Il miglior modo di aiutare l’Africa

Redazione 18 marzo 2017 1
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Il miglior modo di aiutare  l’Africa

Di Cesar Chelala

17 marzo  2017

In Somalia la siccità minaccia le vite di quasi metà della popolazione, secondo il Primo Ministro  della Somalia Hassan Ali Khaire. Nel giro di due giorni, almeno 110 persone sono morte di fame soltanto in una sola regione del paese. Questo mette in luce l’enorme bisogno di aiuto immediato  che hanno la Somalia e altri paesi africani.

Nei recenti decenni, enormi risorse finanziarie sono state inviate nella regione. Quello che si è raggiunto, tuttavia, è oggetto di disputa, dato che ciò che si è ottenuto sembra essere stato controproducente per le reali necessità dell’Africa.

Malgrado i notevoli progressi compiuti nella lotta contro l’HIV/AIDS ci sono ancora altri problemi di salute. Anche se l’epidemia di Ebola è stata per lo più controllata, il potenziale di una nuova epidemia esiste ancora. Le nazioni sono ora meglio preparate ad affrontarne un’altra, ma probabilmente non nella misura che una nuova grave epidemia richiederebbe.

La tubercolosi è ancora dilagante in Sudafrica che ha la più alta percentuale di morte per tubercolosi di tutto il mondo, seguita da Zimbabwe e Mozambico. Cosa ancora peggiore, l’alto numero di casi di tubercolosi resistente a più farmaci, registrati in vari paesi, rendono la malattia molto più difficile da trattare.

Cinque bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni minuto nella regione africana, due terzi dei quali per cause prevedibili. Le infezioni diarroiche e polmonari, la malaria, il morbillo e la malnutrizione, rappresentano grosse minacce per la salute dei bambini. La polmonite e la malaria sono le cause principali di morte tra i bambini al di sotto dei cinque anni di età. L’interazione di denutrizione e di infezione può provocare un circolo vizioso di malattie che peggiorano e di uno stato di nutrizione che si deteriora.

I problemi sanitari in Africa non possono essere considerati isolati dalle realtà sociopolitiche ed ambientali dei paesi, e richiedono una continua assistenza tecnica e finanziaria straniera. E’ necessario che vengano compiuti sforzi crescenti per estendere l’accesso all’assistenza sanitaria di base, specialmente nelle zone rurali, accompagnata dalla promozione della salute, dalla prevenzione della malattia, e dal miglioramento di attività per l’educazione sanitaria. L’esodo inarrestabile di  medici e infermieri/e verso i paesi industrializzati aumenta soltanto i problemi di salute.

Malgrado dei progressi nella sfera sociale, rimangono alcune difficoltà importanti. Una di queste è la notevole disoccupazione, particolarmente tra i giovani. Circa il 70% della popolazione nell’Africa sub-sahariana è al di sotto dei 30 anni e anche il  60%  dei disoccupati  è costituito da giovani. Sono indispensabili nuove politiche per incorporarli nella forza lavoro.

Un primo passo è fornire ai giovani le abilità elementari, in modo che possano acquisire il loro potenziale di guadagno. L’UNESCO e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) hanno raccomandato che i governi, i donatori internazionali e il settore privato, sviluppino politiche integrate per creare posti di lavoro per i giovani e per facilitare loro il passaggio dalla scuola al lavoro.

Nel continente la povertà è estesa e colpisce la maggior parte della popolazione. Nel 2010, più di 400 milioni di persone vivevano in estrema povertà in tutta l’Africa sub-sahariana. Attualmente, una rilevante proporzione di donne manca è priva di qualsiasi reddito significativo. L’espansione del micro credito insieme a progetti di sviluppo rurale, mirati principalmente alle donne, potrebbero migliorare sensibilmente la situazione.

L’istruzione è un’altra area di preoccupazione. L’Africa ha la più bassa percentuale di bambini nella scuola primaria rispetto a qualsiasi regione. Oltre a significative disparità di genere – le ragazze sono molto indietro rispetto ai ragazzi nei risultati educativi – anche le disparità geografiche tra zone rurali e zone urbane, e le disparità economiche tra famiglie con basso reddito e quelle con alto reddito sono significative.

Molti esperti di Africa non credono all’efficacia degli aiuti. “Il denaro che arriva dai paesi ricchi ha intrappolato molte nazioni africane in un ciclo di corruzione, di crescita economica più lenta, e di povertà. Interrompere questo flusso sarebbe di gran lunga più vantaggioso,” ha scritto Dambisa Moyo, una economista e scrittrice di fama internazionale,  nata in Zambia e che ha una vasta conoscenza dell’Africa.

Tuttavia l’aiuto può diventare efficace nel migliorare lo standard di vita e l’istruzione della gente. E’ fondamentale aiutare i paesi africani a migliorare l’amministrazione prima di fornire assistenza finanziaria. Inoltre, gli aiuti effettivi devono evitare i governi corrotti e trovare i modi di aiutare le persone in maniere più dirette, per esempio attraverso organizzazioni di comunità e religiose.

Anche se una considerevole quantità di denaro è stata inviata in Africa, tramite aiuti bilaterali e internazionali, non ci sono ancora in atto  meccanismi efficaci per monitorare e rendere coloro che lo ricevono responsabili di spenderlo. Questo è fondamentale, dato che la corruzione è come un’erba cattiva che prosciuga il tessuto sociale e l’energia del tessuto sociale. Inoltre, non ci sono modi sufficienti di valutare la qualità dei progetti finanziati specialmente dagli istituti internazionali di credito  e dalle agenzie dell’ONU.

L’aiuto all’Africa dovrebbe essere mirato a rafforzare una società civile e  organizzazioni basate sulla comunità. I paesi africani hanno bisogno di migliori condizioni commerciali per i loro prodotti e assistenza tecnica che sia pianificata con cura e con responsabilità. L’Africa che ha una natura generosa e un popolo energico e solerte, è ancora un continente di speranza.

Il Dottor Cesar Chelala è vincitore a pari merito del premio per il 1979 dell’ Overseas Press Club of America per l’articolo “Missing or Disappeared in Argentina: The Desperate Search for Thousands of Abducted Victims.” [ Dispersi  o scomparsi in Argentina: la ricerca disperata di migliaia di vittime sequestrate].

Nella foto: ragazze somale sfollate scappano dalla siccità.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/03/17/best-way-to-aid-africa

Originale: Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

FILE - In this Saturday, Feb. 25, 2017 file photo, displaced Somali girls who fled the drought in southern Somalia stand in a queue to receive food handouts at a feeding center in a camp in Mogadishu, Somalia. Somalia's prime minister said Saturday, March 4, 2017 that 110 people have died from hunger in the past 48 hours in a single region as a severe drought threatens millions of people. (AP Photo/Farah Abdi Warsameh, File)

FILE – In this Saturday, Feb. 25, 2017 file photo, displaced Somali girls who fled the drought in southern Somalia stand in a queue to receive food handouts at a feeding center in a camp in Mogadishu, Somalia. Somalia’s prime minister said Saturday, March 4, 2017 that 110 people have died from hunger in the past 48 hours in a single region as a severe drought threatens millions of people. (AP Photo/Farah Abdi Warsameh, File)

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 18 marzo 2017 alle 22:52 - Reply

    L’Africa e le sue potenzialità sono parole vuote se non lasceremo il continente agli africani

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