L’apertura verso Cuba e la lotta per un nuovo ordine sociale – Parte prima

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L’apertura verso  Cuba e la lotta per un nuovo ordine sociale – Parte prima

Di Horace Campbell

31 dicembre 2014

Quando i rivoluzionari cubani hanno preso il potere il 1° gennaio 1959, i leader politici degli Stati  Uniti all’inizio hanno avuto un atteggiamento ambivalente verso la leadership di Castro, ma dopo che questa  ha nazionalizzato il capitale straniero e ha iniziato importanti riforme fondiarie per la maggioranza della popolazione, c’è stata un’opposizione totale alla Rivoluzione Cubana. Il governo degli Stati Uniti ha intrapreso una guerra politica, psicologica, economica e militare contro Cuba e ha promesso di rimuovere il leader Fidel Castro. Come è stato documentato nel libro The Brothers [ I fratelli] di Stephen Kinzer, il 17 marzo 1960, meno di 4mesi dopo che i rivoluzionari erano andati al potere, il Direttore della CIA Allen Dulles, ha presentato “Un  programma di azione segreta contro il regime di Castro” al Consiglio Nazionale di Sicurezza degli Stati Uniti” che “proponeva un’operazione in molte fasi per portare alla sostituzione del regime di Casto con uno più devoto agli interessi del popolo cubano e più accettabile per gli Stati Uniti, in modo tale da evitare qualsiasi sembianza di intervento statunitense… La CIA avrebbe costruito una rete all’interno di Cuba, avrebbe saturato l’isola di propaganda contro Castro, avrebbe infiltrato piccole squadre di guerriglieri, li avrebbe usati per far esplodere un’insurrezione nazionale e avrebbe fornito un nuovo regime ‘responsabile,  attraente  e unificato.’”

Questo complotto per rimuovere la leadership cubana ha attraversato molte fasi diverse e c’era la fiducia che la colossale forte potenza a circa 144 km. a nord di Cuba avrebbe potuto  fermare questa rivoluzione. Questa fiducia veniva dai successi che avevano avuto nel rimuovere altri governi che sostenevano fossero comunisti. Nel 1953, il governo degli Stati Uniti alleato con le compagnie petrolifere aveva rimosso il Dottor  Mohammad Mossadegh dalla carica di Primo Ministro dell’Iran. Era stato un leader incorruttibile che voleva usare le risorse petrolifere per trasformare il paese elevando il livello di vita della gente. L’anno dopo, nel 1954, la CIA ha organizzato una rivolta contro il presidente del Guatemala, Jacobo Arbenz. Il suo reato era che voleva convincere i grandi proprietari terrieri  a vendere la parte non coltivata delle loro proprietà al governo per distribuirla alle famiglie contadine indigenti. Questo stesso governo statunitense nel 1960 si era alleato con i colonialisti belgi per uccidere il Primo Ministro del Congo, Patrice Lumumba, che voleva l’autodeterminazione per il suo paese.

E’ stato lo spirito di intervento che ha guidato le politiche statunitensi verso Cuba per 55 anni.

Questo sforzo è fallito.

Mercoledì 17 Dicembre 2014, il Presidente Barack Obama ha annunciato la sua decisione di normalizzare le relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba. Per la prima volta in più di mezzo secolo, gli Stati Uniti avranno un’ambasciata all’Avana. Questa è una vittoria    per la Rivoluzione Cubana, per quelli che vogliono la pace del mondo e per coloro che sono stati in trincea lottando per un nuovo ordine sociale. Questa vittoria eccezionale  della Rivoluzione Cubana può essere aggiunta alle altre grandi imprese delle lotte contro lo sfruttamento e il razzismo come, per esempio, l’appoggio al socialismo nelle Americhe e il suo ruolo nelle vittorie contro l’imperialismo in Angola nel 1975 e a Cuito Carnavale nel 1988. Non soltanto i Cubani hanno fatto  enormi  sacrifici in quella importante lotta in Sudafrica, ma negli ultimi 50 anni la leadership cubana è stata in prima linea della lotta per un Nuovo Ordine Economico Internazionale. (NIEO) e ha fornito la necessaria leadership nel G77 (http://it.wikipedia.org/wiki/G77_(politica)). Questa vittoria richiede ora una nuova strategia per guardarsi da nuove forme di sovversione e ad assicurarsi il tipo di visione che sosterrà il consolidamento dei guadagni avuti dall’esperimento cubano. Il consolidamento dell’apertura verso Cuba può dare coraggio a coloro che combattono per l’indipendenza a Porto Rico, a Martinica e negli altri 20 territori coloniali nei Caraibi. Ciò che più conta, questa vittoria avrà  l’effetto di dimostrare in il mondo che è possibile resistere ai Baroni dell’Impero e vincere. Le forze progressiste impareranno la lezione a livello internazionale?

Consolidare la composizione sociale dell’ordine alternativo

Per gli scorsi 55 anni, l’esistenza della Rivoluzione Cubana è stato un simbolo delle lotte contro l’imperialismo. Delle svolte rivoluzionarie avvenute nell’emisfero occidentale – Stati Uniti nel 1776, Haiti nel 1804 e Cuba nel 1959, la Rivoluzione Cubana è stata la più tenace nel portare avanti ostinatamente le richieste di emancipazione umana. I liberali della Rivoluzione del 1776 negli Stati Uniti hanno presto rivelato i loro tratti genocidi nello sterminio dei popoli indigeni e nella brutale schiavitù degli africani. E’ stato il rivoluzionario C.L.R. James che, riflettendo sugli slanci, i salti  e le catastrofi associati al cambiamento rivoluzionario nei Caraibi, ha visto un chiaro collegamento nella ricerca della libertà  da Toussaint  L’Ouverture a Fidel Castro. All’alba del processo cubano, James aveva notato che “quello che aveva avuto luogo nella Santo Domingo francese nel periodo 1792-1802, è riapparso a Cuba nel 1958.”

Mentre le forze imperiali avevano lavorato sodo per 200 anni a far arretrare la rivoluzione Haitiana, il successo dell’imperialismo nell’appoggiare la controrivoluzione era dipeso dal fatto che la Rivoluzione Haitiana non aveva lo spazio di consolidarla. Anche se gli haitiani avevano appoggiato Simon Bolivar e le lotte di indipendenza in America Centrale e in Sudamerica, la crescita del razzismo e lo sciovinismo dividevano i lavoratori poveri delle Americhe, cosicché le forze repressive haitiane  erano sempre in collaborazione con i razzisti e i capitalisti delle Americhe.

La vittoria del processo cubano nel 1959 ha portato con sé le lezioni di Haiti con l’aggiunta della vigilanza delle forze sociali che hanno compreso la necessità di costruire forti basi tra la gente.  I lettori più giovani di questo pezzo avranno bisogno di acquistare di nuovo familiarità con le svolte eccezionali fatte dai cubani nei loro sforzi di costruire un nuovo sistema. Questi sforzi hanno assunto maggiore importanza dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989. All’epoca della Rivoluzione del 1959, i leader cubani hanno cambiato i rapporti di proprietà e hanno nazionalizzato il patrimoni dei capitalisti stranieri e dei grossi proprietari terrieri.

Queste forme di espropriazione dell’alta oligarchia della società cubana, sono state appoggiate perché, nl 1961, la leadership della rivoluzione si era dichiarata a favore  del socialismo. Nell’anno successivo gli Stati Uniti hanno istituito un blocco economico contro Cuba. E’ stato questo clima politico che ha costretto a scegliere sentieri alternativi per l’esperimento cubano, e la leadership ha lavorato duramente per fornire i servizi sociali per la gente. I successi straordinari nelle aree della diffusione dei servizi sociali, come assistenza sanitaria ed educazione, hanno assicurato che il contenuto sociale dell’alternativa venisse riconosciuto dalle organizzazioni internazionali come l’UNDP (Programma di sviluppo delle Nazioni Unite) e dall’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia). Queste trasformazioni dei servizi per l’educazione e l’assistenza sanitaria, sono stati associati al tipo di leadership popolare che può mobilitare una società per scopi difensivi. E’ stato nei casi di difesa della società contro i disastri naturali come gli uragani che è apparsa tutta l’importanza dei comitati per la difesa della rivoluzione.  Questi comitati erano associati a organizzazioni di lavoratori, di studenti, di donne, di artisti, di scrittori e di piccoli imprenditori agricoli. In competizione con questi elementi sociali c’erano gli elementi cubani a cui erano stati espropriati i loro beni e che si erano ritirati in Florida e in altre zone dell’America Latina e che per 50 anni hanno lavorato con la CIA per minare l’esperimento cubano. Nei Caraibi c’erano molti esempi di questa attività controrivoluzionaria e l’abbattimento dell’aereo passeggeri sulle Barbados avvenuto nel 1976 e che ha fatto 76 vittime, ha rivelato l’appoggio degli Stati Uniti al terrorismo nei Caraibi, in America Centrale e in Sudamerica.

Attaccare la Rivoluzione Cubana

La riuscita mobilitazione dei poveri in una società era una minaccia per il capitalismo e l’imperialismo internazionale. Meno di dieci anni dopo la lotta di indipendenza fatta dai cubani nel 1896, lo spazio cubano è stato trasformato in un campo da gioco per i ricchi e i potenti. Dopo le lotte dei cubani per l’indipendenza, nel 1896, gli Stati Uniti avevano ripetutamente occupato Cuba militarmente apparentemente per proteggere gli interessi degli Stati Uniti, per stabilizzare Cuba e dando altre giustificazioni per gli interventi imperiali. Quando gli Stati Uniti sono intervenuti dopo il 1902, il codice di condotta basato sulle  leggi  Jim Crow per il sud è stato introdotto nella società cubana per sfruttare al massimo le persone di discendenza africana che formavano la schiacciante maggioranza della popolazione (http://www.ilpost.it/2012/07/23/cosa-furono-le-leggi-jim-crow).

Dopo la riuscita rimozione della odiata dittatura di Batista nel 1959, sotto la leadership di Fidel Castro, Juan Alemida e Che Guevara (insieme ad altri), i capitalisti statunitensi guidati da fratelli Dulles hanno lavorato in stretta collaborazione con elementi delle grosse aziende, con la mafia, e con svariati dittatori dell’America Centrale, per capovolgere l’esperimento cubano. Con l’amministrazione Eisenhower, quando John Foster Dulles era Segretario di stato americano, suo fratello a capo della CIA, Allen Dulles, ha dato il via a numerosi piani di invasioni e di uccisioni. Il fallimento dell’invasione della Baia dei Porci del 1961 ha dimostrato la forza popolare della rivoluzione cubana, e i capitalisti non hanno mai rinunciato al loro impegno di rimuovere la leadership politica a Cuba. Sotto la direzione di queste forze conservatrici la cospirazione  di questa forze conservatrici ha raggiunto il punto massimo dell’integrazione tra i capitalisti, i servizi segreti e la mafia. Il libro JFK  and the Unspeakable [JFK e ciò che non si può dire] ha documentato la profonda integrazione della cospirazione con le forze anti cubane per eliminare John Fitzgerald Kennedy.

I lettori più giovani di testi sulle lotte per il socialismo in futuro comprenderanno il ruolo di agenti segreti come James Jesus Angleton e l’ossessione del sistema statunitense di rimuovere la leadership politica di Cuba. I servizi segreti statunitensi hanno dato la caccia a Che Guevara e lo hanno ucciso in Bolivia nel 1967 mentre intensificavano i complotti per uccidere Fidel Castro e la Rivoluzione. Nel 2006 un documentario britannico ha rivelato i più che 638 modi che hanno concepito le agenzie negli Stati Uniti per uccidere Fidel Castro. Henry Kissinger, mentre era Segretario di Stato negli anni ’70 ha portato avanti l’ossessione eliminando la rivoluzione dopo l’intervento cubano in Angola del 1975 di respingere la triplice invasione sudafricana. Subito dopo l’intervento cubano, c’è stata un’epidemia inaspettata di febbre Dengue a Cuba. Il  bioterrorismo si è aggiunto all’attacco contro la rivoluzione cubana. Il recente libro, Back Channel to Cuba: The Hidden History of Negotiations between Washington and Havana [Canale secondario per Cuba la storia nascosta dei negoziati tra Washington e l’Avana]diWilliam M. LeoGrande and Peter Kornbluh, ha esaminato  a fondo le macchinazioni di Henry Kissinger per invadere Cuba e distruggere la rivoluzione.

Cuba e il movimento di liberazione nero

“Mi piace dire che abbiamo già solidarizzato con la lotta della gente di colore, delle minoranze,  e di tutti i poveri degli Stati Uniti. Siamo stati sempre solidali con loro e sono sempre stai solidali con noi.” Fidel Castro, 1990.

Questa dichiarazione di Fidel Castro è stato un riconoscimento che uno dei pilastri      della difesa della Rivoluzione Cubana è stato il movimento di liberazione nero negli Stati Uniti. La classe dominante statunitense aveva capito questa realtà, e la lobby anti-castrista molto conservatrice nella Florida meridionale, aveva intensificato la suaopera per rafforzare la rete di razzismo bianco in tutti gli Stati Uniti. Fin dall’inizio della rivoluzione c’erano stati collegamenti palesi e chiari collegamenti  tra il movimento di liberazione nero negli Stati Uniti e la leadership cubana. Ogni rispettabile rivoluzionario del movimento di liberazione nero si era alleato con la rivoluzione, di modo che non è per caso che oggi anche mentre si parla della normalizzazione dei rapporti, i cubani non prenderanno in considerazione le discussioni dei neo-conservatori statunitensi sulla consegna di Assata Shakur, la rivoluzionari nera che ha ricevuto asilo politico a Cuba.

La leadership cubana ha capito molto presto, fin dai primi anni della presidenza di Eisenhower, che il movimento nero forniva una base alle forze progressiste e anti-imperialiste per neutralizzare i drastici piani delle agenzie di spionaggio. Nella sua prima importante visita negli Stati Uniti, Fidel Castro si è recato nel quartiere di Harlem, all’albergo Theresa con l’appoggio di Malcolm X.  Rosemary Mealy, che era una delle principali figure rivoluzionarie di quel periodo, ha documentato questo legame diplomatico e politico tra Malcolm X e Fidel nel libro: Fidel & Malcolm X: Memories of a Meeting[ Fidel e Malcolm X: ricordi di un incontro].

Nel novembre 1964, Che Guevara, Malcolm X and Abdurrahman Babu si sono incontrati a New York ai margini della visita alle Nazioni Unite, per programmare la liberazione del Congo. Quattro mesi dopo Malcolm X è stato assassinato e il sistema statunitense ha intensificato i suoi piani per eliminare Che Guevara.

La base di Fidel ad Harlem e la Comunità Nera sono diventate ancora più palesi dopo il crollo dell’Unione Sovietica, quando Fidel si è recato negli Stati Uniti per Il Vertice del Millennio dell’ONU. All’incontro di Fidel Castro ad Harlem, le file di persone che volevano partecipare si allungavano per chilometri. E’ stato un momento in cui le forze controrivoluzionarie come quelle legate a Posada Carriles (http://it.wikipedia.org/wiki/Luis_Posada_Carriles) e a elementi come Brothers to the Rescue (Fratelli al soccorso), (http://it.wikipedia.org/wiki/Hermanos_al_Rescate),

commettevano atti provocatori per   intrappolare   gli Stati Uniti e Cuba in scontri militari dichiarati e diretti.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://zcomm.org/znet/article/the-cuban-opening-and-the-struggles-for-a-new-social-order

Originale: teleSUR English

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2015 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

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Un commento su “L’apertura verso Cuba e la lotta per un nuovo ordine sociale – Parte prima

  1. attilio cotroneo il said:

    Cuba é stato l’unico baluardo dell’antimperialista nell’America Latina. Questo merito è innegabile ed è stato tenace da parte del popolo cubanp resistere.

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