Addio, Norman Pollack, 1933-2017

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Addio, Norman Pollack, 1933-2017

di Joshua Frank

16 giugno 2017

La settimana scorsa abbiamo perduto uno delle nostre voci più tenaci e prolifiche. Norman Pollack, dopo una lunga, dura battaglia con il cancro, è morto l’11 giugno nella sua casa in Michigan, con sua moglie Nancy accanto a lui. Aveva 84 anni.

L’eredità di Norman  si erge alta   dai suoi giorni nei movimenti per i diritti civili fino al suo incarico di ruolo a Yale e poi  all’Università statale del Michigan, non ha mai smesso di lottare per la giustizia sociale. Non è stato soltanto uno scrittore e uno studioso altamente stimato, è stato anche un padre, marito affettuoso, e un amico sincero di Counterpunch. Mi mancheranno molto i nostri frequenti scambi di email che andavano dalle sue uscite per andare a teatro con sua moglie Nancy, alle sue battaglie quotidiane nel corso dei molteplici cicli di chemioterapia. Non ho fatto mai l’esperienza di avere Norman come professore, ma immagino che sarebbe stata meravigliosa, anche se impegnativa. Spesso parlava con affetto dei suoi ex studenti, specialmente di quelli che portavano la torcia di una vita da attivisti.

Mentre le opinioni politiche di Norman erano complesse, erano anche chiare. Credeva nel vero populismo di destra e nel corso degli anni ha scritto vari libri sull’argomento. Ha sostenuto la costruzione di un’opposizione dalle fondamenta,  a tutti i costi. Soprattutto, è stato sempre fermo nella sua convinzione che la classe dei lavoratori ha lo spirito di  costruire  una genuina trasformazione progressiva della società. E se questo non fosse accaduto,  sosteneva Norman,  gli Stati Uniti sarebbero caduti in una spirale fascista e di fatto credeva che avessimo  già intrapreso quel percorso  infido.

Norman era uno schietto ebreo radicale che difendeva i diritti dei Palestinesi e di altri popoli indigeni. Era un critico feroce delle amministrazioni di Bush e di Obama, specialmente dell’extraordinary rendition *,  della guerra con i droni e della politica degli Stati Uniti in Medio Oriente, e tuttavia ha lasciato tante pallottole nel suo cannone per danneggiare lo spettacolo  di Donald Trump.

Nel mondo accademico i marxisti sono rari in questi giorni, e Norma  forse è stato l’ultimo della sua generazione. Ha apertamente riconosciuto il merito di Gabriel Kolko di essere stato  la persona più importante che ha influenzato il suo pensiero politico, e, come Kolko, gli scritti di Norman continueranno a influenzare il nostro discorso politico nei decenni futuri. Mi ricordo che Norman mi diceva quanto gli mancava Kolk, quando morì e posso dire la stessa cosa di Pollack adesso. Ne sentiremo profondamente la mancanza.

Ritorno spesso alle parole, specialmente alla sua condanna del dominio di Israele sui Palestinesi. Pochi hanno scritto su questo argomento con più passione e disprezzo. Ecco un frammento tratto da un saggio che Norman ha scritto per noi nel 2015, intitolato Israel’s Defamation of Judaism: The Rape of the Palestinian People                                                       [La diffamazione di Israele del giudaismo:  lo stupro  del popolo palestinese]:

“Il bombardamento di Gaza dell’estate scorsa, una replica di quello di Guernica come esercitazione più lunga di dominio, in cui l’artiglieria ha sostituito i bombardieri in picchiata, è stata semplicemente un esempio dell’odio accumulato e del disprezzo mostrato verso i palestinesi, cioè una mentalità contorta che ha superato la linea tra  punitività e psicosi assoluta,  come se schiacciassero un formicaio. Gli israeliani non riconoscono l’umanità delle loro vittime, e forse non le considerano neanche  vittime, ma come  semplici oggetti da essere maltrattati, e, come utile oggetto di lezione per loro, ignorati, con le loro case demolite, la loro terra portata via, la scienza dell’umiliazione elevata ad arte.”

Auguriamoci di poter rimanere vigili come Norman, che, proprio fino ai suoi ultimi giorni, mentre lottava ricevendo cure palliative,  ha lavorato insieme a Nancy per terminare il suo libro  Capitalism, Hegemony and Violence in the Age of Drones [Capitalismo, egemonia e violenza nell’età dei droni], di cui si sta attualmente  preparando la pubblicazione.

Addio, Norman, faremo del nostro meglio per mantenere viva la tua lotta. Il tuo spirito continuerà a vivere per sempre.

https://it.wikipedia.org/wiki/Extraordinary_rendition

JOSHUA FRANK è caporedattore di CounterPunch. Il suo libro più recente è: Hopeless: Barack Obama and the Politics of Illusion, co-redatto  con Jeffrey St. Clair pubblicato da  AK Press. Si può contattare su [email protected] Lo si può cercare su Twitter @joshua__frank.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://www.counterpunch.org/2017/06/16/farewell-dr-norman-pollack-1933-2017/

Originale : Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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