Tribunale internazionale cerca di costruire una causa contro la Monsanto

Redazione 17 ottobre 2016 1
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di Pete Dolack  – 15 ottobre 2016

La Monsanto va sotto processo! Non, ahimè, in una procedura legale ufficiale, ma invece da parte di una “iniziativa della società civile” che produrrà solo un giudizio morale.

Il Tribunale Internazionale Monsanto terrà udienze questa settimana da Amsterdam, il 15 e il 16 ottobre, e anche se non ha forza legale, i suoi organizzatori ritengono che le opinioni che la sua giuria internazionale formulerà metteranno a disposizione delle vittime e dei loro consulenti legali argomenti e basi legali per promuovere cause in tribunali ufficiali. Gli organizzatori considerano anche il tribunale come uno stimolo alla consapevolezza delle pratiche della Monsanto e dei pericoli dell’agricoltura industriale e chimica. La pagina “Informazioni pratiche” del  sito web del tribunale sintetizza:

“Lo scopo del Tribunale consiste nell’offrire un’opinione legale sul danno ambientale e sanitario causato dalla multinazionale Monsanto. Ciò amplierà il dibattito internazionale includendo il reato di Ecocidio nella legge penale internazionale. Metterà anche a disposizione della gente di tutto il mondo un testo legale ben documentato da usare in cause contro la Monsanto e aziende chimiche simili”.

Esiste certamente molto materiale sulla Monsanto, un’impresa multinazionale che ha a lungo cercato di controllare il cibo del mondo e che è in grado, di routine, di piegare governi alla sua volontà.

Marcia contro la Monsanto in Cile (Foto Mapuexpress Informativo Mapuche)

Marcia contro la Monsanto in Cile (Foto Mapuexpress Informativo Mapuche)

Ad esempio c’è stata la “Legge di Protezione della Monsanto”, insinuata in silenzio in una proposta di legge del 2013 sugli stanziamenti che dovette essere approvata per evitare la chiusura del governo statunitense, con la prescrizione al Dipartimento dell’Agricoltura di ignorare qualsiasi ordinanza di tribunale che avrebbe bloccato la semina di raccolti geneticamente modificati se il dipartimento stava ancora conducendo indagini e di mettere un timbro di OK. Lo scorso luglio un testo legislativo noto come “Legge DARK” [dark = buio – n.d.t.] è stato approvato come legge con la firma del presidente statunitense Barack Obama; tale legge, sotto la maschera della fissazione di standard nazionali, ha annullato le leggi statali che impongono l’etichettatura degli organismi geneticamente modificati (OGM) nel cibo e l’ha sostituita con uno standard che rende quasi impossibile che qualsiasi OGM sia etichettato come tale.

Con una portata assolutamente non limitata al suo paese di insediamento, la Monsanto ha premuto per rovesciare standard di sicurezza in tutta Europa e tra gli obiettivi del Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti c’è quello di rovesciare le leggi della UE che impongono l’etichettatura degli OGM e di eliminare le leggi che vietano gli OGM nel cibo.

 

Un obiettivo di lungo termine di por fine all’impunità delle imprese

Poiché non è possibile muovere accuse penali contro la Monsanto, dicono gli organizzatori del tribunale, è necessario avviare azioni civili. Scrivono:

“I critici della Monsanto affermano che la società è stata in grado di ignorare i danni umani e ambientali causati dai suoi prodotti e di perseguire le sue attività devastanti attraverso una strategia sistematica di dissimulazione esercitando pressioni sulle autorità regolatrici e governative, mentendo, corrompendo, commissionando studi scientifici fasulli, esercitando pressioni su scienziati indipendenti e manipolando la stampa. Il nostro tentativo si basa sull’osservazione che solo mediante l’azione civica saremo in grado di ottenere risarcimenti per le vittime della multinazionale statunitense”.

Gli organizzatori del tribunale riconoscono anche che una società come la Monsanto non esiste in un vuoto, ma fa parte, piuttosto, di un sistema più vasto che sta mettendo a rischio l’ambiente mondiale:

“La storia della Monsanto è paradigmatica dell’impunità delle imprese transnazionali e dei loro amministratori, che contribuiscono al cambiamento climatico e all’esaurimento della biosfera e minacciano la sicurezza del pianeta.

La Monsanto non è il solo bersaglio dei nostri sforzi. La Monsanto servirà da esempio per l’intero sistema agro-industriale ponendo sotto processo tutte le multinazionali e le imprese che impiegano comportamenti imprenditoriali che ignorano il danno arrecato alla salute e all’ambiente dalle loro azioni”.

 

Il tribunale si atterrà alla prassi della legge internazionale

Avvocati e giudici di cinque continenti saranno coinvolti nell’esame delle prove e nella presentazione dei risultati a dicembre. In tutte le procedure sarà rispettata la legge internazionale corrente, dicono gli organizzatori del tribunale:

“Il Tribunale impiegherà come proprie linee guida legali: i Principi Guida dell’ONU sulle Attività Economiche e i Diritti Umani, adottati dal Consiglio dell’ONU sui Diritti Umani nel giugno del 2011; lo Statuto di Roma che ha creato la Corte Penale Internazionale (ICC) dandole giurisdizione per giudicare presunti responsabili di genocidi, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimini di aggressione.

I Principi Guida dell’ONU sulle Attività Economiche e i Diritti Umani sono l’autorità internazionale sulle responsabilità delle imprese riguardo ai diritti umani. I principi guida affermano che le imprese devono rispettare tutti i diritti umani, compreso il diritto alla vita, il diritto alla salute e il diritto a un ambiente sano. Definiscono le aspettative della società nel confronto con le attività economiche. Serviranno da base per la costruzione, da parte dei querelanti, della loro tesi per la richiesta di risarcimenti alla Monsanto per i danni causati dalle attività della società. La Corte valuterà se la condotta della Monsanto può essere considerata reato penale in forza della legge penale internazionale esistente, o nell’ambito della legge sull’ecocidio, che sta guadagnando sostegno perché sia considerato reato.”

Utilizzando i trattati internazionali come base per il giudizio su queste questioni il tribunale si concentrerà su sei temi:

  • Il diritto a un ambiente salubre
  • Il diritto alla salute
  • Il diritto al cibo
  • La libertà di espressione e di ricerca accademica
  • La complicità in crimini di guerra
  • Il reato di ecocidio

La Monsanto è stata invitata a presentare una difesa e documenti di supporto contro ogni prova presentata contro di essa. Non è probabile che la società parteciperà e una ricerca sul suo sito web non rintraccia alcuna menzione del tribunale. Nell’annunciare i suoi ultimi risultati finanziari prevede una “continua forte penetrazione delle caratteristiche dei fagioli di soia, miglioramenti del germaplasma del mais globale e disciplina della spesa” per il 2017. Dunque non c’è da aspettarsi alcun cambiamento del suo comportamento.

 

La Monsanto vuole dirvi che cosa mangiare

La marcia della Monsanto verso il controllo dell’offerta alimentare mondiale è concentrata su semi proprietari e organismi geneticamente modificati. Contratti standard con le società delle sementi vietano ai contadini di conservare i semi, prescrivendo loro di comprare ogni anno dalla società semi geneticamente modificati e l’erbicida cui i semi sono stati progettati per essere resistenti.

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Il gruppo ambientalista statunitense Food & Water Watch [Osservatorio sul cibo e l’acqua], nel suo rapporto “Monsanto: un profilo societario”, sintetizza il potere dell’impresa:

“La Monsanto è una società globale di biotecnologie agricole specializzata in sementi geneticamente modificate (GE) ed erbicidi, più particolarmente l’erbicida Roundup e la semenza GE Roundup Ready. I semi GE sono stati modificati con l’inserimento di materiale genetico per mostrare caratteristiche che respingono i parassiti o sopportano l’applicazione di erbicidi. Nel 2009, nei soli Stati Uniti, quasi tutti i fagioli di soia (93 per cento) e quattro quinti (80 per cento) del mais sono stati coltivati con semi contenenti componenti genetiche brevettate dalla Monsanto. Il potere e l’influenza della società hanno un impatto non solo sull’agricoltura statunitense, ma anche su campagne politiche, processi di disciplina e la struttura dei sistemi agricoli di tutto il mondo …

A causa del dominio della Monsanto sul mercato i suoi prodotti stanno cambiando il volto dell’agricoltura, dall’uso di pesticidi ed erbicidi della Monsanto alla composizione genetica del cibo che mangiamo … La Monsanto ha una relazione stretta con il governo degli Stati Uniti, che la aiuta a trovare scappatoie e semplicemente crea norme che avvantaggiano il suo saldo di bilancio. La Monsanto e altre società hanno finanziato in misura crescente la ricerca accademica delle università pubbliche, che utilizzano per giustificare i loro prodotti più recenti. Il potere internazionale della Monsanto è cresciuto a un ritmo allarmante, in larga misura con sconcerto di paesi in via di sviluppo che si sono inavvertitamente esposti alla sua incessante strategia affaristica. Per tutti questi motivi la Monsanto è diventata una società che agricoltori e consumatori di tutto il mondo dovrebbero temere.”

 

L’India non ha leggi che la Monsanto sia tenuta a rispettare

Vandana Shiva, membro del comitato direttivo del Tribunale Internazionale Monsanto, ha messo a disposizione l’anno scorso un caso di studio sulle pratiche della Monsanto con un esame di come la società si sia aperta la strada a forza in India. L’introduzione dell’agricoltura industriale è stata così catastrofica in India che più di 300.000 contadini si sono suicidati dal 1995, con la dottoressa Shiva che ha riferito che l’84 per cento dei suicidi del contadini è stato attribuito al cotone geneticamente modificato della Monsanto.

Ella spiega quella che definisce l’”assoluta illegalità” della Monsanto in India, basata sul fatto che la Monsanto rivendica diritti di brevetto sui suoi prodotti anche se i brevetti sulle forme di vita sono illegali in India; che il suo incasso di diritti su prodotti non brevettabili ha determinato un’ondata di fallimenti da parte di agricoltori che lottano per sopravvivere quando va bene; e sul fatto che il suo “contrabbando” in India di organismi geneticamente modificati non approvati “pone gravi rischi” alla salute. La dottoressa Shiva scrive:

“Le leggi indiane non permettono brevetti sulle sementi e in agricoltura. Ma ciò non ha impedito alla Monsanto di incassare quasi 900 milioni di dollari da piccoli agricoltori in India, spingendoli a un indebitamento schiacciante. Questo è circa lo stesso importo speso dalla Monsanto nell’acquistare The Climate Corporation – una società di big data sul clima – in una gara al controllo dell’accesso ai dati sul clima nel futuro … Le sementi locali solevano costare [una minuscola frazione del costo dei semi della Monsanto] prima che la Monsanto distruggesse le alternative, compresa l’offerta di semi ibridi locali, mediante accordi di licenza e acquisizioni”.

Parassiti locali hanno sviluppato resistenza al cotone OMG della Monsanto, che rilascia tossine, costringendo i coltivatori a usare più pesticidi, una spesa extra e ambientalmente distruttiva. Anche se questo è un male per i contadini, i consumatori e l’ambiente, è altamente redditizio per la Monsanto. La dottoressa Shiva scrive:

“L’ingegneria genetica non è stata capace di mantenere le sue promesse; è semplicemente uno strumento di proprietà. Il cotone Bt [geneticamente modificato della Monsanto] non è resistente al verme del cotone [helicoverpa armigera – n.d.t.]; varietà resistenti al Round Up hanno solo dato origine a super-infestanti e le nuove promesse di biofortificazione fatte dalle società del biotech sono risibili. Non c’è alcun vantaggio in cose come il Riso Dorato. Aggiungendo un nuovo gene alla cellula di una pianta le società hanno affermato di aver inventato e creato il seme, la pianta e tutti i semi futuri a quel punto diventati loro proprietà. Alla Monsanto non importa se il vostro campo di cotone è infestato dal verme del cotone, fintanto che il raccolto può essere identificato come suo e i pagamenti dei diritti continuano ad affluire. E’ per questo che il fallimento del Cotone Bt, quale riflesso di cattiva scienza, a loro non importa: i soldi continuano ad arrivare a St. Louis. Al suo centro, la modifica genetica è una questione di proprietà.”

 

I coltivatori diventano braccianti della Monsanto

I semi contenenti geni brevettati dalla Monsanto, la più grande società sementiera del mondo, rappresentano più del 90 per cento dei fagioli di soia coltivati negli Stati Uniti e l’80 per cento del mais coltivato negli Stati Uniti secondo Food & Water Watch. Contratti standard con società sementiere vietano ai contadini di conservare semi, imponendo loro di acquistare ogni anno dalla società semi geneticamente modificati e l’erbicida cui il seme è stato progettato per essere resistente. I contadini sono diventati braccianti dei loro stessi campi sotto il controllo della Monsanto.

Peggio ancora, la Monsanto ha accettato di vendersi alla Bayer A.G., la conglomerata tedesca della chimica con la sua propria storia di abusi. Se i regolatori consentiranno a queste due società di fondersi sarebbe creato il più grande fornitore mondiale di semi e pesticidi. L’amministratore delegato della Bayer, Werner Baumann, si è detto entusiasta del fatto che l’accordo proposto “assicurerebbe considerevole valore agli azionisti, ai nostri clienti, a dipendenti e alla società in generale”. Che tale “valore” per gli “azionisti” sia stato menzionato per primo è tutto ciò che serve per sapere che i profitti e il controllo sono la vera sostanza di questo accordo.

Quale miglior monopolio potrebbe ottenere una società se non un monopolio del cibo? Quello è stato a lungo l’obiettivo della Monsanto e una fusione con la Bayer non farebbe che rafforzare la sua presa. Questo, tuttavia, non è riducibile a semplice avidità o malvagità. Crescere o morire è il mandato onnipresente del capitalismo e una conseguenza di tale tendenza è la spinta alla monopolizzazione, un piccolo numero di imprese che controlla un settore industriale. Solo perché il cibo è una necessità non significa che sia esente dalle incessanti pressioni competitive del capitalismo.

Quando ai “mercati” è consentito di imporre esiti sociali, azioni come quelle della Monsanto sono inevitabili. I mercati capitalisti non sono altro che gli interessi aggregati degli industriali e finanzieri più potenti. E loro non hanno interesse a che voi sappiate che cosa c’è nel vostro cibo, o addirittura se esso è sicuro.

 

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/international-tribunal-seeks-to-build-case-against-monsanto/

Originale: Systemic Disorder

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 17 ottobre 2016 alle 17:02 - Reply

    La Monsanto è la prova vivente della pianificata distruzione ambientale indispensabile al capitalismo e conferma la necessità della lotta ecologica come priorità della sinistra del XXI secolo

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