WikiLeaks pubblica trascrizioni di discorsi pagati di Hillary Clinton

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Foto Brondan Smialowski - AFP - Getty Images

Foto Brondan Smialowski – AFP – Getty Images

 

di Ruby Cramer – 8 ottobre 2016

 

[Nota preliminare del traduttore: più che il contenuto specifico degli estratti qui pubblicati, pare rilevante quanto gli stessi lasciano intuire sulla più generale qualità dei discorsi per i quali Hillary Clinton è stata pagata centinaia di migliaia di dollari dalle grandi società statunitensi].

 

 

I discorsi pagati della Clinton presso Goldman Sachs e altre società finanziarie sono stati oggetto di discussione nel corso delle primarie di quest’anno. Una e-mail piratata dal presidente della campagna elettorale John Podesta, resa pubblica venerdì, risulta mostrare estratti che la squadra di ricerche della Clinton ha diffuso internamente, comprese osservazioni da lei fatte a proposito di Wall Street e della politica commerciale.

 

Estratti di discorsi remunerati della Clinton a porte chiuse, tra cui presso società finanziarie, risultano essere stati resi pubblici per la prima volta venerdì, quando WikiLeaks ha pubblicato centinaia di e-mail piratate del presidente della sua campagna elettorale.

Le trascrizioni dei discorsi, un importante oggetto di discussione nel corso delle primarie Democratiche, includono citazioni della Clinton a proposito della sua distanza dalla vita della classe media (“ne sono in un certo modo ben lontana”), della sua visione del governare strategicamente (“occorre sia una posizione pubblica sia una privata”) e delle sue idee su Wall Street, l’assistenza sanitaria e la politica commerciale (“il mio sogno è un mercato comune emisferico, con liberi commerci e confini aperti”).

John Podesta, il presidente della campagna elettorale della Clinton, è stato la vittima più recente di un’ondata di attacchi informatici contro figure chiave della politica Democratica e della sua dirigenza politica in quello che funzionari dell’amministrazione affermano essere un tentativo della Russia di minare l’elezione.

Il direttore delle ricerche della Clinton, Tony Carrk,  ha trasmesso gli estratti in una e-mail a Podesta e ad altri assistenti di alto livello, indicando come fonte dei “punti salienti dei discorsi pagati di HRC” l’Agenzia Harry Walker, la società che ha rappresentato la Clinton e ha organizzato dozzine di discorsi pagati, pubblici e privati, dopo che aveva lasciato il Dipartimento di Stato all’inizio del 2013.

La e-mail è datata 25 gennaio 2016 e ha per oggetto: “Discorsi pagati di HRC”.

Carrk ha identificato e trasmesso i “punti chiave” nella e-mail, dicendo a Podesta e alla direttrice delle comunicazioni della Clinton, Jennifer Palmieri, che c’erano “un mucchio di posizioni politiche cui dovremmo dare una limatura estera” con l’ufficio politico della campagna elettorale.

Il portavoce della Clinton, Glen Caplin, ha affermato che l’organizzazione della campagna elettorale non intende confermare l’autenticità di alcuna delle e-mail rese pubbliche venerdì. Ma funzionari dell’amministrazione, ha detto, hanno “escluso qualsiasi ragionevole dubbio che il Cremlino abbia armato WikiLeaks per interferire nella nostra elezione e trarre vantaggio dalla candidatura di Donald Trump”.

Funzionari statunitensi hanno anche avvertito che la Russia potrebbe “manipolare” le e-mail piratate, comprese quelle sottratte quest’estate al Comitato Nazionale Democratico.

Nel corso della lunga battaglia delle primarie Democratiche di quest’anno il senatore Bernie Sanders ha ripetutamente sollecitato la Clinton ha rendere pubbliche le trascrizioni dei discorsi, tenuti a una varietà di gruppi, comprese grandi società quali Goldman Sachs e Deutsche Bank.

Alla fine dell’anno scorso la Clinton ha affermato che avrebbe “valutato” la diffusione delle trascrizioni.  Non l’ha mai fatto, sostenendo che i Repubblicani e altri dovrebbero diffondere le loro. “Fate pubblicare i discorsi di tutti quelli che hanno tenuto un qualsiasi discorso in qualsiasi circostanza a qualsiasi gruppo privato”, ha detto alla ABC lo scorso febbraio. “Le pubblicheremo tutti contemporaneamente.”

Avanti nelle primarie Sanders ha sostenuto che il popolo statunitense aveva il diritto di sapere che cosa la Clinton aveva detto a un pubblico agiato di Wall Street a proposito della sua politica economica.

“Dipendiamo tutti dalla trasparenza e dall’integrità del mercato. Dunque se ciò può non essere vero al cento per cento, se la percezione è che in qualche modo il gioco truccato, quello dovrebbe essere un problema per tutti noi e dobbiamo voler fare assoluta chiarezza”, ha affermato la Clinton in un apparente estratto, ammorbidendo l’affermazione da lei fatta frequentemente lungo il percorso, che “l’economia è manipolata a favore di quelli al vertice”.

Nelle stesse osservazioni, attribuite a un discorso del 2014 alla Deutsche Bank, la Clinton ha anche affermato che gran parte della riforma finanziaria “deve davvero provenire dalla stessa industria”.

Gli estratti diffusi non precisano il contesto delle osservazioni della Clinton, ma includono numerosi commenti in cui risulta esprimere forti sentimenti a favore del mondo degli affari.

“Il mio sogno è un mercato comune emisferico, con liberi commerci e confini aperti”, la Clinton è citata aver dichiarato a una banca brasiliana nel 2013. “Dobbiamo opporci al protezionismo e ad altri generi di barriere all’accesso al mercato e agli scambi”.

La Clinton si oppone al Partenariato Trans-Pacifico, ma ha subito critiche sia da Sanders sia da Trump per aver adottato quella che accusano di essere una posizione di convenienza politica.

Le apparenti trascrizioni dei discorsi si sono divenute pubbliche mentre elettori e progressisti giovani, tra cui quelli affluiti nella campagna di Sanders, continuano a nutrire dubbi sulla Clinton e possono passare in autunno a un candidato di un terzo partito.

In un estratto, identificato come parte di un discorso alla società Xerox nel marzo del 2014, la Clinton ha parlato della necessità di “due partiti ragionevoli, moderati e pragmatici”.

 

IL TESTO COMPLETO DELLA E-MAIL E’ IL SEGUENTE:

 

Da: Tony Carrk A: Jennifer Palmieri, John Podesta, [Capo della Segreteria del Presidente], Sara Latham, [Vicedirettore delle Comunicazioni], Kristina Schake, [Vicedirettore delle Comunicazioni], Christina Reynolds, [Segretaria per la Stampa Nazionale], Brian Fallon Data: 25 gennaio 2016

Oggetto: Discorsi pagati di HRC [Hillary Rodham Clinton – n.d.t.]

Squadra, allegati sono i punti salienti dei discorsi pagati di HRC che abbiamo dalla HWA [Harry Walker Agency – n.d.t.]. Ho inserito alcuni titoli di seguito. C’è un mucchio di posizioni politiche cui dovremmo dare una limata extra con l’ufficio politico.

Per quanto riguarda ciò che è stato reso noto alla stampa e ciò che non lo è stato, il Washington Examiner è venuto in possesso di uno dei suoi contratti privati per i discorsi (i suoi discorsi presso università sono stati normalmente pubblici) dunque questo merita una lettura:

http://www.washingtonexaminer.com/clintons-speeches-are-cozy-for-wall-streeters-but-closed-to-journalists/article/2553294/section/author/dan-friedman

 

*LA CLINTON AMMETTE DI ESSERE FUORI CONTATTO*

* Hillary Clinton: “Sono in certo modo ben lontana” dalle lotte della classe media “a causa della vita che ho vissuto e delle fortune, lo sapete, economiche di cui godiamo io e mio marito”*

“E non so prendendo una posizione su alcuna politica, ma penso realmente che ci sia un senso di ansia e persino di rabbia nel paese per la sensazione che il gioco sia truccato. E non ho mai avuto tale sensazione mentre crescevo. Mai. Voglio dire: c’erano persone davvero ricche, ovvio che c’erano. Mio padre amava lamentarsi dell’alta finanza e dell’interferenza del governo, ma avevamo una solida educazione di classe media. Avevamo buone scuole pubbliche. Avevamo un’assistenza sanitaria accessibile. Avevamo la nostra piccola, sapete, casa monofamiliare per la quale, sapete, aveva risparmiato i soldi; non credeva nei mutui. Così è questo ciò che io ho vissuto. E oggi, naturalmente, sono in un certo modo ben lontana a causa della vita che ho vissuto e delle fortune, lo sapete, economiche di cui godiamo io e mio marito, ma non ho dimenticato.” [Discorso di Hillary Clinton presso Goldman-Black Rock, 4 febbraio 2014].

 

* LA CLINTON DICE CHE IN POLITICA SI DEVE AVERE UNA POSIZIONE PUBBLICA E UNA PRIVATA*

*Clinton: Ma se tutti assistessero, sapete, a tutte le discussioni e agli accordi dietro le quinte, sapete, allora diverrebbero un po’ nervosi, a dir poco. Dunque si deve avere sia una posizione pubblica sia una privata.*

CLINTON: Semplicemente si deve in un certo modo immaginare come … tornando a quel termine, “equilibrio” … come equilibrare gli sforzi pubblici e privati che sono necessari per avere successo, politicamente, e questo non è solo un commento riguardo a oggi. Questo, penso, è stato probabilmente vero in tutta la nostra storia e se avete visto il film di Spielberg, Lincoln, e come manovrò e lavorò per far passare il tredicesimo emendamento e chiamò uno dei miei predecessori preferiti, il Segretario Seward, che era stato governatore e senatore di New York, si era candidato contro Lincoln, ed egli disse a Seward, ho bisogno del suo aiuto per far passare questa cosa. E Seward chiamò uno dei suoi amici lobbisti che sapeva come concludere un accordo e semplicemente continuarono a perseguire la cosa. Voglio dire: la politica è come produrre una salsiccia.  E’ sgradevole, e lo è sempre stato, ma normalmente si finisce sempre dove si deve. Ma se tutti stanno a guardare, sapete, tutte le discussioni e gli accordi dietro le quinte, sapete, allora diventano un po’ nervosi, a dir poco. Dunque occorre avere una posizione pubblica e una privata. E alla fine, penso … io credo nelle decisioni basate sulle prove. Voglio sapere quali sono i fatti. Voglio dire: è come quando voi ragazzi partecipate a qualche genere di accordo, sapete, si deve fare quell’investimento o no, si deve fare quella ristrutturazione o no, sapete, voi guardate le cifre. Cercate di immaginare che cosa funzionerà e che cosa non funzionerà.” [Discorso della Clinton al Consiglio Nazionale dell’Edilizia Condominiale, 24 aprile 2013].

 

*LA CLINTON PARLA DI CHIAMARE WALL STREET A RISPONDERE SOLO PER MOTIVI POLITICI*

* La Clinton ha affermato che la responsabilità della crisi attribuita al sistema bancario statunitense avrebbe potuto essere evitata sia in termini di malinteso sia di una reale politicizzazione di ciò che è accaduto. *

“Quello è stato uno dei motivi per cui ho cominciato a viaggiare nel febbraio del 2009, in modo che la gente potesse, sapete, letteralmente strillarmi contro per il fatto che gli Stati Uniti e il nostro sistema bancario avrebbero causato tutto questo dovunque.  Ora noi sappiamo che si tratta di un’iper-semplificazione, ma era l’opinione corrente. E io penso che ci sia molto che avrebbe potuto essere evitato in termini sia di malinteso sia di una reale politicizzazione di ciò che è accaduto, mediante una maggiore trasparenza, con una maggiore apertura da tutte le parti, sapete, quello che è successo, come è successo, come facciamo a impedire che accada. Voi amici aiutateci a capirlo e assicuriamoci che questa volta facciamo la cosa giusta. E io sono sicura che tutti abbiano tentato disperatamente di evitare gli effetti peggiori, istituzionalmente, a livello governativo, e che semplicemente non ci sia stata l’opportunità di cercare di venirne a capo, e ciò è avvenuto in seguito.” [Simposio Goldman Sachs AIMS Alternative Investments, 24 ottobre 2013].

 

* Clinton: “Anche se può non essere vero al cento per cento, se la percezione è che in qualche modo il gioco è truccato, quello dovrebbe essere un problema per tutti noi. *

“Ora, è importante riconoscere il ruolo vitale che i mercati finanziari svolgono nella nostra economia e cui tanti di voi stanno contribuendo. Perché operare bene, questi mercati e gli uomini e le donne che li plasmano devono suscitare sicurezza e fiducia, perché tutti dipendiamo dalla trasparenza e dall’integrità del mercato. Dunque anche se può non essere vero al cento per cento, se la percezione è che in qualche modo il gioco è truccato, quello dovrebbe essere un problema per tutti noi e dobbiamo volerlo rendere assolutamente chiaro. E se ci sono problemi, se ci sono illeciti, le persone devono essere chiamate a rispondere e dobbiamo cercare di prevenire futuri cattivi comportamenti, perché la fiducia del pubblico è al cuore sia dell’economia del libero mercato sia della democrazia”. [Discorso della Clinton alla Deutsche Bank, 7 ottobre 2014]

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* LA CLINTON SUGGERISCE CHE GLI ADDETTI AI LAVORI DI WALL STREET SONO COLORO DI CUI C’E’ BISOGNO PER CORREGGERE WALL STREET*

*La Clinton ha affermato che la riforma della finanza “deve davvero arrivare dall’industria stessa”.*

“Ricordate ciò che fece Teddy Roosevelt. Sì, egli affrontò quelli che considerava gli eccessi nell’economia, ma si schierò anche contro gli eccessi nella politica. Non volle scatenare un mucchio di reazioni nazionaliste, populiste. Volle cercare di immaginare come tornare a quell’equilibrio che aveva servito così bene gli Stati Uniti in tutta la loro storia come nazione. Oggi c’è di più che può e dovrebbe essere fatto che deve provenire realmente dall’industria stessa, e come possiamo rafforzare la nostra economia, creare più occupazione in un periodo che è sempre più impegnativo, per tornare al giusto accordo di Teddy Roosevelt. E io credo davvero che il nostro paese e tutti voi siate all’altezza del compito”. [Discorso della Clinton alla Deutsche Bank, 7 ottobre 2014].

 

* Parlando dell’importanza di una regolamentazione corretta, la Clinton ha affermato “Quelli che conoscono l’industria meglio di tutti gli altri sono quelli che lavorano nell’industria”. *

“Voglio dire, sta tuttora succedendo, come sapete. Le persone si guardano indietro e cercano, sapete, di ottenere risarcimenti per i mutui cattivi e tutto il resto in alcuni degli accordi che stanno raggiungendo. Non c’è nulla di magico nelle regole; troppe sono un male, troppo poche sono un male. Come si ottiene la chiave d’oro, che capiamo che cosa funziona? E quelli che conoscono l’industria meglio di tutti gli altri sono quelli che lavorano nell’industria. E io penso si debba riconoscere che, sapete, c’è così tanto in gioco oggi, voglio dire, l’attività è cambiata tantissimo e le decisioni sono prese così velocemente, fondamentalmente in nanosecondi. Spendiamo trilioni di dollari per girare il mondo, ma è nell’interesse di tutti avere una cornice migliore, e non solo per gli Stati Uniti ma per il mondo intero, in cui operare e commerciare”. [Simposio Goldman Sachs AIMS Alternative Investments, 24 ottobre 2013].

 

* LA CLINTON AMMETTE DI AVER BISOGNO DEI FINANZIAMENTI DI WALL STREET*

* La Clinton ha affermato che poiché i candidati hanno bisogno del denaro di Wall Street per correre per la carica, la gente di New York deve porre domande toste riguardo all’economia prima di concedere contributi alla campagna elettorale.*

“In secondo luogo, candidarsi a una carica nel nostro paese richiede un mucchio di soldi e i candidati devono andare a raccoglierli. New York è probabilmente il luogo principale per contributi alla raccolta di fondi per candidati di entrambi gli schieramenti ed è anche il nostro centro economico. E c’è un mucchio di persone qui che dovrebbero porre delle domande toste prima di concedere contributi elettorali a persone che si sono dimostrate codarde con la nostra intera economia”. [Simposio Goldman Sachs AIMS Alternative Investments, 24 ottobre 2013].

 

* Clinton: “Sarebbe molto difficile candidarsi a presidente senza raccogliere un’enorme quantità di denaro e senza avere altri che ti sostengano perché il tuo avversario avrà i suoi sostenitori”. *

“Così il nostro sistema è, per molto versi, più difficile, certamente più costo e più lungo di un sistema parlamentare, ed io ammiro davvero le persone che vi si sottopongono. Anche quando, sapete, io non penso che dovrebbero essere elette presidenti, penso tuttavia, beh, sapete, buon per te, immagino, sei là fuori a promuovere la democrazia e quelle tue idee folli. Così io penso che è qualcosa … vorrei … sapete, ovviamente in qualità di una che è passata attraverso ciò, vorrei che non durasse così a lungo perché penso sia qualcosa che distrae molto da ciò che dovremmo fare quotidianamente nella nostra attività pubblica. Vorrei che non fosse così costoso. Non ho idea di come farlo. Voglio dire, nella mia campagna … ho perso il conto, ma penso di aver raccolto 250 milioni di dollari o una simile enorme cifra, e alle ultime elezioni il presidente Obama ha raccolto 1,1 miliardi ed è stato prima che arrivassero i Super PACS [comitati che raccolgono fondi per campagne a sostegno di candidati ma senza destinarli direttamente agli stessi] e arrivassero tutti questi soldi, ed è così ridicolo che abbiamo questa specie di tutti contro tutti con tutti questi interessi finanziari in gioco ma, sapete, la Corte Suprema ha detto fondamentalmente che le cose stanno così. Così siamo in una specie di selvaggio West e, sapete, sarebbe molto difficile candidarsi a presidente senza raccogliere un’enorme quantità di denaro e senza avere altri che ti sostengano perché il tuo avversario avrà i suoi sostenitori. Così io penso che per quanto sia stato difficile quando mi sono candidata, penso sia ancora più difficile oggi.” [Discorso della Clinton all’Assemblea della Dirigenza Globale della General Electric – Boca Baton, Florida, 6 gennaio 2014].

 

* LA CLINTON PUBBLICIZZA IL SUO RAPPORTO CON WALL STREET DA SENATRICE *

* Clinton: Da senatrice “ho rappresentato e collaborato con” così tanti a Wall Street e “ho fatto tutto ciò che ho potuto per assicurare che continuassero a prosperare”, tuttavia ho sollecitato la chiusura della scappatoia sugli utili di capitale.*

In un discorso alla Robbins, Gellar, Rudman & Dowd a San Diego, Hillary Clinton ha affermato: “Quando ero senatrice di New York ho rappresentato e collaborato con molte persone di talento e di principio che si guadagnavano da vivere con la finanza. Ma anche se le ho rappresentate e ho fatto tutto ciò che ho potuto perché continuassero a prosperare, ho sollecitato la chiusura della scappatoia [sulla tassazione – n.d.t.] degli utili di capitale e il contrasto alle remunerazioni alle stelle degli amministratori delegati. Ho anche chiesto nel 2006, 2007, che si facesse qualcosa riguardo alla crisi dei mutui, perché vedevo quotidianamente da Wall Street letteralmente fino alla gente comune di New York quanto sia essenziale un sistema finanziario ben funzionante.  Così, quando ho lanciato l’allarme sui primi allarmi a proposito dei mutui subprime e ho sollecitato la disciplina dei derivati dei prodotti finanziari eccessivamente complessi, non ho avuto necessità di grandi argomenti, perché la gente più o meno diceva, no, questo ha senso. Ma ragazzi, Dio sa se abbiamo avuto scontri su questo da allora”. [Discorso di Hillary Clinton alla Robbins, Gellar, Rudman & Dowd a San Diego, 4 settembre 2014].

 

*La Clinton a proposito di Wall Street: “Ho avuto grandi relazioni e collaborato così da vicino dopo l’11 settembre per ricostruire il centro, e un mucchio di rispetto che il lavoro che fate e per le persone che lo fanno”.*

“Ora, senza esaminare come siamo arrivati dove siamo ora, quale sarebbe il suo consiglio alla comunità e alle grandi banche di Wall Street riguardo a come procedere circa quelle due importanti decisioni?”

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: “Beh, vi ho rappresentato per otto anni. Ho avuto grandi relazioni e collaborato così da vicino dopo l’11 settembre per ricostruire il centro e un mucchio di rispetto per il lavoro che fate e per le persone che lo fanno ma … penso che quando parliamo dei regolatori e dei politici, le conseguenze economiche delle cattive decisioni del 2008, sapete, sono state devastanti, e hanno avuto ripercussioni in tutto il mondo”. [Simposio Goldman Sachs AIMS Alternative Investments, 24 ottobre 2013].

 

* LA CLINTON PARLA DELLE SFIDE NELLA CORSA ALLA CARICA*

* Hillary Clinton ha affermato che c’era “un pregiudizio contro coloro che hanno condotto una vita di successo e/o complicata” citando la necessità di disinvestire patrimoni, posizioni e azioni. *

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: Sì. Beh, sapete ciò che ha detto al riguardo Bob Rubin. Ha detto, sapete, quando è venuto a Washington aveva una fortuna. E quando se n’è andato aveva una piccola …

BLANKFEIN:  E’ così che hai una piccola fortuna; vai a Washington.

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: Vai a Washington. Giusto. Ma, sapete, parte del problema con la situazione politica, anche, è che c’è un tale pregiudizio contro persone che hanno condotto una vita di successo e/o complicata.  Sapete, il disinvestimento di patrimoni, lo spogliarsi di ogni sorta di posizioni, la vendita di azioni. Diventa semplicemente molto oneroso e non necessario.” [Vertice Goldman Sachs Builders and Innovators, 29 ottobre 2013].

 

* LA CLINTON SUGGERISCE DI ESSERE UNA MODERATA*

* La Clinton ha affermato che sia il Partito Democratico sia quello Repubblicano dovrebbero essere “moderati”. *

URSULA BURNS: Interessante. I Democratici?

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: Oh, lunghi, decisamente.

URSULA BURNS: I Repubblicani?

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: Sfortunatamente, al momento, corti.

URSULA BURNS: OK, torniamo alle domande.

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: Abbiamo bisogno di due partiti.

URSULA BURNS: Sì, abbiamo decisamente bisogno di due partiti.

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: Due partiti ragionevoli, moderati, pragmatici.

[Osservazioni di Hillary Clinton alla XEROX, 18 marzo 2014].

 

* Clinton: “Simpson-Bowles … ha proposto il quadro giusto. Cioè, dobbiamo limitare la spesa, dobbiamo avere entrate adeguate e dobbiamo incentivare la crescita. Una formula in tre parti … E hanno raggiunto un accordo. Ma quello che è molto difficile fare è accettare quell’accordo e non si crede che si sarà in grado di smuovere l’altra parte”. *

 

SEGRETARIO [DI STATO] CLINTON: Beh, questo può essere nato più dalla speranza che dall’esperienza negli ultimi anni. Ma Simpson-Bowles – e so che l’avete sentito da Erskine in precedenza oggi – ha proposto il quadro giusto. Cioè, dobbiamo limitare la spesa, dobbiamo avere entrate adeguate e dobbiamo incentivare la crescita. E’ una formula in tre parti. I particolari possono essere negoziati secondo se agiamo in buona fede o no. E quello che il senatore Simpson ed Erskine hanno fatto è stato portare al tavolo sia i Repubblicani sia i Democratici e c’era l’intero spettro di visioni ideologiche da, penso Tom Coburn a Dick Durbin. E hanno raggiunto un accordo. Ma quello che molto difficile fare è poi accettare tale accordo e non si crede che si sarà in grado di smuovere l’altra parte. E dove ci troviamo ora è in questo problema in stallo. Così se si ottiene che i Democratici dicano che, sapete, si devono avere più entrate, quello è il sine qua non di qualsiasi genere di accordo. Si hanno i Repubblicani che dicono no, no, no sulle entrate: si deve tagliare molto più profondamente la spesa. Beh, guardate cos’è successo. Stiamo lentamente tornando alla crescita. Non è tanta né così rapida come piacerebbe a molti di noi ma, sapete, stiamo certamente meglio dei nostri amici europei e stiamo cominciando, credo, un po’ a uscire dalla lunga scia della crisi del 2008. [Discorso della Clinton alla Morgan Stanley, 18 aprile 2013].

 

* Clinton: “Il quadro Simpson-Bowles e i principali suoi elementi erano giusti … Si deve limitare la spesa. Si devono avere entrate adeguate. E si deve avere crescita.” *

CLINTON: Dunque, sapete, il quadro Simpson-Bowles e i suoi principali elementi erano giusti. I dettagli possono essere negoziati e se ne può discutere. Ma si devono fare tutte e tre le cose. Si deve limitare la spesa, si devono avere entrate adeguate e si deve avere crescita. E io penso che siamo abbastanza in gamba da immaginare come farlo. [Discorso della Clinton alla Morgan Stanley, 18 aprile 2013].

 

* LA CLINTON E’ CONSAPEVOLE DEI PROBLEMI DI SICUREZZA DEI BLACKBERRY*

* Clinton: “Al Dipartimento di Stato eravamo attaccati ogni ora, più di una volta all’ora, da tentativi in arrivo di penetrare tutto ciò che avevamo. E ciò valeva per l’intero governo statunitense”. *

CLINTON: Ma al Dipartimento di Stato eravamo attaccati ogni ora, più di una volta all’ora, da tentativi in arrivo di penetrare tutto ciò che avevamo. E ciò valeva per l’intero governo statunitense. E sapevamo che succedeva; quando andavo in Cina o quando andavo in Russia lasciavamo tutti i nostri dispositivi elettronici sull’aereo, con le batterie tolte, perché questa è una frontiera nuova. E loro stanno cercando di scoprire non solo che cosa facciamo nel nostro governo. Stanno tentando di scoprire che cosa fanno un mucchio di società e sono andati alla ricerca di e-mail personali di persone che lavoravano nel Dipartimento di Stato. Dunque non è che il solo governo al mondo che fa qualsiasi cosa è quello degli Stati Uniti. Ma gli Stati Uniti, in confronto con numerosi nostri concorrenti, sono il solo governo al mondo che ha ogni sorta di salvaguardie, ogni sorta di pesi e contrappesi. Sotto molti aspetti possono essere rafforzati e la gente va rassicurata, e deve avere le proprie protezioni incorporate nella legge. Ma penso che consegnare una quantità di materiale, intenzionalmente o non intenzionalmente, a causa del modo in cui può essere drenato, dia ogni sorta di informazioni non solo a grandi paesi ma anche a reti e gruppi terroristici e gente simile. Così mi sono trovata in difficoltà nel pensare che qualcuno che è un campione della riservatezza e della libertà abbia trovato rifugio in Russia sotto l’autorità di Putin. E poi partecipa a un talk show di Putin. Presidente Putin, spiate il popolo? E il presidente Putin dice, beh, da un professionista dei servizi d’informazione a un altro, naturalmente no. Oh, grazie mille. Voglio dire, davvero, non so. Trovo difficile seguirlo. [Discorso della Clinton a UConn, 23 aprile 2014].

 

* Hillary Clinton: “Quando sono arrivata al Dipartimento di Stato era ancora contrario alle regole consentire che la maggior parte … o consentire che tutti i funzionari degli Esteri avessero accesso a un Blackberry”. *

“Voglio dire, guardiamo la cosa in faccia, il nostro governo è miseramente, miseramente indietro in tutte le sue politiche che riguardano l’uso della tecnologia. Quando sono arrivata al Dipartimento di Stato era ancora contrario alle regole consentire che la maggior parte … o consentire che tutti i funzionari degli Esteri avessero accesso a un Blackberry. Non si potevano avere computer da tavolo quando era là Colin Powell. Tutto ciò di cui si può approfittare, inventare e usare, è tuttora una generazione o due indietro quando si tratta del nostro governo.” [Hillary Clinton, Commenti alla Nexenta, 28 agosto 2014].

 

* Hillary Clinton: “Non potevamo portare i nostri computer, non potevamo portare i nostri dispositivi personali” fuori dall’aereo in Cina e in Russia”. *

“Voglio dire, probabilmente la parte più frustrante di tutto questo dibattito sono paesi che agiscoo come se noi fossimo i soli al mondo a cercare di scoprire che cosa sta succedendo. Voglio dire, ogni volta che mi sono recata in paesi come Cina o Russia, voglio dire, non potevamo portare i nostri computer, non potevamo portare i nostri dispositivi personali, non potevamo portare nulla fuori dall’aereo perché loro sono così in gamba, li avrebbero penetrati in un minuto, in meno, in un nanosecondo. Così toglievamo le batterie, li lasciavamo sull’aereo.” [Commenti di Hillary Clinton alla Nexenta, 28 agosto 2014].

 

* La Clinton ha detto che quando è arrivata al Dipartimento di Stato, ai collaboratori “non era prevalentemente permesso di avere dispositivi mobili”. *

“Sapete, quando Colin Powell è divenuto Segretario di Stato nel 2001, la maggior parte dei dipendenti del Dipartimento di Stato non aveva ancora computer sulle proprie scrivanie. Quando sono arrivata là prevalentemente non era loro permesso di avere dispositivi portatili. Voglio dire, pensate dunque come operiamo in questo nuovo contesto dominato dalla tecnologie, da forze globalizzanti? Dobbiamo cambiare e non posso aspettarmi che si cambi se non cerco di modellare e governare il cambiamento”. [Discorso della Clinton alla Riunione della Dirigenza Globale della General Elettrici – Boca Rato, Florida, 6 gennaio 2014].

 

* Hillary Clinton ha detto: Sapete, non si può portare il proprio telefono e il proprio computer quando si va in Cina o in Russia” e doveva togliere le batterie e metterli in un contenitore speciale.*

E chiunque si sia mai recato in altri paesi, alcuni dei quali non nominerò, salvo Cina e Russia, sa che non si può portare il proprio telefono e il proprio computer. E se lo fate, buona fortuna! Voglio dire, non solo toglievamo le batterie, lasciavamo le batterie e i dispositivi sull’aereo in contenitori speciali. Ora, non lo facevamo perché pensavamo che fosse divertente raccontarlo a qualcuno. Lo facevamo perché sapevamo di essere tutti dei bersagli e saremmo stati totalmente vulnerabili. Dunque non si tratta semplicemente di cosa gli altri fanno a noi e di cosa noi facciamo loro e di quante persone vi sono coinvolte. Si tratta di qual è lo scopo di ciò, che cosa è raccolto e come è usato. E chiaramente in questa sala ci sono persone che la sanno lunga al riguardo e alcuni di voi potrebbero contribuire molto utilmente a tale dibattito perché siete abbastanza sofisticati da sapere che non si tratta semplicemente di farlo o non farlo. Dobbiamo avere un modo per farlo e poi dobbiamo avere un modo per analizzarlo e poi dobbiamo avere un modo per condividerlo”. [Vertice Goldman Sachs Builders And Innovators, 29 ottobre 2013].

 

*Hillary Clinton ha lamentato quanto fosse indietro il Dipartimento di Stato affermando: “Non era neppure consentito avere dispositivi mobili a causa di problemi di sicurezza”. *

“Personalmente avendo, sapete, vissuto e lavorato alla Casa Bianca, essendo stata senatrice, essendo stata Segretario di Sato, c’era tradizionalmente una gran quantità di persone di talento che lavoravano duro. E proprio come dicevo a proposito del mercato del credito, le nostre politiche del personale non si sono mantenute al passo con i cambiamenti necessari nel governo. Abbiamo un mucchio di difficoltà nel riuscire … quando sono arrivata al Dipartimento di Stato eravamo così indietro nella tecnologia che era una cosa imbarazzante. E, sapete, non era neppure permesso usare dispositivi mobili a causa di problemi di sicurezza e di problemi di costi e abbiamo davvero dovuto tentare di dare una spinta nell’ultima parte del ventesimo secolo a fino di far funzionare le persone nel 2009 e 2010”. [Vertice Goldman Sachs Builders and Innovators, 29 ottobre 2013].

 

* I COMMENTI DELLA CLINTON SONO FAVOREVOLI AL KEYSTONE E AL COMMERCIO*

* Clinton: “Dunque io penso che il Keystone sia un tema controverso e naturalmente è importante su entrambi i lati del confine per motivi diversi e a volte opposti…”*

“Dunque io penso che il Keystone sia un tema controverso e naturalmente è importante su entrambi i lati del confine per motivi diversi e a volte opposti, ma non è quello il nostro rapporto. E penso che il nostro rapporto diverrà sempre più profondo e più forte e ci metterà in condizioni di essere realmente leader globali nell’energia e nel cambiamento climatico se collaboreremo più strettamente. E questo è ciò che mi piacerebbe vederci fare.” [Commenti a tinePublic, 18 giugno 2014].

 

* Hillary Clinton ha detto che il suo sogno è un mercato comune emisferico, con liberi commerci e mercati aperti. *

“Il mio sogno è un mercato comune emisferico, con liberi commerci e confini aperti, in un qualche futuro momento con un’energia che sia quanto più verde e sostenibile ci riesca, alimentando la crescita e le opportunità di ogni persona nell’emisfero”. [Commenti 16 maggio 2013 al Banco Itau, pag. 28].

 

*Hillary Clinton ha detto che dobbiamo avere un piano concertato per aumentare gli scambi; dobbiamo opporci al protezionismo e ad altri generi di barriere agli scambi. *

“In secondo luogo io penso che dobbiamo avere un piano concertato per aumentare gli scambi nella situazione attuale, sapete, quel dato della Banca Interamericana di Sviluppo è parecchio sorprendente. C’è così tanto che possiamo fare, c’è una quantità di frutti solo da cogliere ma le imprese di entrambe le parti devono renderlo una priorità e non sta al governo farlo, ma i governi possono renderlo più facile o più difficile e dobbiamo opporci al protezionismo e ad altri generi di barriere all’accesso al mercato e agli scambi e mi piacerebbe vedere che ciò riceva molta maggiore attenzione e non sia solo la politica di un anno sotto il presidente X o il presidente Y, bensì una politica costante”. [Commenti 16 maggio 2013 al Banco Itau, pag. 32].

 

* LA CLINTON E’ Più FAVOREVOLE ALL’ASSISTENZA SANITARIA CANADESE E ALL’ASSICURAZIONE UNICA*

* La Clinton ha detto che i sistemi di assistenza sanitaria ad assicurazione unica “possono ridurre i costi” e “sono alla pari o migliori nel campo dell’assistenza di base” ma “in effetti impongono cose quali le liste d’attesa”. *

“Se guardate a paesi che siano confrontabili, come Svizzera o Germania, ad esempio, essi hanno sistemi misti. Non hanno solo un sistema di assicurazione unica, ma hanno controlli molto chiari sugli stanziamenti e la rispondenza. Se guardate a sistemi ad assicurazione unica, come Scandinavia, Canada e altri, possono ridurre i costi perché, sapete, anche se la loro assistenza, secondo le statistiche, è nel complesso alla pari o migliore nel campo dell’assistenza di base, in particolare, in effetti impongono cose come liste d’attesa, sapete. Ci vuole di più di quanto potrebbe volerci da noi per avere cose come una protesi all’anca”.  [Commenti di Hillary Clinton all’ECGR Grand Rapids, 17 giugno 2013].

 

* La Clinton ha citato il successo del presidente Johnson nel creare [i programmi di assistenza sanitaria] Medicare e Medicaid e ha detto che vorrebbe vedere gli Stati Uniti avere un’assistenza sanitaria universale simile a quella canadese.*

“Sapete, riguardo all’assistenza sanitaria siamo prigionieri del passato. Il modo in cui siamo giunti a sviluppare un qualche tipo di programma di assistenza sanitaria è stato durante la seconda guerra mondiale, quando le imprese avevano carenza di lavoratori e cominciarono a offrire provvidenze di assistenza sanitaria come incentivo all’impiego.  Così dagli inizi degli anni ’40 l’assistenza sanitaria era considerata un privilegio collegato all’occupazione. E dopo la guerra quando i soldati tornarono e rientrarono nel mercato ci fu molta competizione, poiché l’economia era surriscaldata. Così quel modello è continuato. E poi naturalmente i nostri grandi sindacati hanno contrattato l’assistenza sanitaria con i datori per i quali lavoravano i loro membri. Così dai primi anni ’40 fino ai primi anni ’60 non avemmo alcun Medicare, o il nostro programma per i poveri chiamato Medicaid, fino a quando il presidente Johnson fu in grado di far approvare entrambi nel 1965. Così il modello datoriale è proseguito come mezzo principale attraverso il quale i lavoratori avevano un’assicurazione sanitaria. Gli ultra sessantacinquenni avevano diritto al Medicare. Il Medicaid, che era un partenariato, un partenariato di finanziamento tra il governo federale e i governi locali, offrire ad alcuni poveri, ma assolutamente non a tutti, accesso all’assistenza sanitaria. Dunque è qualcosa con cui abbiamo certamente lottato, certamente con Harry Truman; poi Johnson ha avuto successo con Medicare e Medicaid ma non ha toccato il sistema basato sui datori di lavoro, poi in effetti Richard Nixon ha fatto una proposta che non è arrivata da nessuna parte, ma era davvero di vasta portata. Poi con l’amministrazione di mio marito abbiamo lottato molto duramente per arrivare a un sistema, ma siamo stato molto limitati dalla realtà politica che se avevi la tua assicurazione dal tuo datore di lavoro eri riluttante a provare qualcos’altro. E così abbiamo cercato di costruire un sistema universale incentrato sul sistema datoriale. E in effetti ora con il successo legislativo del presidente Obama nel far approvare la Legge sulle Cure Accessibili è quanto abbiamo fatto. Abbiamo tuttora principalmente un sistema a base datoriale, ma oggi abbiamo persone in grado di avere un’assicurazione sovvenzionata. Così abbiamo imprese assicurative dell’assistenza sanitaria che svolgono un ruolo principale nel fornire assistenza sanitaria sia ai dipendenti cui i datori offrono assistenza sanitaria sia a quelli che lavorano ma che da soli non sono in grado di permettersela e i loro datori o non la forniscono e non la forniscono a un prezzo accessibile. Stiamo ancora lottando. Abbiamo fatto molti progressi. Dieci milioni di statunitensi hanno oggi un’assicurazione che non avevano prima della Legge sulle Cure Accessibili e questo è un grande passo in avanti. (Applauso). E ciò che dovremo continuare a fare è controllare quali sono i costi e osservare da vicino per vedere se i datori di lavoro cancellano più lavoratori dall’assicurazione in modo che possano entrare in quello che chiamiamo il sistema sanitario di scambio. Dunque in realtà siamo solo all’inizio. Ma abbiamo il Medicare per gli ultra sessantacinquenni. E non lo si potrebbe togliere, penso, se ci si provasse perché le persone ne sono molto soddisfatte, ma abbiamo anche molta resistenza politica e finanziaria a espandere tale sistema a più persone. Dunque siamo in un periodo di apprendimento mentre procediamo nell’attuazione della Legge sulle Cure Accessibili. E io spero che quali che siano stati gli inconvenienti o gli intoppi che si hanno in un esteso provvedimento di  legge, saranno rimediati e possiamo davvero esaminare con occhio critico cosa sta funzionando, correggere ciò che non funziona e continuare ad andare avanti per ottenere una copertura sanitaria universale accessibile come quella che avete qui in Canada. [Discorso della Clinton per tinePublic – Saskatoon, Canada, 21 gennaio 2015].

 

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: https://www.buzzfeed.com/rubycramer/wikileaks-appears-to-release-hillary-clintons-paid-speech-tr?utm_term=.afwGmRnndg#.dj616yrrnZ

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “WikiLeaks pubblica trascrizioni di discorsi pagati di Hillary Clinton

  1. attilio cotroneo il said:

    Cinico senso della realtà politica e consapevolezza di dover correggere il tiro dalla parte dei sistemi di potere: non capisco cosa ci si potesse aspettare di diverso.