L’alleanza di Netanyahu con i Cristiani evangelici

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L’alleanza di Netanyahu con i Cristiani evangelici

di  Jonathan Cook

5 dicembre  2017

Per decenni la maggior parte degli Ebrei americani hanno rivendicato una “esenzione da Israele”: risolutamente progressisti per i problemi interni, sono aggressivi per la loro amata causa. Il razzismo a cui si opporrebbero se fosse applicato negli Stati Uniti, è benaccetto in Israele.

I servizi giornalistici del weekend hanno indicato che Donald Trump sta per riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, rovinando ogni piano di pace. Se è vero, il Presidente degli Stati Uniti avrà certamente dato la priorità all’appoggio per Israele e per le lobby  pro-Israele in patria – invece che al giustificata indignazione dei Palestinesi e del mondo arabo.

Paradossalmente, però, proprio quando gli Ebrei americani sembra che siano prossimi a vincere la battaglia internamente per conto di Israele, molti si sentono più alienati da uno stato ebraico come mai prima.

Per lungo tempo c’è stata una minoranza di Ebrei americani le cui preoccupazioni si sono concentrate sull’occupazione. Finora, però, il loro appoggi a Israele è stato incrollabile, malgrado il suo razzismo istituzionalizzato verso l’uno su cinque  della popolazione israeliana che è palestinese.

Una Legge del Ritorno nega ai non ebrei di emigrare a Israele. I comitati di ammissione bandiscono i membri della minoranza palestinese di Israele da centinaia di comunità. Un rifiuto di riunificazione della una famiglia ha distrutto famiglie palestinesi nel caso che un membro della coppia viva in Israele e l’altro nei territori occupati.

La maggior parte degli Ebrei hanno giustificato a se stessi questi e molti altri affronti poiché, dopo l’Olocausto europeo, si meritavano uno stato forte. I Palestinesi ne hanno dovuto pagare il prezzo.

Dato che metà degli ebrei del mondo vivono fuori da Israele – la grande maggioranza vive  negli Stati Uniti – il loro appoggio a Israele è fondamentale. Hanno donato somme enormi di denaro, aiutando a costruire città e a piantare foreste. E hanno fatti pressione in maniera aggressiva in patria per assicurarsi appoggio diplomatico, finanziario e militare per la loro causa. Sta, però, diventando sempre più difficile per loro ignorare la propria ipocrisia.

La frattura è diventata un abisso dato che il governo di destra di Benjamin Netanyahu

Amplia il suo assalto ai diritti civili. Ora prende di mira non soltanto i Palestinesi ma

i resti della società civile ebrea in Israele – in aperto disprezzo per i valori della maggior parte degli Ebrei americani.

Il singolare catalizzatore è una battaglia per il simbolo superstite più significativo della ebraicità: il Muro Occidentale (o del Pianto) *, un muro portante di un tempio di Gerusalemme perduto da lungo tempo.

Gli Ebrei negli Stati Uniti per lo più aderiscono ai valori progressisti di un secolarismo liberale o dell’Ebraismo riformato. In Israele, invece, gli Ortodossi inflessibili governano supremi in materia religiosa.

 

Fin dall’occupazione del 1967, i rabbini Ortodossi di Israele hanno controllato le preghiere del Muro del Pianto, emarginando le donne e altre correnti di giudaismo. Questo ha profondamente offeso l’opinione ebraica negli Stati Uniti.

Intrappolato tra i donatori americani e i potenti rabbini di Israele, inizialmente n Netanyahu ha accettato di creare uno spazio misto per la preghiera al Muro del Pianto per gli ebrei non ortodossi, ma quando, durante l’estate è montata l’opposizione in patria, ha ceduto. Le reazioni violente stanno ancora risuonando.

Avraham Infeld, un vecchio contatto israeliano con la comunità ebraica degli Stati Uniti, questa settimana ha detto al quotidiano Haaretz, che la crisi nelle relazioni era “senza precedenti”. Gli Ebrei americani hanno concluso che “a Israele non gliene frega niente di loro”.

Ora uno stretto alleato di Netanyahu ha alimentato il fuoco. In un’intervista alla televisione nel mese scorso, Tzipi Hotovely, vice ministra degli esteri, ha quasi accusato gli Ebrei americani di essere profittatori. Ha condannato il loro fallimento di combattere nelle forze armate americane o israeliane, dicendo che preferivano “vite comode”.

I suoi commenti hanno provocato un putiferio e sembrano l’eco di quelli dei principali rabbini ortodossi, che sostengono che gli Ebrei riformisti non sono veri Ebrei – e che forse sono anche dei nemici.

Secondo un servizio pubblicato sul giornale israeliano di estrema destra Makor Rishon, che è di proprietà del miliardario americano dei casino e protettore di Netanyahu, il primo ministro israeliano ha esposto la sua motivazione per aver sacrificato l’appoggio degli Ebrei liberali d’oltremare durante un recente incontro a porte chiuse con dei funzionari.

Si presume che abbia detto loro che gli ebrei non-Ortodossi sarebbero spariti fra “una o due generazioni” a causa della bassa natalità, dei matrimoni tra consanguinei e di una più generale assimilazione. Gli Ebrei liberali erano una “causa persa” secondo lui, e unita a una visione del mondo che era incompatibile con il futuro di Israele.

Sia per motivi demografici che ideologici, ha aggiunto, Israele dovrebbe investire nel coltivare legami più forti con gli Ebrei ortodossi e i Cristiani evangelici.

Le previsioni demografiche di Netanyahu potrebbero risultare sbagliate, ma stanno ora chiaramente spingendo le sue politiche verso gli Ebrei liberali in patria e all’estero.

Infatti, dato che gli attacchi di Israele ai liberali di Israele fanno eco alla retorica e alle politiche di Trump verso le minoranze negli Stati Uniti, gli Ebrei americani vengono costretti gradualmente a riesaminare il oro metodo di lunga data di due pesi e due  misure nei riguardi di Israele.

Per un po’di tempo, il governo di Netanyahu ha trattato come traditori le organizzazioni israeliane contrarie all’occupazione, come B’Tselem e il gruppo militare  di “Delatori”,Rompere il Silenzio. La settimana scorsa ha ampliato l’assalto.

Il ministro dell’Istruzione, Naftali Bednnett, ha accusato il gruppo legale di reduci: Associazione per i Diritti Civili in Israele (ACRI)  (versione israeliana dell’ Unione Americana per le Libertà Civili (ACLU), di “appoggiare i terroristi”. Quaranta anni di programmi dell’ACRI nelle scuole sono a rischio.

Questa mossa segue le recenti decisioni di permettere agli alunni di fornire risposte razziste agli esami di stato e di allargare la segregazione di genere anche alle università. Nel frattempo, due nuove leggi del partito di Netanyahu dovrebbero reprimere la libertà di parola per gli Israeliani che promuovono un boicottaggio, anche degli insediamenti. Una propone sette anni di carcere, l’altra una multa di 150.000 dollari.

Delle nuove linee guida hanno messo in grado la polizia di vietare l’accesso a luoghi di incidenti, per impedirne una copertura critica, specialmente della violenza della polizia.

Il ministro della Difesa, Avigdor Liebeman sta cercando di avere poteri più forti contro gli attivisti politici, sia ebrei che palestinesi, compresi ordini restrittivi draconiani e detenzione senza accuse o processo.

E per la prima volta, gli Ebrei d’oltremare vengono sottoposti a interrogatori al loro arrivo all’aeroporto di Israele, riguardo alle loro opinioni politiche. Alcuni hanno firmato un “giuramento di buon comportamento” cioè una promessa di evitare attività contro l’occupazione. Ai sostenitori ebrei dei boicottaggi può essere negato l’ingresso. Il governo di Netanyahu sembra preferire come alleati i Cristiani evangelici e la destra alternativa statunitense che ama tanto Israele quanto sembra che disprezzi gli Ebrei.

Israele sta tramando un futuro in cui gli Ebrei americani dovranno fare delle dure scelte. Possono continuare a identificarsi con un stato che apertamente volta loro le spalle?

https://it.wikipedia.org/wiki/Muro_Occidentale

 

Nella foto: Cristiani evangelici pregano per Gerusalemme a Gerusalemme.

Una versione di questo articolo è apparsa per la primo volta sul quotidiano, The National di Abu Dhabi

Jonathan Cook ha vinto il Premio Speciale  Martha Gellhorn per il Giornalismo. Tra  i suoi libri ci sono: “Israel and the Clash of Civilisations: Iraq, Iran and the Plan to Remake the Middle East” [ Israele e lo scontro di civiltà: Iraq, Iran e il piano per rifare il Medio Oriente] (Pluto Press) e Disappearing Palestine: Israel’s Experiments in Human Despair” [La Palestina che scompare: gli esperimenti di Israele di disperazione umana] (Zed Books).  Il suo sito web è: www.jonathan-cook.net.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/netanyahu-alliance-with-christian-evangelicals

Originale: The National

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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