Riunione interna del FMI predice ‘disastro’ greco e minaccia di lasciare la Troika

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wikileaksLense

di Julian Assange – 4 aprile 2016

Oggi, 2 aprile 2016, WikiLeaks pubblica il documento di una teleconferenza del 19 marzo 2016 tra i due funzionari di vertice del FMI responsabili della crisi del debito greco: Poul Thomsen, capo dell’Ufficio Europeo del FMI e Delia Velouleskou, capomissione del FMI per la Grecia. Il FMI prevede una possibile insolvenza greca coincidente con il referendum della Gran Bretagna sull’uscita dall’Unione Europea (‘Brexit’).

“Sarà un disastro”, osserva la Velkouleskou nell’incontro.

Secondo la discussione interna il FMI si sta preparando a dire alla Germania che abbandonerà la Troika (composta dal FMI, dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea) se il FMI e la Commissione non arriveranno a un accordo sull’alleggerimento del debito greco.

Thomsen: “Guardi, signora Merkel, lei ha di fronte una domanda: deve riflettere su cosa costi di più, andare avanti senza il FMI – il Bundestag direbbe ‘Il FMI non è con noi’? – o, per tenerci con voi, scegliere l’alleggerimento del debito di cui la Grecia ha bisogno?”

Restare nella Troika sembra una cosa sempre più difficile di cui essere convinti nel FMI, perché paesi creditori non europei membri del FMI considerano la posizione del FMI sulla Grecia una violazione delle sue politiche altrove di non concedere prestiti a paesi con debiti insostenibili.

Ad agosto il FMI ha annunciato che non avrebbe partecipato al salvataggio greco da 86 miliardi di dollari dell’anno scorso, che è stato coperto da stati membri della UE. Il capo del FMI Christine Lagarde ha dichiarato all’epoca che la futura partecipazione del FMI era subordinata a un “significativo alleggerimento del debito” concesso alla Grecia dai sui creditori. La Lagarde ha annunciato che sarebbe stata inviata una squadra in Grecia, guidata dalla Veskouleskou.

Thomsen ha detto internamente che è necessaria la minaccia di una catastrofe finanziaria imminente per forzare altri attori a un “punto di decisione”. Per la Germania sull’alleggerimento del debito e nel caso della Grecia per accettare le “misure” d’austerità del FMI, compresi aumenti delle imposte e tagli alle pensioni e alle condizioni di lavoro in Grecia. Tuttavia il referendum britannico sulla “Brexit” di fine giugno paralizzerà il processo decisionale europeo nel momento critico.

“Non accetterò un pacchetto di piccole misure. Io non …” ha detto Thomsen. “Che cosa può portare a un punto di decisione? In passato c’è stata una sola occasione in cui la decisione è stata presa ed è stato quando [i greci] stavano per restare seriamente senza soldi e finire in mora […] E forse questo è ciò che sta per accadere di nuovo. In tal caso ci si trascina sino a luglio e chiaramente gli europei non si metteranno a fare nessuna discussione un mese prima della [decisione sulla] Brexit …”

L’anno scorso il ministro greco delle finanze Tsakalotos ha accusato il FMI di imporre “misure draconiane”, tra cui una riforma delle pensioni. Mentre la Velkouleskou ammette nella riunione che “ciò che è interessante, tuttavia, è che [la Grecia] ha in effetti ceduto … ha concesso qualcosina sia riguardo alla riforma dell’imposta sul reddito sia su …. sia sul credito d’imposta sia sulle pensioni complementari”.

Ma l’opinione di Thomsen è che i greci “non arriveranno neppure vicino ad accettare le nostre idee”. La Velkouleskou sostiene che “se [il governo greco] sarà pressato a sufficienza, lo faranno … ma non hanno incentivi e sanno che la Commissione è disposta al compromesso, dunque il problema è questo… “

Velkouleskou: “Siamo entrati in questo negoziato con la strategia sbagliata, perché abbiamo negoziato con la Commissione una posizione minima e non possiamo spingerci oltre [mentre] la Commissione sta cominciando proprio da questa ed è disposta a spingersi molto oltre. Dunque il problema è questo. Non abbiamo negoziato con la Commissione e poi proposto ai greci qualcosa di molto peggiore; abbiamo proposto ai greci il minimo che eravamo disposti a prendere in considerazione e adesso i greci stanno dicendo ‘noi non negoziamo’”.

Mentre la Commissione insiste su un Avanzo Primario di Bilancio del governo (imposte totali meno tutte le spese governative esclusi i rimborsi del debito) pari al 3,5%, il FMI pensa che tale obiettivo dovrebbe essere fissato all’1,5% del PIL. Come dice Thomsen: “Se [la Grecia] accetta di darci il 2,5% [del PIL in aumenti delle imposte e tagli ai salari e alle pensioni]… dovrebbe stare interamente dalla sua parte”, intendendo dire che il FMI, in cambio di questo nuovo pacchetto d’austerità, appoggerebbe la riduzione dell’Obiettivo di Avanzo Primario imposto al paese dal 3,5%, su cui insiste la Commissione Europea, all’1,5%.

Questi obiettivi sono descritti come “molto cruciali” per il FMI. I funzionari del FMI chiedono a Thomsen “di rafforzare il messaggio riguardo all’accordo sul 2,5% perché esso non passa e non va giù molto bene alla Commissione”.

A un certo punto la Velkouleskou fa rieferimento a una soluzione inusuale: dividere il problema in due programmi con due obiettivi diversi. “La questione è se [gli europei] potrebbero accettare gli obiettivi di medio termine della Commissione, ai fini del programma, e i nostri obiettivi ai fini dell’alleggerimento del debito”. Thomsen spiega ulteriormente che “Devono essenzialmente accettare di fare dei nostri obiettivi la base e poi prevedere qualcosa con la speranza di risultati migliori. Ma se non lo faranno, sborseranno comunque.”

L’EWG [Gruppo di Lavoro Euro] deve “prendere una posizione su credere alle nostre proiezioni o alle proiezioni della Commissione”. Le proiezioni di crescita del FMI sono l’esatto contrario di quelle della Commissione. La Commissione prevede una crescita dello 0,5% del PIL e il FMI un declino dello 0,5% del PIL (anche se la Grecia accettasse tutte le misure imposte dal FMI).

 

Segue la trascrizione della riunione interna del FMI.

 

Teleconferenza del FMI del 19 marzo 2016 sulla Grecia

Pubblicazione da parte di WikiLeaks: 2 aprile 2016

Termini chiave: FMI, Unione Europea, Grecia, alleggerimento del debito, Troika, Brexit, Merkel, Sarkozy

Titolo: Trascrizione di una registrazione audio di una riunione interna del FMI

Data: 19 marzo 2016

Collegamento: https://wikileaks.org/imf-internal-20160319

Pagine: 7 [nell’originale – n.d.t.]

Descrizione

Il FMI vorrebbe inserire nell’agenda della Troika l’alleggerimento del debito greco. Tuttavia funzionari del FMI sono preoccupati che la UE sarà paralizzata nella prima metà del 2016 a causa della Brexit incombente e che perciò non sarà presa nessuna decisione sulla Grecia.

Il direttore del FMI per l’Europa Thomsen vuole premere sulla Merkel e ripeterle che l’abbandono della Troika da parte del FMI le causerà una figuraccia e determinerà domande sgradevoli nel Bundestag.

Thomsen collega larvatamente la questione dell’alleggerimento del debito alla questione dei profughi. Parla dei profughi e poi dice che il FMI interverrà contemporaneamente [“noi a quel punto diciamo”] con proprie richieste e affronterà la Merkel sul tema dell’alleggerimento del debito.

Contesto:

La Merkel è generalmente considerata promotrice della partecipazione del FMI alla Troika. E’ riuscita a far entrare il FMI nonostante la dura opposizione di alcuni leader europei, come Sarkozy.

La Merkel è considerata a suo modo indecisa sull’alleggerimento del debito greco (anche se apparentemente tendente al “no” poiché, come molte delle sue altre controparti europee, teme di creare un precedente in Europa).

*******

Titolo: Teleconferenza del FMI del 19 marzo 2016 sulla Grecia

— Messaggio trasmesso –

Da: ****@*****.es

Data: ** marzo 2016 **.**.** GMT+1

A: ****@****.es

Oggetto: Re: Riunione del 19 marzo

CC: *****

Allegato: [811_0221.MP3]

 

[Trascrizione dell’allegato a cura di WikiLeaks]

 

Partecipanti

  • DELIA VELKOULESKOU, Capo della Missione di Rappresentanza del FMI in Grecia
  • POUL THOMSEN, Direttore dell’Ufficio Europeo del FMI
  • IVA PETROVA, FMI

 

THOMSEN: La cosa che mi preoccupa è che stiamo fissando una data per il ritorno della missione, quando potremmo non avere un accordo in seno alla Troika su come procedere.

VELKOULESKOU: Ma Poul, sei stato tu a suggerirlo, dunque è molto difficile tornarci sopra.

THOMSEN: Da dove cominciamo? Che cosa facciamo?

VELKOULESKOU: Non so. Naturalmente io non voglio tornare così presto. Non penso che in due settimane, o in dieci giorni, saremo in grado di fare dei progressi rispetto al punto in cui siamo ora. Ma sento che diversamente rimarremmo comunque bloccati qui in questa situazione. E penso che per la prossima missione che, almeno gli europei, stanno pianificando … hanno una scadenza, giusto? Stanno programmando di finire in un modo o nell’altro entro le riunioni primaverili a causa di questi supposti colloqui che avranno luogo nelle riunioni di primavera. Dunque non so. Ho la sensazione che questa pressione ci arriverà comunque addosso a un certo punto, dunque … Non so. Non vedo come si evolverà, ma dovremo venire qui a un certo punto …

THOMSEN: Ma perché? Voglio dire, possiamo … Dovremmo avere un’altra riunione come quella che abbiamo avuto a Bruxelles e concordare come procedere.

VELKOULESKOU: Possiamo fare così, e possiamo avere un nuovo documento a distanza, ma sappiamo che non funziona Poul, perché questi tizi concordano su qualcosa e poi rinunciano il giorno dopo. Lo abbiamo detto continuamente; sappiamo che non fanno quello che noi diciamo, che ci prendiamo su e ce ne andiamo insieme. Semplicemente non funziona. Per loro tutto è suscettibile di cambiamento, se le autorità lo vogliono.

THOMSEN: Puoi modificare in modo che non ci sia una data specifica? Per gli inizi di aprile, diciamo?

VELKOULESKOU: Sarà un disastro se cerco di farlo domani. Non ci lasceranno andare.

THOMSEN: Beh, ti hanno già lasciata andare … dunque questo … ah ah ah!

VELKOULESKOU: Penso, Poul, che devi discuterne al tuo livello. Intendo dire, ci saranno conseguenze… Non so se possiamo evitare di farlo in questa fase.

THOMSEN: Intendi dire andarcene?

VELKOULESKOU: Sì.

PETROVA: Poul, io penso che sia più importare rafforzare il messaggio riguardo all’accordo sul 2,5% perché esso non passa e non va giù molto bene alla Commissione. Se aderiscono a questo accordo penso che venire il 2 aprile andrà bene. Ma, da parte nostra, andarcene in questa data sarà davvero un disastro.

THOMSEN: Beh, dà semplicemente la colpa a me, va bene. Quando vogliono finire quella missione?

VELKOULESKOU: Idealmente voglio finire quella missione entro l’8 aprile, dunque si tratta solo di una settimana. O entro il 12 o il 13. Ricorda che il 6 e 7 aprile vogliono avere questa riunione del Gruppo di Washington sul debito a lato dell’EWG [Gruppo di Lavoro dell’Eurogruppo] e poi …

THOMSEN: Dunque questo significa che devi finire entro il 6 …

VELKOULESKOU: No, no, no. Possiamo riferire progressi in quell’EWG e fondamentalmente dobbiamo tenere questa discussione sul debito che prepara i ministri per la settimana seguente, quando ci pensano il 15 o 16 aprile, a lato delle nostre riunioni di primavera. Dunque essenzialmente vogliono finire …

THOMSEN: Sì, ma le nostre riunioni di primavera cominciano a metà della settimana dell’11. Questo significa che devi finire entro l’8 o il 9 ed essere di ritorno per allora.

VELKOULESKOU: Dovremmo finire esattamente entro il … no … l’11 o il 12 o circa e poi volare direttamente a D.C. [Washington – n.d.t.]. E possiamo finire con un accordo o no; intendo dire, possiamo finire per certi versi dove ci troviamo ora. E, sì, ci sarà un’enorme quantità di pressione e abbiamo bisogno di vedere come gestirla.

THOMSEN: E’ lì che sta il blocco, giusto?

VELKOULESKOU: Esatto, esatto. E’ per questo che dobbiamo mettere le cose in chiaro – sono d’accordo con te – prima possibile. La stampa greca è piena di accuse contro di noi, riguardo al credito d’imposta sul reddito e tutto il resto; ogni giorno. L’altra cosa, tuttavia, che non mi è chiaro come andrà a finire e questa discussione sugli obiettivi. Sul 3,5 contro l’1,5 perché per noi questo è anche molto cruciale.

THOMSEN: Posso dirti come andrà a finire. Non c’è modo che gli stati membri accettino di ridurre l’obiettivo del programma. Questa significa che noi diremo che non si sovrappone.

VELKOULESKOU: Ma possiamo fare quello che suggerisci? Avere due programmi con due obiettivi? Anche per il medio termine?

THOMSEN: Sì, se gli europei dicono che è il nostro obiettivo che conta per il loro esborso per l’alleggerimento del debito, ma non lo diranno.

VELKOULESKOU: La questione è se potrebbero accettare gli obiettivi di medio termine come Commissione, ai fini del programma, e i nostri obiettivi ai fini dell’alleggerimento del debito.

THOMSEN: Aspetta un attimo, questo non è … di certo devono accettare i nostri obiettivi per l’alleggerimento del debito. Ma se te ne uscissi a dire per quest’anno, per esempio … se dicessi che finiranno con quello che dici: meno 0,5 o meno 1 o qualcosa di simile?

VELKOULESKOU: … meno 0,5 diciamo, se attuano tutte le misure.

THOMSEN: D’accordo, diciamo meno 0,5 e la Commissione dirà che finiranno a zero o a più 0,25 o qualsiasi altra cifra abbiano …

VELKOULESKOU: … più 0,5 …

THOMSEN: Sì … non c’è un programma finanziario. Perché loro finanziano qualcosa che tu dici non succederà.

VELKOULESKOU: Sì ..

THOMSEN: Dunque il programma non è finanziato e l’alleggerimento del debito che ne dipende … non ci sarà neppure l’alleggerimento del debito perché non sono in linea con il soddisfacimento dei criteri. Il punto è tutto qui. Devono essenzialmente accettare di fare dei NOSTRI obiettivi la base e poi metterci dentro qualcosa che sperino produrrà risultati migliori. Ma se non lo fanno, sborseranno lo stesso, giusto?

VELKOULESKOU: Sì, è esatto.

THOMSEN: Non accetteranno questo.

VELKOULESKOU: No. La prima questione è se questa cosa sarà nemmeno discussa. Giusto? Qualcuno deve discuterla. So che Thomas Wieser sta fissando un incontro il 30 di questo mese.

THOMSEN: Un incontro con chi?

VELKOULESKOU: Penso sia un incontro all’EWG. E incontro all’EWG sulla Grecia … sullo status o qualcosa di simile. Sì, dobbiamo chiedere a Thomas.

THOMSEN: Voglio dire … lui non … può organizzare tutti gli incontri che vuole ma io so che cosa succederà. Noi andremo all’EWG e io dirò all’Eurogruppo che “qui non si arriva al 3,5 e noi non procederemo, a meno che gli europei non riducano i loro obiettivi all’1,5 per quanto riguarda la giustificazione per gli esborsi”. Non lo faranno. Diranno “no, aggiungete altre misure”. Questo è chiaro. Non ho dubbi al riguardo.

VELKOULESKOU: Non so se diranno questo, qui sta il problema. Devono prendere una posizione su credere alle nostre proiezioni o alle proiezioni della Commissione.

THOMSEN: E’ chiaro che continueranno a tergiversare … e manderanno indietro la missione.

VELKOULESKOU: Sì, ma noi cosa faremo? Perché anche se ci mettiamo d’accordo su questo 2,5 non ci siamo ancora a meno che non si concordino gli obiettivi.

THOMSEN: Beh, allora ti rimanderanno indietro a trovare misure più dure e cercheranno di trovare un compromesso. E’ esattamente per questo che sto facendo le cose in questo modo. Portiamo a casa questo 2,5% e sono sicuro che loro premeranno per altre misure da qualcuno degli stati membri. Noi naturalmente diremo … io dirò “non penso sia possibile”, dirò che “penso dovremmo basare il programma sull’1,5”, ma non ho dubbi che loro ci premeranno sulle misure.

VELKOULESKOU: Dunque in ogni caso dobbiamo tornare a cercare di ottenere questo 2,5 e questa è solo la prima fase, come dici. Una volta nella seconda fare, sai, non è sufficiente.

THOMSEN: Di sicuro, Delia, la descrizione è questa. Non mi va di avervi a perder tempo là, se non c’è un accordo su come procedere.

VELKOULESKOU: Sì, naturalmente. Non vogliamo essere in quella situazione.

THOMSEN: Dobbiamo rifletterci quando torni … dovremmo semplicemente mettere sul tavolo quello che vogliamo.

VELKOULESKOU: Dovremmo.

THOMSEN: Invece di aspettare che loro … Non ho intenzione di accettare un pacchetto di piccole misure. No.

VELKOULESKOU: Sì, no, d’accordo. Gliel’abbiamo detto; è molto chiaro quello che abbiamo e quello che abbiamo in questa nota che abbiamo concordato con gli europei – da cui si stanno tirando indietro – ma è molto semplice: è la riforma delle pensioni, il credito d’imposta sul reddito, la legge sull’IVA e sui salari e ci sono alcune accise, una o due … è tutto. Ma su ciascuna di queste cose abbiamo considerevoli problemi aperti che sono tutti politici, per quanto riguarda i greci. E l’altra questione riguarda la DSA [Analisi di Sostenibilità del Debito] e se a un certo punto la tireremo fuori.

THOMSEN: Beh, non so. Ma questo è … Io la penso diversamente. Che cosa porterà tutto questo al punto di decisione? In passato c’è stata una sola volta in qui è stata presa la decisione ed è stato quanto stavano per restare seriamente senza soldi e per finire in mora. Giusto?

VELKOULESKOU: Giusto.

THOMSEN: E forse è quanto sta per succedere di nuovo. In quel caso ci si trascina fino a luglio e chiaramente gli europei non avranno nessuna discussione nel mese prima della Brexit e così, in una qualche fase, vorranno fare una pausa e vorranno ricominciare dopo il referendum europeo.

VELKOULESKOU: E’ così.

THOMSEN: Quella è una possibilità. Un’altra possibilità, che pensavo si sarebbe già verificata e sono sorpreso che non si sia verificata, è che, a causa della situazione dei profughi, prendano una decisione … che vogliono arrivare a una conclusione. D’accordo? E i tedeschi tirano fuori il problema della direzione … e fondamentalmente noi a quel punto diciamo “Guardi, signora Merkel, lei ha di fronte una domanda, lei deve riflettere su che cosa costa di più: andare avanti senza il FMI – il Bundestag direbbe “il FMI non c’è”? – oppure scegliere l’alleggerimento del debito di cui noi riteniamo la Grecia abbia bisogno al fine di tenerci a bordo?” Giusto? Questo è realmente il problema.

VELKOULESKOU: Corretto!

THOMSEN: Quando succederà? Non lo so. Sono sorpreso che non sia già successo. Io, nell’interesse dei greci e di tutti gli altri … io vorrei che succedesse piuttosto prima che poi.

VELKOULESKOU: Spero che succederà con queste discussioni sul debito che iniziano a metà aprile.

THOMSEN: Ma quello non è un evento. Non li costringerà a … Quella discussione può andare avanti per molto tempo. E loro stanno semplicemente facendo loro perdere tempo … perché stanno facendo loro perdere tempo? Perché non sono vicini all’evento, quale che esso sia.

VELKOULESKOU: Sono d’accordo che ci serve un evento, ma non so quale sarà. Ma penso che Dijsselbloem stia tentando di non generare un evento, bensì di dare una spinta a questa discussione in qualche modo sul debito, che essenzialmente riguarda il fatto che noi si sia o no a bordo alla fine della fiera.

THOMSEN: Sì, ma sai, quella discussione sulle misure e la discussione sul debito possono andare avanti in eterno, fino a quando qualcuno in alto … fino a quando non arrivano al pagamento di luglio o fino a quando i leader decideranno che dobbiamo arrivare a un accordo. Ma non c’è nulla lì dentro che diversamente forzerà un compromesso. Giusto? Andrà avanti in eterno.

VELKOULESKOU: Sì, fino a luglio se non succederà nulla prima. Sono d’accordo.

THOMSEN: D’accordo. Non so, vediamo. Io spero, nell’interesse dei greci, che troveremo una soluzione presto … Voglio, dire, guardiamo in faccia le cose, voi ragazzi non vi accorderete su … queste discussioni che avete là fuori, non condurranno a … loro Non cambieranno posizione per accettare le vostre idee. Giusto? Non lo faranno.

VELKOULESKOU: No, non lo faranno …

THOMSEN: E neppure si avvicineranno. Giusto?

VELKOULESKOU: Non si avvicinano. Quello che è interessante, tuttavia, è che in effetti hanno ceduto. Hanno ceduto qualcosina sia sulla riforma dell’imposta sul reddito sia su … sia sul credito d’imposta sia sulle pensioni complementari. Stanno facendo qualcosa, ma è molto poco …

THOMSEN: Beh, se cambiano idea e ci danno il 2,5 per cento e non roba da fumetti, saremo interamente al loro fianco.

VELKOULESKOU: Sono d’accordo. C’è uno scenario là fuori che loro finiscano sufficientemente sotto pressione che … Penso che in realtà sia politicamente possibile per loro cedere su entrambe queste cose. Ma non hanno alcun incentivo e sanno che la Commissione è disponibile al compromesso, dunque il problema è questo. Per certi versi siamo entrati in questo negoziato con la strategia sbagliata, perché abbiamo negoziato con la Commissione una posizione minima e non possiamo spingerci oltre [mentre] la Commissione sta cominciando proprio da questa ed è disposta a spingersi molto oltre. Dunque il problema è questo. Non abbiamo negoziato con la Commissione e poi proposto ai greci qualcosa di molto peggiore; abbiamo proposto ai greci il minimo che eravamo disposti a prendere in considerazione e adesso i greci stanno dicendo “beh, noi non stiamo negoziando”. Sono d’accordo con la tua preoccupazione che questa data è infelice per noi perché finiremo bloccati, come dici, dunque dobbiamo rifletterci una volta di ritorno.

THOMSEN: Il solo conforto che ho è che non si può star là a perdere tempo in eterno. Occorrerà concludere prima delle riunioni di primavera.

VELKOULESKOU: Sì, abbiamo bisogno di un accordo con gli europei su una data di uscita. Dobbiamo renderlo molto esplicito agli europei e ai greci prima di tornare.

 

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/imf-internal-meeting-predicts-greek-disaster-threatens-to-leave-troika/

Originale: WikiLeaks

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “Riunione interna del FMI predice ‘disastro’ greco e minaccia di lasciare la Troika

  1. attilio cotroneo il said:

    Ci sono momenti tragici che possono cambiare la storia con un prezzo altissimo e in cui si deve essere folli. Uno di questi é sfuggito a Tsipras e lo ha reso un comune premier europeo.