Trump dice: ‘L’America prima di tutto’

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Trump dice: ‘L’America prima di tutto’

Di Serge Halimi

Febbraio 2107

Fin dal suo primo discorso da presidente, Donald Trump ha scelto strade diverse da quelle dei suoi predecessori. Con toni sprezzanti e con il pugno chiuso, ha annunciato che una ‘nuova visione governerà la nostra terra’  – l’America prima di tutto’. Il sistema internazionale stabilito dagli Stati Uniti più di 70 anni fa, servirà ora soltanto agli Stati Uniti o svanirà. Questa dichiarazione sta scombussolando altre nazioni, specialmente quelle dell’Europa che hanno fatto finta di credere in una comunità atlantica governata da disposizioni reciprocamente vantaggiose. Con l’arrivo di Trump, la maschera è caduta: l’America ‘vincerà come mai prima’ in quello che il presidente considera un gioco a somma zero, nella quota di mercato, nella diplomazia o nell’ambiente. Peccato per i perdenti, cioè il resto del mondo.

E arrivederci agli accordi multilaterali, specialmente per il commercio. Influenzato dai ricordi della sua infanzia, degli anni ’50, Trump ha rimuginato per decenni sul mito che gli Stati Uniti sono stati sempre come un Buon Samaritano e che, fin dal 1945, ‘ha reso ricchi gli altri paesi’. Secondo lui, ‘hanno fatto i nostri prodotti, hanno rubato alle nostre compagnie e hanno distrutto i nostri posti di lavoro’. (1)

Alcune grosse fortune degli Stati Uniti sono sopravvissute alla ‘carneficina’ che ha descritto, compresa la sua, con beni in quattro continenti. Questi cavilli, però, contano poco paragonati all’inversione ideologica che sta emergendo: Trump sta scommettendo che il ‘protezionismo poterà grande prosperità e forza’, mentre il leader del Partito Comunista Cinese ha detto al Forum economico mondiale di Davos che la Cina è pronta a raccogliere dagli Stati Uniti il testimone della leadership della globalizzazione capitalista.

Coma ha reagito l’Unione Europea? Già sulla strada verso la disgregazione prima dell’improvviso cambiamento degli Stati Uniti , sta ora indifesa ai margini, sopportando gli affronti di Trump. Il presidente americano che giustamente rispetta che l’UE sia dominata dalle scelte economiche della Germania, è contento che il Regno Unito abbia deciso di andarsene , e che disprezzi le ossessioni anti-russe della Polonia e  degli stati baltici. I leader dell’Europa che molto tempo fa hanno rinunciato a qualsiasi idea di andare contro i desideri del loro signore e padrone , potrebbero trovarsi ad avere negato l’accesso all’ambasciata degli Stati Uniti dove sono andati così spesso per esprimere la loro lealtà. Non c’è nulla che suggerisca che l’unilateralismo di Trump li costringerà a imparare a vivere senza l’atlantismo, ad abbandonare il libero commercio e ad essere indipendenti. Questo imperativo dovrebbe, però, essere sull’agenda delle prossime elezioni n Francia e in Germania.

Serge Halimi

Direttore editoriale di Le Monde diplomatique.

Tradotto da Charles Goulden

(1) Il 2 settembre 1998 Trump ha fatto uscire  una pubblicità a pagina intera su tre importanti quotidiani della Costa Est per pubblicare ‘Una lettera aperta da Donald J Trump sul motivo per cui l’America dovrebbe smettere di pagare per difendere paesi che si possono permettere di difendersi da soli’.

(2) Come assodato da migliaia di dispacci diplomatici fatti trapelare da WikiLeaks nel dicembre 2010. Tra i visitatori ci sono stati François Hollande e Pierre Moscovici.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://mondediplo.com/2017/02/01trump

Originale: Le Monde Diplomatique

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “Trump dice: ‘L’America prima di tutto’

  1. attilio cotroneo il said:

    Non dovremmo più sottovalutare le parole dell’uomo della strada o riderne perché può accadere che questi con tutto il suo bagaglio di banali sciocchezze, luoghi comuni e spauracchi basati sul sentito dire diventi presidente degli Stati Uniti d’America