Trump vuole rendere più facile iniziare una guerra nucleare

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Trump vuole rendere più facile iniziare una guerra nucleare

Di Mehdi Hasan

10 febbraio  2018

Ha tentato di avvertirci.

“Immaginate, se avete il coraggio…immaginatelo nello Studio Ovale davanti di fronte a una vera crisi,” ha detto Hillary Clinton nel suo discorso alla Convenzione Nazionale Democratica nel 2016, riferendosi al suo allora avversario Repubblicano, Donald J. Trump. “Un uomo che si può attirare con un tweet non è un uomo di cui ci si può fidare riguardo alle armi nucleari.”

Quattro mesi dopo, tuttavia, nel novembre 2016, quasi 63 milioni dei suoi connazionali americani, hanno votato per affidare 6.800 testate nucleari del loro paese a questo ex divo dei reality televisivi, irascibile e permaloso. Non dimenticatelo mai. Come presidente degli Stati Uniti che posseggono le armi nucleari, Trump- Trump! Ha il potere di distruggere l’umanità tante volte e allo stesso tempo di rendere il pianeta inabitabile.

Come se questo non fosse sufficientemente terrificante, la settimana scorsa, meno di 72 ore dopo il discorso sullo Stato dell’Unione, in cui Trump  la sua guerra di parole contro la Corea del Nord, la sua amministrazione ha annunciato che voleva rendere molto più facile al presidente iniziare un olocausto nucleare.

Forse vi siete perduti quella notizia piuttosto importante. Venerdì scorso, mentre i canali di informazione via cavo esponevano il Memoriale di Nunes, il Pentagono pubblicava il più recente suo  rapporto sulla strategia nucleare degli Stati Uniti o NPR (Nuclear Posture Review) che comprende due nuovi componenti piuttosto allarmanti.

Primo, mentre l’NPR di Barack Obama del 2010 per la prima volta escludeva un attacco nucleare contro stati che non hanno armi nucleari che sono ottemperano al Trattato di Non-Proliferazione nucleare, l’NPR di Trump va in direzione opposta e suggerisce che gli Stati Uniti dovrebbero usare armi nucleari in “circostanze estreme” per difendere gli “interessi vitali” degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Il documento afferma:

Le circostanze estreme potrebbero includere importanti attacchi strategici non-nucleari. Gli attacchi strategici nucleari non significativi comprendono, ma non sono limitati ad attacchi alla popolazione o alle infrastrutture americana, alleate o civile di stati partner, e attacchi agli Stati Uniti o a forze alleate che hanno il nucleare, al loro Comando e Controllo * oppure le capacità di valutazione dell’avvertimento e dell’attacco.

Capito? Trump vuole essere in grado di vendicarsi contro un attacco non-nucleare e forse perfino non militare alle infrastrutture degli Stati Uniti – per esempio un attacco informatico alla rete elettrica? – con un attacco nucleare che potrebbe uccidere centinaia di migliaia, se non milioni di persone. Definire sproporzionata una tale mossa, sarebbe un grave sottovalutazione.

Secondo, il nuovo NPR chiede il miglioramento di una nuova generazione di cosiddette armi nucleari a basso potenziale. Queste testate nucleari più piccole, suggerisce il documento, sarebbero tattiche, non strategiche, impiegate sul campo di battaglia invece che fatte cadere su una città. Il problema di questa discussione è che la bomba atomica usata contro Hiroshima (200.000 morti) e Nagasaki (70.000 morti)

potrebbero anche essere considerate armi nucleari a basso potenziale, in termini della loro capacità esplosiva.

C’è anche il chiaro abbassamento della soglia per l’uso delle armi nucleari: diventa più facile giustificare il lancio di una piccola arma nucleare sulla base di una forza esplosiva presumibilmente più bassa. Tuttavia “un’arma nucleare è un’arma nucleare,” come l’ex Segretario di Stato di Ronald Reagan, George Shultz, ha attestato al Comitato senatoriale dei Servizi Armati il giorno prima della pubblicazione del     di Trump. “Secondo me, una delle cose allarmanti è questa idea che possiamo avere qualcosa che si chiama piccola arma nucleare…e che in un certo modo è utilizzabile,” ha aggiunto Schultz. “La vostra mente arriva  all’idea che, certo, le armi nucleari diventano utilizzabili. E allora siamo realmente  nei guai, perché un grosso  “scambio” nucleare può cancellare il mondo.”

Sarebbe uno sviluppo preoccupante se qualche presidente degli Stati Uniti annunciasse con scarso dibattito o discussione, un piano sia per costruire armi nucleari più tattiche e usarle in replica ad attacchi non-nucleari; una strategia nucleare che rende l’uso delle armi nucleari più, non meno probabile. Quando, però, quel presidente è Donald J. Trump, dovrebbe essere ritenuta un’emergenza nazionale, se non globale.

Affinché non lo dimentichiamo, questo è un presidente che, durante la sua campagna elettorale, ha manifestato una completa ignoranza della “terna nucleare”;  ha chiesto un politica imprevedibile per le armi nucleari, mentre si rifiuta di escludere di usare le testate nucleari contro lo Stato Islamico o perfino in Europa (“perché è un posto grande”); ha chiesto tre volte a un consigliere per la politica estera durante un briefing di una sola ora: “Perché non possiamo usare le armi nucleari?”Questo è un comandante in capo che da quando ha assunto la carica un anno fa, ha chiesto un aumento decuplo del numero di armi atomiche americane; ha casualmente minacciato la Corea del Nord “con fuoco e furia come il mondo non ha mai visto”, e ha iniziato il 2018 vantandosi su Twitter  del suo pulsante nucleare “molto più grosso e molto più potente”.

“Dare a Trump nuove armi nucleari E nuovi modi di usarle, è come dare dei fiammiferi e della benzina Curious George,” * ha scritto l’esperto di armi nucleari Tom Collina dell’organizzazione  Ploughshares Fund, sul sito web della CNN, venerdì scorso. “Non finirà bene.” Oppure, come ha detto un importante ufficiale dell’esercito in pensione alla rivista The American Conservative, l’NPR fornisce a Trump “una specie di droga di passaggio per la guerra nucleare.”

Davvero. E anche prima della pubblicazione di questo documento aggressivo di strategia nucleare, un sondaggio del Washington Post e di ABC News di metà gennaio, ha rivelato che il 60% degli Americani non si fidavano che Trump gestisse responsabilmente la sua “autorità  di ordinare attacchi nucleari contro altri paesi,” mentre il 52% di questi erano molto o “alquanto” preoccupati che il presidente “possa lanciare un attacco senza giustificazione.”

Ricordate: i tribunali potrebbero essere in grado di annullare i suoi ordini esecutivi in quanto incostituzionali, e il Consigliere Speciale, Robert Mueller forse può essere in grado di incriminarlo per collusione o intralcio alla giustizia, ma non ci sono    pesi e contrappesi sull’autorità del presidente di dichiarare una guerra nucleare. Nessuna. Zero. Per citare Bruce Blair, un ex ufficiale addetto ai  lanci di missili nucleari e ricercatore per il Programma sulla Scienza e la Sicurezza Globale all’Università di Princeton: “Dobbiamo tutti affrontare il fatto che [il sistema politico degli Stati Uniti] dà a una persona il potere divino di mettere fine al mondo.”

Le domande che, quindi sono di gran lunga più importanti di qualsiasi altra nel 2018, sono: il narcisista capo programma di usare questo “potere divino?” Un Trump impulsivo e aggressivo ci farà uccidere tutti dando inizio a una guerra nucleare? Ogni altra cosa è rumore.

*https://it.wikipedia.org/wiki/Comando_e_controllo

*https://it.wikipedia.org/wiki/Curioso_come_George

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:https://zcomm.org/znetarticle/trump-wants-to-make-it-easier-to-start-a-nuclear-war/

Originale: The Intercept

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2018 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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