Lo slancio del populismo: la caduta del rottamatore in Italia

Print Friendly

Lo slancio del populismo: la caduta del rottamatore in Italia

di Binoy Kampmark

13 dicembre, 2016

“Lunga vita Trump, lunga vita a Putin, lunga vita a Le Pen e lunga vita alla Lega!”

Matteo Salvini, capo leader della Lega Nord.

Demagogica in alcune parti, semplicemente irriverente in altra, l’ondata populista che lo scorso mese ha afferrato la Casa Bianca, continua a causare vittime al di là dell’Atlantico. Il Primo Ministro italiano, Matteo Renzi, noto come il Rottamatore, è dovuto accettare la sconfitta dopo un’ulteriore calcolo errato compiuto dalla negromanzia  dei sondaggi. Come nel caso della Brexit, le forze dell’establishment

sono rimaste avvolte  nell’indignazione e, spesso, nella non accettazione della realtà.

Renzi è stato semplicemente troppo avido. Il suo tentativo era incentrato sull’azzoppamento del senato e immediatamente dopo il  cambiamento della legge elettorale riguardante la Camera dei Deputati. La conseguenza di ottenere entrambe queste misure, sarebbe stata la concentrazione del potere nella carica del primo ministro.

Il terrore dei sostenitori dell’eurozona causato dalla sconfitta di Renzi con 20 punti di margine, li ha fatti rabbrividire. Mariano Rajoy ha parlato al Wall Street Journal della sua incredulità. “Non sappiamo chi andrà al governo, nel caso ci sia un’elezione, quale legge applicheranno.” [1]

Il risultato del referendum e la sconfitta di Renzi aprono la porta in senso anche più ampio al molto anticonformista Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle. Creato dall’attore Grillo e dal defunto web strategist*,  Gianroberto Casaleggio nel 2009, il movimento è diventato un po’ un luogo di incontro virtuale per gli indignati.

I media sociali e l’uso dei blog sono confluiti nell’uso di siti come Meetup.com. Le “scintille” create da queste interazioni hanno visto gradualmente un tale schieramento    di candidati  e un aumento di slancio  tale che nel 2013 il M5S è diventato il secondo partito più votato in Italia.

Lo shock italiano effettivamente prepara la strada a più che un severo rimprovero contro la politica dell’eurozona. Fa entrare anche in gioco la possibilità di un’altra uscita, anche se richiederebbe una revisione costituzionale.

Trionfi di questo genere, mentre sono inquietanti per coloro che fanno parte della tradizionale base di potere, considerano ancora  la tradizione come qualcosa che riafferma se stessa. La sconfitta al referendum per il Senato, però, è stata, come nessuna altra cosa, una difesa della tradizione: gli elettori compresi in tutto lo spettro politico erano giustamente sospettosi che Renzi avesse voluto troppo.

Le lezioni apprese in questa situazione, come in altri esempi, sono diverse. Non tutti coloro che anno rotto una condizione di equilibrio il 4 dicembre, desideravano vedere il progetto europeo estinguersi fino all’oblio. Il dibattito, ancora più  urgente, è su che cosa  comporta il progetto  e quali istituzioni sono necessarie per ottenerlo.

Rajoy, per esempio, ha pubblicamente esposto  la sua opinione sull’argomento quando  ha definito la situazione italiana “un casino”. L’influenza contratta in Gran Bretagna e in Italia, ha dedotto, non si diffonderà per rendere incapace  un’Europa già delicata. Il populismo sarà contenuto. La Francia e la Germania resisteranno all’attacco della novità.

Marine Le Pen, del Fronte Nazionale in Francia, naturalmente non è d’accordo.        Sogna la “Frexit,”  l’eurozona che si districa dal centro. La sconfitta di Renzi è stata un  altro successo. Gli italiani hanno rinnegato l’UE e Renzi. Dobbiamo soddisfare questa sete di libertà delle nazioni.”

Le opinioni di Rajoy sono quasi comiche, dato che ora vengono espresse davanti a una valanga che si sta già muovendo rapidamente. Crede certamente che i partiti politici dello status quo possano tirarsi fuori dal casino che in effetti li ha allontanati   degli elettori.

“Se i partiti politici tradizionali si difendono con la stessa energia e argomenti validi come fanno gli oppositori del sistema, allora le cose si stabilizzeranno.”  Tutto questo

si è ridotto a spiegare “quali cose positive hanno fatto i grossi partiti europei.”

Anche gli osservatori politici, come James Newell, dell’Università di Salford, hanno poca fiducia nella sostenibilità del progetto populista. La base eclettica di partiti come il M5S raddoppiano sia nella forza che nella debolezza.

“Un voto per il M5S è un inequivocabile voto di protesta. Anche essendo uniti nel loro desiderio di rivoluzionare lo status quo, gli attivisti e i sostenitori del M5S sono divisi riguardo a un’intera gamma di problemi che separano la sinistra e la destra” (The Conversation, 1° dicembre). [2]

Certamente, i dilemmi di Grillo sono genuini. Un partito di democrazia diretta che presumibilmente fa molto per emancipare di nuovo  la base dei votanti, non sta bene al modello di disciplina di partito dei tesserati. Quest’ultimo è stato certamente  un argomento che Grillo ha cercato di capire. Ha accelerato la solita reazione: scontri e disaccordi e defezioni tipo il 17% alla Camera dei Deputati fin dalle elezioni del 2013.

Nessun modello di spiegazione andrà bene, in questo caso.  I partiti populisti italiani, come hanno dimostrato in altre parti d’Europa, stanno dando fastidio alle forze dell’establishment che semplicemente desiderano superare le difficoltà. Ma farlo richiederà più della tecnica di accordo rassicurante, proposta da Rajoy.

*https://it.wikipedia.org/wiki/Web_strategist

[1] http://www.express.co.uk/news/world/741622/Spanish-prime-minister-Mariano-Rajoy-Italy-referendum-populism-movement [il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy-Il movimento del populismo per il referendum in Italia]

[2] http://theconversation.com/what-is-italys-five-star-movement-69596 [Che cosa è il movimento italiano Cinque Stelle]

Binoy Kampmark è stato Commonwealth  Scholar al  Selwyn College, di Cambridge. Insegna all’Università RMIT a Melbourne.

Email: [email protected]

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.counterpunch.org/2016/12/13/the-momentum-of-populism-the-fall-of-italys-demolition-man/

Originale: Non indicato

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

 

42yw4xode6dln7zpdtx9wlfonxfmreay-large

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

One thought on “Lo slancio del populismo: la caduta del rottamatore in Italia

  1. attilio cotroneo il said:

    Io rottamatore sta solo nell’ombra, il potere sviluppa anticorpi e la legge elettorale da approvare sarà una dura battaglia parlamentare in cui la disinformazione giocherà un ruolo terribile.