La Palestina, il mondo e la risoluzione 2334

Redazione 2 gennaio 2017 1
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La Palestina, il mondo e la  risoluzione 2334

di Robert Fantina

30 dicembre  2016

Ebbene, lo sturm und drang causato dall’approvazione della Risoluzione 2334 che condanna gli insediamenti israeliani è come lo sparo sentito in tutto il mondo. Dalla nazione di Israele dove vige l’apartheid, alle sale del Congresso comprate e pagate  delle lobby israeliane, le grida di ‘disgustoso’ si sentono forte. E’ davvero come Macbeth potrebbe aver detto, molto “rumore e furia’, ma sarebbe un errore dire che non significa nulla. Tuttavia, ciò che significa non è esattamente quello che intendevano dire coloro che gridavano più forte di tutti.

Guardiamo prima ad alcune delle disposizioni della risoluzione che chiede, senza alcuna mandato di adesione  che Israele “smetta immediatamente e completamente tutte le attività di insediamento nel territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est”. Afferma inoltre che la creazione degli insediamenti non ha “nessuna validità legale e costituisce una palese violazione in base della legge internazionale.”

Questo non è nulla di nuovo; tutta l’attività di insediamenti al di fuori dei confini decretatati dall’ONU nel 1947– è stata sempre considerata illegale dalla comunità internazionale. Gli Stati Uniti hanno sempre posto il veto a risoluzioni analoghe. Nel 2011, l’allora Ambasciatrice all’ONU Susan Rice, quando ha posto il veto a tale risoluzione aveva detto che “…rifiutiamo nei termini  più espliciti la legittimità di prolungata attività israeliana di insediamenti. Questa continua attività viola gli impegni internazionali di Israele, devasta la fiducia  tra le parti e minaccia le prospettive di pace.” Ha inoltre affermato che gli Stati Uniti pensavano che l’ONU non fosse la sede per risolvere queste differenze, ma che la soluzione dovrebbe essere raggiunta tramite i negoziati.

Tali negoziati sono stati di continuo intermittenti per decenni  e tutto ciò che è stato raggiunto è un ulteriore furto di terra palestinese,  arresti in massa di uomini, donne e bambini palestinesi e la morte di migliaia di palestinesi. Ancora una volta, permette a chi scrive di affermare che i negoziati possono soltanto avvenire tra due parti, ognuna delle quali ha qualcosa che l’altra vuole, che si possono ottenere soltanto concedendo qualcosa che ha. La Palestina vuole una sua propria nazione con confini sicuri, ma non ha nulla che Israele possa prendersi  con impunità completa.

E quindi, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU con 14 membri che hanno votato a favore e con gli Stati Uniti che si sono astenuti, ha approvato questa risoluzione. Il Primo Omicida Israeliano, Benjamin Netanyahu ha ridotto i legami con la maggior parte di quelle 14 nazioni con cui Israele ha relazioni diplomatiche. Ha duramente criticato gli Stati Uniti anche se chi scrive si è perduto qualsiasi notizia sul rifiuto di un centesimo dei 4 miliardi di dollari che gli USA danno a Israele ogni anno. Netanyahu non vede l’ora di trattare con un ego grande come il suo, quando Donald Trump, proprio lui, diventerà presidente degli Stati Uniti tra poche settimane. Tutti aspettiamo con impazienza di vedere come andrà.

Il senatore Lindesy Graham (Repubblicano – Rappresentante della Carolina del Sud), ha richiesto la sospensione dei fondi alle Nazioni Unite, come conseguenza di questo voto. Ha rilasciato queste perle di saggezza: “La politica estera di Obama-Kerry, ingenua e stupida, è diventata assolutamente avventata. Con  amici come questi, Israele non ha bisogno  di nessun nemico. Prevedo che questo voto creerà una reazione negativa al Congresso contro le Nazioni Unite. Questa organizzazione è considerata sempre di più come anti-semita e sembra aver perduto ogni senso di proporzionalità.”

E così, il punto di vista del buon senatore che sostiene la legge internazionale e i diritti umani, è ‘ingenua e stupida e  assolutamente avventata’. Ci si chiede se la sua opinione sulla situazione possa essere appena un pochino distorta dai 516.715 dollari che le lobby filo-israeliane hanno donato alle sue campagne, dei quali 101,850 soltanto quest’anno.

Graham, non è  solo, però, nella sua condanna. Il Repubblicano Ted Cruz, Senatore per lo stato del Texas, ha detto: “”Questi atti sono vergognosi. Sono designati ad assicurarsi un’ eredità e lo fanno davvero: la storia registrerà e il mondo comprenderà pienamente che Obama e Kerry sono nemici implacabili di Israele.” Ci deve realmente chiedere perché il presidente prometta 40 milioni di dollari al suo ‘nemico’ per un periodo di 10 anni.

Anche Cruz, però, ha beneficiato della generosità della lobby filo-israeliana. Nel 2016 ammontava all’ enorme somma di 309.281 dollari. C’è da meravigliarsi che sia furioso per le critiche di questa gallina dalle uova d’oro?

Non sono  soltanto i Repubblicani a trovarsi in uno stato di tale costernazione. Il Senatore democratico di New York, Chuck Schumer, in seguito al voto ha twittato: “Estremamente frustrante, deludente & contraddittorio che l’Amministrazione non sia riuscita a porre il veto alla risoluzione dell’ONU.” L’incasso avuto da Schumer nel 2016 dalle lobby filo-israeliane  è stato di 386.901 dollari. Il totale, nella sua carriera, è di 1.179.800 dollari. Non c’è quindi da stupirsi che sia ‘frustrato, deluso e turbato’.

L’ex ambasciatore alle Nazioni Unite, John Bolton, era ugualmente inquieto. In un articolo sul Wall Street Journal, ha descritto la Palestina come …”uno stato immaginario con zero possibilità di realizzabilità economica.” Sembra non ammettere che la ragione per cui la Palestina ha ‘zero realizzabilità economica’, è in parte conseguenza dell’occupazione israeliana che questa risoluzione ha condannato. L’altra parte dei problemi economici della Palestina è il blocco israeliano della Strisci di Gaza.

Ha anche detto che l’approvazione della Risoluzione 2334 è “…una licenza di caccia per escludere Israele dal sistema economico internazionale, esponendo questo stato e i suoi cittadini a un incalcolabile rischio personale e finanziario”. Ebbene, quando le Nazioni Unite condannano le azioni di qualsiasi nazione, è certamente un passo ragionevole affinché altre nazioni escludano quella nazione dal sistema economico internazionale. E Bolton non considera ‘gli incalcolabili rischi personali e finanziari’ a cui sono esposti i palestinesi quotidianamente e  sono stati per decenni?

Netanyahu e il suo migliore amico, Trump, proclamano che il 21 gennaio 2017 inizierà una nuova era nelle relazioni tra Israele e Stati Uniti. Tuttavia, annullare  una risoluzione dell’ONU è quasi impossibile e in base al fatto che 14 membri del Consiglio di Sicurezza hanno votato a favore della Risoluzione 2334, non sembra esserci molto desiderio neanche di tentare.

Il Primo Omicida Israeliano è tutto in agitazione  e accusa gli Stati Uniti di collusione con la Palestina per far approvare la risoluzione. Oh, che roba che gli Stati Uniti cospirino con la Palestina per ottenere qualsiasi cosa positiva per quella nazione assediata! Tuttavia lui stesso ha fatto pressioni sull’Egitto che in origine si prevedeva che introducesse la legislazione, impedendo con successo che lo facesse. Sembra che la collusione vada bene se la fa Israele.

E quindi che cosa significa tutto questo? Le nazioni di tutto il mondo possono ora fare dei passi contro Israele. Ci possono essere boicottaggi economici nazionali e le varie leggi approvate negli Stati Uniti e in alcune nazioni europee che mettono al bando il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), ora non hanno  alcun argomento legale convincente che tenga, se mai l’hanno avuta. Discorsi sull’illegalità degli insediamenti possono essere inclusi in qualsiasi negoziato riguardante qualsiasi argomento che altre nazioni hanno con Israele. Gli accordi sulle vendite di armi, gli scambi accademici, i partenariati commerciali, ecc. possono tutti collegarsi a restrizioni, a causa delle attività di Israele per gli insediamenti illegali.

Lasciate quindi che il Congresso degli Stati Uniti privi dei finanziamenti le Nazioni Unite. Ignorate la rabbia di Netanyahu contro le nazioni che sostengono i diritti umani e la legge internazionale. Questa risoluzione è, naturalmente, soltanto un passo della lunga marcia verso la libertà del popolo palestinese, ma è significativo e necessario. Altre nazioni devono ora agire; la storia sta dalla parte della giustizia, e la giustizia prevarrà.

Nella foto: il Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Il libro più recente di Robert Fantina è: Empire, Racism and Genocide: a History of US Foreign Policy (Red Pill Press)  [Impero, razzismo e genocidio: storia della politica estera degli Stati Uniti].

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2016/12/30/palestine-the-world-and-resolution-2334/

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 2 gennaio 2017 alle 19:31 -

    Tacciare di antisemitismo chi sostiene un diritto è una menzogna che serve solo a infangare la memoria degli ebrei e la legittimità di Israele