La Finlandia e la presunta minaccia russa

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FinlandNATO

di Tapani Lausti – 20 febbraio 2017

Recentemente sui media finlandesi c’è stato un mucchio di congetture a proposito di una possibile invasione russa della Finlandia e persino della Svezia attraverso il territorio finlandese. Molti giornalisti hanno ipotizzato appassionatamente possibili movimenti e contro-movimenti di truppe in uno scenario bellico. L’espressione “scenario bellico” è usata come qualcosa di normale, qualcosa da aspettarsi in qualche stadio della storia futura.

Gli articoli solitamente non hanno nulla da dire riguardo ai motivi dei russi per un simile comportamento o sulle conseguenze dell’occupazione di nazioni ostili. Nulla è detto a proposito del caso economico che deriverebbe a Russia, Finlandia e Svezia.

Ci sono, comunque, alcuni autori che hanno cercato di calmare l’entusiasmo militare mostrato da alcuni strateghi da salotto.

Risto Volanen, ex dirigente governativo di alto rango, ha indicato che il benessere quotidiano dei 90 milioni di persone che vivono nell’area baltica dipende completamente da stabili condizioni di pace. Una crisi militare sarebbe anche una crisi economica per i cittadini delle dieci nazioni dell’area. In ogni momento del giorno ci sono quasi 2.000 navi nel Mar Baltico responsabili delle esportazioni e importazioni dell’area; nel caso della Finlandia si tratta quasi del cento per cento.

Circa il 40 per cento delle esportazioni russe e le esportazioni di petrolio del paese passano attraverso il Mar Baltico. Dunque l’intera economia russa dipende dal fatto che tale traffico non sia disturbato. Volanen chiede chi crede seriamente che Vladimir Putin direbbe ai generali russi di darsi la zappa sui piedi scatenando una crisi nell’area baltica. Ciò farebbe crollare l’economia russa, specialmente nell’area di San Pietroburgo.

Il realismo riguardo alle relazioni russo-finlandesi è andato tuttavia svanendo. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica la Finlandia ha cominciato a svoltare sempre più verso l’occidente. Narrazioni esagerate di umiliazioni finlandesi di fronte alla Russia nel corso degli anni sovietici sono divenute un tema favorito che chi voleva che la Finlandia entrasse nella NATO.

Misteriosamente, spesso senza che il comitato parlamentare della difesa, o persino il presidente della repubblica,  ne fosse messo a conoscenza caccia statunitensi da combattimento hanno recentemente partecipato a esercitazioni militari finlandesi vicino al confine russo. In questo modo è stato consentito che quasi crollasse uno dei pilastri della politica finlandese della sicurezza. Tale dottrina affermava che a nessuna forza militare straniera sarebbe stato permesso di usare il territorio finlandese per offensive militari. Questo principio era stato ripristinato nel patto post-sovietico del 1992 sulle relazioni russo-finlandesi.

Esko Seppanen, un politico di sinistra, giornalista ed ex parlamentare europeo ha scritto con forza contro la tendenza ad avvicinarsi sempre più alla NATO. Seppanen scrive: “Quando la NATO, cioè gli Stati Uniti, si avvicina furtivamente al confine russo con le sue forze armate, ciò ha un effetto drammatico sulla Finlandia. Permetteremo davvero che la NATO si avvicini al confine russo anche attraverso la Finlandia?”.

Diversamente da altri ex paesi non allineati, come Svezia, Austria e Irlanda, l’orientamento occidentale è stato contrabbandato nella politica finlandese senza alcun dibattito parlamentare. La Finlandia ha aderito all’alleanza di pace della NATO nel 1995 per decisione dell’allora presidente Martti Ahtisaari. Il passo successivo è stato compiuto nel 2004 quando la Finlandia ha firmato il patto di paese ospite. Già prima di allora, tuttavia, la Finlandia aveva fatto sapere alla NATO quali aeroporti e porti finlandesi la Finlandia avrebbe permesso alla NATO di utilizzare in caso di “necessità”.

Tutto questo è andato avanti mentre la maggioranza dei finlandesi era contro l’appartenenza alla NATO. Seppanen osserva che recentemente è parso che per aggirare questo “problema” la questione dell’appartenenza è stata messa in secondo piano. E’ invece più facile balzare direttamente in grembo agli USA e organizzare relazioni militari su tal base praticamente fuori dalla bista della popolazione finlandese.

Il dibattito sulle questioni della sicurezza finlandese è diventato recentemente più difficile. Cercare di analizzare le relazioni russo-finlandese a mente fredda attira accuse di “putinismo”. Questo è piuttosto buffo, ad esempio, nel mio caso, poiché detesto Putin e il sistema politico, sociale ed economico russo. Ma l’isterismo statunitense circa la minaccia russa trova buona accoglienza in alcuni circoli finlandesi.

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://zcomm.org/zblogs/finland-and-the-supposed-russian-threat/

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

 

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Un commento su “La Finlandia e la presunta minaccia russa

  1. attilio cotroneo il said:

    Qualcuno ha gioito per l’arrivo del trumpismo che avrebbe posto fine alle scaramucce tra USA e Putin ma come le relazioni economiche tra singoli stati saranno privilegiate rispetto ai grandi trattati, non é escluso che anche gli accordi militari singoli non accendano micce impensabili

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