La conferma della democrazia a Cuba

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La conferma della democrazia a  Cuba

Di  Manuel E.Yepe

24 aprile 2018

Il sistema elettorale cubano ha confermato il suo carattere democratico tramite l’esercizio della procedura consultiva popolare che ha eletto Miguel Díaz-Canel Bermúdez capo di stato e di governo. I Cubani non metteranno le loro speranze in lui per continuare il processo rivoluzionario dell’isola, un paradigma di idee e di lotte per il socialismo e l’indipendenza delle nazioni dell’America Latina.

Non sono qui per promettere nulla, come non ha mai fatto la Rivoluzione. Sono venuto a realizzare  il programma che abbiamo imposto a noi stessi con le linee guida del Socialismo e della Rivoluzione,” ha sottolineato il nuovo presidente circa i suoi principali obiettivi di lavoro.

Díaz-Canel era stato Primo Vice-Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri. Insieme a lui, l’Ingegner Salvador Garcia Mesa è stato proclamato 1° Vice-Presidente. Prima di questo, Esteban Lazo era stato rieletto Presidente dell’Assemblea Nazionale.

Il 18 aprile, l’Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP)  a Cuba è stata costituita nella sua sessione del nono mandato.   Ha scelto di eleggere, tra i suoi 605 deputati neo-eletti i membri del suo massimo organismo: il Consiglio di Stato. Questo, a sua volta, ha scelto, nella sua prima sessione, il nuovo presidente della Repubblica di Cuba, come successore del Generale dell’Esercito Raúl Castro Ruz che era stato   del governo della nazione fin dal 2008.

Inizialmente, Raúl ha assunto la carica tramite la normale successione quando il Presidente Fidel Castro Ruz si ammalò. E’ stata sua responsabilità sostituire Fidel in conformità al  suo compito come Primo Vice-Presidente, una carica che in passato gli era stata legalmente assegnata dalla Assemblea Nazionale del  Potere Popolare

Durante questi due mandati presidenziali consecutivi, Raúl è stato eletto e rieletto Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri per volontà dei cittadini espressa alle elezioni. Nella seconda occasione, tuttavia, il leader rivoluzionario cubano ha annunciato la sua decisione di non ricandidarsi alle elezioni.

Fin dall’inizio dell’insurrezione contro la tirannia di Batista, Raúl Castro era stato il secondo personaggio nella leadership della rivoluzione. La sua prova a capo del governo gli guadagnò un aumento di prestigio come leader, il che era già grandioso grazie alla sua brillante prova a capo della difesa del paese.

Nessuno mette in dubbio che l’enorme autorità e popolarità di Raúl lo avrebbero messo in grado di continuare nella sua presidenza per un terzo mandato, ma lui stesso aveva sostenuto la necessità di rinnovare la leadership della rivoluzione e del governo, che, agli occhi del popolo,  trasformava l’accondiscendenza alla sua decisione di non continuare a restare in carica, in qualcosa come pagare un debito di gratitudine al suo presidente.

La mattina del 19 aprile che segnava l’anniversario della prima sconfitta dell’imperialismo statunitense in America, a Playa Girón, Miguel Díaz-Canel ha pronunciato il suo primo discorso come Presidente del Consiglio di Stato e del Consiglio dei Ministri.

“Con questa legislatura” ha rilevato, “si è raggiunto il culmine del processo elettorale dei mesi scorsi, che la gente ha effettuato, conscia della sua importanza storica, e senza nessuna propaganda, corruzione o demagogia. I cittadini hanno scelto le persone umili, operose e modeste come loro genuini rappresentanti che parteciperanno all’approvazione e all’attuazione delle politiche riconosciute.

Ha aggiunto che chiunque voglia vedere Cuba in tutta la sua diversità, la può osservare nella sua Assemblea Nazionale.

Ha messo in risalto che si assume la responsabilità con la convinzione che tutti i rivoluzionari, di qualsiasi trincea,  saranno fedeli a Fidel e a Raúl, attuale leader del processo rivoluzionario.

Ha poi sottolineato, come altro successo ereditato, che “l’unità è diventata invulnerabile all’interno del nostro partito, che non è nato dalla divisione di altri, ma dall’unificazione di coloro che hanno cercato di ottenere un paese migliore.”

“Raúl resta nella prima linea dell’avanguardia politica. Continua a essere il Primo Segretario del Partito come punto di riferimento per la causa rivoluzionaria, insegando ed essendo sempre pronto a fronteggiare  l’imperialismo come primo, con il fucile al momento di combattere.

Ha sottolineato l’opera rivoluzionaria e politica di Raúl, la sua eredità di resistenza e alla ricerca del miglioramento della nazione, la sua arte di governare, la costruzione del consenso e la guida del processo di attuazione delle linee guida del Partito. Ha anche menzionato il modo in cui Raúl, aveva appoggiato gli sforzi di far avvenire il ritorno dei Cinque Eroi che Fidel aveva predetto. *

Questa parte della Nona Sessione dell’Assemblea Nazionale  è stata conclusa da Raúl, con un vibrante e storico discorso che ha delineato molti dei compiti più urgenti che affronterà il nuovo presidente cubano.

Nella foto,  Raúl Castro con il Presidente  Miguel Díaz-Canel Bermúdez.

http://www.repubblica.it/esteri/2014/12/18/news/cuba_reazioni_raul_castro-103224303/

www.znetitaly.org

Fonte: https://www.counterpunch.org/2018/04/24/the-confirmation-of-democracy-in-cuba/

Originale: non indicato

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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