Libano: edonismo e guerra

Redazione 14 maggio 2017 1
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Libano: edonismo e guerra

Di Andre Vltchek

12 maggio 2017

I campi dei rifugiati palestinesi sono in fiamme in tutto il paese, come conseguenza delle dispute tra fazioni rivali, ma anche delle ‘sgradevoli’ influenze   dall’estero. Come tutti sanno, qui ci sono, per esempio, i militanti affiliati ad Al-Qaida che si nascondono al sud.

Ci sono incursioni israeliane in Libano, sia per via di terra che di mare. Ci sono anche  i droni che di solito si levano in volo da Israele e percorrono tutto lo spazio aereo libanese.

C’è grande tensione tra Israele ed Hezbollah riguardo alla Siria, ma non soltanto per questo.

Le forze armate libanesi stanno combattendo anche contro DAESH  ma in maniera ‘indipendente’.

Nel settimo anno di guerra in Siria, ci sono ancora più di 1 milione di rifugiati siriani

che vivono sul territorio libanese, alcuni in condizioni orribili, e molti con un futuro estremamente incerto. Il numero preciso è sconosciuto (l’UNCHR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha smesso di registrare tutti i nuovi arrivi più o meno due anni fa), ma si pensa che il numero oscilli tra 1 e 2 milioni.

La tensione sta montando tra la comunità siriana e quella libanese, dato che ora competono  per i posti di lavoro già  scarsi  e i servizi pubblici (comprese delle utenze basilari come l’acqua), mentre i rifugiati palestinesi sono stati bloccati in Libano già da decenni avendo pochi diritti  sociali, politici ed economici.

C’è poi l’espansione della  droga, dalla sua produzione (principalmente nella Valle della Bekaa) fino al consumo smodato che se ne fa a Beirut.

Si è finalmente formato un governo nel dicembre 2016, dopo più di due anni e mezzo di assenza di qualsiasi amministrazione funzionante. Il Primo Ministro, tuttavia, è un musulmano Sunnita, Saad Haa        riri ch è apertamente ostile alla Siria e che ha espresso esplicitamente il suo appoggio agli attacchi degli Stati Uniti contro il paese confinante. Hariri da lungo tempo accusa Hezbollah e la Siria di avere assassinato suo padre, Rafik Hariri, nel febbraio del 2005. Hariri ha la doppia cittadinanza: quella del Libano e quella dell’Arabia Saudita dove è nato (a Riyadh). D’altra parte il Presidente del Libano è ora un Cristiano Maronita, Michel Aoun di 83 anni che è andato al potere grazie al sostegno continuo datogli da Hezbollah, fatto che lo mette in contrasto con il Primo Ministro.

C’è una lotta continua, anche uno stallo, tra i ‘partiti politici’ (questi in Libano sono spesso sinonimi di divisioni settarie) riguardo a svariati problemi come la legge elettorale, la gestione dei rifiuti, le alleanze politiche internazionali, i finanziamenti militari stranieri, la discriminazione basata sul genere, gli impieghi e anche tutti i servizi sociali fondamentali (o la grave mancanza di questi).

Il Libano è letteralmente circondato da conflitti perpetui. La Siria, paese in seria agonia, è proprio nella ‘porta accanto’, a nord e ad est del minuscolo Libano, mentre il potente ed aggressivo stato di Israele sta minacciando il paese da Sud. Le truppe delle Nazioni Unite stanno pattugliando la cosiddetta “UN 2000 Blue Line” (Linea Blu 2000 dell’ONU), cioè  il confine di fatto tra Libano e Israele. Infatti l’UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon – Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite ) da anni ‘copre’ una gran parte del territorio. Sembra tutta una zona di guerra.

Infatti la regione consiste di una serie di conflitti temporaneamente dormienti che sono pronti a esplodere di nuovo, in ogni momento, con forza distruttiva e omicida.

Anche le Alture del Golan, occupate e devastate, sono appena al di là del confine. Ufficialmente, le Alture fanno ancora parte della Siria, ma gli Israeliani hanno già

epurato la maggior parte della popolazione della zona, trasferendola con i loro cittadini.  Durante la mia visita di circa quattro anni fa, la situazione era già disperata; la zona era “sfregiata”  da fili spinati, con postazioni militari israeliane e veicoli dappertutto. Molte case locali erano distrutte, come ‘punizione’. Se si va in macchina fino all’estremo geografico, si possono vedere le Alture del Golan dal Libano. Si può anche vedere Israele, mentre la Siria è ‘sempre là’, proprio dietro le montagne brulle e maestose.

I pacieri dell’ONU arrivano da tutte le parti del mondo, compresa la Corea del Sud, l’Indonesia e l’Europa. Proprio prima che finisca l’Autostrada costiera, vicino alla città di Tiro, gli automobilisti passano attraverso l’ultimo posto di controllo libanese. Inizia l’area protetta dall’UNIFIL, con veicoli blindati, sacchetti di sabbia e torri di osservazione. Si legge, sui blocchi di cemento destinati a rallentare il traffico: “Pace al Libano, Gloria alla Corea!”

I campi dei rifugiati palestinesi sono straripanti. I rifugiati siriani (alcuni in condizioni terribili) lavorano come schiavi nella Valle della Bekaa, chiedono l’elemosina a Sidone e a Beirut, o, se sono ricchi, affittano sontuosi condomini  sul  lungomare, la Corniche, di Beirut.

Malgrado tutta la sua spavalderia, il Libano è spaventato; è pietrificato.

Tutti sanno che Israele potrebbe colpire di nuovo, in ogni momento. Si dice che gli Israeliani stiano già rubando il petrolio libanese dai fondali marini, ma il paese debole e quasi totalmente indifeso non può fare quasi nulla contro una delle più potenti forze militari della terra.

In tutto il paese ci sono ‘cellule dormienti’ di ISIS (DAESH) e di altri gruppi estremisti militanti, che  traboccano  dalla Siria devastata dalla guerra. L’ISIS sta sognando un ‘califfato e l’accesso al mare’. Il Libano è proprio là, una ‘posizione perfetta’.

Sia la Russia che la Cina mantengono qui un profilo relativamente basso, non essendo troppo interessate ad operare in questo clima politico diviso e incerto. In Libano rimangono pochissime lealtà permanenti che spesso cambiano e che di frequente dipendono da “finanziamenti esterni’.

L’Arabia Saudita e l’Iran sono sempre presenti qui, così come l’Occidente. Hezbollah (che è su varie ‘liste’ di organizzazioni terroriste dell’Occidente), è l’unica forza del tutto libanese capace di e disponibile a fornire almeno alcuni servizi sociali di base per i poveri e anche una difesa determinata, militare ed ideologica, contro Israele.

Molti analisti politici ora predicono che il Libano crollerà totalmente e presto. Però è ancora lì, determinato e sprezzante. In che modo, nessuno lo sa. Per quanto tempo, è un mistero totale.

Protetto dalle pattuglie dell’ONU, straripante di rifugiati, il Libano splende nella notte. Le sue Ferrari girano nelle strade, senza  silenziatori,  fino alle prime ore del mattino. I suoi locali notturni seducono i visitatori edonisti che arrivano dal Golfo. I suoi cinema d’arte sono buoni o anche migliori di quelli di Parigi. Al Centro Medico dell’ AUB (Università Americana di Beirut), i migliori chirurghi del Medio Oriente curano le più orribili ferite di guerra della zona.

Qui, la guerra e l’indulgenza verso se stessi vivono fianco a fianco. Alcuni dicono che non è altro che puro cinismo. Altri sosterrebbero: “No, è la vita! Vita del mondo del 21° secolo; scoperta, portata agli estremi, ma, a modo suo, onesta.”

Pubblicato per la prima volta da NEO (New Eastern Outlook) http://journal-neo.org/

Andre Vltchek è un filosofo, romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Ha scritto articoli sulle guerre e i conflitti in dozzine di paesi. Tre dei suoi libri più recenti sono: Il romanzo rivoluzionario “Aurora”, e due opere di successo di saggistica: 

Exposing Lies of the Empire” [Smascheramento delle menzogne dell’Impero] e “Fighting Against Western Imperialism [Lotta contro l’imperialismo occidentale] Guardate altri suoi libri su: http://andrevltchek.weebly.com/books.html. Andre sta realizzando documentari per teleSUR e Al-Mayadeen. Guardate Rwanda Gambit, il suo documentario  sul Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo.

Dopo aver vissuto in America Latina, in Africa  e in Oceania, Vltchek attualmente risiede  in Asia Orientale e in Medio Oriente  e continua a lavorare in tutto il mondo. Può essere raggiunto sul suo sito web http://andrevltchek.weebly.com/ e su Twitter https://twitter.com/AndreVltchek

Nella foto: soldati israeliani in addestramento sulle alture del Golan.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: www.znhttp://www.counterpunch.org/2017/05/12/lebanon-hedonism-and-war/

Originale: NEO

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 14 maggio 2017 alle 12:45 - Reply

    Più volte annientato è rinato ed ora é preda della nostra disumanizzazione indifferente, così il Libano resiste per non perdere la sua vocazione interculturale mentre accoglie umanità, raccoglie disinteresse e rimane vittima del peggiore sciacallaggio

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