Quando il Canada invase la Russia

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Quando il Canada invase la Russia

Di Yves Engler

15 marzo 2017

I media corporativi  presentano la Russia come un paese militarista, ma ignorano l’invasione di quella nazione a opera del Canada.

Cento anni fa una rivolta popolare ha detronizzato la monarchia russa. Furiosi con Nicola II per la brutalità e l’orrore della I Guerra Mondiale, proteste e scioperi sono dilagati nella capitale Petrograd (San Pietroburgo). In una settimana lo zar ha abdicato. Nel corso dell’anno i Bolscevichi ascesero al potere in gran parte impegnandosi a ritirarsi dalla guerra.

Gli inglesi, i francesi e gli Stati Uniti reagirono all’ascesa dei Bolscevichi appoggiando i  russi monarchici  (i Bianchi) nella loro lotta per restare al potere. Anche seimila soldati canadesi presero parte all’invasione. Secondo Roy Maclaren, politico, scrittore e autore del libro  Canadians in Russia, 1918-1919, i mitraglieri canadesi ottennero  “una cattiva  reputazione  tra i Bolscevichi per la calma abilità con la quale usavano i proiettili shrapnel  come arma a corta gittata contro i soldati di fanteria.”

Mentre una nave della marina appoggiava i Russi bianchi, i piloti canadesi di stanza  vicino al Mar Nero, fornivano supporto aereo.

La guerra contro i Bolscevichi fu inizialmente giustificata come modo di riaprire  il fronte orientale della I Guerra Mondiale (i Bolscevichi firmarono un trattato di pace con la Germania). Le truppe canadesi, tuttavia, rimasero fin dopo la fine della I Guerra Mondiale. Infatti, 2.700 soldati canadesi arrivarono a Vladivostock, una città nella parte più orientale della Russia, il 5 gennaio 1919, due mesi dopo la conclusione della guerra. Un totale di 3.800 soldati canadesi e anche la Polizia Reale a cavallo del Nordovest e 697 cavalli, andarono in Siberia che i Bianchi continuavano a controllare molto temo dopo aver perduto Mosca, San Pietroburgo e la maggior parte dell’ovest del paese.

Ottawa mantenne le sue forze in Russia dopo la conclusione della I Guerra Mondiale, in parte per convincere i britannici che il Canada meritava di essere incluso nella Conferenza di pace di Parigi dove ci si sarebbe spartito il bottino della guerra. Il Primo Ministro Borden scrisse: “Saremo in una posizione sfortunata a meno che non procediamo con la spedizione in Siberia. Abbiamo fatto accordi precisi con il governo britannico sul quale hanno fatto affidamento… L’attuale posizione del Canada e il suo prestigio verrebbero straordinariamente compromessi da un ritiro volontario.”

Ottawa temeva anche la crescita dell’anti-capitalismo. Il 1° dicembre 1918, Borden scrisse sul suo diario che era colpito dai progressi del Bolscevismo nei paesi europei.” Da parte loro, i gruppi della classe operaia canadese, condannavano l’invasione della Russia, considerandola “a beneficio dei capitalisti”. Il presidente della Federazione del Lavoro della Columbia Britannica, Joseph Naylor ha chiesto: “Non è  ora che i lavoratori del mono occidentale agiscano come i Bolscevichi russi e che si liberino dei loro padroni come stanno facendo adesso quei russi coraggiosi?”

Gli alleati invasero la Russia per difendere lo status quo, con grande sgomento di molti canadesi che avevano gradito la fine dello Zar, e che trovavano difficoltà a comprendere il motivo per cui il Canada appoggiava i reazionari russi. L’opposizione all’intervento era diffusa anche tra i soldati. Secondo il giornale Toronto Globe, il 60-70% degli uomini mandati in Siberia c’erano andati malvolentieri. Una sezione di artiglieria si era perfino rifiutata di obbedire agli ordini.

Durante tutti gli anni ’20 e ’30 del novecento, i paesi occidentali operarono per isolare Mosca. Il Canada (e gli Stati Uniti) si opposero a un trattato per garantire le frontiere della Russia prima della guerra, che l’Inghilterra aveva firmato con Mosca. Ottava riconobbe il governo bolscevico nl 1924, ma i legami vennero troncati dopo che i britannici tagliarono i rapporti a metà del 1927. Le relazioni diplomatiche complete con Mosca non sarebbero iniziate di nuovo soltanto alla fine degli anni ’30.

L’odio per la Russia ha di nuovo afferrato l’establishment politico e mediatico. Molti preminenti commentatori hanno difeso il nonno del Ministro degli Esteri Chrystia Freeland, che collaborò con i nazisti per il motivo che o loro o i russi dovevano occupare l’Ucraina durante la II Guerra Mondiale. La stessa Freeland ha evitato le     domande sull’argomento dicendo che forse Mosca sta tentando di “destabilizzare” la democrazia canadese, mentre il Generale di Brigata Paul Rutherford ha messo in guardia dalla guerra cibernetica  russa. Cosa più pericolosa, Ottawa sta incrementando la sua presenza militare sulla soglia della Russia (Ucraina, Polonia e Lettonia) per  rispondere alla “aggressione”.

Per contribuire a sgombrare la fitta nebbia della propaganda, è utile ricordare in che modo il Canada reagì alla caduta della monarchia in Russia. Mentre la Russia non ha mai invaso il Canada, noi una volta abbiamo invaso il loro paese.

Il libro più recente diYves Engler’s è: Canada in Africa: 300 years of Aid and Exploitation. [Il Canada in Africa: 300 anni di aiuti e di sfruttamento].

Nella foto: Il monumento in memoria dei caduti canadesi e inglesi (1918-1920) al Cimitero di Vladivostok.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/03/15/when-canada-invaded-russia

Originale : Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

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