Amore e nichilismo occidentale – Seconda parte

Print Friendly

Amore e nichilismo occidentale – Seconda  parte

Di Andre Vltchek

5 aprile 2017

In una società di questo genere, una persona che  trabocca di passione, una persona completamente  impegnata e fedele alla sua causa, non può mai essere presa sul serio. Il motivo è che in una società come questa, soltanto il profondo nichilismo e  cinismo sono accettati e rispettati.

Una persona che è ancora in grado di amare in un ambiente così   costipante    e contorto dal punto di vista emotivo,  di solito viene considerato un buffone, perfino come un ‘elemento sospetto e sinistro’.  E’ normale  che venga presa  in giro e che venga rifiutata.

Le masse obbedienti e codarde odiano coloro che sono diversi. Non si fidano delle persone che stanno a testa alta e che sono ancora in grado di combattere, persone che sanno perfettamente bene quali sono i loro obiettivi, persone che agiscono e che non parlano soltanto, e persone che trovano che sia facile gettare la loro intera vita, senza la minima esitazione, ai piedi di una persona amata o di una giusta causa.

Questi individui terrorizzano e irritano quelle folle gentili, remissive e deboli che vivono nelle capitali dell’Occidente. Come punizione, vengono abbandonate e     separate, ostracizzate, esiliate socialmente e demonizzate. Alcune finiscono per essere attaccate perfino totalmente distrutte.

La conseguenza è: non c’è nessuna cultura in nessun posto del mondo, così banale e obbediente come quella che sta ora regolamentando il mondo. Di recente, nulla di valore intellettuale rivoluzionario proviene dall’Europa e dal Nord America, dove

a malapena si possono distinguere dei modi di pensare o delle percezioni del mondo  non ortodosse.

I dialoghi e i dibattiti fluiscono soltanto attraverso canali pienamente previsti e ben regolati, e, inutile dirlo, fluttuano soltanto marginalmente e tramite le frequenze del completamente ‘approvate in precedenza’.

Che cosa c’è dall’altra parte della barricata?

Non voglio glorificare i nostri paesi e movimenti rivoluzionari.

Non voglio neanche scrivere che siamo “l’esatto opposto” di tutto quell’incubo che è stato creato dall’Occidente. Non lo siamo. E siamo lungi dall’essere perfetti.

Ma siamo vivi anche se non  stiamo sempre  bene, stiamo cercando di far progredire questo meraviglioso ‘progetto’ che si chiama umanità, cercando di salvare il nostro pianeta dall’imperialismo occidentale, dalla sua tristezza nichilista e anche dall’assoluto disastro ambientale.

Stiamo considerando molte diverse soluzioni. Non abbiamo mai rifiutato il socialismo e il Comunismo, e stiamo studiando varie forme moderate e controllate di capitalismo. Si  stanno valutando e discutendo i vantaggi e gli svantaggi della cosiddetta ‘economia mista’.

Combattiamo, ma poiché siamo molto meno brutali, ortodossi e dogmatici rispetto all’Occidente, spesso perdiamo, come di recente abbiamo perduto (e si spera solo

temporaneamente) in Brasile e in Argentina. Vinciamo anche, ripetutamente. Intanto che questo articolo va in stampa, stiamo festeggiando in Ecuador  e a El Salvador.

Al contrario che in Occidente, in luoghi come la Cina, la Russia e l’America Latina, i nostri dibattiti sul futuro economico e politico, sono vibranti, perfino burrascosi. Si usa  la nostra arte che ci aiuta a cercare i concetti umanisti migliori. I nostri pensatori sono attenti, compassionevoli e innovativi, le nostre canzoni e le poesie sono grandiose, piene di passione e di fuoco, traboccanti di amore e di desiderio.

I nostri paesi non rubano a nessuno; non rovesciano i governi in parti opposte del mondo, non intraprendono massicce invasioni militari. Ciò che abbiamo è nostro, è quello che abbiamo creato, prodotto e seminato con le nostre mani. Non è sempre molto, ma ne siamo orgogliosi, perché nessuno è morto per questo, e nessuno ha dovuto essere schiavizzato.

I nostri cuori sono più puri. Non sono sempre del tutto puri, ma più puri di quelli che sono in Occidente. Non abbandoniamo le persone che amiamo anche, se cadono, si feriscono e non possono più camminare. Le nostre donne non abbandonano i loro uomini, specialmente quelli che sono al centro della lotta per un mondo migliore. I nostri uomini non abbandonano le loro donne, anche quando essi sono in uno stato di profondo dolore o disperazione. Sappiamo chi e che cosa amiamo e sappiamo che e che cosa odiamo: su questo raramente ci ‘confondiamo’.

Siamo molto più semplici di coloro che vivono in Occidente. Per molti versi siamo anche molto più profondi.

Rispettiamo il lavoro duro, specialmente il lavoro che contribuisce a migliorare la vita di milioni di persone, non soltanto le nostre vite o quelle delle nostre famiglie.

Cerchiamo di mantenere le nostre promesse. Non sempre ci riusciamo, dato che siamo soltanto umani, ma stiamo cercando di farlo, e la maggior parte delle volte ci riusciamo.

Le cose non sono sempre esattamente così, ma spesso sì. E quando le “cose sono così”, significa che c’è almeno qualche speranza e dell’ottimismo e spesso perfino grande gioia.

L’ottimismo è essenziale per qualsiasi progresso. Nessuna rivoluzione potrebbe riuscire senza grandissimo entusiasmo, come anche nessun amore. Nessuna rivoluzione e nessun amore potrebbero essere costruiti sulla depressione e il disfattismo.

Anche tra le ceneri in cui l’imperialismo ha ridotto il nostro mondo, un vero rivoluzionario e un vero poeta possono alla fine trovare qualche speranza. Non sarà facile, affatto facile, ma certamente non impossibile. Nulla viene mai perduto in questa vita, per noi fino a quando i nostri cuori batteranno.

Lo stato in cui si trova ora il nostro mondo adesso, è spaventoso. Spesso si ha la sensazione che un passo in più in direzione sbagliata, un’altra svolta falsa farà alla fine crollare tutto, in maniera irreversibile. E’ facile, estremamente facile, arrendersi e buttare tutto all’aria e piombare su un divano con una confezione di sei birre, o semplicemente dichiarare: “non  c’è nulla che si può fare”, e poi riprendere la proprie insignificanti attività quotidiane.

Il nichilismo occidentale ha già compiuto la sua opera devastante: ha fatto piombare diecine di milioni di esseri umani sui loro proverbiali divani del disfattismo. Ha diffuso pessimismo e tristezza e la convinzione generale che le cose non possono più

Migliorare. Ha manovrato le persone fino a portarle al rifiuto di ‘accettare le etichette’, le ideologie progressiste e a una sfiducia patologica verso ogni potere. Lo slogan “tutti i politici sono uguali”, potrebbe chiaramente essere tradotto: “Sappiamo tutti che i nostri leader occidentali sono dei malviventi ma non ci aspettiamo niente altro da coloro che vivono in altre parti del mondo.” Tutte le persone sono uguali” va letto: “L’Occidente ha continuato a depredare e a uccidere centinaia di milioni di persone, ma non aspettatevi nulla di meglio dagli asiatici, dai latino-americani e dagli africani.”

Questa negatività cinica e irrazionale è stata già “coltivata” praticamente in tutti i paesi dell’Occidente ed è stato esportato con successo in molte colonie, perfino in posti come l’Afghanistan dove la gente ha sofferto incessantemente a causa dei crimini commessi dall’Occidente.

Il suo obiettivo è evidente: impedire che le persone agiscano e li convincano che qualsiasi ribellione è inutile. Questi atteggiamenti stanno soffocando brutalmente tutte le speranze.

Nel frattempo, aumentano i danni collaterali. Le metastasi della passività e dei cancri nichilistici che vengono sparsi dal regime occidentale, stanno già attaccando anche quella umanissima capacità di amare, di impegnarsi per una persona o per una causa, e di rimanere fedeli alle proprie promesse e obblighi.

In Occidente e nelle sue colonie il coraggio ha perduto tutto il suo lustro. L’Impero è riuscito a ribaltare l’intera scala dei valori umani che da secoli e millenni era stata in atto fermamente e naturalmente in tutti i continenti e in tutte le culture. All’improvviso, la sottomissione e l’obbedienza sono diventate di moda.

Spesso sembra che se la tendenza non viene subito invertita, la gente comincerà sempre di più a vivere come i topi: costantemente spaventata, nevrotica, inaffidabile, depressa, passiva, incapace di unirsi a coloro che stanno ancora facendo avanzare il nostro mondo e l’umanità.

Milioni di vite verranno sprecate. Milioni di vite stanno già andando sprecate.

Alcuni di noi scrivono circa invasioni, colpi di stato e dittature imposte dall’Impero. Tuttavia, non si sta scrivendo quasi nulla di questo terribile e silenzioso genocidio che sta distruggendo lo spirito e l’ottimismo degli uomini, gettando intere nazioni in un’oscura depressione e oscurità. Accade dappertutto, perfino in posto come Londra, Parigi e New York, o, più precisamente, specialmente lì.

In quei luoghi sfortunati, la paura di grandi emozioni si è già profondamente radicata. L’originalità, il coraggio e la determinazione ora evocano la paura. Il grande amore, i grandi gesti e i sogni non convenzionali vengono tutti osservati con panico e diffidenza.

Nessun progresso, nessuna evoluzione sono, però, possibili senza modi di pensiero del tutto alternativi, senza lo spirito rivoluzionario, senza grandi sacrifici e disciplina, senza impegno, e senza quell’insieme si potentissime e audacissime emozioni che si chiama amore.

I demagoghi e i propagandisti dell’Impero vogliono farci credere che ‘qualcosa è finito; vogliono che accettiamo la sconfitta.

Perché dovremmo? Non c’è nessuna sconfitta in all’orizzonte.

Ci sono soltanto due realtà separate, due universi in cui il nostro mondo è stato spezzato : uno di nichilismo occidentale, un altro di ottimismo rivoluzionario.

Ho già descritto il nichilismo, ma che cosa immagino quando sogno  quel mondo migliore, diverso?

Mi immagino bandiere rosse e persone che formano ranghi serrati, assaltando dei palazzi sontuosi e borse valori? Sento canti rivoluzionari mandati a tutto volume dagli altoparlanti?

No, davvero. Ciò che mi viene in mente è essenzialmente qualcosa di molto tranquillo e naturale, umano  e affettuoso.

C’è un parco vicino alla vecchia stazione ferroviaria nella città di Grenada, in Nicaragua. L’ho visitato un po’di tempo fa. Lì, parecchi vecchi alberi gettano ombre fantastiche sul terreno, fornendo un’ombra desiderabile. In alcune grosse colonne di metallo sono incise le più belle poesie da sempre  scritte in questo paese, mentre tra una colonna e l’altra ci sono delle semplici ma solide panchine. Mi sono seduto su una di queste. Non lontano da e, una coppia di innamorati che si avviavano verso la vecchiaia, si tenevano per mano e leggevano, guancia a guancia, dallo stesso libro. Erano così vicini che sembrava formassero un universo semplice e totalmente auto sufficiente. Sopra di loro c’erano i versi scintillanti scritti da Ernesto Cardenal, uno dei miei preferiti poeti latino-americani.

Mi ricordo anche due medici cubani, seduti su una panchina diversa, a migliaia di chilometri di distanza, che chiacchieravano con due infermiere corpulente, dopo aver eseguito una complessa operazione chirurgica a Kirabati, uno stato insulare ‘perduto’ in mezzo al Pacifico meridionale.

Mi ricordo molte cose, ma non sono mai ricordi di monumenti, sono soltanto umani. Infatti la rivoluzione è realmente questo, penso: una coppia di anziani contadini in un bel parco pubblico, entrambi innamorati e che si tengono per mano e che leggono poesie l’uno all’altro. Oppure due medici che vanno fino alla fine del mondo, soltanto per salvare delle vite, lontani dai riflettori e dalla celebrità.

E ricordo sempre il mio caro amico Eduardo Galeano, uno dei maggiori scrittori rivoluzionari dell’America Latina, che a Montevideo mi parlava del suo eterno amore per la sua meravigliosa signora che si chiama “Realtà”.

Poi penso: no, non perderemo. Il nemico è potente e molte persone sono deboli e spaventate, ma non permetteremo che il mondo venga trasformato in un manicomio. Lotteremo per tutte quante e persone che sono state  influenzate dalla depressione e annegate nell’oscurità.

Riveleremo l’anormalità e la perversione del nichilismo occidentale. Combatteremo con il nostro entusiasmo e ottimismo rivoluzionario e useremo le armi più grandi, come la poesia e l’amore.

Andre Vltchek è un filosofo, romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Ha scritto articoli sulle guerre e i conflitti in dozzine di paesi. Tre dei suoi libri più recenti sono: Il romanzo rivoluzionario “Aurora”, e due opere di successo di saggistica:  “Exposing Lies of the Empire” [Smascheramento delle menzogne dell’Impero] e “Fighting Against Western Imperialism [Lotta contro l’imperialismo occidentale] Guardate altri suoi libri su: http://andrevltchek.weebly.com/books.html

Andre sta realizzando documentari per teleSUR e Al-Mayadeen. Guardate Rwanda Gambit, il suo documentario  sul Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo.

Dopo aver vissuto in America Latina, in Africa  e in Oceania, Vltchek attualmente risiede  in Asia Orientale e in Medio Oriente  e continua a lavorare in tutto il mondo. Può essere raggiunto sul suo sito web http://andrevltchek.weebly.com/

 e su Twitter https://twitter.com/AndreVltchek

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/04/05/love-and-western-nihilism

Originale: Non indicato

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

Screen-Shot-2017-04-05-at-06.03.01

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

One thought on “Amore e nichilismo occidentale – Seconda parte

  1. attilio cotroneo il said:

    Noi occidentali viviamo in un quartiere residenziale circondato da alti muri e da un cordone di polizia che ci spia