‘Una giornata senza le donne’: lo sciopero globale e il movimento crescente contro Donald Trump

Redazione 10 marzo 2017 1
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‘Una giornata senza le donne’: lo sciopero globale e il movimento crescente contro Donald Trump

9 marzo 2017

Di Amy Goodman  e Denis Moynihan

La Statua della Libertà è rimasta al buio Martedì, il giorno dopo che il presidente Donald Trump aveva firmato il suo ordine esecutivo riveduto e corretto e definito: “Bando sui musulmani 2.0,” che esclude tutti i rifugiati e le persone di 6 paesi a maggioranza musulmana. L’oscuramento preludeva anche al giorno seguente, mercoledì, la Giornata Internazionale delle Donne, che quest’anno è stata organizzata sotto forma di sciopero: “Una giornata senza donne.” Lady Libertà, che per più di 130 anni ha proclamato al mondo: “Datemi gli stanchi, i poveri, le masse accalcate  che agognano a respirare liberi” * era sparita, almeno per poche ore, dallo skyline di New York.

La giornata Internazionale delle donne è stata celebrata l’8 marzo da più di un secolo, ma la giornata globale di azione di quest’anno è stata evidenziata  da un senso di urgenza in più.  L’uomo che è stato scoperto u un video mentre si vantava di aver compiuto aggressioni sessuali, è ora il presidente degli Stati Uniti. (“Non aspetto neanche. E quando si è famosi, te lo lasciano fare…Afferrarle per la f..a. Si può fare qualsiasi cosa,” aveva detto Trump all’ex presentatore della NBC, Billy Bush, durante una registrazione  del programma televisivo: “Access Hollywood”, trasmesso lo scorso ottobre. Billy Bush avrebbe perduto il suo posto a causa dello scandalo; Trump sarebbe stato eletto presidente soltanto poche settimane dopo).

Il giorno dopo l’insediamento di Trump, più di 4 milioni di persone hanno manifestato da costa a costa; forse è stata la più imponente protesta politica nella  storia degli Stati Uniti. Da sola, la Marcia delle Donne a Washington è stata tre volte più numerosa della folla radunatasi per l’insediamento del giorno prima; questo fatto ha chiaramente fatto infuriare Trump.

Due giorni dopo, Trump avrebbe firmato un ordine esecutivo che impone una “legge bavaglio globale” che proibisce aiuti dall’estero agli Stati Uniti per qualsiasi organizzazione non governativa che procura aborti oppure che la nomini soltanto come un’opzione. Trump sta facendo pressioni anche ai legislatori per far approvare la legge repubblicana per far revocare l’Affordable Care Act (Legge per le cure mediche accessibili a tutti). La legge  toglierebbe i finanziamenti per la Pianificazione delle nascite che fornisce annualmente una vasta gamma di servizi sanitari a più di 2,5 milioni di americani. Soltanto il 3% dei suoi servizi sono collegati all’aborto e nessun finanziamento federale serve per procurare gli aborti.

Lo sciopero delle donne di quest’anno con eventi in oltre 50 paesi, è stato il più grande nella storia recente. L’8 marzo sarà l’inizio di un nuovo movimento femminista internazionale che organizza l’opposizione non soltanto contro Trump e le sue politiche contro le donne,” afferma il sito degli organizzatori, “ma anche contro le condizioni che hanno prodotto Trump, cioè la  disuguaglianza economica durata decenni, la violenza razziale e sessuale e le guerre imperialiste all’estero.”

Proprio in questa settimana, un documento trapelato, ha rivelato che il Dipartimento della Sicurezza Interna sta considerando la proposta di separare le madri rifugiate dai loro figli se vengono prese mentre attraversano il confine tra Messico e Stati Uniti.

In un video che proclama l’azione globale, le persone dichiarano i motivi per i quali partecipano:

“Faccio sciopero l’8 marzo perché credo che le donne dovrebbero essere libere di prendere le decisioni che riguardano il loro corpo…“Faccio sciopero l’8 marzo per la parità di retribuzione e per pari opportunità, perché il lavoro delle donne rende possibile ogni alto lavoro e perché è ora di cominciare a valorizzare il lavoro delle donne… Faccio sciopero l’8 marzo perché quando vado fuori voglio sentirmi libera, non coraggiosa…perché le donne sono importanti.”

Mentre l’alba sorgeva su Washington, D.C., nella giornata Internazionale delle Donne, Trump twittava: “Ho un enorme rispetto per le donne e per i molti ruoli che svolgono che sono fondamentali per il tessuto della nostra società e della nostra economia.” Questo messaggio arrivava dall’uomo che è stato accusato di aggressioni sessuali e di molestie sessuali da almeno 15 donne, metà delle quali compiute proprio durante la  sua recente campagna elettorale.

Le donne del mondo e i loro alleati maschi giudicano Trump non in base alle sue parole, ma alle sue azioni.  Sono impegnate, sono impegnate e si stanno organizzando per vari problemi. Tra i cartelli visti alle dimostrazioni nella Giornata Internazionale delle Donne ce ne era uno che diceva: “Nessun bavaglio, nessun bando, nessun muro.” Un altro diceva: “Il posto della donna è nella rivoluzione.” Trump sta danneggiando, quotidianamente, i pilastri delle graduali conquiste per le quali, da oltre un secolo,  la gente ha combattuto, è andata in prigione, è perfino morta. La resistenza, però, sta crescendo e offre speranza in un periodo di oscurità.

*http://www.finzionimagazine.it/news/quattro-luglio-la-statua-della-liberta-e-i-sonetti-di-emma-lazarus/

Nella foto: manifestazione per l’8 marzo in Indonesia

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte:http://www.truthdig.com/report/item/a_day_without_a_woman_the_womens_global_strike_donald_trump_20170309

Originale: Democracy Now

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

 

 

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 10 marzo 2017 alle 14:46 -

    Trump é l’abisso che può svegliare le coscienze

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