L’indurimento della società e l’ascesa di culture di crudeltà negli Stati Uniti neofascisti

Redazione 18 marzo 2017 1
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GirouxHenry

di Henry A. Giroux – 17 marzo 2017

Che forma assume la cultura della crudeltà sotto un regime neofascista?

Innanzitutto il linguaggio è svuotato di qualsiasi senso di etica e di compassione.

Secondo, la sopravvivenza del discorso più compiuto crea un terreno di coltura per la divisione razziale e sociale.

Terzo, riferimenti alla giustizia sono considerati sovversivi o, come nel momento attuale, scartati sprezzantemente come “notizie false”.

Quarto, il parlare di sacrificabilità si estende a un numero crescente di gruppi.

Quinto, l’ignoranza diviene militarizzata, rafforzata non attraverso un appello alla ragione, bensì mediante l’uso del linguaggio dell’umiliazione e alla fine mediante l’arsenale della forza.

Sesto, qualsiasi forma di dipendenza è vista come una forma di debolezza e diviene un referente e alla fine una base per la pulizia sociale. Cioè ogni forma di solidarietà non basata su valori di mercato è soggetta a derisione e potenziale punizione.

Settimo, il linguaggio di confini e muri sostituisce il parlare di ponti e compassione.

Ottavo, la violenza diviene il modo più importante per affrontare problemi sociali e mediare tutte le relazioni; da qui la crescente criminalizzazione di una vasta gamma di comportamenti negli Stati Uniti.

Nono, il termine ‘democrazia’ scompare dal linguaggio statale ufficialmente imposto.

Decimo, i media critici sono gradualmente diffamati e alla fine messi fuorilegge.

Undicesimo, tutte le forme di istruzione critica presenti in teoria, metodo e istituzionalmente sono distrutte.

Dodicesimo, paure condivise sostituiscono responsabilità condivise e tutti sono ridotti alla condizione di potenziali terroristi, tenuti costantemente d’occhio e umiliati medianti perquisizioni ai valichi di confine.

Tredicesimo, tutte le vestigia dello stato sociale scompaiono e milioni di persone sono costrette a cavarsela da sole.

Quattordicesimo, grandi disuguaglianze di potere, ricchezza e reddito genereranno una serie di reality show che celebrano l’élite finanziaria.

A sostenere questo progetto c’è una delle ideologie più potentemente oppressive del neofascismo neoliberista. Cioè la sola unità d’azione e di analisi che conta è l’individuo isolato. Fiducia e visioni di uguaglianza economica e giustizia politica condivise cedono il campo a terrori e autoaccuse individuali rafforzate dall’idea neoliberista che le persone sono le uniche responsabili delle loro sfortune politiche, economiche e sociali. Conseguentemente un indurimento della cultura è rafforzato dalla forza degli apparati culturali sanciti dallo stato che venerano la privatizzazione nel discorso del far conto solo su sé stessi, dell’egoismo incontrollato, dell’individualismo incondizionato e della profonda sfiducia su qualsiasi cosa richiami remotamente il bene comune. La libertà di scelta diviene espressione in codice per definire la responsabilità unicamente come compito individuale, rafforzata da un vergognoso appello al carattere.

I critici liberali sostengono che la scelta, in assenza di limiti, alimenta la cultura alla Ayn Rand dell’individualismo rabbioso e dell’avidità incontrollata. Quello che non colgono in questo momento neofascista è che il male, la crudeltà e l’irresponsabilità morale sistemici al cuore del neoliberismo fanno apparire mite la follia di Ayn Rand. Il mondo della Rand è stato superato da una classe dominante di élite finanziarie che incarnano non l’avidità vecchio stile di Gordon Gekko nel film Wall Street, bensì la personalità psicopatica di Patrick Bateman in American Psycho.

L’idea che risparmiare denaro riducendo le tasse dei ricchi giustifichi l’eliminazione dell’assistenza sanitaria per 24 milioni di persone è solo uno degli esempi di come questa cultura di crudeltà e questo indurimento della cultura si manifesteranno.

Abbiamo davvero davanti a noi tempi bui. Ci sarà un’accelerazione di atti di violenza sotto l’amministrazione Trump e le condizioni per eliminare questa nuova fase di violenza statale comporteranno non solo comprendere le radici del neofascismo negli Stati Uniti ma anche eliminare le forze economiche, politiche e culturali che lo hanno prodotto.

C’è da fare molto più che liberarsi di Trump; c’è la necessità di eliminare un sistema in cui la democrazia è considerata sinonimo di capitalismo, un sistema mosso quasi esclusivamente da interessi finanziari e grato a due partiti politici che sono direttamente legati alla brutalità neoliberista.

Henry A. Giroux attualmente è titolare della cattedra alla McMaster University per gli Studi di Interesse Pubblico della Facoltà di Studi di Lettere e Culturali e docente ospite distinto alla Ryerson University. I suoi libri più recenti sono  America’s Education Deficit and the War on Youth [Il deficit educativo statunitense e la guerra ai giovani] (Monthly Review Press, 2013) e Neoliberalism’s War on Higher Education [La guerra del neoliberismo all’istruzione superiore] (Haymarket Press, 2014). Il suo sito web è www.henryagiroux.com.

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/the-hardening-of-society-and-the-rise-of-cultures-of-cruelty-in-neo-fascist-america/

Originale: Counterpunch

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 18 marzo 2017 alle 22:31 - Reply

    Il trumpismo è solo un frutto, non è l’inizio del declino ma il punto di arrivo, la linea superata e ormai possiamo agire si ma non per prevenire

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