L’Argentina socialista aiuta il popolo del Paraguay fascista

Redazione 21 luglio 2015 1
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di Andre Vltchek – 18 luglio 2015

Centro di Asuncion

Centro di Asuncion

Uno dei più possenti corsi d’acqua sudamericani – il Rio Paraguay – crea una frontiera nazionale tra Argentina e Paraguay, due paesi con culture simili ma sistemi politici diametralmente diversi.

L’Argentina è socialista, con assistenza medica gratuita e un’istruzione prevalentemente gratuita. Ha un governo progressista. Ha mandato a farsi fottere i propri creditori, la Banca Mondiale e il FMI. Si è dichiarata inadempiente riguardo al debito accumulato nel corso di governi di destra e filo-occidentali (la Grecia dovrebbe studiare e seguire il modello argentino). E’ sempre più vicina ad altri paesi socialisti latinoamericani e anche a potenze non occidentali come Russia e Cina.

Il Paraguay è un paese diviso. Persino secondo la BBC meno del due per cento dei latifondisti risulterebbe controllare il settanta per cento della terra arabile. Altre fonti indicano la percentuale nel 75 per cento e più. Periodicamente indigeni rivendicano la restituzione della loro terra, e periodicamente finiscono assassinati.

Il Paraguay soleva essere la seconda nazione più povera del Sudamerica, appena dopo la Bolivia. Ma con gli enormi cambiamenti positivi che hanno avuto luogo in Bolivia nell’ultimo decennio il Paraguay sta ora toccando il fondo nel continente.

Le élite sostenute dagli Stati Uniti hanno orchestrato un “colpo di stato costituzionale” e cacciato il presidente Fernando Lugo, un teologo progressista della liberazione. E’ accaduto il 22 giugno 2012. La breve storia d’amore del paese con il socialismo è terminata. E’ tornato il fascismo. Il Paraguay è ricaduto nel suo terribile ruolo storico: ancora una volta è divenuto un luogo che ospita che le basi militari statunitensi, che promuove l’imperialismo occidentale; un luogo da dove è spiato e manipolato l’intero Sudamerica.

Il Paraguay, dopotutto, è il luogo da cui fu lanciata la mortale Operazione Condor e dove sono stati svelati gli “Archivi del Terrore”.

C’è grande miseria in tutto il Paraguay. Le baraccopoli arrivano giusto dietro le pareti dei monumentali edifici del governo e delle banche. Gli ospedali sono enormi ma inefficienti e sovraffollati senza speranza. Strade dissestate e marciapiedi stretti conducono ai centri commerciali e ai grattacieli di Asuncion. Ci sono a malapena trasporti pubblici. Le inondazioni devastano intere comunità.

Baraccopoli inondata ad Asuncion

Baraccopoli inondata ad Asuncion

Oltre il fiume Paraguay la piccola cittadina argentina di Clorinda è senza pretese, amabile e infinitamente commovente. Le sue strade frondose sono ampie. La sua piazza principale è stata convertita in un grande spazio di giochi, utilizzato sia da bambini sia da adulti. I marciapiedi sono larghi e il cibo è onesto e buono. E’ molto ugualitaria e molto più ricca della vistosa e socialmente divisa capitale del Paraguay appena oltre il fiume. Ha meno di 50.000 abitanti ma è interamente autosufficiente.

Prima che riuscissi ad attraversare il fiume su una chiatta improvvisata, alcuni camionisti paraguaiani mi avevano inseguito, con sassi in mano, per il mio tentativo di fotografare il porto. Apparentemente, praticamente accanto alle postazioni doganali, sono fioriti corruzione, contrabbando e mercato nero.

Ma a Clorinda, sul lato argentino, tutto era tranquillo e pacifico.

Il mio contatto, Carlos, mi aspettava. Il mio passaporto è stato timbrato e abbiamo cominciato a dirigerci verso la città. A soli due minuti dal confine ho colto una struttura di legno, sulla riva di un acquitrino.

“E’ una nuova scuola per bambini paraguaiani”, ha spiegato Carlos. “Come hai visto, parti di Asuncion sono terribilmente inondate. Molti poveri hanno perso là le loro cose, ma anche la loro capacità di mandare i figli a scuola”.

Non riuscivo a capire che cosa stata dicendo.

“Ma come può aiutare i bambini poveri paraguaiani questa scuola?”

“Beh, i genitori paraguaiani portano i loro figli qui, in Argentina. Ci sono numerose scuole che sono state aperte nell’area di confine”.

“Intendi dire che qui ci si prende cura di bambini stranieri?”

Di fronte ai miei occhi avevo ancora quei quegli stroncati profughi dall’Africa maltrattati in Italia, Malta e Grecia; profughi da paesi disgraziati, destabilizzati e distrutti dall’Unione Europea e dall’Impero. Queste persone non potevano contare su alcun sostegno, alcuna simpatia! Le loro imbarcazioni sono state rimorchiate via. Ad alcune è stato impedito di attraccare. Quelli che sono riusciti a scendere a terra sono finiti in campi spregevoli.

E qui, in Argentina …

Asuncion a misura del popolo

Asuncion a misura del popolo

“I bambini sono bambini”, ha replicato Carlos.

“E’ così che la pensa la maggioranza degli argentini?” ho chiesto.

“Come altro?”, ha detto con fermezza.

Pochi minuti dopo siamo arrivati all’ospedale pubblico di Clorinda, intitolato al dottor Cruz Felipe Arnedo, la destinazione finale del mio breve viaggio.

Sono andato direttamente all’ufficio amministrativo e vi sono stato ricevuto dalla signora Miriam. Mi sono presentato e sono andato dritto al punto:

“E’ proprio vero che centinaia di cittadini paraguaiani attraversano il confine con l’Argentina per ricevere assistenza medica gratuita negli ospedali locali?”

“Sì”, ha risposto la signora Miriam. “Ma penso siano migliaia, non centinaia”.

“E sono curati gratis?”

“Naturalmente”.

In precedenza avevo chiesto a un amico ad Asuncion, un medico, che cosa succede se il caso è complicato, se si tratta di cancro. Gli argentini sarebbero ancora disponibili ad aiutare? Mi ha spiegato che gli ospedali più piccoli, come quello di Clorinda, semplicemente trasferiscono i pazienti gravemente malati a centri medici molto più grandi e meglio attrezzati, come quelli di Formosa. Gratis? “Naturalmente”, mi è stato detto. “In Argentina ci credono sul serio … Sono convinti che istruzione e salute siano diritti umani fondamentali”.

Mentre parlavo con la signora Miriam è entrato un dottore portando una tazza fumante di caffè.

Sono rimasto colpito, commosso fino alle lacrime. Ma ancora non riuscivo a credere a quello che stavo sentendo.

“So che l’Argentina ha assistenza medica gratuita … Ma quelli che attraversano il fiume non sono cittadini argentini, sono paraguaiani”.

Il dottore mi ha rivolto uno sguardo canzonatorio, stanco ma gentile. Mi ha posto una mano sulla spalla: “Per me non sono paraguaiani o argentini. Sono persone che stanno male e che hanno bisogno del mio aiuto. Sono pazienti e io sono il loro medico”.

“E questo è il socialismo latinoamericano” ho pensato. “E al diavolo chiunque cerchi di sovvertirlo!”

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.telesurtv.net/english/bloggers/Socialist-Argentina-Helping-People-in-Fascist-Paraguay-20150718-0001.html

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2015 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 21 luglio 2015 alle 17:27 -

    Il più efferato attacco del capitalismo si misura dalla mercificazione della sanità e dalla distruzione della scuola pubblica. Nel primo caso si stabilisce che il povero muoia e nel secondo che il giovane non si possa fare forte con l’istruzione che sottolinei questa ingiustizia

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