“Per i molti, non i pochi”

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“Per i molti, non i pochi”

Di Ben Dangl

10 giugno 2017

Il Primo Ministro britannico Thresa May ha di recente indetto elezioni a sorpresa per l’8 giugno nel tentativo di ottenere un mandato più potente per il Partito Conservatore in anticipo sui negoziati per la Brexit.

Tuttavia, il piano della May le si è ritorto contro perché i Conservatori hanno perduto la maggioranza dei seggi nella votazione. Ora nessun partito detiene una maggioranza

assoluta al Parlamento.

Mentre il Partito Conservatore ha perduto dei seggi, il Partito Laburista guidato da Jeremy Corbyn ha ottenuto un ulteriore 24% dei seggi e la maggior percentuale di voti  dal 2005.

Questi aumenti da parte del Partito Laburista sottolineano la fattibilità di una piattaforma socialista in un periodo di ripresa di destra e neoliberale.

I risultati dell’elezione sono stati “incredibili” per il Partito Laburista, ha detto Corbyn alla BBC dopo la votazione.

“Il Partito che ha perduto in questa elezione è il Partito Conservatore,” ha detto. “Gli argomenti che ha proposto il Partito Conservatore hanno perso. Penso che abbiamo necessità di un cambiamento.”

Ha affermato che il Partito Laburista non ha perso. “Abbiamo guadagnato seggi in ogni regione del paese, abbiamo  ottenuto tre milioni in più di voti con un’affluenza molto più alta. Penso che sia un risultato molto buono.”

I risultati elettorali collocano il Partito Laburista come formidabile partito di opposizione e indicano la popolarità della sua piattaforma anti-austerità e socialista, capeggiata da Corbyn.

“Ciò che è accaduto è che la gente ha detto di averne avuto abbastanza della politica di austerità,” ha detto Corbyn in un discorso dopo le votazioni; “ne hanno avuto abbastanza di tagli alle spese pubbliche, di finanziamenti insufficienti per il servizio sanitario nazionale, per le nostre scuole e il servizio per l’istruzione, e di non dare

ai nostri giovani la possibilità che meritano nella nostra società.”

Corbyn è stato eletto per la prima volta come Membro del Parlamento nel 1983 a Islington, un’area di sinistra di Londra. E’ da molto tempo  leader sindacale, pacifista e attivista per i diritti umani e ha inveito contro l’appoggio del suo partito alla guerra in Iraq quando governava Blair.

Nella recente elezione, molti votanti sono stati  attratti  verso  la piattaforma socialista del Partito Laburista, delineata nel suo nuovo manifesto, con il titolo: “Per i molti, non per i pochi.”

Il manifesto è un documento radicale che affronta direttamente  le politiche di austerità, privatizzazione e neoliberalismo.

Chiede ampio accesso all’istruzione, assistenza sanitaria universale, nazionalizzazione dei servizi di pubblica utilità,  abolizione delle rette universitarie,   sicurezza economica per i lavoratori, massiccia espansione dell’edilizia abitativa pubblica e maggiori sforzi per le imposte,  per redistribuire la ricchezza dalle grosse aziende e dal 5% più ricco della popolazione ai lavoratori.

I piani del partito cancellerebbero i tagli ai sussidi pubblici  aumenterebbero il salario minimo a  15 dollari all’ora, vieterebbero  tirocini  non pagati, potenzierebbero la capacità organizzativa dei sindacati, fornirebbero  assistenza  gratuita ai bambini in età prescolare e pranzi gratuiti a tutti gli alunni della scuola primaria, e abbasserebbero l’età minima per votare a 16 anni.

“Costruiamo una Gran Bretagna  che lavori per i molti, non i pochi,” ha scritto Corbyn nel manifesto. “Misureremo il nostro successo economico non in base al numero dei  miliardari, ma alla capacità della nostra gente di vivere vite più ricche.”

Il manifesto chiede una revisione della politica estera della Gran Bretagna.

“Metteremo la risoluzione dei conflitti e i diritti umani al centro della politica estera,” dichiara il documento, “ci impegneremo a operare attraverso l’ONU, a porre fine al sostegno per le guerre  di intervento unilaterali aggressive e ad appoggiare un’azione efficace per alleviare la crisi dei rifugiati.”

Subito dopo il recente attacco terroristico a Manchester, Corbyn ha coraggiosamente collegato la violenza terrorista in Gran Bretagna con la politica estera del paese.

“Cambieremo anche quello che facciamo all’estero,” ha detto, parlando delle nuove piattaforme del suo partito. “Molti esperti, compresi i professionisti dei nostri servizi di intelligence e della sicurezza, hanno indicato i collegamenti che ci sono tra le guerre che il nostro governo ha appoggiato  o combattuto in altri paesi, come la Libia, e il terrorismo qui in patria.”

Ha promesso di assicurare che “la nostra politica estera riduca invece che accrescere la minaccia verso il nostro paese.”

L’ascesa di Corbyn e il successo del Partito Laburista sono stati osservati con eccitazione dalle persone di sinistra in tutto il mondo.

Nel 2015 il Senatore Bernie Sanders ha applaudito l’elezione di Corbyn a leader del Partito Laburista.

“In un’epoca  di disuguaglianza tra  reddito  di massa  e ricchezza,  in tutto il mondo, sono lietissimo di vedere che il Partito Laburista britannico ha eletto Jeremy Corbyn come suo nuovo leader,” ha detto Sanders. “Abbiamo bisogno di leadership in ogni paese del mondo che dica alla classe dei miliardari che non possono avere tutto.”

Bejamin Dangl ha un Dottorato di ricerca della McGill University ed è direttore di TowardFreedom.com che fornisce una prospettiva progressista riguardo agli eventi mondiali.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/for-the-many-not-the-few

Originale: Toward Freedom

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

 

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