V-Day: la perpetua lotta della Russia contro il fascismo

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di Andre Vltchek – 8 maggio 2015

Settant’anni dalla grande Vittoria! Settant’anni dal quando il popolo sovietico ha salvato il mondo schiacciando il fascismo.

Militari russi marciano in formazione prima di una prova della parata della Vittoria sulla Piazza Rossa a Mosca. Il 9 maggio la Russia celebra il settantesimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista nella seconda guerra mondiale. REUTERS/Sergei Karpukhin

Militari russi marciano in formazione prima di una prova della parata della Vittoria sulla Piazza Rossa a Mosca. Il 9 maggio la Russia celebra il settantesimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista nella seconda guerra mondiale. REUTERS/Sergei Karpukhin

La fiducia tra Occidente e Russia è infranta. Lo era da parecchio tempo ma oggi è infranta irreversibilmente . Una buona cosa, poiché quale genere di fiducia potrebbe esserci tra l’imperialismo fascista e le forze che combattono per la libertà dell’umanità?

E’ davvero facile imbrogliare i russi. Ci vuole pochissimo per conquistarne la fiducia. A volte solo un sorriso gentile, un pugno di parole affettuose, pochi impegni e promesse che suonino sinceri. I russi possono essere “comprati” facilmente con la gentilezza. Sono molto fiduciosi, vulnerabili.

Quando avvicinati con tenerezza ed empatia, aprono presto i loro cuori, condividono il loro ultimo pezzo di pane con l’affamato, offrono le loro camicie a chi ha freddo.

Venite da un russo con una promessa di amore eterno, devozione, anche solo amicizia ed è probabile che tutte le porte vi siano aperte e le difese siano abbassate.

Forse un giorno vi diranno: “Per favore non tradirmi mai, mai”. Ma non sarà richiesta alcuna garanzia, non sarà prodotto alcun accordo scritto, non sarà firmato alcun contratto.

A causa di questa fiducia e apertura sono morti milioni, decine di milioni di russi!

I russi hanno dato tutto al mondo; hanno lottato per l’umanità. Hanno aperto i loro cuori e le loro porte. Hanno dato da mangiare a chi aveva un tremendo bisogno, a chi spesso stava morendo di fame.

Alla fine sono stati traditi, in continuazione … E ancora!

In un mondo senza spina dorsale, basato sull’individualismo, il profitto e il servilismo, è facile, sin troppo facile tradire chi è gentile, chi dona. I tiranni sono traditi raramente, perché la lealtà nei loro confronti è basata sulla paura, lo spirito di sopravvivenza, o sull’egoismo mercantile. Nel mondo corrotto e vile costruito dall’Occidente e dalle sue religioni, la lealtà è conservata solo mediante il terrore.

Nonostante tradimenti orribili e la ferocia diretta contro il popolo russo in tutta la storia, esso non ha mai “imparato la lezione”, non ha mai perfezionato il cinismo in stile occidentale, e non ha mai padroneggiato l’arte di sacrificare altri per il proprio interesse.

Tutti gli accordi con la Russia sono stati infranti, ogni volta che ciò è convenuto agli invasori.  Gli scandinavi hanno spazzato via innumerevoli vite russe, e così hanno fatto tedeschi, polacchi, britannici, nordamericani e cechi, per citarne solo alcuni. I russi non hanno mai realmente “punito” nessuno, nel modo protestante, anglosassone. La punizione è prevalentemente spazzatura puritana, protestante; il modo di pensare russo è troppo donchisciottesco per questo.

L’Occidente ha mentito a Lenin, a Stalin, a Krusciov e infine a Gorbaciov. L’Occidente ha mentito a Putin e su Putin.

Tradita, la Russia è passata attraverso un’agonia inimmaginabile, attraverso fuoco e devastazioni, attraverso disperazione. Seppellirebbe milioni di suoi figli e figlie. Forse nessun’altra nazione al mondo è passata attraverso un terrore di tale grandezza.

Poi, improvvisamente, si  è alzata in piedi, lentamente e terribilmente, mostrando tutta la sua potenza, la sua vastità, la sua determinazione e forza. Ferita e tradita, ma orgogliosa ed enormemente bella nella sua sacra rabbia, ha sollevato la sua pesante spada, ha raddrizzato la schiena e ha camminato direttamente incontro al nemico.

La Russia combatte sempre battaglie aperte, le combatte onestamente. Oceani di sangue sono versati, prevalentemente del popolo russo.

Diversamente dall’Occidente la Russia non utilizza bombardamenti a tappeto, droni o armi nucleari per uccidere milioni di civili al fine di assicurarsi la vittoria. Sono sempre uomini contro uomini. Sono decine di migliaia di carri armati, come durante la battaglia di Kursk, o milioni di soldati a Stalingrado.

Nessuno ha potuto o può sconfiggere la Russia, perché il suo furore, come il suo amore, è grande e puro. La Russia non ha mai realmente perso. Il suo cuore ferito era pieno d’amore e di poesia persino quando i suoi pugni schiacciavano despoti, usurpatori e assassini di massa. E’ anche perché tutte le guerre che la Russia ha combattuto erano guerre giuste, guerre per la sopravvivenza del suo popolo, ma anche per la sopravvivenza dell’intera umanità.

Settant’anni dalla grande Vittoria! Settant’anni da quando il popolo sovietico ha salvato il mondo schiacciando il nazismo. Settant’anni da quando, quasi immediatamente, si è unito ad ancora un’altra lotta, contro l’imperialismo e il colonialismo occidentali.

Venti o forse ventisette milioni di sovietici, prevalentemente russi, hanno perso la vita nel difendere il nostro pianeta dalle orde di Hitler. Poi centinaia di milioni di altri hanno dedicato le loro vite a costruire un mondo molto migliore e molto più ugualitario.

Senza l’Unione Sovietica, senza il popolo russo, non ci sarebbe nessuna libertà, nessuna indipendenza per paesi asiatici, africani e del Medio Oriente. Non ci sarebbero rivoluzioni possibili in America Latina.

E’ per questo che l’Occidente odiava l’Unione Sovietica ed è per questo che odia il popolo russo. Ha perso le sue colonie, ha perso la sua guerra di propaganda e ha perso il suo monopolio della definizione di ogni cosa sotto il sole.

Solo i fanatici hanno potuto ripetere le menzogne più tossiche della propaganda occidentale del paragonare la Germania nazista all’Unione Sovietica stalinista. Ma scriverò più diffusamente sull’argomento nel prossimo futuro. Il nazismo può essere paragonato solo all’imperialismo, al colonialismo europeo e nordamericano. Sono entrambi fatti della stessa materia e l’Unione Sovietica ha schiacciato, sconfitto entrambi! La Russia regge oggi la vecchia bandiera sovietica.

Gli sciovinisti e gli xenofobi occidentali combattono ora per il controllo del pianeta, persino per la loro sopravvivenza. Se non riescono a dividere Russia, Cina e America Latina sono finiti. Lo sanno! Se non infangano tutto ciò che è puro e ottimistico riguardo alle nazioni che ci oppongono al loro regime mostruoso i loro giorni sono contati.

Il vero spirito del '45. Un soldato sovietico alza la bandiera rossa sul Reichstag a Berlino, segnando la completa sconfitta del nazifascismo

Il vero spirito del ’45. Un soldato sovietico alza la bandiera rossa sul Reichstag a Berlino, segnando la completa sconfitta del nazifascismo

Il 9 maggio 1945 è cambiato il mondo intero. L’umanità ha cominciato a progredire, di nuovo. Lentamente, irregolarmente, spesso prendendo terribili abbagli e compiendo deviazioni ma comunque progredendo! Le catene coloniali hanno cominciato a essere spezzate. Popoli di tutti i continenti hanno cominciato di nuovo a sognare vera libertà, uguaglianza e fratellanza tra gli uomini. Quella magnifica bandiera rossa sventolante sul tetto del Reichstag di Berlino ha reso possibili questi sogni.

Il popolo sovietico ha dimostrato che la dignità e la libertà umane valgono ogni sacrificio. L’Inno della Vittoria fu scritto con il loro sangue, nel modo più generoso, e così ha potuto ispirare e plasmare generazioni a venire!

Ma l’avidità e il nichilismo dell’Occidente si sono rifiutati di morire. La sua ossessione per il controllo e il saccheggio del mondo ha raggiunto una vetta inimmaginabile. Tutte le forze dell’Impero sono state mobilitate. Luce e speranze si sono confrontate con oscurità e cinismo. Sogni belli e puri hanno avuto con antagonista la corruzione. In un’orgia di trucchi sporchi e di inganni l’Unione Sovietica è stata distrutta.

In un singolo momento storico gli oppressi del mondo hanno perso la loro guardia più potente.

Ciò che è seguito è stato un orrore totale. L’Impero ha cominciato a destabilizzare un paese dopo l’altro: in Africa, Asia, in Medio Oriente e persino nell’ex blocco orientale. Milioni di persone sono morte, esposte, private di protezione, abbandonate completamente.

Boris Yeltsin. "Il più grande ubriacone del mondo".

Boris Yeltsin. “Il più grande ubriacone del mondo”.

Le orde fasciste hanno pensato di aver vinto questa volta. A Mosca Yeltsin, un alcolizzato e lacchè dell’Occidente, ha cominciato a sparare sul proprio popolo nelle strade e a bombardare il suo stesso parlamento. Quella era “democrazia”, hanno scritto quasi immediatamente i giornali di Parigi, Londra e New York. Era ciò che aveva sognato l’Occidente: una Russia debole, destabilizzata, in ginocchio, alla mercè dell’Impero.

Mi sono recato a Mosca e in Siberia. Ho visto scienziati russi a Novosibirsk vendere le loro librerie, nel freddo rigido, alle stazioni del metrò. Ho visto vecchi veterani di guerra mendicare, vendere le loro medaglie. Ho visto lavoratori russi patire la fame, i loro salari non pagati da mesi.

Poi è successo qualcosa. La Russia si è rifiutata di restare in ginocchio. Ha individuato rapidamente le menzogne provenienti dall’estero; ha riconosciuto la trappola. Il popolo russo ha compreso che ciò che le orribili invasioni non avevano mai ottenuto, erano riuscite a realizzarlo in solo pochi terribili anni gli inganni e i giochi sporti dell’Impero fascista.

La Russia doveva rialzarsi o morire, come sempre nella storia. Si è rialzata. Indignata e decisa! E come sempre in passato, quando si è schierata ad affrontare il male, lo ha fatto per il proprio popolo, ma anche per l’umanità intera!

La Russia si è riunita, nell’ultimo decennio, sotto la bandiera Russa. Non è perfetta e non è così “socialista2 come molti di noi vorrebbero, ma c’è una grande inerzia sovietica nella politica estera russa, così come si sono una grande fierezza e una grande determinazione a migliorare il mondo, a proteggere i deboli.

Settant’anni dalla Grande Vittoria! Quest’anno la Russia non celebra soltanto un grande anniversario. Si rallegra per la propria rinascita.

Io sono russo. Sono nato in Russia e mia madre è per metà russa e per metà cinese. Ma anche la mia parte cinese proviene dal Kazakistan, da un’ex repubblica sovietica. Mio nonno, Hussein, era un alto “commissario”, equivalente di un ministro, un cinese etnico, un linguista e un uomo morto molti anni prima che io nascessi.

Sono cresciuto in Cecoslovacchia. Mio padre, uno scienziato, viene dall’Europa. Sin dall’infanzia ho vissuto a New York, ma poi ho mi sono messo in viaggio e non finora non mi sono mai fermato. Sono un internazionalista. Ma nel profondo sono russo.

Non so se ho titolo a essere russo. Da bambino avevo un passaporto sovietico. I momenti più felici della mia vita sono stati quando ero piccolo e mia madre mi portava, ogni estate, all’aeroporto di Praga, dove ero messo su un aereo in partenza per Leningrado. Mia nonna mi aspettava all’arrivo.

I nonni rivoluzionari di Andre Vltchek

I nonni rivoluzionari di Andre Vltchek

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mia nonna, Elena, non era solo una qualche normale babushka. Era una combattente, una donna che aveva lottato contro i nazisti, che aveva difeso la sua amata città, la sua Leningrado.

Ha scavato trincee, affrontato carri armati tedeschi ed è stata decorata due volte. Tuttavia era la donna più gentile che io abbia mai incontrato in vita mia. Mi ha insegnato ad amare la poesia e la letteratura.

Mi ha raccontato centinaia di storie, alcune magnifiche, alcuni terrificanti. Grazie a lei sono diventato uno scrittore, uno scrittore russo, anche se scrivo la mia narrativa esclusivamente in Inglese e se la maggior parte dei miei ultimi film è stata realizzata in spagnolo.

Quasi la mia intera famiglia russa è morta là, a Leningrado, durante l’Assedio, decenni prima che io nascessi.

Ogni anno, nei due mesi estivi, mia nonna mi viziava enormemente. O io pensavo che lo facesse. Oggi capisco che per lei era come una battaglia culturale, un tentativo di iniettare in me tutto ciò che era grande riguardo alla Russia.

Risparmiava per dieci mesi e poi, quando andavo a trovarla, mi portava all’opera e al teatro, nei musei e nei parchi che circondano Leningrado. Cucinava per me cibo delizioso. Mi portava, almeno una volta l’anno, al Cimitero Piskarevskoe, dove l’enorme statua della Madrepratria estende le sue braccia in lutto. “Nessuno è dimenticato e nulla è dimenticato”, dicono le lettere d’oro scolpite nel granito. Nell’Assedio di Stalingrado morì un milione e mezzo di persone, e molti sono sepolti lì, in innumerevoli file di fosse comuni.

Sono cresciuto. Sono diventato uno scrittore e un regista. Ho fatto il giro del mondo. Ma dovunque sia andato, queste semplici parole mi hanno seguito, sono scolpite nella mia psiche. Anche mia nonna è sempre stata con me, e così la città, il sacrificio, e la Vittoria!

Non so se questo mi renda oggettivamente russo. Ma sento e agisco come se lo fossi.

Essere russo … Ormai ‘russo’ non è solo una nazionalità; è un verbo. Significa: opporsi all’oppressione, all’imperialismo occidentale, costruire ponti tra paesi che si oppongono al terrorismo imperialista occidentale.

E oggi ci sono molti “nuovi russi”. Non quelli dell’era Yeltsin, non il genere capitalista buffone! No, i “nuovi russi” di cui parlo sono sia patriottici sia internazionalisti. E alcuni di loro spesso non hanno neppure una sola goccia di sangue russo. Ma stanno orgogliosamente difendendo il mondo, e stanno unendo le loro forze con Russia, Cina e America Latina nella loro lotta determinata per un pianeta migliore.

Conosco numerosi grandi nuovi russi. Alcuni sono miei compagni, come il famoso avvocato internazionale, poeta, romanziere e pensatore canadese Christopher Black. Come Peter Koenig, economista svizzero, che ha lasciato la Banca Mondiale totalmente disgustato, poi si è rivoltato e ha attaccato pubblicamente la classe dirigente. O come il mio “compa” Patrice Greanville, un caporedattore newyorchese/cileno del leggendario “Greanville Post”.

Queste persone stanno lavorando incessantemente, svergognando le menzogne che l’Impero sta diffondendo in tutto il mondo: menzogne riguardo alla Russia, menzogne riguardo all’Unione Sovietica, riguardo alla Seconda Guerra Mondiale e riguardo all’imperialismo occidentale.

Per secoli la Russia è stata pugnalata e ingannata da stranieri. E’ stata presa in giro, imbrogliata, violentata.

Molti paesi che la Russia ha liberato l’hanno tradita nel modo più volgare. Cechi e polacchi hanno profanato monumenti ai suoi soldati, a quei ragazzi che hanno sacrificato la loro vita per Praga e per Varsavia alla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’Europa Orientale ha aperto le sue porte alla NATO e all’Unione Europea. Per egoismo pragmatico, la gente ha abbandonato ideali meravigliosi, compreso l’internazionalismo, è invece si è unita all’oppressore dell’umanità: l’Impero.

Quanto più questi paesi si prostituiscono, tanto più bellicosamente sono disponibili a urlare slogan della propaganda occidentale, insultando direttamente e provocando prima l’Unione Sovietica e ultimamente la Russia. I patetici e avidi lacchè e collaboratori dell’imperialismo occidentale hanno cercato, continuamente e disperatamente, almeno una giustificazione morale per il loro tradimento. Hanno distorto la storia e inventato fatti. Hanno scatenato aggressioni contro quelli che hanno difeso le parti usurpate e saccheggiate del mondo.

I dolcetti avvelenati della Nuland

I dolcetti avvelenati della Nuland

Recentemente l’Occidente ha scatenato il conflitto in Ucraina, dove ha contribuito a rovesciare il governo legittimo di Kiev. Poi, immediatamente, ha cominciato ad alimentare sentimenti isterici antirussi. Ma quanto più la situazione è divenuta evidente, tanto più forti sono state le voci del patto antirusso, sia nell’Europa occidentale sia in quella orientale.

Ucraina, Siria e Libia: tutti questi conflitti dimostrano che non c’è più nessuna logica. L’Occidente vuole distruggere i paesi che lo intralciano nel suo percorso verso il totale controllo globale e cercherà di raggiungere i propri obiettivi, con qualsiasi mezzo. L’apparato della propaganda è sempre pronto a giustificare ogni atto terroristico commesso dall’America del Nord e dall’Europa. Nessun meccanismo legale internazionale è disponibile per proteggere le vittime.

Solo una grande forza può prevenire la tragedia. La Russia è tale forza. La Cina è un’altra. E’ per questo che l’Impero è terrorizzato dall’ascesa di tali due grandi nazioni.

Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente Russo Vladimir Putin firmano una dichiarazione congiunta che impegna alla collaborazione in tutti i campi

Il presidente cinese Xi Jinping e il presidente Russo Vladimir Putin firmano una dichiarazione congiunta che impegna alla collaborazione in tutti i campi

Sì, questa volta, dopo tutti quei secoli di dolore e sofferenza, la Russia non è sola. Sta a testa alta e può finalmente contare sui suoi amici. Alcune delle più grandi menti della terra stanno unendo le forze con lei. Dimenticatevi dell’Europa Orientale! Il paese più potente del nostro pianeta – la Cina – ripete in continuazione: “Cina e Russia sono i più importanti partner strategici l’uno dell’altro”. E’ chiaro che non consentiranno che questo piano sia dato alle fiamme!

L’intera America Latina Rivoluzionaria è con la Russia e così sono dozzine di altre nazioni indipendenti e fiere di tutto il mondo.

In Medio Oriente e in Africa, in Sudamerica e in molte parti dell’Asia la Russia è sempre più vista come un’enorme forza morale. La Russia è sinonimo di speranza. Non per chi sta in Nord America e in Europa, ma per quelli che, per secoli, hanno sofferto sotto il loro stivale.

Ogni volta che parlo in pubblico, in Eritrea, Sudafrica, India, Cina, persino Timor-Leste, la gente vuole sapere della Russia. Che cosa farà la Russia per prevenire attacchi contro la Siria o l’Iran, contro il Venezuela?

Io dico sempre: “La Russia è viva e vegeta! E così i suoi amici, dalla Cina al Venezuela e a Cuba!”

Non perdo mai la speranza. Ripeto: io credo sinceramente che presto sconfiggeremo il colonialismo e il fascismo e costruiremo una società magnifica su questo pianeta martoriato ma splendido. E sarà creata sugli ideali e oggi commemoriamo e festeggiamo.

“Il settantesimo anniversario della grande Vittoria! Grazie per aver salvato il mondo! Congratulazioni, Russia!”

E poi mi tiro su le maniche e lavoro, giorno e notte … per Leningrado, per ciò per cui ha lottato mia nonna, e per la Russia e per l’umanità.

Andre Vltchek è un filosofo, romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Ha seguito guerre e conflitti in dozzine di paesi. I suoi libri più recenti sono “Exposing Lies of the Empire [Smascheramento delle menzogne dell’Impero] e “Fighting Against Western Imperialism[Lotta contro l’imperialismo occidentale]. La sua discussione con Noam Chomsky “On Western Terrorism[Sul terrorismo occidentale]. Point of No Return[Punto di non ritorno] è il suo romanzo politico acclamato dalla critica. Oceania – un libro sull’imperialismo occidentale nel Pacifico meridionale. Il suo libro provocatorio sull’Indonesia: “Indonesia – The Archipelago of Fear[Indonesia, l’arcipelago della paura]. Andre realizza documentari per teleSUR e Press TV. Dopo aver vissuto per molti anni in America Latina e in Oceania, Vltchek attualmente risiede e lavora in Asia Orientale e in Medio Oriente. Può essere raggiunto sul suo sito web o su Twitter.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: http://www.veteransnewsnow.com/2015/05/08/518078v-day-russias-perpetual-fight-against-fascism/

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2015 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “V-Day: la perpetua lotta della Russia contro il fascismo

  1. attilio cotroneo il said:

    L’imperialismo statunitense ha potuto seminare morte e distruzione, sfruttamento e genocidi con la complicità di dittatori costruiti e con il servilismo dei suoi vassalli europei. La caduta dell’URSS ha sbilanciato l’equilibrio geopolitico mondiale. L’attenzione per il Medio Oriente ha distratto Washington da America Latina e Russia per anni. Cuba teneva fede alla propria resistenza e la Cina virava verso il capitalismo di stato calpestando gli stessi diritti umani e dei lavoratori che avrebbe dovuto difendere. In questo la “democrazia sovrana” di Putin é un modello alternativo ma come la Cina per sfidare l’impero statunitense ha dovuto conquistare i mercati, così la Russia per recuperare il proprio ruolo ha dovuto ricreare un impero nazionalista. Il socialismo sovietico é morto e non è mai stato puro. Il socialismo del Sud America guarda alla Russia perché esiste la geopolitica e non la comunanza delle idee. Lo scontro è tra imperi e sotto ci sono popoli oppressi in modo diverso ma pur sempre non liberi di autogestirci. Per questo il nostro autore delira.