Perché tutti, tranne la NATO, vivono felici con la Russia

Redazione 13 marzo 2017 1
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Perché tutti, tranne la NATO, vivono felici con la Russia

Di Jonathan Power

10 marzo 2017

L’atteggiamento di essere vigorosamente contrari al presidente russo Vladimir Putin, sta diventando incontrollabile. Rischia di essere patologico e autodistruttivo. Che cosa ci guadagna l’Occidente nel lungo termine se non ha in vista nulla, tranne essere anti-russo?

L’Occidente rischia di essersi imbarcato in un viaggio verso il nulla. La Russia non cambierà in modo significativo nel prossimo futuro. La squadra molto affiatata formata da Putin e dal primo ministro Dimitri Medvedev rimarrà in sella per molto tempo.

Non siamo ancora a una seconda Guerra Fredda e chi dice così non conosce la loro storia.

Gli anni della Guerra Fredda sono stati anni di scontri militare,  non ultimo con  armi nucleari. E’ stata una competizione per avere influenza che si estendesse in tutto il mondo ed è stata fatta con le armi. C’è stata la crisi dei missili cubani quando si erano quasi usate le armi nucleari.

Se Putin è qui per restare,  dobbiamo trattarlo in modo gentile e costruttivo. La Russia non è una seria minaccia militare. La proposta del presidente Donald Trump di aumentare le spese degli Stati Uniti per la difesa, è più grande dell’intero bilancio della difesa russa.

Nemmeno l’ideologia russa è una minaccia. Quando l’Unione Sovietica era comunista, c’era uno scopo dietro le politiche d’oltremare di Mosca: diffondere il tipo di governo dello stato di lavoratori presumibilmente marxista-leninista. Non è più così.

Oggi i militanti anti-putiniani – includerei Barack Obama in questo gruppo, la maggior parte dei grossi media in gran parte del mondo occidentale e la maggior parte, ma assolutamente non tutti, i leader dell’UE, credono di difendere “l’ordine liberal-democratico guidato dagli Stati Uniti. Credono che la Russia sia determinata a indebolirlo. Ai loro occhi si tratta della democrazia contro l’autoritarismo.

Ma non è così.

Come fa notare instancabilmente il famoso scrittore Gordon Hahn, c’è un significativo numero di democrazie che sono sfavorevoli  alla NATO. L’India è la più importante, con la sua popolazione enorme. New Delhi ha eccellenti rapporti con Mosca e non si sente sfidata in nessun modo.

Neanche Mosca pensa che l’India sia impegnata in attività nefande nel fianco meridionale della Russia. Proprio come gli Stati Uniti non si armano contro il Messico e viceversa, così l’India e la Russia non si preparano a essere militarmente impegnate l’una contro l’altra.

L’India non ha né incoraggiato né appoggiato le prese di potere illegali e rivoluzionarie nei paesi confinanti con la Russia. Da parte sua, la Russia non ha mai dato al Pakistan nessun incoraggiamento per i suoi conflitti con l’India, anche se Pechino era uno stretto alleato di Islamabad.

In realtà vediamo un rapporto che migliora continuamente tra Nuova Delhi e Mosca. Il gruppo dei BRICS, (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) per esempio, che congiunge questi due paesi con il Brasile, il Sudafrica e la Cina, li porta economicamente più vicini e sviluppa l’intesa tra di loro. Le prime due nazioni sono anche democrazie che in nessun modo sentono di essere in un campo diverso.

Mosca ha buoni rapporti con le altre democrazie asiatiche: Giappone, South Corea del Sud, Taiwan, Indonesia e Sri Lanka. Ci sono poche tensioni tra Tokyo e Mosca, anche se finora non sono riusciti a risolvere la delicata controversia per la proprietà delle isole Kurili – un “residuo” della II Guerra mondiale.

Durante il recente viaggio di Putin a Tokyo per un incontro con il primo ministro Shinzo Abe, c’è stata una svolta significativa su questo argomento. I due hanno concordato che i loro paesi si sarebbero impegnati in un’attività economica congiunta sulle isole.

La Corea del Sud è un solido alleato degli Stati Uniti. Mosca, tuttavia non ha sollevato il problema del dispiegamento di un sistema di difesa anti-missilistico nella Corea del Sud, mirato alla Corea del Nord. Di recente Seoul ha firmato circa 20 accordi economici con Mosca. Inoltre, la Corea del Sud programma di firmare un accordo di libero scambio con l’Unione Economica Eurasiatica, guidata dalla Russia, proprio quella sulla quale hanno fatto affidamento gli Stati Uniti e l’Unione Europea      affinché l’Ucraina non  vi entrasse.

Non c’è alcun segno che la Russia sia determinata a sovvertire la democrazia. La democrazia è fiorente in tutto il mondo: in quasi ogni paese latino americano, nella maggior parte dell’Africa e in buona parre dell’Asia. Nessuno di questi paesi si lamenta dell’opposizione russa al loro “ordine liberal-democratico”.

Vivono contenti di Mosca, (come l’autoritaria Cina). Perché quindi non l’Occidente?

La verità è che l’Occidente godrebbe della stessa gentile relazione con la Russia, se durante le presidenze di Bill Clinton, di George W. Bush e di Barack Obama, gli Stati Uniti non avessero, passo passo, messo all’asta la Russia espandendo la NATO e infrangendo la sua solenne promessa che non lo avrebbe fatto.

Né Ronald Reagan né George H.W. Bush che capivano la Russia, consideravano appropriato espandere la NATO. Richard Nixon, filorusso, non lo avrebbe mai fatto.

La politica della Russia post-sovietica ha cambiato rotta: è passata dalla democrazia caotica in atto con Boris Yeltsin, a una via di mezzo di autoritarismo  con Putin. Con tutte le loro carenze, sono stati  lontanissimi dalla repressione del dominio sovietico.

L’Occidente dovrà convivere per lungo tempo con questo tipo di Russia. L’Occidente deve smetterla di essere sia paranoico che vendicativo. E’ contro producente e non porta da nessuna parte.

Copyright: Jonathan Power.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

 

Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/03/10/why-everybody-but-nato-lives-happily-with-russia

Originale: Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 13 marzo 2017 alle 21:54 -

    L’Occidente non ha l’autorità morale per dare lezioni a Putin ma Putin non è il paladino di nessuno perché incarna autoritarismo e capitalismo ed il suo imperialismo dopo anni di stallo militare si sta affacciando adesso sul mondo. Putin ha posto fino all’unilateralismo statunitense ma non è un contraltare che libera nemmeno in un sogno infranto.

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