L’America recede dal predominio in Afghanistan e in Iraq

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L’America recede dal  predominio in Afghanistan e in  Iraq

Di Vijay Prashad

19 maggio 2018

Vale la pena notare che, sia in Afghanistan che in Iraq, dove gli Stati Unti hanno dato inizio a guerre, nel 2001 e nel 2003, questi sono in svantaggio.

In Afghanistan, i Talebani hanno ottenuto vittorie significative nella parte occidentale del paese. Continuano a tormentare il governo di  Kabul e anche le forze degli Stati Uniti nel paese. Non  si sono tenute elezioni per tre anni. Sono state fissate per l’ottobre di quest’anno, ma probabilmente saranno rimandate ancora una volta. Nessuna elezione si può ragionevolmente svolgere in questo clima.

Nell’altro paese, l’Iraq,  le elezioni parlamentari del 12 maggio sembra che siano state vinte dalla lista Sairoon (Di azione), guidata da Muqtada al-Sadr. Questo nome di solito era noto in Occidente, quando le sue forze – l’Esercito di Mahdi – ha sconfitto le truppe statunitensi in alcune parti di Bagdhad e altrove. Gli Stati Uniti hanno cercato di assassinare al-Sadr in numerose occasioni, ma hanno fallito ogni volta. Ora, se gli si permetterà di vincere le elezioni, sarà incaricato di guidare il governo dell’Iraq.

Afghanistan

La Provincia di Farah, sul confine occidentale dell’Afghanistan con l’Iran, è stato a lungo vulnerabile a un attacco da parte dei Talebani. Martedì, combattenti talebani con pesante equipaggiamento militare, sono entrati nel quartiere del distretto. L’Esercito Nazionale Afgano e l’appoggio aereo degli Stati Uniti hanno rallentato il loro avanzamento, ma non hanno potuto fermarlo. L’attacco dei Talebani nella capitale provinciale è arrivato dopo mesi di combattimenti pesanti in questa zona rurale e scarsamente popolata dell’Afghanistan. Questo è anche uno dei percorsi per il  trasporto dell’oppio dalla Provincia di Helmand – anche essa in gran parte in mano ai Talebani – fuori dal paese.

Gli Stati Uniti, e i loro alleati nella NATO, sono stati in guerra in Afghanistan fin dall’ottobre 2001. Nessuno degli scopi presunti della guerra degli Stati Uniti sono stati raggiunti. I Talebani restano al potere in grandi settori dell’Afghanistan, il governo centrale di Kabul resta un fantoccio dei suoi sostenitori stranieri e gli Afgani continuano a soffrire per le conseguenze della guerra. Si accenna ad accordi di pace, ma non sono presi sul serio.

I dati circa la brutalità inflitta al popolo afgano è scioccante. Il 20% delle donne afgane sono sotto il peso nomale. Quasi tre quarti degli Afgani vivono in povertà nelle zone rurali. Meno del 30% degli Afgani è in grado di leggere. Le condizioni di vita ora sono – in una certa misura – peggiori rispetto a quando gli Stati Uniti hanno iniziato a bombardare il paese.

Gli attacchi dei Talebani a Kabul sono rimasti costanti. I loro combattenti hanno continuato a spostarsi molto rapidamente in tutta la campagna. Nelle province settentrionali di Faryab e Baghlan, questa settimana i Talebani hanno realizzato vittorie significative. Metà dei distretti nella provincia meridionale di Helmand, cioè il centro della coltivazione dei papaveri – sono stati nelle mani dei Talebani per circa cinque anni. Nella parte meridionale dell’Helmand, nei distretti di Dishu e Khanashin, i combattenti di al-Qaeda hanno allestito campi di addestramento. Sono zone dove né l’Esercito Nazionale Afgano, né le forze statunitensi entrano su base regolare.

Negli scorsi tre anni, in Afghanistan non si sono tenute elezioni per il parlamento. In aprile, le autorità elettorali, hanno detto che la gente in molte province, come l’Helmand, non sarebbero in grado di votare a causa della situazione della sicurezza.

Avevano intenzione di svolgerle in luglio, ma si sono dovute rimandare e si è proposto di farle a ottobre. Questa elezione sarà  un’apparenza,  con importanti parti del paese sottratte alle mani del governo di Kabul? I partiti politici che dominano Kabul, durante le elezioni presidenziali del 2014, hanno dimostrato la fragilità del sistema politico afgano. Le elezioni non sono immuni da violenze e coloro che hanno le armi non sono soltanto i Talebani.

Iraq

Il 12 maggio gli Iracheni sono andati alle urne – o almeno lo ha fatto un numero considerevole (il 44%). Il verdetto avuto dalle elezioni ha sorpreso molte persone. La lista vincente era una coalizione che è stata in preparazione negli scorsi anni. Comprende il partito dell’ecclesiastico al-Sadr, il Partito Comunista iracheno e il Partito Repubblicano iracheno. Questa lista – Sairoon è anche erede delle proteste del 2011 in tutto l’Iraq contro la corruzione e il settarismo e a favore di una democrazia genuina. Al-Sadr è ricordato in Iraq non soltanto per il suo attivismo contro gli Americani, ma anche per le coerenti critiche alla corruzione  e per la solidarietà che i suoi combattenti in gran parte Sciiti, hanno dimostrato verso i combattenti in gran parte Sunniti a Falluja e a Ramadi nel momento culminante dell’insurrezione anti-americana.

La lista Sairoon ha intercettato il livello popolare di frustrazione. I suoi vincitori comprendevano Suhad al-Khateeb, comunista che ha ottenuto il seggio parlamentare grazie a Najaf , la città più importante di cultura sciita. Per comprendere meglio il radicamento sia dei comunisti rinvigoriti che della lista Sairoon, è importante sapere che Suhad al-Khateeb non è soltanto un donna, ma indossa anche  la hijab, (il velo che copretesta e spalle).  Al-Khateeb, un’insegnante, è nota a Najaf per il suo interesse genuino per i problemi quotidiani dei lavoratori precari in zone urbane come Najaf.  Inoltre, difende i diritti delle donne, ed è risoluta davanti ai teologi più conservatori.

Muntadhar al-Zaidi è famoso per un suo atto di disprezzo. Nel 2008, al-Zaidi lanciò le sue scarpe contro il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush durante una conferenza stampa a Baghdad. Al-Zaidi fu, successivamente arrestato, imprigionato e torturato. Dopo la sua scarcerazione, al-Zaidi divenne, insieme a suo fratello Uday, un feroce critico della corruzione e del settarismo. Uday è stato un leader fondamentale del Movimento Popolare per Salvare l’Iraq, che ha contribuito a creare il movimento di protesta del 2011, in tutto il paese. Il giornalista Muntadhar al-Zaidi si è candidato al parlamento con la lista Sairoon. Ha vinto.  Muntadhar al-Zaidi, durante la campagna elettorale ha detto che non c’era denaro dei signori della guerra

Nei suoi forzieri. C’è una speranza.

Lo stesso Al-Sadr non si è candidato al parlamento e, perciò, non può essere il primo ministro. Probabilmente rimarrà nell’ombra. Gli va bene. I membri della lista Sairoon

dicono che il loro leader sarà Ali Dawai Lazem, governatore della provincia di Maysan. Si trova nel sud dell’Iraq, è profondamente povera, ma lì Ali Dawai Lazem è considerato un uomo onesto. E’ diventato famoso sulla scena nazionale quando si è unito agli spazzini mentre lavoravano. Non ha presunzione. Molti di coloro che hanno vinto con questa lista, condividono quell’onestà.

L’alleanza Sairoon è profondamente scettica circa l’influenza iraniana in Iraq (uno dei suoi slogan era: “Iraq-Arabo”). E’, però, allo stesso tempo, profondamente anti-americana. Non c’è dubbio che al-Sadr ricordi come era stato fisicamente perseguitato dalle forze americane, minacciato di assassinio, cacciato in Iran. Le persone come Suhad al-Khateeb and Ali Dawai Lazem sono radicati nelle necessità delle persone, ma avranno accanto a loro persone come Muntadhar al-Zaidi, le cui scarpe indicano la profondità dell’odio per la guerra dell’America all’Iraq.

Il potere degli Stati Uniti, usato così disinvoltamente  nella sua corsa alla guerra contro l’Afghanistan e l’Iraq, sembra debole. Non guida un piano di azione né in Afghanistan, né in Iraq.

Nel frattempo, in tutta questa regione, i Cinesi hanno inaugurato un treno ad alta velocità da Bayannur (nella Mongolia Interna, regione autonoma  della Cina) a Teheran. Su questo treno il carico era di fiori di girasole, simbolo di trasformazione e di longevità. Questo treno collegherà l’Iran alla Cina. Il percorso continuerà attraverso l’Iran settentrionale in Turchia e forse in Iraq.

A Wuhan, in Cina, questa settimana i leader della Cina (Xi Jinping) e dell’India (Narendra Modi) hanno avuto una lunga conversazione. Hanno parlato di una varietà di argomenti, compresa l’Iniziativa Belt and Road (La Nuova Via della Seta) a guida cinese, che attraversa l’Asia Centrale e collega la Cina all’Asia Occidentale. Sul tavolo c’era l’Afghanistan e anche l’Iran. L’India è stata ostile alle mosse della Cina in Asia, ma è un’ostilità incoerente. L’India è la maggior  debitrice  della  Banca di Investimento per le infrastrutture asiatiche, un’iniziativa che fa parte del progetto cinese per il continente. Il riavvicinamento tra Cina e India spianerà la strada per minori tensioni all’interno dell’Afghanistan e per maggiore unità per l’Iran e l’Asia Occidentale.

Questa è una nuova infrastruttura in Asia. Non si sta costruendo con bombardamenti aerei ma grazie a persone rispettabili come Suhad al-Khateeb and Ali Dawai Lazem

e anche ai treni che trasportano merci e persone in tutto questo vasto continente.

Nella foto: campi di papaveri da oppio in Afghanistan.

Vijay Prashad collabora, con i suoi articoli, con l’Istituto dei media Independenti. Vijay Prashad è il capo redattore di LeftWord Books (leftword.com) e direttore dell’ Istituto Tricontinentale per la ricerca sociale. E’ autore, oltre ad altri libri, di Red Star Over the Third World (La stella rossa sul Terzo mondo) e di The Death of a Nation and the Future of the Arab Revolution [La morte di una nazione e il futuro della rivoluzione araba], (University of California Press, 2016).

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:https://zcomm.org/znetarticle/america-recedes-from-dominance-in-afghanistan-and-iraq

Originale: Alternet

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

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