E’ in arrivo un colpo di stato militare o un’invasione del Venezuela?

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di Kevin Zeese e Margaret Flowers  – 15 febbraio 2018

Parlando alla sua alma mater, l’Università del Texas, il 1° febbraio, il Segretario di Stato Tillerson ha suggerito un potenziale colpo di stato militare in Venezuela. Tillerson ha poi visitato paesi latinoamericani alleati sollecitando un cambiamento di regime e altre sanzioni economiche contro il Venezuela. Tillerson sta valutando il divieto di lavorazione o vendita di petrolio venezuelano negli Stati Uniti e sta scoraggiando altri paesi dall’acquistare petrolio venezuelano. Inoltre gli Stati Uniti stanno preparando il terreno per la guerra contro il Venezuela.

In una serie di tweet il senatore Marco Rubio, Repubblicano della Florida, dove vivono molti oligarchi venezuelani, ha sollecitato un colpo di stato militare in Venezuela:

Il mondo appoggerebbe le Forze Armate in #Venezuela se decidessero di proteggere il popolo & ripristinare la democrazia rimuovendo un dittatore.

Che assurdità! Rimuovere un presidente eletto mediante un colpo di stato militare per ripristinare la democrazia? E’ qualcosa che si può dire restando seri? Questo ritornello di Rubio e Tillerson pare essere l’insensata posizione pubblica della politica statunitense.

Gli Stati Uniti vanno cercando il cambiamento di regime in Venezuela sin dall’elezione di Hugo Chavez nel 1998. Trump si è unito ai presidenti Obama e Bush prima di lui nel continuare tentativi di cambiare il governo e mettere al potere un governo oligarca filostatunitense.

Ci sono arrivati più vicini nel 2002 quando un colpo di stato militare rimosse Chavez. Il comandante in capo dell’esercito venezuelano annunciò che Chavez si era dimesso e Pedro Carmona, della Camera di Commercio Venezuelana, divenne presidente ad interim. Carmona sciolse l’Assemblea Nazionale e la Corte Suprema e dichiarò nulla la Costituzione. Il popolo circondò il palazzo presidenziale e sequestrò stazioni televisive, Carmona si dimise e fuggì in Colombia. Nel giro di 47 ore civili e l’esercito reinsediarono Chavez alla presidenza. Il colpo di stato fu un punto di svolta che rafforzò la Rivoluzione Bolivarista, dimostrò che il popolo poteva sconfiggere un colpo di stato e denunciò gli Stati Uniti e gli oligarchi.

Le tattiche statunitensi di cambiamento di regime sono fallite in Venezuela

Gli Stati Uniti e gli oligarchi proseguono i loro tentativi di rovesciare la Rivoluzione Bolivarista. Gli Stati Uniti hanno una lunga storia di cambiamenti di regime in giro per il mondo e hanno provato tutti i loro strumenti di cambiamento di regime in Venezuela. Finora hanno fallito.

Guerra economica

Distruggere l’economia venezuelana è una campagna continua degli Stati Uniti e degli oligarchi. Ricorda il colpo di stato statunitense in Cile che pose fine alla presidenza di Salvador Allende. Per creare l’ambiente per il colpo di stato cileno il presidente Nixon ordinò alla CIA di “far urlare l’economia”.

Henry Kissinger ideò il colpo di stato segnalando che era in gioco un miliardo di dollari di investimento. Egli temeva anche che “l’insidioso effetto modello” dell’esempio del Cile inducesse altri paesi a rompere con gli Stati Uniti e con il capitalismo. Il massimo rappresentante di Kissinger nel Consiglio della Sicurezza Nazionale, Viron Vaky, si oppose al colpo dicendo: “Quella che proponiamo è palesemente una violazione dei nostri stessi principi e delle nostre dottrine politiche … Se questi principi hanno un qualche significato, normalmente ci discostiamo da essi solo per affrontare la minaccia più grave … la nostra sopravvivenza”.

Queste obiezioni restano valide per i recenti colpi di stato statunitensi, compresi Venezuela e Honduras, Ucraina e Brasile, tra gli altri. Allende morì nel colpo di stato e scrisse le sue ultime parole al popolo del Cile, specialmente ai lavoratori: “Viva il popolo! Viva i lavoratori!” Fu sostituito da Augusto Pinochet, un dittatore brutale e violento.

Per decenni gli Stati Uniti hanno condotto una guerra economica, “facendo urlare l’economia”, in Venezuela. Ricchi venezuelani hanno attuato sabotaggi economici aiutati dagli Stati Uniti con sanzioni e altre tattiche. Ciò include l’accumulo di cibo, forniture e altri beni di prima necessità in magazzini o in Colombia mentre i mercati venezuelani sono vuoti. La scarsità è usata per alimentare proteste, ad esempio “La marcia delle pentole vuote”, una copia carbone delle marce in Cile prima del colpo di stato dell’11 settembre 1973. La guerra economica è stata intensificata durante la presidenza Obama e sotto Trump, con Tillerson che oggi sollecita sanzioni economiche sul petrolio. Il presidente Maduro ha riconosciuto le difficoltà economiche ma ha anche detto che le sanzioni offrono l’opportunità di una nuova era di indipendenza e “inizia la fase della post dominazione da parte degli Stati Uniti, con il Venezuela di nuovo al centro di questa lotta per la dignità e la liberazione”. Il secondo in capo del Partito Socialista, Diosdado Cabello, ha detto: “[se loro] applicano sanzioni, noi applicheremo elezioni”.

Proteste dell’opposizione

Un altro strumento statunitense comune per il cambiamento di regime consiste nell’appoggiare le proteste dell’opposizione. L’amministrazione Trump ha rinnovato operazioni di cambiamento di regime in Venezuela e le proteste contro Maduro, iniziate sotto Obama, sono diventate più violente. Le proteste dell’opposizione hanno incluso barricate, cecchini e assassini, nonché danni diffusi. Quando la polizia ha arrestato i violenti gli Stati Uniti hanno affermato che il Venezuela si opponeva alla libertà di espressione e alle proteste.

L’opposizione ha cercato di usare la repressione della violenza per attuare la tattica statunitense di dividere l’esercito. I media statunitensi e occidentali hanno ignorato la violenza dell’opposizione e hanno invece incolpato il governo venezuelano. La violenza è diventata così estrema che è parso che l’opposizione stesse spingendo il Venezuela in una guerra civile di tipo siriano. Invece la violenza dell’opposizione le si è ritorta contro.

Le proteste violente fanno parte del repertorio statunitense dei cambiamenti di regime. Ciò è stato dimostrato nel colpo di stato statunitense in Ucraina, dove gli Stati Uniti hanno speso cinque miliardi di dollari per organizzare l’opposizione al governo, compreso il finanziamento statunitense e della UE di dimostranti violenti. Questa tattica è stata usata in iniziali colpi di stato statunitensi come il colpo di stato del 1953 in Iran contro il primo ministro Mossadeq. Gli Stati Uniti hanno ammesso di aver organizzato quel colpo di stato che pose fine alla breve esperienza democratica dell’Iran. Come nel caso del Venezuela il motivo chiave del colpo di stato iraniano fu il controllo del petrolio della nazione.

Finanziamento dell’opposizione

C’è stato un massiccio investimento statunitense nella creazione dell’opposizione al governo venezuelano. Decine di milioni di dollari sono stati apertamente spesi attraverso l’USAID, il National Endowment for Democracy e altre agenzie statunitensi collegate al cambiamento di regime. Non è noto quanto abbia speso la CIA attingendo al suo bilancio segreto, ma anche la CIA è stata coinvolta in Venezuela. L’attuale direttore della CIA, Mike Pompeo, ha detto di essere “speranzoso che possa esserci una transizione in Venezuela”.

Gli Stati Uniti hanno anche istruito capi dei movimenti d’opposizione; ad esempio Leopoldo Lopez è stato istruito in scuole private negli Stati Uniti, tra cui il Kenyon College associato alla CIA. E’ stato formato presso la Kennedy School of Government di Harvard e ha fatto ripetute visite all’agenzia di cambiamento di regime, il National Republican Institute.

Elezioni

Anche se gli Stati Uniti definiscono il Venezuela una dittatura, il paese è in realtà una democrazia forte con un eccellente sistema di voto. Osservatori delle elezioni controllano ogni elezione.

Nel 2016 la crisi economica ha condotto l’opposizione a conquistare la maggioranza dell’Assemblea Nazionale. Uno dei suoi primi atti è consistito nell’approvare una legge di amnistia. La legge ha descritto 17 anni di crimini, compresi reati violenti e terrorismo, commessi dall’opposizione. E’ stata un’ammissione di crimini dal colpo di stato del 2002 fino al 2016. La legge ha dimostrato un violento tradimento del Venezuela. Un mese dopo la Corte Suprema del Venezuela ha stabilito che la legge di amnistia era incostituzionale. Media statunitensi, promotori del cambiamento di regime e gruppi per i diritti umani contrari al Venezuela hanno attaccato la sentenza della Corte Suprema, mostrando la loro alleanza con i rei confessi.

Anni di proteste violente e di tentativi di cambiamento di regime e poi l’ammissione dei loro crimini in una legge di amnistia hanno fatto sì che gli oppositori della Rivoluzione Bolivarista abbiano perso potere e siano diventati impopolari. In tre elezioni recenti il partito di Maduro ha vinto elezioni regionali, locali e dell’Assemblea Costituente.

La commissione elettorale ha annunciato che le elezioni presidenziali si terranno il 22 aprile. Maduro correrà per la rielezione con il Partito Socialista Unito. Capi dell’opposizione quali Henry Ramos e Henri Falcon hanno espresso interesse a candidarsi, ma l’opposizione non ha deciso se partecipare o no. A Henrique Capriles, che ha perso di poco contro Maduro alle ultime elezioni, è stato vietato di candidarsi alla carica a causa di irregolarità nella sua campagna, tra cui il ricevimento di donazioni straniere. Capriles è stato un capo delle proteste violente. Quando è stata annunciata la sua messa al bando egli ha sollecitato proteste per rimuovere Maduro dalla carica. Al bando è stato messo anche Leopoldo Lopez, un altro capo delle proteste violente che è agli arresti domiciliari a scontare una condanna a tredici anni per aver incitato la violenza.

Ora gli Stati Uniti affermano che non riconosceranno l’elezione presidenziale e sollecitano un colpo di stato militare. Per due anni l’opposizione ha chiesto elezioni presidenziali ma ora non è chiaro se vi parteciperà. Sa di essere impopolare e probabilmente sarà rieletto Maduro.

E’ in arrivo una guerra contro il Venezuela?

Un colpo di stato militare rischia contrasti in Venezuela poiché il popolo, compreso l’esercito, è ben istruito riguardo all’imperialismo statunitense. Che Tillerson solleciti apertamente un colpo di stato militare lo rende più difficile.

Il governo e l’opposizione hanno recentemente negoziato un accordo di pace intitolato “Accordo di coesistenza democratica per il Venezuela”. Hanno concordato su tutti i problemi, compresa la fine delle sanzioni economiche, la programmazione delle elezioni e altro. Hanno concordato sulla data delle prossime elezioni presidenziali. Era inizialmente prevista a marzo, ma in una concessione all’opposizione, è stata spostata alla fine di aprile. Maduro ha firmato l’accordo anche se l’opposizione non ha presenziato alla cerimonia della firma. Ha fatto marcia indietro dopo che il presidente colombiano Santos, che stava incontrando il Segretario Tillerson, ha chiamato per dire di non firmare. Maduro renderà ora l’accordo un tema pubblico consentendo al popolo del Venezuela di firmarlo. Non riconoscere le elezioni e sollecitare un colpo di stato militare sono cose già abbastanza brutte, ma ancor più sconcertante è che l’ammiraglio Kurt Tidd, capo del Comando Sud, abbia tenuto in incontro a porte chiuse in Colombia dopo la visita di Tillerson.  L’argomento è stato la “destabilizzazione regionale” e il Venezuela è stato al centro dell’attenzione.

Un attacco militare contro il Venezuela dai suoi confini colombiano e brasiliano non è inverosimile. A gennaio il New York Times ha chiesto: “L’esercito degli Stati Uniti dovrebbe invadere il Venezuela?” Il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti stanno valutando l’uso della forza militare contro il Venezuela. Il suo capo di gabinetto, John Kelly, è stato in precedenza il generale a capo del Comando Sud. Tidd ha affermato che la crisi, creata in larga parte della guerra economica contro il Venezuela, richiede un intervento militare per motivi umanitari.

Preparativi di guerra sono già in corso in Colombia, paese che ha il ruolo di Israele per gli Stati Uniti in America Latina. Il governo golpista in Brasile ha aumentato del 36 per cento il suo bilancio militare e ha partecipato all’Operazione America United, la più vasta esercitazione militare della storia dell’America Latina. E’ stata una delle quattro esercitazioni militari degli USA con Brasile, Colombia e Peru in America Latina dal 2017. Il Congresso statunitense ha ordinato al Pentagono di sviluppare contingenti militari per il Venezuela nella legge di Autorizzazione della Difesa Nazionale del 2017.

Anche se c’è opposizione a basi militari statunitensi, spiega Patrick Jordan nel nostro programma radio, gli Stati Uniti hanno basi militari in Colombia e nei Caraibi e accordi militari con paesi della regione e pertanto il Venezuela è già circondato.

Gli Stati Uniti stanno mettendo nel mirino il Venezuela perché la Rivoluzione Bolivarista offre un esempio contro l’imperialismo statunitense. Un’invasione del Venezuela diverrà un altro pantano bellico che uccide venezuelani innocenti, soldati statunitensi e altri per il controllo del petrolio. Coloro che negli Stati Uniti appoggiano l’autodeterminazione dei paesi dovrebbero mostrare solidarietà ai venezuelani, divulgare il programma statunitense e denunciare pubblicamente il cambiamento di regime. Dobbiamo istruire le persone su che cosa sta realmente avvenendo in Venezuela per superare la falsa copertura mediatica.

Condividete questo articolo e l’intervista che abbiamo condotto su Clearing The Fog sul Venezuela e sul ruolo statunitense in America Latina. Il destino del Venezuela è cruciale per milioni di latinoamericani in lotta sotto il dominio dell’impero USA.

Da Znetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/is-a-military-coup-or-invasion-of-venezuela-next/

Originale: Popular Resistance

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.

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