Lo stato perdente della guerra

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Lo stato perdente della guerra

Di Ralph Nader

12 maggio 2017

Gli Stati Uniti sono ancora impantanati in Afghanistan (l’occupazione che dura da 16 anni è la più lunga nella storia americana) e in Iraq (fin dall’invasione incostituzionale, illegale del paese iniziata 14 anni fa).

Con circa 30.000 combattenti scarsamente equipaggiati, i Talebani hanno contenuto un esercito afgano equipaggiato e addestrato dagli Americani otto volte più grande come numero di soldati, più le forze statunitensi che oscillano tra i 100.000 nel loro momento migliore e gli 8.500 di adesso, più i contractor – tutti  con armamenti moderni di aria, mare e terra non secondi a nessuno.

Inoltre i Talebani, hanno continuato ad avanzare e a controllare il 30/40% della popolazione, secondo il Wall Street Journal.

In Iraq, negli anni di Bush, gli Stati Uniti avevano migliaia di soldati e di contractor, e oggi, tuttavia, il paese è ancora nell’agonia di una guerra civile, dove una minaccia in precedenza inesistente, l’ISIS, con meno di 15.000 combattenti si è opposta con successo a un enorme esercito iracheno appoggiato dagli addestratori e dall’aviazione statunitensi.

Come è possibile? “Siamo vulnerabili,” scrive l’autore militare William Grieder: “perché la nostra presunzione di superiorità inespugnabile ci porta sempre più profondamente in conflitti militari che non si possono vincere.”

Sulla rivista  The Atlantic, Jim Fallows afferma che le nostre forze armate sono “le forze combattenti meglio equipaggiate della storia…anche quelle meglio addestrate, motivate e disciplinate che durante gli anni di leva nell’esercito.” Cionondimeno conclude: “Tuttavia, ripetutamente queste forze sono state sconfitte da nemici meno moderni, peggio-equipaggiati e scarsamente finanziati. Oppure hanno vinto scaramucce e battaglie soltanto  per  perdere o per essere impantanati in una guerra più vasta.”

Le cose peggiorano. Meno di 3.000 combattenti dell’ISIS hanno preso l’improvviso controllo di Mosul nel 2013, la seconda città più grande dell’Iraq con oltre un milione di abitanti. Anche se erano in grande inferiorità numerica rispetto all’esercito e alla polizia irachena che sono scappati, l’ISIS ha continuato a controllare oltre un terzo dell’area terrestre dell’Iraq. Gli iracheni e le forze armate statunitensi stanno ora distruggendo Mosul Ovest per salvarla dalle poche rimanenti centinaia di combattenti dell’ISIS.

Fallows cita l’ex  funzionario dell’intelligence militare, Jim Gourley, che ha detto: “E’ chiaro in modo inconfutabile che le forze armate statunitensi non sono riuscite a ottenere nessuno dei loro scopi strategici in Iraq.”

Mettendo da parte le domande fondamentali sul perché abbiamo invaso l’Iraq e continuiamo a occupare l’Afghanistan molto tempo dopo l’11 settembre, gli americano sono autorizzati a chiedere in che modo le continue occupazioni americane in Medio Oriente servono a qualche tipo di interesse vitale nazionale e perché continuano a fallire.

In questa analisi, lo storico militare Thomas Ricks scrive che “un fattore importante del fallimento” è che nessuno viene sospeso dagli alti ranghi militari a causa di inefficacia nei combattimenti.” Ci sono però altre ragioni se si percorre tutta la catena del comando. Gli aerei cargo  trasportano biglietti da 100 dollari in grande quantità

all’aeroporto di Kabul come parte di un vasto sistema di corruzione/estorsione che indebolisce l’opposizione ai talebani il cui appello alle masse, malgrado il loro violento dominio su di esse, è di cacciare via gli invasori stranieri. E’ una motivazione molto potente che manca tra le forze afgane e i politici che gli Afgani considerano dei burattini degli Stati Uniti e dei loro alleati occidentali.

L’Ammiraglio in pensione Mike Mullen dice un’altra cosa importante riguardo “il crescente distacco tra il popolo americano e i militari.” Osserva che “un numero sempre minore di [cittadini americani] conoscono qualcuno tra i militari. E’ semplicemente troppo facile andare in guerra.”

La facilità con cui accettiamo gli interventi militari, è in gran parte dovuta a una clamorosa inadempienza dei doveri da parte del Congresso che permette alla Casa Bianca di dare inizio a guerre grandi e piccole, senza autorità legale. Il Congresso è l’unico ramo del governo costituzionalmente autorizzato a dichiarare guerra e a dare finanziamenti appropriati per la guerra. La guerra libica, che è stata spinta da Hillary Clinton e da Barack Obama (e contrastata dal Segretario alla Difesa, Robert Gates), e stata dichiarata senza cercare o l’autorità legale o i fondi dal ramo legislativo. L’amministrazione Obama ha sottratto somme di denaro dal bilancio non verificabile del Pentagono per dare inizio a quel prolungato disastro in Libia e nei paesi africani confinanti.

Ascoltando le sedute del Comitato per Servizi Armati della Camera dei Rappresentanti e del Senato*, si trova una piaggeria e un livello degli interrogatori agli ufficiali del Pentagono da parte  dei legali che imbarazzerebbe un mediocre studente di scuola superiore.

Però il Senato e i Rappresentanti hanno le loro ragioni. Semplicemente non vogliono la responsabilità dell’azione militare eccetto che per  fornire un assegno in bianco ottenuto dai contribuenti per il Dipartimento e i suoi avidi contractor spreconi che finanziano le loro campagne. Infine, i membri del Congresso non ottengono ora alcun calore dagli elettori distaccati, indifferenti (con poche eccezioni) o durante le elezioni o tra l’una e l’altra. Notate che non c’è mai un dibattito da parte dei candidati riguardo al bilancio militare – su come è usato o sprecato finanziariamente e strategicamente (tuttavia i candidati promettono sempre più dollari per il bilancio della Difesa).

Come crudele insulto finale per i nostri figli e nipoti, il Congresso, rifiutando di finanziare le guerre finché continuano, ha costruito un immenso deficit che le generazioni future pagheranno.

Il Colonnello in pensione Andrew Bacevich ha scritto: “Le persone non toccate (o apparentemente non toccate dalla guerra) è molto meno probabile che se ne preoccupino. Dato che sono persuase di non avere niente da perdere, permetteranno allo stato di fare qualsiasi cosa desidera.”

Collettivamente, però, tutti  abbiamo  da perdere. Considerate i bisogni insoddisfatti nel nostro paese, le infrastrutture cadenti, i tipi di ambiente tossici e i costi corrosivi del corporativismo che sfuggono all’applicazione della legge che proteggerebbe i consumatori e i lavoratori.

Sono i membri del Congresso che non hanno nulla da perdere. Pochissimi dei loro figli sono nelle forze armate. Se gli americani chiedessero l’attuazione di una legge di

una pagina che richiede di arruolare i figli e i nipoti di robusta costituzione dei membri del Congresso ogni volta che loro e la Casa Bianca fa precipitare il nostro paese in guerra, si vedrebbe un Congresso molto vigile che  presta attenzione ai suoi doveri e alle sue responsabilità costituzionali.

Perché non chiedere ai vostri Senatori e Rappresentanti di mettere questa proposta di legge nel programma?

*http://www.snowviewfarm.com/che-cosa-e-il-comitato-dei-servizi-armati-del-senato/

Nella foto: Ralph Nader

Ralph Nader è un rappresentate legale dei consumatori, avvocato  e  autore  del libro: Only the Super-Rich Can Save Us! (Soltanto I super ricchi possono salvarci).

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/05/12/the-losing-warfare-state/

Originale :  Commondreams.org

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

 

 

 

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One thought on “Lo stato perdente della guerra

  1. attilio cotroneo il said:

    Non si tratta di vincere guerre ma di creare miseria e caos per giustificare armi e repressione