L’Iraq e gli attacchi alla Siria

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L’Iraq e gli attacchi alla Siria

Di Juan Cole

15 aprile  2018

Il ministero degli Esteri dell’Iraq ha fatto un’uscita violenta  contro gli attacchi aerei degli Stati Uniti, della Gran Bretagna e della Francia alla Siria. In una dichiarazione rilasciata Sabato, il ministero ha definito gli attacchi “un passo estremamente pericoloso” che poteva produrre un indebolimento della sicurezza nella regione.

Il portavoce Ahmad Mahjub ha detto: “Il ministero sottolinea la necessità di una soluzione politica che soddisfi le aspirazioni dei Siriani.” Attacchi come quelli lanciati venerdì, ha detto, danno al terrorismo una nuova opportunità di espandersi dopo la sua sconfitta in Iraq e la sua significativa ritirata in Siria.” Ha detto che l’Iraq invita la Lega Araba ad assumere una posizione chiara contro questo pericoloso sviluppo.

Gli Iracheni, chiaramente, hanno paura che l’intervento del Nord Atlantico incoraggerà ISIL/Daesh a riprendere le sue operazioni.

L’Iraq è anche preoccupato per l’instabilità in Siria che potrebbe interessare il suo confine con quel paese. Il portavoce del governo iracheno,  Saad al-Hadithi ha detto ad  Alarabiya: “L’esplosione del conflitto in Siria nel 2011 è stata la causa principale  dell’ascesa di Daesh (ISIL) e della sua diffusione e della sua entrata in Iraq a metà del 2014 e della continuazione del conflitto.” Ha aggiunto: “L’intervento di numerosi paesi in Siria ha svolto un ruolo nel   Daesh (ISIL), e noi capiamo la necessità di trovare una soluzione politica in Siria per ottenere stabilità e per eliminare i resti di Daesh nelle regioni confinanti con l’Iraq.” Ha detto che il focus dell’Iraq era di evitare di fare qualsiasi cosa che potrebbe aiutare l’ISIL a rimanere nella Siria Orientale.

Ha detto che l’Iraq aveva una politica di non-intervento negli affari interni della Siria e che vede gli interventi stranieri lì come causa del peggioramento della situazione.

Il governo iracheno pende verso l’Iran, il cui leader, Ali Khamenei, ha denunciato gli attacchi come “un crimini supremo” e ha avvertito che sarebbero falliti, proprio come era fallita l’invasione statunitense del 2003 in Iraq. L’Iraq ha anche circa 5000 dipendenti militari statunitensi presso un Commando iracheno a Baghdad che sono stati la chiave della sconfitta di ISIL nel nord arabo-sunnita del paese e che stanno ancora collaborando a operazioni di sistemazione del paese. Fondamentali per la lotta, tuttavia, sono state le milizie sciite e il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Iraniana.

Mentre non sorprende che il partito di governo Da’wa (dell’Appello Islamico) ha assunto una versione più calma della posizione iraniana, sembra anche che anche i partiti sunniti iracheni stiano condannando la mossa. Dato che il governo di Assad stava combattendo l’intransigente ’Esercito dell’Islam appoggiato dai Sauditi, a Douma quando ha usato il gas di cloro, può darsi che i Sunniti iracheni traumatizzati non abbiano proprio simpatia per la ‘estrema Destra religiosa.

Secondo la propaganda siriana, russa e iraniana, alcuni giornali iracheni hanno tentato di sollevare dei dubbi sulla realtà dell’attacco chimico su Douma o di intorbidire le acque riguardo alla sua provenienza. Si sono lamentati che i servizi sull’uso delle armi chimiche stanno venendo fuori dai medi israeliani, occidentali e del Golfo, e hanno osservato “non di nuovo!” Il riferimento è alle false accuse del 2003 fatte all’amministrazione Bush che l’Iraq aveva scorte di armi chimiche o “armi di distruzione di massa” (un termine usato nella propaganda) che sono state il pretesto per l’invasione americana dell’Iraq.

Nel parlamento egiziano, il membro del Parlamento,  Emad Saad Hamouda ha detto che l’aggressione di tre paesi alla Siria è dipesa dallo stesso tipo di bugie che erano state “distribuite” dall’amministrazione Bush in occasione del suo attacco all’Iraq nel 2003. Ha detto che l’Egitto rifiuta l’imposizione di qualsiasi politica di paesi stranieri riguardo alla Siria con la quale l’Egitto ha strette relazioni di lunga data (fin da quando il governo di Abdel Fatah al-Sisi ha rovesciato un governo della Fratellanza Musulmana nel 2013 e ha poi dichiarato terroristi la maggior parte degli appartenenti alla Destra religiosa, e da quando il Partito Baath Socialista in Siria  che si suppone sia socialista ha affrontato una ribellione guidata dalla  Fratellanza Musulmana e da altri elementi della Destra religiosa, in anni recenti il governo e la stampa egiziana hanno cominciato a pendere verso Bashar al-Assad. Questo sviluppo ha scatenato alcune dispute con i sostenitori finanziari dell’Egitto in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait, paesi che odiano anche essi la Fratellanza Musulmana populista dell’Egitto, ma che hanno anche finanziato la guerriglia siriana Salafita  nel tentativo di rovesciare il regime di Assad.

Queste reazioni dimostrano quanto profondamente l’amministrazione Bush abbia danneggiato la credibilità americana sul palcoscenico mondiale con la sua guerra    fatta all’Iraq. In un’epoca di una Cina in crescita, di una Russia rinascente, di profondi dubbi sul Presidente Trump, e di aumento di notizie false sui media sociali, gli Stati Uniti non si possono permettere questo rilevante e duraturo colpo alla loro credibilità. Quegli Americani che stanno ora pensando più positivamente riguardo a Bush (perché?) dovrebbero ripensarci.

Washington continua a credere che l’Iraq post-americano verrà fuori come forte alleato degli Stati Uniti nella regione. La realtà è mista. Le élite sciite dell’Iraq, insieme alla maggior parte dei Curdi e dei Sunniti, sono contenti di allearsi contro al-Qaida e l’ISIL ed altri gruppi estremisti Sunniti/ Wahhabiti. Gli Sciiti iracheni e  i Curdi non sono, però, disposti a schierarsi contro l’Iran o alleati iraniani come la Siria Baathista. Questa è una contraddizione fondamentale nella politica degli Stati Uniti nella regione, nella misura in cui ci sia una qualche politica.

Nella foto: un’immagine degli attacchi attuali contro la Siria di USA, Regno Unito e Francia.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/iraq-on-syria-strikes/

Originale: Informed Comment

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

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