Il Movimento Municipalista

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Di Eleanor Finley

 

Commento Giornaliero di Zcommunications- 24 Luglio

Fino a poco tempo fa l’idea che gli Stati Uniti potessero eleggere il mogul palazzinaro Donald Trump alla presidenza sembrava quasi impossibile. Eppure adesso sappiamo che questa proposizione impossibile si e’ realizzata e qundi dobbiamo chiederci: quali altre impossibilita’ potrebbero diventare realta’ ?

Fino a oggi l’opposizione popolare a Trump e’ stata espressa largamente attraverso le manifestazioni di massa e le proteste di strada. Nel giorno della inaugurazione di Trump circa 2.9 milioni di persone hanno manifestato in dozzine di citta’ negli USA. Questi momenti di demarcazione, come per esempio la Marcia delle Donne o la Marcia per la Scienza, danno l’opportunita’, estremamente necessaria, alla gente di una catarsi, di esprimere solidarieta’ e di riconoscere valori comuni. Eppure, in quanto proteste, esse sono intrinsicamente limitate. Nello specifico: esse non riescono a mettere insieme un programma per la trasformazione profonda delle istituzioni di cui la nostra societa’ ha bisogno in maniera disperata.

Al di la’ delle mobilitazioni, altamente visibili, esistono forme di opposizione municipalistiche a Trump che stanno prendendo forma e sostanza. Sotto la bandiera delle citta’ santuario, organizzazioni basate nelle comunita’, gruppi religiosi, difensori legali, centri di lavoratori e cittadini impegnti hanno continuato a tessere reti per la crisi per aiutare le famiglie di immigrati che vivono sotto il pericolo costante della deportazione. Questi progetti, strutturati largamente su basi di quartiere-per-quartiere, sfidano le assunzioni dominanti circa la partecipazione politica e fanno risaltare la domanda cruciale di cio’ che significa veramente essere un cittadino.

Allo stesso tempo  sindaci e  funzionari delle citta’ sono diventati alcuni degli opponenti piu’ vocali di Trump. Questo Giugno scorso quasi 300 sindaci, incluso nove su dieci delle dieci citta’ piu’ grandi degli Stati Uniti, hanno disobbedito agli ordini del Presidente e hanno ridato la loro adesione agli Accordi sul Clima di Parigi. Se queste dichiarazioni costituiscano davvero atti genuini di sfida politica o semplicemente gesti simbolici da parte di elites locali che cercano di far avanzare la loro carriera politica, in questo momento e’ un fatto tangenziale. Cio’ che importa e’ che durante questo periodo di caos politico senza precedenti, la gente sta’ chiedendo ai funzionari locali di agire a difesa delle loro comunita’ -senza riguardo della cittadinanza-piuttosto che secondo i desideri di un regime di estrema destra. Stanno guardando alle loro proprie municipalita’  come terreno di azione politica radicata e di autorita’ morale.

L’Alternativa Municipalista

All’interno di questo contesto, e’ emersa una piccola costellazione di piattaforme civiche che hanno lo scopo di trasformare il modo in cui le citta’ USA e le municipalita’ vengono fatte funzionare. Questi esperimenti di municipalita’, annullando le separazioni tra movimenti sociali e governi locali, si organizzano sulla base di municipalita’ esistenti o distretti che chiedono soluzioni socialmente giuste ed ecologiche a problemi che riguardano le comunita’ in toto. Perdippiu’ la loro agenda comune si estende molto oltre l’elezione di partiti progressisti agli incarichi locali. I municipalisti, pazientemente, attraverso una combinazione di educazione politica, mobilitazioni di base e riforme, cercano di riportare il potere decisionale indietro, nelle mani dei cittadini. Il municipalismo non e’ semplicemente una nuova strategia per i governi locali ma piuttosto e’ un sentiero verso la liberta’ sociale e la democrazia senza stato.

Il termine municipalismo stesso deriva da municipalismo libertario ideato durante gli anni ’80 dal teorico sociale e filosofo Murray Bookchin. Bookchin si riapproprio’ del termine libertario invocando il suo significato originale dall’anarchismo del diciannovesimo secolo. Bookchin pensava che concetti essenziali quali liberta’ sono stati sovvertiti, in maniera sbagliata, e sono stati appropriati dalla destra, e quindi era tempo per la sinistra di riprenderseli. Ciononostante, il termine libertario e’ stato abbandonato da molti dei nuovi esperimenti municipalisti. Recentemente, la piattaforma cittadina  Catalana, Barcelona en Comu’ (Barcellona in Comune) ha reso popolare il municipalismo come parte del suo progetto politico in Catalogna, Spagna. La loro versione del municipalismo si lega anche alla teoria e alla prassi dei commons, in cui essi si propongono di difendere le citta’ contro il turismo fugace e lo sviluppo urbano.

Il municipalismo si distingue per la sua insistenza nell’affermare che il problema di base per la societa’ e’ la nostra mancanza di potere decisionale. Il capitalismo e lo stato non causano solo tremende sofferenze materiali e disuguaglianze, ma essi ci deprivano anche della possibilita’ di ricoprire un ruolo significativo nelle nostre stesse vite e nelle nostre comunita’. Essi, appropriandosi del potere di prendere decisioni ci deprivano della nostra umanita’ e dello scopo delle nostre vite- ci deprivano dal significare qualcosa.

La soluzione,dal punto di vista dei municipalisti, e’ la democrazia diretta. Per ottenerla noi possiamo far crescere la nuova societa’ all’interno del guscio di quella vecchia, erodendo la legittimita’ popolare dello stato e dissolvendo il suo potere in assemblee popolari faccia-a-faccia e nelle confederazioni. Questo significa aver fede nel fatto che la gente e’ intelligente e che vuole cambiare le cose. Nelle parole di Bookchin, il municipalismo libertario presuppone un desiderio della gente democratico e genuino di bloccare i poteri crescenti dello stato nazione. La gente puo’ e deve diventare l’esperto delle sue proprie necessita’.

Non tutti i movimenti che si allineano con un programma municipalista si autodefiniscono come tali. Per esempio, il movimento per la liberta’ Curdo si richiama a un modello molto simile sotto la denominazione di confederalismo democratico. Bookchin stesso adotto’ piu’ tardi la denominazione di comunalismo per far risaltare le affinita’ tra le sue idee e la Comune di Parigi del 1871. Praticamente ogni regione e cultura nel mondo e’ fertile con qualche eredita’ storica di assemblee popolari, democrazia tribale o autogoverno senza stato. Il problema e’ come rivitalizzare questi lasciti e come usarli per erodere il dominio del capitalismo e dello stato sul resto della societa’.

IL Ruolo delle Citta’

Le municipalita’, i paesi, i villaggi, i quartieri e i vicinati delle citta’ costituiscono l’ambiente fisico attuale in cui queste politiche che ci rafforzano possono fiorire. Le citta’, storicamente, hanno raggruppato la gente facilitando la diversita’ incoraggiando allo stesso tempo le interazioni cross-culturali. Queste caratteristiche intrinsiche infondono le citta’ con una sensibilita’ umanistica- e, per estensione, anche con un potenziale radicale. Come posto da Hannah Arendt, la politica e’ basata sul fatto della pluralita’ umana. Le citta’ intrecciano molti tipi diversi di gente insieme in un arazzo ricco di vita quotidiana.

La paura e la diffidenza nelle citta’ hanno costituito un pilastro centrale del movimento di estrema destra di Trump. I Trumpisti hanno paura degli immigrati, della gente di colore e di coloro che giocano con le norme del genere. Essi hanno paura delle elites, del dominio politico e della precarieta’ economica che le scintillanti citta’, senza coscienza, rappresentano. Una serie di caricature trova posto nell’immagine presagistica di un cosmopolitanesimo decadente.

Questi antagonismi diventano anche peggiori quando si consideri l’incredibile disuguaglianza presente nelle maggiori aree metropolitane. La gentrificazione (quartieri popolari che vengono presi d’assalto da classi piu’ elevate, spingendo via gli abitanti originali Ndt) non e’ sufficiente per descrivere il massiccio dislocamento interno che sta avvenendo dappertutto negli USA. A San Francisco una piccola, modesta casa costa da 3.5 a 4 milioni di dollari; l’affitto di un appartamento semplice con una stanza da letto costa da 3.550 a 15.000 dollari al mese. Sotto le torri scintillanti dei miliardari dell’alta tecnologia, ci sono villaggi di tende che si incuneano in modo precario tra i pilastri di cemento dei sottopassaggi delle autostrade. Allo stesso tempo i poveri che lavorano vengono banditi in quartieri suburbani isolati, dove non c’e’ nessuna vitalita’ nelle strade e spesso nessun trasporto pubblico che funzioni.

Mentre i movimenti Europei si battono perche’ i residenti urbani non vengano scacciati dai loro quartieri, per il loro diritto alla citta’, negli USA noi ci troviamo nella posizione di dover trovare il modo di come reinserire la gente normale nel paesaggio urbano. Il Capitalismo ha fatto nascere citta’ Americane distorte. I loro vasti, prominenti spazi trasmettono il senso dell’impotenza e dell’alienazione delle relazioni sociali nella societa’ capitalista. Negli anni recenti, quel poco spazio vivibile che esisteva e’ stato ingoiato dal mercato immobiliare e dall’alta finanza. Questa presentazione distorta della vita urbana tende ad allargarsi sempre di piu’ verso l’esterno, convertendo terreni agricoli in parcheggi, piccoli negozi a proprieta’ familiare in enormi mall e comunita’ compatte in periferie suburbane senza lustro.

Il municipalismo puo’ ostacolare la tendenza diffidente, da parte dei lavoratori delle aree rurali, nei confronti delle citta’- e la gente diversa che ci vive- rimettendo il potere nelle mani della gente. I municipalisti, nelle citta’, possono spingere per progetti ideati per trasformare le caratteristiche urbane, ora inumane, fisiche e materiali. Un programma municipalistico dovrebbe provare alla fine a recuperare le aree urbane come posti dove la gente vive veramente e non va solo per fare lo shopping. Nei contesti rurali e suburbani, i municipalisti possono offrire una visione di decentralizzazione e indipendenza dallo stato che sia esente da bigottismo e abuso. La devozione  rurale alle industrie estrattive puo’ essere spezzata offrendo modi di vita ecologici legati ai processi decisionali locali e civici. Questi non sono compiti semplici ma sono essenziali ai cambiamenti sociali olistici di cui abbiamo cosi’ tanto bisogno.

Organizzarsi per il Potere Municipale

Il movimento municipalista negli USA oggi e’ come una piantina appena germinata. E’ piccola e delicata, fresca e traboccante di potenzialita’. Sebbene spesso cerchiamo la leadership nella sinistra in grandi citta’ come New York o Chicago, questi nuovi leader municipalisti hanno le loro radici in citta’ molto piu’ piccole incluso Jackson, nel Mississippi, e Olympia, nello stato di Washington. Forse questo non dovrebbe sorprenderci. Nel momento in cui le grandi citta’ vengono svuotate dei loro abitanti originali e del loro carattere, citta’ piccole e medie stanno offrendo maggiori opportunita’ per le interazioni comunali e per l’organizzazione.

Quest’estate ho avuto l’opportunita’ di incontrare alcuni leaders di diversi progetti municipali, incluso la Cooperation Jackson, la Seattle Neighborhood Councils (NAC), Portland Assembly, Olympia Assembly e Genese Grill’s District City Counsilor campagna di Burlington, Vermont. Questi attivisti, in maniera consistente, hanno fatto delle analisi sofisticate, hanno sollevato delle questioni stimolanti e hanno condiviso approcci innovativi per quanto riguarda l’organizzazione. Ma cio’ che mi ha impressionato di piu’ e’ stata la loro capacita’ di articolare delle idee utopiche con politiche di senso comune ideate per migliorare le vite delle persone. Le loro aspirazioni politiche sono reali e fondate sull’idea che il potere popolare puo’ realmente offrire soluzioni superiori ai difficili problemi sociali.

A Seattle, la Neighborhood Action Coalition (NAC), si formo’ durante il drammatico periodo che segui’ all’elezione di Trump. Come molti altri gruppi anti-Trump, il loro obiettivo principale e’ di proteggere i gruppi sociali che vengono bersagliati da crimini dovuti all’odio razziale e di fornire servizi immediati. Allo stesso tempo, invece di indire grandi, amorfe assemblee generali come Occupy Wall Street, la NAC ha delineato i suoi gruppi aderenti secondo la dozzina o piu’ dei distretti cittadini di Seattle. Ciascun gruppo di quartiere ha la possibilita’ di scegliere le sue proprie attivita’ e molti gruppi si sono evoluti attraverso una campagna porta-a-porta in cui hanno raccolto le opinioni della gente.

La NAC sta’ creando nuove forme di incontro tra i cittadini e i funzionari della citta’. Seattle si trova  al momento nel mezzo di un’elezione del sindaco che non ha nessun sindaco precedente come candidato. La NAC quindi sta ospitando una serie di assemblee di quartiere denominate  Candidate Jeopardy (domande per i candidati), durante le quali vengono poste domande ai candidati su una serie di questioni poste dai cittadini. Come il gioco televisivo Jeopardy, i candidati devono scegliere tra una serie di domande da facili a complicate.Chi scegliera’ i problemi di facile soluzione? dice un volantino che chiama a raccolta la gente nel Seattle Weekly. Chi scegliera’ quelli difficili? Avremo un Ken Jennings (un famoso partecipante a Jeopardy) nelle elezioni del 2017? Venite a vedere personalmente.

La NAC potrebbe forse trovare una faccia amichevole eletta nella persona di Nikkita Oliver, una dei favoriti, che e’ un’attivista di Black Lives Matter e che si e’ candidata sulla base di un programma per considerare i dirigenti locali responsabili nei confronti del pubblico. Se lei dovesse vincere, la situazione di Seattle potrebbe cominciare a rassomigliare a quella di Barcellona dove l’attivista radicale per i diritti alle case, Ada Colau, detiene il titolo di sindaco della citta’.

A Portland, in Oregon, l’organizzazione Portland Assembly usa un modello simile di consiglio a raggiera e assimila nuovi membri nelle pre-esistenti associazioni di quartiere di Portland. Queste stanno lavorando al momento per creare una coalizione a favore dei senza casa in tutta la citta’; essi richiedono anche una riforma radicale della polizia. La primavera scorsa, amici della Portland Assembly sono stati riportati in prima pagina dai giornali con il progetto Portland Anarchist Road Care. Dopo un inverno rigido che ha rotto tutti i records, attivisti con i ben noti vestiti dei black block“ con vestiti neri e bandane che ricoprivano le bocche- sono andati nelle strade cittadine con asfalto e pale e hanno riparato le buche. Anarchist road care (cura anarchica delle strade, Ndt) distrugge in maniera scherzosa la nozione che coloro che si richiamano a una societa’ senza stato sono solo reattivi, distruttivi e non pratici. Questo e’ anche un esempio eccellente di cio’ che Kate Shea Baird chiama pragmatismo duro- l’uso di piccoli miglioramenti per dimostrare che cambiamenti reali sono veramente possibili.

Forse il piu’ grosso e promettente movimento municipalistico negli USA oggi e’ rappresentato dalla Cooperation Jackson, un’iniziativa civica basata nel Profondo Sud degli USA. In una citta’ dove piu’ dell’85% della popolazione e’ di colore mentre il 90 percento della ricchezza e’ nelle mani di bianchi, la Cooperation Jackson stimola il potere popolare attraverso sviluppi economici partecipativi. Attraverso i decenni passati, la Cooperation Jackson e i suoi predecessori hanno formato una federazione di cooperative di proprieta’ dei lavoratori e altre iniziative per la produzione democratica ed ecologica. Questa base economica e’ quindi legata alle assemblee popolari, che determinano, in maniera allargata, le priorita’ dei progetti.

Come la NAC di Seattle, la Cooperation Jackson si impegna nelle elezioni locali e nel governo della citta’. Il nuovo sindaco di Jackson, Mississippi, Chokwe Antar Lumumba, viene da una famiglia di famosi radicali neri e ha stretti legami con il movimento. Lumumba ha espresso il suo supporto per l’iniziativa di Cooperation Jackson di costruire un Centro per la Produzione Comunitaria, un centro comunitario pubblico che si specializza nella stampa a 3 dimensioni e nella produzione digitale.

Il Potenziale Rivoluzionario del Municipalismo

Questi sono solo alcuni degli esperimenti municipalisti che stanno attuandosi attraverso tutti gli USA. Queste iniziative segnalano la nascita di un movimento democratico rivoluzionario? Ci possono salvare dalle fauci del fascismo e aiutarci a realizzare il nostro potenziale per una societa’ veramente multiculturale, femminista ed ecologica? Forse- e dovremmo tutti sperarlo. Infatti, qualcosa che somiglia a un nuovo paradigma municipalistico sta’ prendendo forma con l’assunzione che l’anti-fascismo, la liberazione femminista, la giustizia economica e la democrazia diretta sono interconnessi. L’entusiasmo per questo nuovo paradigma fermenta a livello delle citta’, dove principi diversi vengono incoraggiati da quanto li circonda ad assumere punti di vista umanistici.

Tuttavia, ci sono buone ragioni per i municipalisti per andare avanti con piedi di piombo e per essere cauti. Mentre i radicali di sinistra gettano le fondamenta dell’impegno politico di base, le organizzazioni di riforma progressiste, come MoveOn e Indivisible sono pronte a spingere queste energie indietro verso le politiche partitiche. Termini ambigui come democrazia partecipativa sono strumenti efficaci per coinvolgere la gente che non e’ a proprio agio con termini come radicale e rivoluzionario. Eppure questi stessi termini possono essere facilmente sfruttati da istituzioni come il Partito Democratico che, umiliato e rinsecchito della sua credibilita’, adesso guardano affamato alle elezioni cittadine e municipali.

Quindi, impegnandosi con movimenti progressisti sara’ senza dubbio qualcosa che rassomiglia a una chimera. Per un verso, essi possono costituire alleati importanti nelle campagne municipali e possono costituire punti di ingresso per i neofiti politici. Per l’altro verso, essi possono schiacciare un movimento popolare. E quando questi schemi centrati intorno allo stato falliscono, allora la gente diventa disillusa e arrabbiata- potenzialmente andando a portare la loro disillusione verso il supporto della destra estrema. Noi non abbiamo bisogno della, come The Nation (rivista di sinistra negli USA, Ndt) chiama allegramente, la nuova eta’ del progressivismo delle grandi citta’.  Noi abbiamo bisogno di un modo di vita non gerarchico che conferisca a tutti abbondanza di liberta’. Per i movimenti municipalistici odierni questo significa che:

  • Noi dobbiamo valorizzare la citta’ non come sono attualmente, ma come dovrebbero essere.

Dobbiamo infondere l’idea della cittadinanza con nuovi significati e richiedere che la cittadinanza radicale sia basata sulla partecipazione entro la comunita’ municipale, e non sull’approvazione burocratica dello stato.

  • Dobbiamo resistere alla tentazione di fidarci completamente di sindaci benevolenti e altre personalita’, non importa quanto carismatici o ben intenzionati, a meno che essi non cerchino modi di disperdere il potere dalle loro mani.

La rivoluzione e’ un lavoro paziente. Tutti noi, molto probabilmente, non saremo vivi per vedere la rivoluzione che noi cerchiamo. Eppure noi abbiamo piu’ mezzi a nostra disposizione di quanto pensiamo. La mitologia intrinsica degli Stati Uniti e’ quella della decentralizzazione. Murray Bookchin, nel suo libro La Terza Rivoluzione, descrive le maree di assemblee popolari che si scatenarono dalla loro base nella Nuova Inghilterra durante la Rivoluzione Americana, e che dilagarono nelle colonie del Sud. Gli Articoli della Confederazione e la Bill of Rights (Legge dei Diritti, Ndt) rappresentarono concessioni alla pressione del popolo. Il modo di pensare dei Confederati persiste nell’immaginazione popolare persino di alcuni dei piu’, apparentemente, individui conservatori della nostra societa’.

Oggi molta gente crede che non ci sia niente da fare riguardo al governo. Eppure niente dovrebbe essere piu’ lontano dalla verita’. L’amara lezione della vittoria di Trump dovrebbe significare che il cambiamento- sia per il meglio che per il peggio- e’ la sola costante negli affari dell’umanita’. La scrittrice di fantascienza e fantasy Ursula K. LeGuin, ha, in maniera molto eloquente, detto: Noi viviamo nel capitalismo. Il suo potere sembra senza uscite. E cosi’ era per il potere divino dei re. Ci si puo’ opporre a qualsiasi potere umano e gli esseri umani possono cambiarlo. Il movimento municipalista puo’ essere piccolo, ma il suo potenziale e’ rivoluzionario.

 

Eleanor Finley e’ una scrittrice, insegnante, attivista e municipalista. E’ anche un membro del consiglio dell’Istituto per l’Ecologia Sociale (ISE) e uno studente per il PhD in antropologia all’Universita’ del Massachussetts.

Z Communications, 215 Atlantic Ave, Hull, MA, USA 02045

Da Z Net Italy- Lo Spirito della Resistenza e’ Vivo

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Traduzione di Francesco D’Alessandro

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