Quando ciò che guarisce si trasforma in ciò che uccide

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di Baher Kamal – 14 gennaio 2017

C’è una grande e muta minaccia globale alla salute umana e animale, con implicazioni sia per la sicurezza del cibo sia per il benessere economico di milioni di famiglie allevatrici. E’ la cosiddetta resistenza agli antimicrobici.

Il problema deriva dall’indiscriminato uso eccessivo di prodotti sintetici, quali i farmaci antimicrobici, per trattare parassiti nei sistemi agricoli e alimentari, che può essere uno dei principali canali della resistenza agli antimicrobici (AMR) che causa 700.000 morti ogni anno e ha il potenziale di aumentare tale numero a sino a 10 milioni l’anno.

L’AMR è un fenomeno naturale di microrganismi quali batteri, virus, parassiti e funghi che non sono più sensibili agli effetti dei farmaci antimicrobici, come gli antibiotici, in precedenza efficaci nel trattare le infezioni.

Ciò nonostante le pratiche commerciali intese ad accrescere profitti hanno condotto al fatto drammatico che queste sostanze sono sempre più usate per promuovere, praticamente, soltanto la crescita degli animali.

“Il mondo è nel mezzo di un genere diverso di emergenza sanitaria pubblica, un’emergenza che è tanto drammatica quando invisibile. Salvo per i “supermicrobi” che ottengono i titoloni dei media, la resistenza agli antimicrobici (AMR) non suscita grande allarme pubblico”, hanno avvertito in un articolo congiunto pubblicato sull’Huffington Post i capi di tre organizzazioni internazionali che si occupano di salute umana e animale.

L’AMR potrebbe essere più mortale del cancro

“Ma l’AMR ha il potenziale di essere ancor più mortale del cancro, di uccidere 10 milioni di persone l’anno, secondo una recente indagine condotta dal Regno Unito, di costare all’economia mondiale sino a 100 trilioni di dollari l’anno”, hanno aggiunto i direttori generali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dell’Organizzazione dell’ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e dell’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale.

Secondo loro, se lasciata incontrollata, l’AMR renderà sempre più a rischio la chemioterapia e comuni procedure odontoiatriche e chirurgiche, con le complicazioni infettive che divengono difficili o impossibili da trattare. Sono in gioco le conquiste nella salute e in vite più lunghe del ventesimo secolo.

In aggiunta al numero crescente di morti umane ogni anno ritenute collegate a infezioni resistenti agli antimicrobici, l’AMR pone inoltre una grande minaccia alla sicurezza del cibo, del bestiame, alla salute e al benessere degli animali e allo sviluppo economico e agricolo mondiale, avvertono agenzie specializzate dell’ONU.

L’uso globale di prodotti sintetici per uccidere indiscriminatamente batteri, virus, parassiti e funghi nei sistemi agricoli e alimentari richiede uno sforzo concertato di mappare, comprendere e mitigare i rischi di AMR, afferma la FAO.

Anche se la resistenza agli antimicrobici è stata descritta per la prima volta nel 1940, la comprensione scientifica della miriade di vie attraverso le quali la resistenza emerge e si diffonde è tuttora agli albori, secondo il suo rapporto intitolato “Motori, dinamiche ed epidemiologia della resistenza agli antimicrobici nella produzione animale”.

L’AMR può essere un processo naturale genomico per i batteri, ma è molto raro in reperti clinici anteriori all’introduzione degli antibiotici, osserva il rapporto tecnico di 67 pagine.

Cibo contaminato con resistenti agli antibiotici

“Poi gli alimenti da tutto il mondo sono oggi frequentemente contaminati da E. Coli e Salmonella resistenti agli antibiotici, è probabile che misure che incoraggino l’uso prudente di antimicrobici siano estremamente utili nel ridurre l’emergere e il diffondersi di AMR”.

In considerazione di questa crescente minaccia alla salute, tre organizzazioni internazionali – FAO, OME  e l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale – ha organizzato lo scorso novembre una Settimana Mondiale di Consapevolezza sugli Antibiotici per promuovere la coscienza di una delle maggiori minacce alla salute globale.

Il rapporto sintetizza la dimensione dell’AMR nel settore alimentare e specialmente in quello del bestiame che ci si attende rappresenterà due terzi della crescita futura dell’uso di antimicrobici.

La necessità di sostenere e perseguire maggior ricerca – riguardo sia all’analisi delle sequenze molecolari sia a quella epidemiologica – sui fattori che influenzano come e perché batteri resistenti sono incorporati nei biomi dello stomaco animale e umano e sulla necessità di creare procedure e archivi uniformi di controllo in modo che possano essere costruiti modelli di valutazione dei rischi, è una delle principali raccomandazioni del rapporto.

L’uso di antimicrobici unicamente per promuovere la crescita animale andrebbe abbandonato gradualmente, ha sottolineato l’agenzia dell’ONU. Dovrebbero invece essere perseguite alternative agli antibiotici per rafforzare la salute animale, compresi programmi avanzati di vaccinazione.

Residui di antimicrobici nell’ambiente

I residui di antimicrobici nell’ambiente, specialmente nelle fonti idriche, andrebbero tracciati allo stesso modo di altre sostanze pericolose, sollecita il rapporto.

“Considerata la nostra attuale conoscenza limitata delle vie di trasmissione, le opzioni per mitigare la diffusione globale dell’AMR comportano il controllo del suo emergere in vari ambienti e la minimizzazione delle occasioni di diffusione dell’AMR attraverso quelli che potrebbero essere i percorsi più importanti”.

Anche se cauti riguardo a quanto resta ignoto, gli autori del rapporto – esperti del Reale Collegio Veterinario di Londra ed esperti della FAO guidati da Juan Lubroth – evidenziano prove convincenti della dimensione della minaccia.

Ad esempio le api mellifere statunitensi hanno nello stomaco batteri diversi da quelli che si trovano altrove, riflettendo l’uso di tetracicline nelle arnie dagli anni ’50.

Gli allevamenti di pesce nel Mar Baltico mostrano meno geni AMR dei sistemi di acquacultura in Cina, che oggi sono bacini di geni che codificano la resistenza ai chinoloni, un farmaco umano cruciale il cui utilizzo è aumentato a causa della crescente resistenza ad antimicrobici precedenti, come le tetracicline.

La recente identificazione di resistenza alla colistina, fino a poco tempo fa considerata l’antibiotico di ultima istanza nella medicina umana, in numerosi paesi sottolinea anch’essa la necessità di controllare le pratiche dell’allevamento del bestiame, poiché la sostanza è stata utilizzata per decenni nei maiali, nel pollame, nelle pecore e nei bovini e nel pesce allevato.

Che fare?

Il rapporto si concentra sul bestiame poiché la futura domanda di proteine a base animale è attesa accelerare attività intensive, in cui gli animali a stretto contatto moltiplicano la potenziale incidenza di patogeni AMR.

Il pollame, la principale fonte mondiale di proteine animale, seguito dal maiale, sono importanti di trasmissione a base alimentare dell’AMR agli umani.

Casi in Tanzania e in Pakistan dimostrano anche il rischio dell’AMR proveniente da sistemi integrati di acquacultura che usano scarti degli allevamenti e del pollame con cibo per i pesci.

Poiché gli animali metabolizzano solo una piccola frazione degli agenti antimicrobici che ingeriscono, la diffusione di antimicrobici dagli scarti animali è una preoccupazione importante, afferma il rapporto.

Anche se i sistemi dei piccoli proprietari possono dipendere meno dagli antimicrobici, essi usano spesso farmaci da banco senza consiglio del veterinario. Un dosaggio inappropriato, subletale, promuove una variabilità genetica e fenotipica tra i batteri esposti che sopravvivono.

Infine il rapporto afferma che operare collaborativamente in tutti i settori e aspetti della produzione alimentare, dal campo alla tavola, offrirà un contributo essenziale a un approccio integrato di una sanità unica per combattere l’AMR.

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/when-your-healers-become-your-killers/

Originale: IPS

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2017 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

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One thought on “Quando ciò che guarisce si trasforma in ciò che uccide

  1. attilio cotroneo il said:

    Non stiamo avendo nessuna informazione capillare su un fenomeno allarmante e non più potenziale.

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