L’Occidente è finito, ma perché?

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L’Occidente è finito, ma perché?

Di Andre Vltchek

10 febbraio 2017

Malgrado certi  ostacoli economici e sociali, l’Europa occidentale sta andando bene. Cioè, se misuriamo il successo dall’abilità di controllare il mondo, di condizionare il cervello degli esseri umani in tutti i continenti e di schiacciare quasi tutta la discesa sostanziale, in patria e all’estero.

Ciò che è quasi interamente scomparso dalla vita, almeno in luoghi come New York, Londra o Parigi, è la semplice gioia umana che è così ovvia ed evidente quando esiste. Paradossalmente. Proprio nei centri di potere, la maggior parte delle persone sembra vivere una vita nervosa, insoddisfatta, quasi spaventata.

Tutto questo in qualche modo non sembra giusto. I cittadini della parte vincente del mondo, del regime vittorioso non dovrebbero almeno fiduciosi e ottimisti?

Naturalmente ci sono molte ragioni per cui  non lo sono, e alcuni dei miei colleghi hanno già delineato in dettaglio e con un linguaggio colorito, almeno le cause principali della depressione e dell’insoddisfazione di vivere, che stanno letteralmente divorando vivi quelle centinaia di milioni di cittadini europei e del Nord America.

La situazione è per lo più analizzata dal punto di vista socioeconomico. Comunque, penso che le cause più importanti dell’attuale stato di cose siano molto più semplici: l’Occidente e le sue colonie hanno quasi interamente distrutto gli istinti umani più essenziali: la capacità delle persone  di sognare, di sentirsi entusiaste delle cose, di ribellarsi e di ‘coinvolgersi’.

La risolutezza, l’ottimismo, l’ingenuità se ne sono andate quasi completamente. Queste sono, però, le qualità che di solito facevano progredire la razza umana!

Malgrado quello che ora si percepisce comunemente in Occidente, non era la ‘conoscenza’ e certamente non la scienza che erano dietro i più grossi balzi in avanti realizzati dalla civiltà. E’ stato sempre un umanesimo profondo e istintivo, accompagnato dalla fede (qui non parlo di una qualche fede religiosa), e da una grande dedizione e lealtà alla causa. Senza ingenuità, senza innocenza, non si sarebbe mai potuto ottenere nulla di grande.

C’è stata sempre la scienza che è stata importante per migliorare molti aspetti pratici della vita umana, ma che non è mai stata il motore principale che ha spinto una nazione verso una società giusta, equilibrata e ‘vivibile’. Quando era impiegata da un sistema illuminato, la scienza aveva svolto un ruolo importante nel costruire un mondo molto migliore, ma non è mai successo il contrario.

Il progresso è stato sempre innescato e alimentato dalle emozioni umane, da sogni apparentemente irraggiungibili, dalla poesia e da una vasta ampia gamma di passioni ardenti. I concetti più belli per il miglioramento della civiltà spesso non erano neanche logici; nascevano semplicemente da istinti umani belli, da intuizioni e desideri (la logica venne applicata più tardi, quando i dettagli pratici si sono dovuti definire con precisione).

Ora, la ‘conoscenza’,  la razionalità e la ‘logica’, almeno in Occidente, stanno spingendo i sentimenti umani in un angolo. La ‘logica’ sta perfino sostituendo le religioni tradizionali. L’ossessione dei ‘fatti’, di capire ogni cosa, sta realmente diventando assurdamente estrema, dogmatica, perfino fondamentalista.

Tutta questa fanatica raccolta di fatti spesso sembra irreale, ‘metallica’, fredda e, per coloro che vengono da ‘fuori’ (in senso geografico o intellettuale), sembra estremamente innaturale.

Non dimentichiamo che i ‘fatti’ consumati dalle masse e anche dagli occidentali relativamente istruiti, generalmente provengono da identiche fonti. Viene usato il medesimo tipo di logica e vengono applicati vari strumenti di analisi indistinguibili.

Consumare una quantità eccessiva di notizie, fatti e ‘analisi’, di solito non porta a comprendere nulla in profondità, o a pensieri realmente critici; succede, invece, il proprio contrario: uccide effettivamente la propria capacità di esaminare concetti totalmente nuovi, e specialmente di ribellarsi a cliché e stereotipi intellettuali. Non ci si deve meravigliare che gli europei e i nordamericani della classe media siano tra le persone più conformiste della terra!

Raccogliere montagne di dati e di ‘informazioni’, nella maggior parte dei casi non porta assolutamente da nessuna parte. Per milioni di persone, diventa soltanto un hobby, come qualunque altro, compresi i videogiochi e la Play Station. Tiene la persona ‘con il controllo di tutto’,  in modo che lui o lei possa fare buona impressione sui conoscenti, o semplicemente soddisfare la necessità nevrotica di consumare costantemente delle notizie.

A peggiorare le cose, la maggio parte degli occidentali (e di quasi tutti gli stranieri occidentalizzati), sono costantemente rinchiusi in una rete complessa di ‘informazione’ e di percezioni con i membri delle loro famiglie, e anche con i loro amici e colleghi di lavoro. C’è una costante pressione a conformarsi, e allo stesso tempo uno spazio estremamente piccolo e quasi nessuna ricompensa per il reale coraggio o originalità intellettuale.

I regimi sono già riusciti, in grande misura, a standardizzare la ‘conoscenza’, specialmente usando la cultura popolare e indottrinando le persone, tramite le loro istituzioni ‘educative’.

In realtà le persone si stanno rinchiudendo volontariamente per anni nelle scuole e nelle università, sprecando il loro tempo, pagando con il loro denaro, perfino indebitandosi, soltanto per rendere più facile al regime indottrinarli e trasformarli in ubbidienti sudditi dell’Impero!

Già da decenni il sistema ha prodotto con successo intere generazioni di individui emotivamente morti e confusi.

Queste persone sono così danneggiate che non possono più lottare per nessuna cosa (tranne, talvolta, per i loro interessi personali ed egoistici); non possono prendere posizione, e non possono neanche riconoscere i loro obiettivi e desideri. Cercano costantemente (e non riescono) a ‘trovare qualcosa di significativo’ e di ‘appagante’ che potrebbero fare nella vita. Si tratta sempre  di loro  che cercano qualcosa, non di unirsi a lotte significative o a inventarsi qualcosa di davvero molto nuovo per amore dell’umanità! Continuano a ‘tornare a scuola’, continuano a piangere per le ‘occasioni perdute’ perché non hanno studiato ciò che pensano avrebbero dovuto realmente studiare’ (indipendentemente da ciò che realmente studiano o fanno nella vita, per lo più si sentono, comunque, insoddisfatti).

Hanno continuamente paura di essere rifiutati, sono atterriti all’idea che venga  scoperta  la loro ignoranza o incapacità di fare qualcosa di realmente significativo (in realtà molti di loro percepiscono quanto è  vuota la loro vita).

Sono infelici, alcuni completamente miserandi, e perfino con tendenze suicide. La loro disperazione, tuttavia, non li spinge all’azione. La maggior parte di loro non si ribella mai; non combattono mai realmente il regime, non contestano mai il loro ambiente vicino.

Queste centinaia di persone deboli  e pigre (alcune di loro niente affatto stupide, sono una terribile perdita per il mondo. Invece di erigere barricate, di scrivere romanzi pieni di indignazione o di deridere  apertamente tutta questa farsa occidentale, per lo più soffrono in silenzio, e alcuni soggiacciono all’abuso di sostanze tossiche o meditano il suicidio.

Se arriva realmente l’occasione di cambiare completamente la loro vita, non sanno più riconoscerla, non sanno afferrarla perché non sanno combattere; sono stati ‘pacificati’ fin dalla giovane età, fin dai primi anni di scuola.

Quello è esattamente il posto dove il regime vuole che stiano i suoi cittadini e dove li tiene!

Sorprendentemente, quasi nessuno chiama tutto questo incubo con il suo vero nome: un crimine mostruoso!

Le persone comprano i libri per capire tutto questo, ma a malapena riescono a leggerli fino alla fine. Sono troppo preoccupati, mancano di concentrazione e di determinazione. E la maggior parte dei libri disponibili nelle librerie, non forniscono, comunque alcuna risposta significativa.

Molti, tuttavia, ci stanno provando; analizzano e analizzano, senza uno scopo. ‘Non capiscono e non vogliono sapere’. Non si rendono conto che questa strada di pensare costantemente, allo stesso tempo applicando certi strumenti di analisi prescritti, è un’enorme trappola.

In realtà non c’è molto da capire. Le persone sono state davvero derubate della vita, derubate dei loro naturali sentimenti umani, della passione, del calore umano, perfino dell’amore stesso (quello che chiamano ‘amore’ è spesso un surrogato e nulla di più).

Di tutto questo non si parla più neanche nei libri di narrativa, almeno che non leggiate il russo o lo spagnolo. Il successo che ha l’Impero di produrre essere obbedienti, spaventati e privi di immaginazione, è ora completo!

Le grosse aziende stanno prosperando; le élite stanno radunando un enorme bottino, mentre la grande maggioranza delle persone in Occidente sta gradualmente perdendo la propria capacità di sognare e di percepire. Senza queste precondizioni, nessuna ribellione è possibile. La mancanza di immaginazione, accompagnata dal torpore emotivo, è la formula più efficace per avere la stagnazione e anche la regressione.

Questo è il motivo per cui l’Occidente è finito.

La grottesca ossessione per la scienza, per la prassi medica, e per i ‘fatti’ sta contribuendo a deviare l’attenzione dal reale orribile argomento.

I costanti dibattiti, le analisi, e ‘guardare le cose da angoli diversi’, non porta ad altro che alla passività. Agire fa, però, troppa paura e le persone non sono abituate a prendere decisioni  drammatiche e neanche a fare gesti drammatici.

Anche questo ci porta al fatto che quasi nessuno in Occidente è ora pronto a riunirsi sotto qualche bandiera ideologica, o di abbracciare con convinzione quelle che vengono definite, in maniera dispregiativa, ‘etichette’.

Per millenni la gente è affluita  istintivamente in vari movimenti, partiti politici e gruppi. Non si è mai ottenuto alcun cambiamento significativo da un singolo individuo (anche se un leader forte a capo di un movimento, di un partito o anche del governo, potrebbe sicuramente ottenere molto).

Essere parte di qualcosa di importante e di rivoluzionario spesso simboleggiava un vero significato della vita. Le persone erano (e in molte parti del mondo lo sono ancora) completamente impegnate, dedicate alle lotte importanti ed eroiche. Cercare di costruire un mondo migliore, lottare per un mondo migliore e perfino morire per questo, era spesso considerata la cosa più magnifica che un essere umano potesse ottenere nella sua vita.

In Occidente questo approccio è morto, totalmente distrutto. In Occidente regna il cinismo. Si deve contestare ogni cosa, non aver fiducia in nulla e non impegnarsi in nulla.

Ci si aspetta che non abbiate fiducia in nessun governo. Si dovrebbe deridere chiunque creda in qualcosa, specialmente se quel qualcosa è puro e nobile. Ci si deve semplicemente trascinare attraverso la sporcizia per attuare qualsiasi tentativo grandioso di migliorare il mondo, sia che avvenga in Ecuador, nelle Filippine, in Cina, in Russia o in Sudafrica.

Mostrare dei sentimenti forti per un certo leader, un certo partito politico o il governo, in un paese che è ancora capace di un po’ di fuoco e di passione, viene accolto con sarcasmo canzonatorio in  luoghi come Londra o New York. “Siamo tutti ladri, e tutti gli esseri umani e perciò i governi, sono simili”, suggerisce la ‘saggezza’ letale e tossica.

Che bello, davvero! Che bella strada da percorrere.

Sì, naturalmente: se si trascorressero ore ed ore analizzando qualche leader o movimento impetuoso, per esempio in America Latina, per lo meno un po’ di ‘sporco’ verrebbe sempre fuori, dato che nessun luogo e nessun gruppo di persone è perfetto. Questo fornisce agi occidentali un grosso alibi per non impegnarsi in nulla. Questo è il modo in cui è designato. ‘Rinunciate alla speranza di un mondo perfetto, dite che semplicemente non siete più in grado di credere a niente, e andate a far ondeggiare il sedere in qualche club di Londra o di New York’. Poi tornate a scuola o procuratevi qualche lavoro insignificante. Oppure “sballatevi”.

In realtà è molto più facile che lavorare molto duramente per salvare il mondo o il vostro paese! E’ molto più facile che rischiare la vita e combattere per la giustizia. E’ più facile che pensare davvero, che cercare di inventare qualcosa di totalmente nuovo, per questo nostro pianeta  amato e pieno di cicatrici!

Una vecchia ballata russa dice: “E’ così difficile amare…ma è così facile abbandonare…”

E la rivoluzione,  i movimenti, le lotte e anche  i governi che appoggiamo con tutto il cuore, sono, in grande misura molto simili all’amore.

L’amore non può mai essere pienamente esaminato, pienamente analizzato o non è vero amore. Non c’è e non dovrebbe esserci nulla di logico o di razionale al riguardo. Soltanto quando sta finendo, si comincia ad analizzare, mentre si  cercano scuse per sbattere la porta.

Ma fino a quando esiste, vivo, caldo e pulsante, sarebbe brutale e irrispettoso,  applicare la ‘oggettività’ riguardo all’altra persona, in un modo che sarebbe un tradimento.

Soltanto i “nuovi occidentali” possono impegnarsi in una farsa del genere,  analizzando l’amore, scrivendo delle ‘guide’ su come trattare i sentimenti umani, su come massimizzare i profitti dei loro investimenti emotivi!

Un uomo che ama una donna come potrebbe stare semplicemente seduto su un divano e analizzare: “La amo, ma forse dovrei pensarci due volte, perché il suo naso è troppo grosso e il suo sedere troppo grande?” E assolutamente una sciocchezza! Una donna che è amata, veramente amata, è l’essere più bello della terra.

E anche la lotta!

Altrimenti, senza una vera dedizione e determinazione, nulla cambierà mai, non migliorerà mai.

Non dimentichiamo, però, che l’Impero non vuole che qualcosa cambi. Questo è il motivo per cui sta diffondendo cinismo e nichilismo. Questo è il motivo per cui sta sporcando tutto ciò che è puro e naturale, impiantando allo stesso tempo bizzarri ‘modelli di perfezione’, in modo che le persone facciano sempre paragoni, esprimano sempre giudizi, abbiano sempre dubbi, non si sentano mai soddisfatte, e, come conseguenza, si astengano da tutti i coinvolgimenti seri.

L’impero vuole che la gente pensi, ma che lo faccia nel modo che esso programma per loro. Vuole che le persone analizzino, ma soltanto usando i suoi metodi. Vuole che le persone scartino e perfino rifiutino i loro istinti ed emozioni naturali.

I risultati sono chiari: individualismo e centralità di sé, società confuse, spezzate, rapporti  rovinati tra le persone, e totale disprezzo per aspirazioni più alte.

Non si tratta soltanto dei partiti marxisti o rivoluzionari, sulle ribellioni o le lotte internazionaliste, anti-imperialiste.

Avete notato come sono diventate vacue, instabili la maggior parte delle relazioni inter-umane in Occidente? Nessuno vuole essere realmente ‘coinvolto’. Le persone si ‘testano’ a vicenda. Pensano costantemente, a malapena hanno dei sentimenti. Le forti passioni vengono disprezzate (le ‘esplosioni’ emotive sono considerate ‘indecenti’, perfino vergognose: adesso, improvvisamente ci si interessa di chi ‘si sente bene’, è sempre ‘calmo’, ma, paradossalmente, quasi nessuno  in realtà si sente più bene o è calmo, questo “nuovo Occidente”.

Tutto questo, naturalmente, si è trasformato nell’esatto opposto di ciò che di solito era l’amore o una vera opera rivoluzionaria (nel campo della politica o dell’arte), e proprio per ricordarvelo, di solito era il tumulto più bello, più folle, l’allontanamento più totale dalla tetra normalità.

In Occidente, quasi nessuno potrebbe neanche più scrivere grande poesia. In Occidente non si creano più melodie inquietanti né liriche potenti.

La vita è diventata improvvisamente vacua, prevedibile e programmata.

Senza la capacità di amare appassionatamente, senza la capacità di donare, di sacrificare ogni cosa incondizionatamente, non ci si può aspettare di diventare un grande rivoluzionario.

Naturalmente, nell’Occidente senza passioni, ossessionato dal tipo di conoscenza che in qualche modo non riesce a illuminare, dato che ci sono le scienze applicate e che l’egocentrismo è profondamente radicato, non è rimasto  terreno fertile per le passioni potenti e perciò nessuna possibilità di una vera rivoluzione.

“Mi ribello, quindi esistiamo”, ha correttamente dichiarato Albert Camus.

La ribellione collettiva culmina nella rivoluzione. Senza la rivoluzione o senza la costante aspirazione ad essa, non c’è vita.

L’Occidente ha perduto la sua capacità di amare e di ribellarsi.

Questo è il motivo per cui è finito!

C’è un bel detto: “Non si può mai capire la Russia con il cervello. Si può soltanto credere in essa”. Lo stesso vale per la Cina, il Giappone e per tanti altri paesi.

Andare in Asia o in Russia e cominciare il viaggio cercando di ‘comprendere’ quei luoghi è semplicemente follia. Non c’è alcun motivo di farlo, e nessuna possibilità che si possa raggiungere in pochi mesi, o anche anni.

L’approccio nevrotico e davvero molto occidentale di cercare costantemente di capire ogni cosa con i proprio cervello, può realmente rovinare tutto in maniera irreversibile e proprio dall’inizio. Il modo migliore per cominciare a comprendere realmente l’Asia, è quello di assorbire, di essere guidati gentilmente da altri, di vedere, percepire, eliminando tutti i preconcetti e i cliché. La comprensione non arriva necessariamente con la logica. In realtà, quasi mai succede. Comporta sensi ed emozioni, e di solito arriva improvvisamente, inaspettatamente.

Anche la rivoluzione, di fatto le lotte più sacre e giuste – si preparano per lungo tempo e anche loro arrivano inaspettatamente e direttamente dal cuore.

Ogni volta che vado a New York, ma specialmente a Londra o a Parigi, e ogni volta che incontro quei ‘teorici di sinistra’, devo sorridere amaramente quando seguo le loro discussioni inutili ma lunghe, su qualche teoria che è totalmente separata dalla realtà e che riguarda quasi esclusivamente loro: sono trotzkisti e perché? O forse sono anarco-sindacalisti? O maoisti? Qualunque cosa siano, iniziano sempre sul divano o sullo sgabello di un bar, e lì finiscono, fino alla sera tardi.

Nel caso stiate proprio arrivando dal Venezuela o dalla Bolivia, dove le persone combattono le vere battaglie per la sopravvivenza della loro rivoluzione, è un’esperienza molto sconvolgente! La maggior parte di loro, sull’Altopiano, non ha mai sentito neanche parlare di Lev Trotsky o di anarco-sindacalismo. Quello che sanno è che sono in guerra, che combattono per tutti noi, per un mondo molto migliore e che hanno bisogno di appoggio immediato e concreto per la loro lotta: petizioni, dimostrazioni, denaro e strutture. Tutto quello che ottengono sono parole. Non ricevono nulla dall’Occidente, e mai lo riceveranno.

Il motivo è che non valgono abbastanza per i britannici e i francesi. Sono troppo ‘veri’, non ‘sufficientemente puri’. Commettono errori. Sono troppo umani, non sterili, e non ‘bene educati’. ‘Violano alcuni diritti, qui o là’. Sono troppo emotivi. Sono questo e quello, ma, certamente, ‘non potremmo sostenerli completamente’.

‘Scientificamente’, hanno torto. Se si passano dieci ore in un pub o in un salotto, discutendo di loro, si solleverebbero decisamente sufficienti questioni per togliere loro qualsiasi appoggio. La stessa cosa vale per i rivoluzionari e per i cambiamenti rivoluzionari nelle Filippine, e in tanti altri luoghi.

L’Occidente non è in grado di collegarsi a questo modo di pensare. Non vede l’assurdità nel proprio comportamento e nei propri atteggiamenti. Ha perduto il suo spirito; ha perduto il suo cuore, i suoi sentimenti dalla destra e ora perfino dalla sinistra. In cambio di che cosa? Del cervello? Ma non arriva nulla di significativo neanche da quell’area.

Questo è il motivo per cui è finito!

Ora le persone non sono disposte a impegnarsi in qualcosa di reale; una qualche vera rivoluzione, movimento, governo, a meno che queste non siano come quelle donne che sembrano plastificate e tossiche che vediamo sulle riviste di moda patinate: perfette per gli uomini che hanno perduto tutta la loro immaginazione e individualità, ma del tutto noiose e prodotte in serie per noialtri.

Andre Vltchek è un filosofo, romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Ha scritto articoli sulle guerre e i conflitti in dozzine di paesi. Tre dei suoi libri più recenti sono: Il romanzo rivoluzionario “Aurora”, e due opere di successo di saggistica:  “Exposing Lies of the Empire” [Smascheramento delle menzogne dell’Impero] e “Fighting Against Western Imperialism [Lotta contro l’imperialismo occidentale] Guardate altri suoi libri su: http://andrevltchek.weebly.com/books.html

Andre sta realizzando documentari per teleSUR e Al-Mayadeen. Guardate Rwanda Gambit, il suo documentario  sul Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo.

Dopo aver vissuto in America Latina, in Africa  e in Oceania, Vltchek attualmente risiede  in Asia Orientale e in Medio Oriente  e continua a lavorare in tutto il mondo. Può essere raggiunto sul suo sito web http://andrevltchek.weebly.com/ e su Twitter https://twitter.com/AndreVltchek

Nella foto: un agricoltore boliviano ara i suoi campi sull’altopiano a quasi 4.000 m. di altezza.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/02/10/the-west-is-finished-but-why

Originale: Counterpunch

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

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One thought on “L’Occidente è finito, ma perché?

  1. attilio cotroneo il said:

    L’Occidente ha disimparato a difendere ció che ha raggiunto e lo considera dovuto e imperituro