L’impero si sta sgretolando, per questo ha bisogno della guerra

Redazione 6 gennaio 2015 3
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di Andre Vltchek – 26-28 dicembre 2014

Ieri sera, a Pechino, ero in uno storico ristorante Szechuan con un’amica che è una diplomatica cinese. Ci siamo scambiati alcuni racconti, abbiamo ordinato del cibo e poi, improvvisamente, mi sono sentito la gola secca e mi si è offuscata la vista.

Mi sono inchinato e l’ho ringraziata per la sincera offerta fatta dalla Cina di soccorrere la Russia.

Appena prima di lasciare il mio albergo ho letto le notizie su Russia Today:

“Il primo ministro cinese ha offerto sostegno alla Russia mentre essa affronta un declino economico a causa di sanzioni e della caduta del prezzo del petrolio. Promuovere gli scambi in yuan è una soluzione proposta dal ministro del commercio di Pechino.

‘La Russia ha la capacità e la saggezza per superare le difficoltà esistenti nella situazione economica’, ha dichiarato ai giornalisti il ministro degli esteri Wang Yi. China Daily ha scritto lunedì: “Se la parte russa ne ha necessità, offriremo l’assistenza necessaria per quanto nelle nostre capacità’”.

Io non rappresentavo assolutamente la Federazione Russa qui, a Pechino, né la mia amica rappresentava la Cina quella sera, a tavola. Era un incontro informale cui partecipavano semplicemente due amici, niente di più.

Per non citare il fatto che io, ’tecnicamente’, non sono realmente russo. Sì, sono nato a Leningrado ma ho trascorso quasi la mia vita intera altrove … in tutto il mondo, per essere preciso. E nelle mie vene, non che ciò conti davvero, è tutto anche confuso … vi circola una miscela esplosiva di sangue russo, cinese ed europeo.

Ma ultimamente essere russo, per me e per molti altri, è molto più che solo una questione di sangue. ‘Sono un ribelle, per questo sono russo’, per parafrasare Albert Camus. Oppure: ‘Sono russo perché mi rifiuto di abbandonare la lotta’.

‘Ya Russkij’ o ‘Cubano soy!’ fa semplicemente sentir bene, e fa sentire orgogliosi, e più forti.

***

Il mondo è in subbuglio. Come nei primi anni ’40, sta prendendo forma qualcosa di enorme, qualcosa d’irreversibile.

Quasi tutti noi che abbiamo analizzato l’Impero combattendo la propaganda e il nichilismo che diffonde, e i suoi tentacoli velenosi che si estendono a ogni angolo del globo, sappiamo che ‘compiacere’ l’imperialismo occidentale è chiaramente impossibile, tanto quanto è impraticabile e persino immorale.

Proprio come amava dire George W. Bush (chiaramente attingendo alla retorica cristiana fondamentalista): “O siete con noi o siete contro di noi”. I paesi sono oggi evidentemente messi alle strette: “o accettano la dottrina neocolonialista occidentale’ o sono distrutti, uno dopo l’altro, come lo sono stati l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia e la Siria.

Nessuna logica può essere d’aiuto, nessun negoziato, nessuna mediazione internazionale delle Nazioni Unite. La disponibilità al compromesso è derisa. Gli appelli alla semplice compassione umana non smuovono nemmeno di un dito i reggitori dell’Impero.

E’ chiaro che l’Impero si sta preparando all’assalto finale. Non cederà. Attaccherà, distruggerà e annienterà. Nessuna ipotesi sul quando, ma lo farà. E accadrà piuttosto presto che tardi, e con una forza enorme.

Qualcuno potrebbe chiedere ‘perché ora? Perché c’è improvvisamente una simile corsa alla battaglia finale per il controllo totale del pianeta?’

La risposta è molto chiara: per la prima volta il disgusto nei confronti dell’Impero è diffuso e mondiale. Molti stanno guarendo dalla cecità.

La maschera di benevolenza e razionalità è stata strappata da canali mediatici potenti con sede in paesi dell’America Latina, in Russia, Cina, Iran ma anche in America del Nord, dove i media indipendenti stanno svolgendo un ruolo sempre più importante. Non è nemmeno più questione di una qualche elaborata ‘obiettività’. Per dire le cose come stanno è sufficiente chiamare il fascismo con il suo vero nome, come è sufficiente identificare gli omicidi di massa perpetrati dall’Impero in tutti i continenti!

La maschera è caduta è ciò che ora è esposto è orripilante: il volto di un mostro, con sangue e pus, e un ghigno avido e zanne feroci. E’ un mostro tuttora innamorato di sé stesso, incapace di vedere quanto è spaventoso. Rimane fiero del suo dogma religioso fondamentale, che spesso non considera nemmeno ‘religioso’. Vive di bigottismo e al tempo stesso di una contorta fede nel fondamentalismo del mercato che tutto e tutti sono in vendita. E’ un mostro pieno di complessi, sia di superiorità, sia d’inferiorità.

Non è un mostro felice e quelli che produce sono prevalentemente dei miserabili, soli e spaventati. Ma non può cambiare, non può tirarsi indietro, non può mollare la presa. Preferirebbe piuttosto distruggere i suoi figli e il mondo che ammettere di aver sbagliato tutto, per anni, decenni e secoli.

Oggi molti ne hanno avuto abbastanza e alcuni hanno persino dimenticato la paura! E il mostro lo sa, e in realtà è esso stesso spaventato, da quelli che non sono spaventati da lui.

Le voci dei senza voce oggi risuonano sempre più forte; noi ci assicuriamo che lo facciano!

Salvo nei paesi in cui gli intellettuali e le ‘élite’ si sono totalmente svenduti, come in Indonesia o in Malesia, gli atti orrendi del colonialismo e del neocolonialismo dell’Europa e del Nord America sono finalmente discussi, analizzati e capiti.

E il mostro, l’Impero, sa che è l’inizio della fine.

Non può vivere da uguale. Perciò combatterà la sua battaglia finale. Cercherà di vincere. Oppure cercherà di distruggere il mondo. Per la vita, per lui, non merita di essere vissuta se non ha il controllo totale; se il suo Dio non ha il controllo, se non è percepito come il gendarme del manifesto divino.

***

Quando mi reco da un barbiere a Beirut o ad Amman e mi chiedono ‘di dove sei?’ (solo pochi anni fa era una domanda dolorosamente complessa e confondente) io oggi rispondo semplicemente: “Russia” e la gente viene ad abbracciarmi e dice “Grazie”.

Non è perché la Russia sia perfetta. Non è perfetta, poiché nessun paese sulla terra potrebbe o dovrebbe esserlo. Ma è perché si oppone ancora una volta all’Impero, e l’Impero ha portato così tanti orrori, così tante umiliazioni a così tanta gente; a miliardi di persone di tutto il mondo … e per loro, per così tanti di loro, chiunque si schieri contro l’Impero è un eroe. E’ questo che ho sentito recentemente, di prima mano, da persone in Eritrea, Cina, Russia, Palestina, Ecuador, Cuba, Venezuela, Sudafrica, per citare solo alcuni luoghi.

Ed è per questo che l’Impero ha oggi ‘tanta fretta’, indisponibile ad attendere più a lungo, cercando di provocare la Russia, di portarla, metaforicamente parlando, ad ancora un’altra epica battaglia aperta, come quella combattuta in tempi antichi, sul ghiaccio sottile, da Alexander Nevski.

L’Impero è troppo di corsa, troppo spaventato per riflettere, per capire, per ricordare che ogni invasore ha dovuto impararlo con le cattive: la Russia può essere attaccata e i russi possono essere uccisi a milioni. Possono esserci fuoco e devastazioni; possono esserci rovine, lacrime e tombe, tombe, tombe … Madri che seppelliscono i figli e figli che tornano a casa per trovarvi solo ceneri. Ma la Russia non può essere sconfitta. Quando è in gioco la sopravvivenza del mondo la Russia si alza in piedi, enorme, potente e spaventosa. E lotta come nessun’altra nazione è in grado di lottare; lotta per l’umanità, non solo per sé stessa. E vince.

Quando arriva un tale momento, c’è un unico modo possibile per sconfiggere la Russia: distruggere il mondo intero.

E pronto a questo, signor Obama? Siete pronti a questo Stati Uniti ed Europa delle industrie? Siete pronti a questo, cristiani pentecostali, televangelisti e altri esseri moralmente defunti?

Pensateci due volte. Un altro passo e vi troverete ad affrontare due nazioni enormi e dozzine di altre più piccole, pronte a lottare per la sopravvivenza di un genere umano.

La vostra unica forza sta nelle vostre armi di distruzione di massa e, perciò, nel diffondere paura. E la maggior parte dei vostri argomenti non ha fondamenta nella verità, solo nell’inganno e nelle menzogne.

Quest’anno sono stato testimone dei vostri atti in Iraq, in Eritrea, in Cina, in Ucraina, in tutta l’Africa e il Medio Oriente.

Quest’anno, in un modo o nell’altro, appare che vi siete spinti troppo in là, che la goccia proverbiale è caduta sulla Terra.

Fermatevi! E smettete di torturare questa Terra. Non provocate, non scatenate ancora un’altra guerra mondiale!

Fermatevi oppure ci sarà una lotta. E perderete, o perderemo tutti, ma voi perderete in ogni caso, perché questa volta Russia e Cina, Venezuela e Cuba e altri e molti altri non arretreranno, non più, mentre altri si uniranno.

***

Nonostante tutto il suo terrorismo, propaganda e lavaggio del cervello chiamato ‘istruzione’, l’Impero è ben conscio che sta perdendo la presa sul potere globale. E ne prova orrore, perché non sa come altro vivere, salvo che con la frusta in mano. Il Pianeta Terra si rende conto che il suo reggitore è sinistro, feroce e degenerato; alcuni se ne rendono conto chiaramente usando la logica, altri semplicemente lo avvertono, intuitivamente. Se ci fosse davvero una democrazia globale, il popolo del pianeta getterebbe direttamente ai cani la struttura di potere esistente. Ma non c’è, ancora non c’è! Guardate semplicemente le impotenti, costantemente umiliate Nazioni Unite. Quasi dovunque il voto non è diventato altro che un atto di porre un pezzo di carta in una scatola, e non molto più di questo.

***

L’anno 2015 si avvicina. In tale anno diverrà chiaro chi combatte per la sopravvivenza della nostra razza umana e chi sta dalla parte dell’oppressione, dell’imperialismo e dell’Impero.

L’anno prossimo sempre più paesi saranno destabilizzati o attaccati. Forse milioni di persone saranno uccise, come sono uccise ogni anno, ma più probabilmente, questa volta, saranno molte di più. I ‘movimenti d’opposizione’ fabbricati dall’occidente, così come i vari gruppi cristiani e altre fazioni religiose di destra, continueranno a essere schierati fermamente dalla parte dell’oppressione imperialista e del fondamentalismo del mercato. La piccola borghesia conservatrice in occidente e in quasi tutti gli ‘stati vassalli’ si batterà per conservare i propri privilegi. Strutture familiari fasciste continueranno a intimidire bambini e giovani, impedendo loro di pensare, di ribellarsi e di vivere.

L’Impero ha molti alleati, in tutto il mondo, ma la maggior pare di loro è di natura estremamente sinistra. Ma i suoi alleati più stretti sono sempre l’ignoranza, il servilismo e la paura.

Mentre le nostre rivoluzioni, quelle vere, così come la resistenza e le battaglie per un mondo migliore sono sempre basate sul sapere, e in sintesi non sono altro che un atto d’amore.

***

La lotta che abbiamo di fronte sarà estremamente dura; sarà una lotta epica, che coinvolgerà grandi stati nazione, nonché gruppi e movimenti.

Mentre lo sporco orso russo è malmenato e provocato a un conflitto militare, i grandi dragoni cinesi sono decisi a formare un cerchio protettivo e questa volta stanno dichiarando indirettamente, ma chiaramente, che verranno in aiuto di nazioni più deboli attaccate dall’occidente. Come ha scritto persino il New York Times:

“Mr. Zi non ha citato per nome le Nazioni Unite, ma ha scagliato un indubitabile affondo a Washington affermando: ‘La tendenza crescente a un mondo multipolare non cambierà’, un riferimento alla visione cinese che il ruolo degli Stati Uniti post Guerra Fredda come sola superpotenza sta arrivando alla fine”.

L’obiettivo è non consentire che l’imperialismo e il colonialismo occidentali riprendano il controllo del pianeta, come hanno fatto ferocemente alla fine del diciannovesimo secolo e all’inizio del ventesimo, al costo di milioni di vite umane.

Dopo secoli di saccheggi, violenze e occupazioni, l’occidente non ha alcun mandato per governare il mondo.

Dopo aver costantemente giustificato e glorificato i propri atti terribili, aver lavato il cervello al pianeta per fargli credere che porta davvero progresso e razionalità ai selvaggi (il resto del pianeta) non può più essere credibile per ‘informare’ ed ‘educare’ le persone.

E’ per questo che abbiamo media indipendenti e potenti canali mediatici controllati dallo stato nei paesi non disposti a soccombere alla propaganda e all’indottrinamento europeo e nordamericano.

Questi media e queste istituzioni educative dovrebbero, e lo faranno, riscrivere l’intera narrativa storica e contemporanea.

Qualche esempio?

Invece di glorificare la saggezza dei Padri Fondatori degli Stati Uniti, dovremmo ricordare che l’America del Nord fu costruita su inimmaginabili sofferenze della popolazione indigena, sul bigottismo cristiano e su conversioni forzate, sul genocidio, e sul furto delle terre. E ciò non fu fatto da una qualche nuova razza o stirpe extraterrestre chiamata ‘americani’, bensì da quelle stesse orde puritane e religiose europee che avevano già ucciso per secoli, in tutta l’Asia, l’Africa e il Medio Oriente.

La ‘Nuova America’, sia a nord sia a sud, fu prevedibilmente costruita sulla paura, sulla violenza e sul furto.

Dovremmo ricordare gli schiavi portati in catene dall’Africa. La maggior parte di loro morì nella traversata dell’Oceano; donne violentate e umiliate, bambini violentati e marchiati per sempre, uomini cui fu tolta la dignità.

Donne e ragazzine poi incatenate nei campi, divenute giocattoli sessuali per quei ‘puritani’ coltivatori bianchi. Uomini e bambini, almeno quelli sopravvissuti, fatti lavorare giorni e notti fino a cadere morti esausti.

Tutto questo fatto all’ombra della croce, del progresso e della ‘democrazia’!

E’ così che è stata costruita l’America. Questa è la storia vera, la vera narrazione, di quei ‘grandi inizi della terra dei liberi’!

E quei teatri, cattedrali e chiese, palazzi e parchi d’Europa; tutti creati da saccheggi e genocidi, colonialismo e Crociate, ‘avventure militari’.

E’ così che il regime, il sistema occidentale ha sempre funzionato. Lo stupro è amore. L’indottrinamento è istruzione e informazione. La paura è fede. La schiavitù è libertà!

Vogliamo questo genere di mondo per molti altri decenni, addirittura secoli?

Non lo sto chiedendo ai parigini, ai londinesi o agli abitanti di New York. Non lo sto chiedendo ai corrotti uomini d’affari di Giacarta o ai predicatori fuori di testa di Kinshasa, ai pezzi grossi dell’esercito di Kigali o ai signori feudali assassini del Guatemala.

Nessun umanista, nessun essere umano compassionevole vuole questo genere di merda!

E per la prima volta la gente non ha paura di dirlo, o almeno di sentirlo dire o di leggerlo!

Io non ho paura di scriverlo. Avete paura di leggerlo? Non credo.

***

La ‘pace’, ci è detto in continuazione, è qualcosa che va realizzato e conservato con ogni mezzo.

Ma a che genere di pace miriamo, e pace per chi?

L’Impero vuole un accordo di ‘pace’ in cui paesi come Cuba e Russia, Venezuela e Cina, semplicemente facciano marcia indietro, cedano, si arrendano. Quella non è pace!

Ci è chiesto, ordinato, di vivere pacificamente in un mondo governato dai padroni europei e nordamericani, come degli schiavi che strisciano nel sudiciume.

Ci si aspetta che soccombiamo al solo e unico dogma religioso su cui è costruito questo intero sistema razzista, imperialista e capitalista?

Che prospettiva! Che pace!

Per loro, per l’occidente imperialista, pace significa una cosa sola: dominio incontrastato sul pianeta.

Se uno combatte per il proprio popolo è un terrorista, un bandito. Allora è guerra!

I nazisti definivano ‘terroristi’ i combattenti della resistenza in Ucraina e in Francia.

L’esercito israeliano chiama con lo stesso nome la resistenza palestinese.

L’occidente chiama ‘terrorista’ ogni ribellione legittima. Persino il MRTA in Peru era un ‘gruppo terrorista’; la resistenza del MIR contro Pinochet era ‘terrorista’. Il principale movimento sociale in Libano – Hezbollah – è definito ‘terrorista’ e lo stesso l’intero fiero stato eritreo.

I mussulmani sciiti sono ‘terroristi’ perché l’occidente appoggia i mostri sunniti del Golfo.

Che Guevara era un terrorista, lo stesso Fidel e il sub-comandante Marcos. Lo stesso Lumumba.

Per l’occidente, per i suoi regimi e le sue ONG lacchè, una vera pace ci sarà solo se tutte le risorse naturali saranno offerte alle imprese multinazionali. Tutti i movimenti di sinistra, comunisti e socialisti sarebbero macellati se la Russia dovesse tornare a quella merda umiliata e informe cui è stata convertita, per un breve periodo, sotto il subdolo e brutale alcolista Boris Yeltsin, se la Cina tornasse ai tempi di Deng Xhiaoping offrendo soltanto prodotti di scarso valore, lavoro malpagato e quasi nessuna lotta globale all’imperialismo! Se il Venezuela dovesse fornire greggio e fottere il proprio popolo, come era solito fare, prima dell’eroica rivoluzione di Hugo Chavez, se Cuba vendesse le sue donne e i suoi liquori e i suoi sigari per una miseria, prima che avesse luogo la sua maestosa rivoluzione!

Pace ci sarebbe se miliardi di persone miserabilmente povere morissero in silenzio e senza conflitti nelle loro baracche, mentre i capitalisti, i predicatori e i proprietari terrieri di vari quartieri godessero ulteriormente delle loro cliniche e scuole private!

Ma una pace simile non sarà mai accettata di nuovo!

Lottare per un mondo migliore e per gli oppressi è come scrivere una poesia.

La guerra è quando si saccheggia e si stupra, quando si uccide per opprimere e per controllare altri!

La pace può basarsi solo sulla giustizia, specialmente sulla giustizia sociale; altrimenti non è pace.

***

La Russia e l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche hanno lottato in molte occasioni per la sua sopravvivenza. I tedeschi l’attaccarono, poi, dopo la rivoluzione del 1917, attaccarono gli europei occidentali e i nordamericani, e poi i tedeschi di nuovo. Decine di milioni scomparvero a difesa della madrepatria. Nessuna scusa è mai venuta da Washington o Londra!

La Cina fu costretta ad aprirsi, umiliata, saccheggiata, compresa la capitale, Pechino. Quelli che lo fecero, i britannici e i francesi, oggi impartiscono lezioni alla Cina sui ‘diritti umani’ e sulla ‘libertà’. E’ davvero grottesco!

Guardate le altre nazioni che oggi si oppongono all’imperialismo occidentale!

L’Iran, colonizzato, distrutto quando intraprese una via socialista, e poi infettato da un maniaco in stile Suharto, lo Scià, poi attaccato dall’Iraq, dopo che l’occidente aveva armato Baghdad.

L’America Latina è stata devastata da spedizioni coloniali e neocoloniali, per secoli, ridotta a niente dalla ‘Dottrina Monroe’, con squadre della morte addestrate negli Stati Uniti; addestrate a rapire e torturare, o a stuprare bambini davanti ai loro genitori.

Dovremmo proseguire? La Corea: decine di migliaia di civili sono stati bruciati vivi dai soldati statunitensi in gallerie. Fu una delle guerre più brutali della storia dell’umanità, descritta con competenza dal più brillante giornalista d’inchiesta del ventesimo secolo, Wilfred Burchett.

Indocina: furono uccisi sette milioni, bombardati a morte o bruciati vivi. Sapremo mai quanti? Il Vietnam è oggi un nostro alleato!

Sudafrica, Zimbabwe, Eritrea …

Sì, questa è la nostra alleanza. Circa due miliardi di persone che vivono in paesi che furono terrorizzati, brutalizzati, ridotti in cenere ma che sono risorti e hanno deciso di combattere, piuttosto che vivere da schiavi.

Sono tutti paesi imperfetti ma paesi essenzialmente pacifici, paesi che esistono principalmente per migliorare la vita dei loro uomini, donne e bambini … e di quelli di tutto il mondo.

E guardate le altre nazioni che si stanno opponendo agli attacchi occidentali – Cuba, Corea del Nord, Eritrea – messe al bando, sopravvissute a innumerevoli attacchi terroristici, sovversioni, propaganda e campagne di destabilizzazione. E poi, quando si mobilitano, pronte a proteggersi, sono designate e definite ‘stati eremiti’ o ‘dittature bestiali’!

Chi li ha costretti nell’angolo?

E’ tutto distorto. Mai più! Basta!

***

Sentite quel silenzio dopo che gli Stati Uniti hanno deciso di ‘normalizzare’ le loro relazioni con Cuba? Sappiamo tutti perché c’è un tale terribile silenzio, vero? Perché ci rendiamo conto che, in base a secoli di coinvolgimento statunitense in America Latina, questo farà parte di una nuova tattica distruttiva, di un nuovo attacco; che Cuba può oggi affrontare il pericolo maggiore da decenni! Non sappiamo esattamente che cosa succederà, ma siamo in qualche modo certi che succederà qualcosa di terribile.

L’Occidente fabbricherà a Cuba un ‘Movimento Sigaraio d’Opposizione’? O sarà un’altra ‘rivoluzione colorata’?

Il 2015 vedrà molte battaglie.

Ma il primo passo più importante è stato appena compiuto.

La Cina ha fatto un grande gesto simbolico; con calma, rispettosamente ma con decisione. Il messaggio è chiaro: “Non vi sarà permesso di distruggere altri!” Non più.

L’Impero si sta decomponendo; è malato, insostenibile.

Ma è anche tossico e la sua malattia è contagiosa. La sua propaganda è potente e i suoi dogmi sono violenti.

Assicuriamo che scompaia, si sgretoli, passo dopo passo, senza distruggere il mondo, senza trascinarlo nella terza guerra mondiale.

Uniamoci, individui e nazioni, movimenti e partiti. Almeno fino a quando non finirà il periodo più pericoloso.

Andre Vltchek è un romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Si è occupato di guerre e conflitti in dozzine di paesi. La sua discussione con Noam Chomsky ‘On Western Terrorism[A proposito del terrorismo occidentale] sta andando ora in stampa. Il suo romanzo politico, acclamato dalla critica, ‘Point of No Return’[Punto di non ritorno] è ora riedito e disponibile. Oceania è il suo libro sull’imperialismo occidentale nel sud del Pacifico. Il suo libro provocatorio sull’Indonesia post-Suharto e sul modello fondamentalista del mercato è intitolato “Indonesia  – The Archipelago of Fear” [Indonesia – l’arcipelago della paura]. Ha appena completato il documentario Rwanda Gambit[Gambetto ruandese] sulla storia del Ruanda e sul saccheggio della Repubblica Democratica del Congo. Dopo aver vissuto per molti anni in America Latina e in Oceania, Vltchek attuale risiede e lavora in Asia Orientale e in Africa. Può essere raggiunto attraverso il suo sito web o al suo indirizzo Twitter.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: http://www.counterpunch.org/2014/12/26/the-empire-is-crumbling-that-is-why-it-needs-war/

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2015 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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3 Commenti »

  1. attilio cotroneo 7 gennaio 2015 alle 02:00 -

    L’impero statunitense è in crisi e quello che la Russia difende è solo il suo interesse legato alle oligarchie vicine alla democrazia sovrana con cui é identificato il dispotismo di Putin. La Cina non salverà il mondo perché sta già correndo a colonizzare l’Africa per sottrarne risorse. Cuba non è più un pericolo e il vento che soffia in America Latina è una speranza che gli USA attaccheranno. Ci sono i popoli e poi ci sono i governi e oggi i governi sono ostaggio del denaro a qualunque latitudine. Chi regge il principio è quell’insieme di individui liberi che si uniranno sotto la bandiera della razza umana.

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