La Palestina, Israele e Trump

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La Palestina, Israele e Trump

Di Robert Fantina

3 febbraio 2017

Dire che ci sono molte cose riguardo al modo di governare degli Stati Uniti che lasciano perplesso questo scrittore, sarebbe una minimizzazione. Il fatto che un candidato possa essere eletto presidente quando il suo principale avversario ha guadagnato quasi 3 milioni più di lui; quando qualcuno senza assolutamente alcuna esperienza del sistema della scuola pubblica può essere nominato capo del Dipartimento dell’Istruzione (Betsy DeVos);  quando si pensa che la persona migliore di tutto il paese che può gestire il Dipartimento dell’edilizia e dello sviluppo urbano è un neurochirurgo in pensione (Ben Carson),  questo scrittore pensa che questo suo disorientamento non indica scarsa intelligenza. Tuttavia, mentre si potrebbero scrivere volumi su ognuna di queste situazioni, è una situazione del tutto diversa che oggi sta catturando la sua attenzione.

E’ stato riferito che gli Stati Uniti hanno minacciato ‘passi severi’ contro la Palestina, se i leader palestinesi procederanno nei loro piani di portare Israele  di fronte alla Corte Penale Internazionale (ICC). Dobbiamo ora guardare un po’ più da vicino questa situazione.

La Palestina, insieme a gran parte del mondo civilizzato, crede che Israele abbia commesso, e continui a commettere, crimini di guerra e crimini contro l’umanità nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Questi comprendono, ma non sono limitati a: bombardamenti di scuole, ospedali, moschee, quartieri residenziali, centri dell’ONU per i rifugiati, e uffici della stampa; l’arresto senza capi di accusa, di uomini, donne e bambini palestinesi; uccisioni extragiudiziali di uomini, donne e bambini palestinesi; l’occupazione della Cisgiordania,  il blocco della Striscia di Gaza. La lista continua.

Israele dichiara che per ogni crimine di cui è accusato, conduce una sua indagine interna. In tutti i casi, tranne una manciata di questi, questa indagine scagiona Israele e qualsiasi israeliano coinvolto. Qualsiasi persona ragionevole potrebbe dire che, se il pollaio è stato saccheggiato, dovrebbe essere stato qualcuno diverso dalla volpe che innumerevoli testimoni hanno visto saccheggiare il pollaio, che è responsabile dell’indagine. La volpe, con tutta probabilità, non si sentirà colpevole.

Le cose stanno cosi riguardo a Israele.

Gli Stati Uniti, con vari presidenti, hanno promosso il mito inefficiente dei negoziati tra Israele e Palestina. Naturalmente, ci sono due importanti problemi riguardo a questo piano. Primo, la Palestina non ha bisogno di negoziare nulla. La legge internazionale è chiara: i confini di Palestina e di Israele sono quelli che sono stati stabiliti prima della guerra del 1967. Ci si potrebbe opporre alla suddivisione iniziale della Palestina nel 1948 (questo scrittore certamente lo fa), ma rispettando la legge internazionale, si deve accettare la realtà di Israele. Tuttavia, se Israele non rispetterà la legge internazionale nel contesto della Palestina, perché chiunque dovrebbe rispettarla nel contesto di Israele?

Secondo: affinché le due parti facciano un negoziato, ognuna deve avere qualcosa che l’altra vuole, che possa essere ottenuta soltanto rinunciando a qualcosa che ha. Israele si prende dalla Palestina qualsiasi cosa voglia, con un impunità quasi completa. Indipendentemente da questo, però, i negoziati sono completamente inutili (vedere il primo punto qui sopra).

E ora si prevedono tremende conseguenze per la Palestina se procederà nella sua azione contro Israele all’ICC. Si spera che questo debole presidente palestinese, privo di spina dorsale, cioè Mahmoud Abbas, ammetta che ci saranno  disastrose conseguenze se la Palestina non procederà.

E ora arriviamo al punto cruciale del problema che lascia così perplesso questo scrittore. Se Israele non ha nulla da nascondere, perché non accetta un’indagine per le accuse di crimini di guerra? Perché gli Stati Uniti, il ricco burattino di Israele, sono così desiderosi di condannare una nazione occupata poverissima a favore di una ricca? Se Israele aderisce alla legge internazionale, alle Convenzioni di Ginevra riguardanti l’occupazione, compresa l’assistenza alle persone che subiscono l’occupazione, la residenza di cittadini dell’occupante, ecc. perché non lasciare che l’ICC dimostri al mondo quanto Israele è rispettoso della legge e magnanimo?

Considerare un parallelo, forse potrebbe aiutare a spiegare il dilemma di questo scrittore. Immaginate per un momento che questo scrittore accusi il suo vicino della porta accanto di furto di terra; forse viene accusato di aver costruito un nuovo garage sulla proprietà di questo scrittore. Immaginate che lo scrittore dica che il suo vicino gli abbia tirato dei sassi contro la finestra e che abbia spruzzato acqua di scolo sulla casa dello scrittore, impedendo a lui e a sua moglie di uscire. Forse questo scrittore accusa il suo vicino di aver tagliato i tubi dell’acqua che vanno alla sua casa, in modo da costringerlo a raccogliere l’acqua piovana in dei barili per bere e per fare il bagno. E forse il vicino è accusato anche di aver distrutto i barili con l’acqua piovana.

Lo scrittore, quindi, intraprende un’azione legale contro il suo vicino, chiedendo che smetta e desista da queste attività. Se il vicino non ha fatto nessuna di queste cose, sarà scagionato. Può presentare un atto di proprietà che dimostra che è il proprietario legale della proprietà su cui viene costruito il nuovo garage. Chiederà a questo scrittore di chiamare dei testimoni che lo hanno visto lanciare sassi contro le finestre, o almeno mostrare le pietre che si presume siano state tirate. Chiederà a un rappresentante della società di fornitura idrica di venire, di mostrare che i tubi dell’acqua dello scrittore sono in buone condizioni, e che non hanno subito alcun danno.

Quale sarà il risultato? Questo scrittore sembrerà stupido, e il suo vicino sarà scagionato.

Perché, allora, Israele  indietreggia di fronte  a qualsiasi indagine indipendente sulle sue azioni in Palestina? E perché gli Stati Uniti hanno paura di qualsiasi indagine di questo tipo?

Gli Stati Uniti e Israele sono due nazioni che non fanno parte della Corte penale internazionale (ICC), specialmente perché sanno che loro e i loro soldati hanno commesso crimini di guerra e non desiderano essere ritenuti colpevoli. Quando si è la nazione più grande e più potente del pianeta, non è necessario giocare  seguendo le regole, ma si può liberamente costringere altre nazioni a seguirla. E, se si ha un ‘rapporto speciale’ con un’altra nazione, si può fare in modo che anche questa sia esonerata dal seguire le regole.

Nel 2015, il Congresso degli Stati Uniti ha in realtà incluso nella legge per gli aiuti ai paesi stranieri, che qualsiasi finanziamento alla Palestina sarebbe stato congelato, se  si fosse iniziata una qualsiasi azione contro Israele. Racchiudere questo in una legge nazionale è molto bizzarro, ma non dobbiamo dimenticare il potere dell’AIPAC (Comitato americano israeliano –americano per l’attività politica). Questo gruppo di pressione estremamente disonorevole dona annualmente milioni di dollari ai membri del Congresso che danzano seguendo la musica dell’apartheid, e quando si tratta di avidità, i membri del Congresso non hanno uguali. La stessa cosa si può dire della loro mancanza di integrità.

Ci si chiede (in realtà no, ma continuiamo per un minuto la discussione), che cosa possa volere il governo degli Stati Uniti dalla Palestina. Gli Stati Uniti condannano qualsiasi atto di violenza dei palestinesi contro ‘i poveri, indifesi’ israeliani  che hanno tutti gli armamenti più avanzati che il mondo può offrire, e ora sta anche condannando le azioni diplomatiche per raggiungere i giusti obiettivi. La legge internazionale stabilisce che un paese occupato abbia il diritto di opporsi all’occupazione con qualsiasi mezzo possibile, ma, evidentemente, stabilisce che gli Stati Uniti vogliono soltanto che i palestinesi rinuncino a tutto il loro paese e spariscano dalla faccia della terra.

Ebbene, questo semplicemente, non accadrà. Indipendentemente da ciò che decide di fare l’incapace Signor Abbas, l’opposizione a livello mondiale alla brutale occupazione della Palestina, continuerà fino a quando la Palestina sarà di nuovo libera. Non accadrà da un giorno all’altro, ma accadrà, malgrado tutti i tentativi del governo statunitense di impedire che questo succeda.

Il libro più recente di Robert Fantina è: Empire, Racism and Genocide: a History of US Foreign Policy (Red Pill Press)  [Impero, razzismo e genocidio: storia della politica estera degli Stati Uniti].

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2017/02/03/palestine-israel-and-trump

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “La Palestina, Israele e Trump

  1. attilio cotroneo il said:

    Se Trump non completerà la sua opera di fascistizzazione sarà stato molto utile per smascherare il fascismo israeliano