Tre motivi sorprendenti per l’abbandono del petrolio da parte dell’Arabia Saudita

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di Juan Cole – 3 aprile 2016

Il principe della corona saudita Muhammad bin Salman ha annunciato venerdì che l’Arabia Saudita intende usare il proprio patrimonio petrolifero a sostegno di un fondo sovrano da 2 trilioni di dollari. La mossa ha suggerito a molti osservatori che il regno si sta preparando a una probabile fine del commercio del petrolio e alla transizione a un’attività principalmente da investitore. Anche se è vero che il denaro per il fondo sovrano è atteso provenire dalle vendite di petrolio, sembra anche chiaro che il regno riconosce di disporre di un bene incagliato che tra un decennio o due non avrà lontanamente lo stesso valore che ha adesso. Potrebbe anche finire, come il carbone, per essere disciplinato fuori esistenza in molti paesi.

Ecco tre motivi per cui l’Arabia Saudita sta probabilmente operando questo grande cambiamento di strategia economica:

  1. Il negazionismo del cambiamento climatico, che i sauditi hanno spinto e contribuito a finanziare, ha fallito. La maggioranza degli statunitensi oggi accetta che il consumo umano di combustibili fossili sta causando il riscaldamento globale. E questo accade negli Stati Uniti anti-scientifici e oppressi dal capitalismo. In ogni altra parte del mondo è superfluo affermarlo. Poiché l’impatto del riscaldamento globale diventerà sempre più evidente nei prossimi decenni, aumenterà probabilmente la pressione per l’abbandono dei combustibili fossili. Già la maggior parte degli investimenti in centrali elettriche è in energie rinnovabili, non nel carbone e nel gas.
  2. Un altro combustibile fossile, il carbone, è gradualmente in via di abbandono e diverrà probabilmente illegale tra quindici o vent’anni. E’ rimosso per gradi dalla Enviromental Protection Agency [Agenzia di Protezione dell’Ambiente] perché emette inquinanti, compresa l’anidride carbonica. Il destino è segnato per il carbone e il petrolio.
  3. Stanno arrivando ora sul mercato auto elettriche più accessibili e con maggiore autonomia, con la Chevy Bolt prevista per dicembre e la Tesla 3 per l’anno prossimo. La maggior parte del petrolio è utilizzata per i trasporti, dunque i veicoli elettrici sono mortali per quel mercato. La nuova di generazione di auto elettriche costa meno di 30.000 dollari negli USA, tenuto conto degli incentivi fiscali. E normalmente possono essere coperte 200 miglia [320 km – n.d.t.] con una carica. La Tesla sta sistemando stazioni di rifornimento rapido dovunque riesce e c’è chi ha già attraversato il paese su una Tesla. I costi delle batterie stanno calando e le batterie stanno diventando più efficienti, dunque per i motori a combustione il destino è segnato. I consumatori stanno combinando auto elettriche con pannelli solari nelle loro case, ottenendo carburante gratuito. Prezzi bassi della benzina non impediranno le vendite di auto solari poiché i prezzi dovrebbero scendere di un altro dollaro prima che non valga la pena di usare veicoli elettrici.

Tra solo pochi quindici o vent’anni il petrolio potrà essere illegale in molti luogo e sarà in ritirata dovunque. Il petrolio saudita è un bene incagliato. Perciò i sauditi stanno tentando di crearsi un flusso di entrate da investimenti. Quanto ai combustibili fossili il loro modello economico è sotto pressione.

 

Da ZNetitaly – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/3-surprising-reasons-saudi-arabia-may-be-getting-out-of-the-oil-business/

Originale: Informed Comment

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2016 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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Un commento su “Tre motivi sorprendenti per l’abbandono del petrolio da parte dell’Arabia Saudita

  1. attilio cotroneo il said:

    Forse un giorno il petrolio finirà ma proprio per questo si lascerà dietro ancora molti morti prima che inizi la guerra per l’acqua.

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