattamente in che modo il Comunismo di Cuba e la Democrazia di Portorico sono state modellate dalle azioni palesi e nascoste degli Stati Uniti. E’ più ovvio che mai che sia Cuba che Portorico sono due lai dello stesso avvoltoio. Cuba e Portorico sembra che siano piccoli esempi perfetti del nostro futuro globale di disumanizzazione e di utilizzabilità. Certo, baby, il cielo sta davvero crollando. Il centro ha smesso di reggere  due guerre mondiali fa. Mi chiedo quale tipo di corrente abbia attraversato i corpi degli Americani e dei Giapponesi dopo che sono state fatte cadere le bombe atomiche su Hisoshima e Nagasaki. Ti sei mai chiesta quale corrente attraversa il tuo corpo?

http://banchettodei.com/ropa-vieja-alla-cubana

* Questo pezzo è apparso per la prima volta sul blog personale dell’autore: The Practicing Poet: Dialogue to Creativity, Poetry and Liberation.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://www.counterpunch.org/2018/06/04/102620

Originale: non indicato

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

* This piece first appeared on the author’s personal blog, The Practicing Poet: Dialogue to Creativity, Poetry, and Liberation.

 

 

 

 

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