In migliaia protestano contro il governo in Egitto per l’egemonia saudita

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In migliaia protestano contro il governo in Egitto per l’egemonia saudita

Di Juan Cole

18 aprile  2016

Venerdì migliaia di egiziani sono scesi nelle strade nelle prime importanti manifestazioni dopo due anni e mezzo  dalla ultime,  per protestare contro la concessione delle isole di Tiran e Sanafir all’Arabia Saudita. Molti egiziani credono  che le isole appartengano all’Egitto e che sia incostituzionale che il presidente Abdel Fattah al-Sisi le ceda all’Arabia Saudita. Molti credono che i Sauditi abbiano pagato una tangente per le isole agli ufficiali dell’establishment di alto livello. All’inizio di questa settimana ho scritto su The Nation riguardo alla controversia.

Le proteste giovanili in Egitto si sono placate, non soltanto a causa della legge draconiana contro le dimostrazioni emessa dalla giunta militare nell’autunno del 2013, ma anche perché i giovani avevano perso la speranza di ottenere un reale cambiamento politico ed economico per mezzo delle proteste, dopo la controrivoluzione dei corpi militari. Molti, giustamente o erroneamente, temono anche  la Fratellanza Musulmana che l’esercito aveva rovesciato, come “setta” che tende a trasformare l’Egitto in un altro Iran (governato dal clero). Per questo non vogliono creare così tanti problemi da far tornare al potere la Fratellanza.

Ahmad al-Bardini e al-Sayyid ‘Ala’ riferiscono sul quotidiano Shuruq che gli scontri sono scoppiati tra   forze di sicurezza dello stato  e i dimostranti davanti alla Moschea Mustafa Mahmoud, e che una massiccia folla si è radunata davanti all’edificio del sindacato dei giornalisti.

Lo slogan dei dimostranti era che “la terra è onore”, come protesta contro l’accordo di tracciare   un confine formale tra Egitto e Arabia Saudita, che lascia le due isole sul lato saudita del confine.

Nel distretto residenziale di Mohandissin, la polizia ha spiegato le forze per disperdere centinaia di dimostranti che si erano riuniti dopo le preghiere del Venerdì.

Si erano radunati davanti alla moschea. Scandivano slogan contro quella che chiamavano la cessione delle isole. (Il governo saudita sostiene che sono state sempre sue, ma che le aveva date in affitto all’Egitto).

Dopo pochi minuti soltanto, le forze di sicurezza hanno attaccato i dimostranti che        sono fuggiti disordinatamente, nella speranza di passarla liscia e di evitare l’arresto.

Secondo il resoconto di Shuruq, circa 30 persone sono state arrestate e mandate al tribunale a Dokki, ma nella tarda serata di venerdì la maggior parte degli arrestati è stata rilasciata.

Circa 150 uomini hanno abbandonato le preghiere del Venerdì a Giza per dimostrare

Senza un permesso. A Giza, davanti alla Moschea Al Istiqama, sono esplosi scontri tra detrattori e sostenitori del regime. Scandivano: “Hanno venduto la terra all’Arabia Saudita,” “L’Egitto non è in vendita,” “Tiran e Sanafir sono egiziane,” e “La rivoluzione continua ancora.”

La polizia per la sicurezza era disposta a ventaglio in tutto il Cairo.

Sono stati eseguiti arresti anche in altre città egiziane. Sono state arrestate centinaia di persone.

Nel tardo pomeriggio di venerdì, prima  che la polizia di sicurezza potesse essere effettivamente dispiegata, i dimostranti hanno cominciato a disperdersi, progettando di tornare il 25 aprile.

Vedremo se queste sono proteste sono un evento unico o se una cascata potrebbe iniziare contro il governo appoggiato dai militari.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/thousands-protest-govt-in-egypt-over-saudi-hegemony/

Originale : Informed Comment

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “In migliaia protestano contro il governo in Egitto per l’egemonia saudita

  1. attilio cotroneo il said:

    Sisi sta costruendo una macchina repressiva enorme che ci fa tornare indietro nel tempo e per la quale i nostri governi sono pronti a pagare conseguenze terribili.