Comprendere i motivi della Corea del Nord

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Comprendere i motivi della Corea del Nord

Di Isaac Stone Fish

19 aprile 2017

Come i suoi predecessori,  Donald J Trump sta cercando di capire in che modo gestire le provocazioni della Corea del Nord – forse il paese si sta preparando al suo sesto test nucleare – e in che modo costringere la Cina ad aiutare a limitare le ambizioni di Pyongyang in campo nucleare.

Domenica, il Pentagono ha schierato un gruppo da combattimento che si sta muovendo verso il Pacifico occidentale, perché  “è prudente”  avere delle navi vicino alla  Corea del Nord , ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale H.R. McMaster.

Come risposta, martedì, i media di stato della Corea del Nord, hanno minacciato che potrebbero “colpire per primi gli Stati Uniti”, aggiungendo che gli “attacchi preventivi non sono diritto esclusivo degli Stati Uniti”.

Lanciando un attacco aereo sulla Siria durante il suo recente vertice con il presidente della Cina, Xi Jinping, Trump sembra che stia segnalando che sarebbe disposto a bombardare unilateralmente la Corea del Nord – come ha bombardato la Siria. In effetti, con un tweet postato martedì, Trump avvertiva: “Se la Cina decide di aiutarci, sarebbe grandioso, altrimenti risolveremo il problema senza di loro!”

Come si risolve un problema come la Corea del Nord? Come negoziare  un accordo di pace tra Israele e Palestina, calmare lo scontento della Corea del Nord con il suo    contesto di sicurezza, e la paura della regione per un attacco nordcoreano, è estremamente complicato. La politica di Trump si focalizza presumibilmente di più sul fare pressioni su Pechino per  limitare la Corea del Nord e su sanzioni aggiuntive.

Due cose vanno tenute a mente: non sottovalutate il leader nordcoreano Kim Jong-un, e non dimenticate la Corea del Sud.

Negli Stati Uniti c’è una convinzione diffusa che è tanto difficile trattare con la Corea del Nord  perché Kim è pazzo; John McCain, per esempio, di recente lo ha definito  “questo folle ragazzo grasso che sta governando la Corea del Nord”. C’è, però, una spiegazione più semplice e convincente del comportamento di Pyongyang, che Trump, fermo sostenitore della politica del rischio calcolato, dovrebbe comprendere: ha un senso strategico ed economico che la Corea del Nord agisca in questo modo.

Il desiderio di Kim per la dissuasione –  per non fare la fine di Saddam Hussein o di  Muammar Gaddafi, aiuta a spiegare l’esistenza del suo programma di armamenti. Qualcuno che ha partecipato per più di un decennio di dialoghi diplomatici di livello informale (Track II) con i Nordcoreani, una volta mi ha riferito che i questi chiedevano a loro: “Gli americani sarebbero entrati e avrebbero fatto quello che avevano fatto a Gheddafi e ala Siria se avessero avuto quello che noi abbiamo?”

Il mondo sa poco delle politiche di palazzo nella Corea del Nord, il paese più opaco del mondo. Sembra, tuttavia, che Kim, che vuole continuare a sovraintendere alla cleptocrazia che è diventata la Corea del Nord, stia agendo in maniera intelligente. Oltre alla deterrenza e a permettere a Kim di far vedere che è un leader forte a livello nazionale, che cosa spiega le provocazioni?

Una teoria possibile è che più si presenta pericolosa, più può “mungere” da paesi come la Cina e soprattutto la Corea del Sud  che sono più incentivate che degli Stati Uniti se hanno una Pyongyang più calma: la prima perché teme un crollo della Corea del Nord, e la seconda perché  Pyongyang ha minacciato per decenni di trasformare Seoul in un “mare di fuoco” – e, dato che la capitale sudcoreana è così vicina al confine tra i due paesi, possiede gli armamenti per farlo.

Kim potrebbe aspettarsi un altro giorno di paga da Seoul, specialmente considerando che quando i Sudcoreani andranno alle urne in maggio, quasi certamente eleggeranno un presidente che favorisce l’impegno con Pyongyang.

Nel memoriale del 2015 di Lee Myung-bak, che ha governato la Corea del Sud dal 2008 al 2013, questi raccontava in che modo, nei negoziati del 2009 con Pyongyang per organizzare eventualmente un vertice tra le due parti, il Nord ha chiesto quella che, di fatto, era una tangente.

Secondo Lee, i Nordcoreani hanno chiesto 100.000 tonnellate di  grano, 400.000 tonnellate di riso,  300.000 tonnellate di fertilizzanti chimici, e100 milioni di dollari di aiuti per la costruzione di strade nel 2009. Hanno chiesto anche 10 miliardi di dollari – presumibilmente per un capitale iniziale per una Banca per lo sviluppo economico, ma che il leader della Corea dl Nord avrebbe certamente usato per    finire di pagare l’élite per sostenere la sua posizione al potere.

Quando Lee ha rifiutato Pyongyang, ha cambiato tattica. Nel marzo 2010, Pyongyang ha silurato la nave militare sudcoreana Cheonan, uccidendo 46 marinai sudcoreani.

La Corea del Sud ha anche convogliato denaro alla Corea del Nord attraverso Kaesong, un zona industriale vicino al confine che le due parti gestivano congiuntamente. In una dichiarazione del febbraio 2016, dopo che Seoul aveva chiuso la zona, il Ministero dell’Unificazione della Corea del Sud ha detto che il 70% del denaro che intendeva usare  per gli stipendi e le tasse, erano state invece incanalate per il programma di armi di Pyongyang, e per le merci di lusso per Kim.

Fino dalla loro apertura agli inizi del 2000, Seoul e le compagnie sudcoreane presumibilmente hanno investito più di 820 milioni di dollari nella regione industriale di Kaesong. (La quantità di aiuti che la Cina dà alla Corea del Nord è sconosciuta; tuttavia la Cina è di gran lunga il più importante partner commerciale della Corea del Nord. Fin dal 1995 gli Stati Uniti hanno fornito più di 1,2 miliardi in assistenza a paesi stranieri, anche se ha fermato quasi tutto quando Obama ha assunto la carica nel 2009).

La Cina fornisce un mercato e l’accesso a questo al resto del mondo finanziario, ma la Corea del Sud fornisce il denaro. Se Seoul decide di regalare di nuovo centinaia di milioni di dollari a Kim o ad altri membri dell’élite – un esito non improbabile – questo crea un buco nelle sanzioni.

La Corea del Sud ha da guadagnare moltissimo (l’eventuale unificazione della penisola) e da perdere moltissimo (una guerra sanguinosa, la distruzione di Seoul) dalla situazione della Corea del Nord. E’ importante ricordare che con 450 milioni di dollari in contanti  si può fare molto, specialmente nella Corea del Nord. Questo è il motivo per cui Donald Trump e Rex Tillerson dovrebbero tenere informata la Corea del Sud.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/understanding-north-koreas-motives

Originale: The Guardian

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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One thought on “Comprendere i motivi della Corea del Nord

  1. attilio cotroneo il said:

    I tratti orwelliani che sta assumendo il pianeta non escludono che la vocazione holliwoodiana delle controversie internazionali possa sfociare in un conflitto aperto di proporzioni incalcolabili anche se fermato sul nascere.