La polizia è stata creata per controllare i lavoratori e i poveri

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Agenti della Pinkerton scortano crumiri durante gli scioperi del 1884 a Buchel, Ohio, USA. (Fonte Wikipedia)
Agenti della Pinkerton scortano crumiri durante gli scioperi del 1884 a Buchel, Ohio, USA.
(Fonte Wikipedia)

di Sam Mitrani – 1 gennaio 2015

Nella maggior parte delle discussioni liberali sulle recenti uccisioni di neri disarmati da parte della polizia c’è l’idea implicita che la polizia debba proteggere e servire la popolazione. Ciò è, dopotutto, ciò per cui è stata creata. Se soltanto si potessero ristabilire relazioni normali, oneste tra la polizia e la comunità, il problema potrebbe essere risolto. I poveri, in generale, sono più soggetti di ogni altro a essere vittime della criminalità, questo è il ragionamento, e perciò si trovano in una situazione di maggior bisogno, rispetto a chiunque altro, della protezione della polizia. Forse ci sono poche mele marce, ma se soltanto la polizia non fosse così razzista, o non attuasse politiche quali quella dei fermi e delle perquisizioni, o non avesse tanta paura dei neri o sparasse meno contro persone disarmate, potrebbe rendere l’utile servizio di cui tutti abbiamo bisogno.

Questo modo liberale di considerare il problema si basa su un malinteso a proposito delle origini della polizia e di quali siano i fini per cui è stata creata. La polizia non è stata creata per proteggere e servire la popolazione. Non è stata creata per impedire i crimini, almeno non nel senso inteso dalla maggior parte delle persone. E certamente non è stata creata per promuovere la giustizia. E’ stata creata per proteggere dalla minaccia posta dal frutto di tale sistema, la classe operaia, la nuova forma del capitalismo del lavoro salariato emersa dalla metà alla fine del diciannovesimo secolo.

Questo è un modo rude di affermare una verità piena di sfumature, ma a volte le sfumature servono solo a confondere.

Prima del diciannovesimo secolo non c’erano, in nessuna parte del mondo, forze di polizia che riconosceremmo per tali. Nel nord degli Stati Uniti c’era un sistema di poliziotti e sceriffi eletti, molto più responsabili, in modo molto diretto, nei confronti della popolazione di quanto lo sia la polizia odierna. Al sud la cosa più simile a una forza di polizia erano i guardiani di schiavi. Poi, col crescere delle città settentrionali e il loro riempirsi di lavoratori salariati immigrati, separati fisicamente e socialmente dalla classe dominante, l’élite ricca che gestiva le varie amministrazioni comunali assunse centinaia, e poi migliaia, di uomini armati per imporre l’ordine nei nuovi quartieri della classe operaia.

Conflitti di classe turbarono città statunitensi della fine del diciannovesimo secolo, come Chicago che visse grandi scioperi e rivolte nel 1867, 1877, 1886 e 1894. In ciascuna di queste sollevazioni la polizia attaccò i dimostranti con estrema violenza, anche se nel 1877 e nel 1894 fu l’esercito statunitense a svolgere un ruolo maggiore nel reprimere definitivamente la classe operaia. Sulla scia di questi movimenti la polizia si presentò sempre più come una sottile linea blu [thin blue line – espressione colloquiale per indicare le forze dell’ordine – n.d.t.] a protezione della civiltà, intesa come civiltà borghese, dal disordine della classe operaia. Questa ideologia dell’ordine, sviluppatasi alla fine del diciannovesimo secolo, echeggia sino ai giorni nostri, salvo che oggi la minaccia principale è costituita dai poveri neri e latinoamericani, anziché dai lavoratori immigrati.

Naturalmente la classe dominante non ottenne tutto ciò che voleva e dovette cedere su molti punti agli immigrati che cercava di controllare. E’ per questo, ad esempio, che le amministrazioni comunali abbandonarono il tentativo di vietare l’alcool la domenica e assunsero molti agenti di polizia immigrati, specialmente irlandesi. Ma nonostante queste concessioni, gli uomini d’affari si organizzarono per garantirsi che la polizia fosse sempre più isolata dal controllo democratico e crearono proprie gerarchie, sistemi di governo e regole di comportamento. La polizia si distinse sempre più dalla popolazione indossando uniformi, stabilendo regole proprie per le assunzioni, le promozioni e i licenziamenti e lavorando alla creazione di uno spirito unico di corpo, identificandosi con l’ordine. E nonostante le denunce di corruzione e inefficienza, ottenne un sostegno sempre maggiore dalla classe dominante, fino al punto che, per esempio, a Chicago gli uomini d’affari donarono di tasca propria fondi per acquistare fucili, artiglieria, mitragliatrici a canne rotanti, edifici e denaro per creare fondi pensione per la polizia.

Non c’è mai stato un periodo in cui la polizia delle grandi città abbia fatto valere neutralmente “la legge” o sia arrivata in prossimità di tale ideale (quanto a questo, la legge stessa non è mai stata neutrale). Per tutto il diciannovesimo secolo al nord arrestava prevalentemente le persone per “crimini” mal definiti, come comportamento molesto e vagabondaggio. Ciò significava che la polizia poteva arrestare chiunque considerasse una minaccia all’”ordine”. Nel sud post-bellico imponeva la supremazia bianca e in larga misura arrestava i neri su accuse inventate per alimentare i sistemi di lavoro coatto.

La violenza messa in atto dalla polizia e la sua separazione morale da quelli che sorvegliava non furono la conseguenza della brutalità di singoli agenti bensì la conseguenza di attente politiche intese a plasmare la polizia in una forza che poteva usare la violenza per gestire i problemi sociali che accompagnavano lo sviluppo dell’economia del lavoro salariato. Ad esempio nella breve e dura depressione della metà degli anni ’80 del 1800 Chicago era piena di prostitute che lavoravano in strada. Molti poliziotti riconoscevano che queste prostitute erano in generale donne impoverite che cercavano un modo per sopravvivere e agli inizi ne tollerarono il comportamento. Ma la gerarchia della polizia insisteva che gli uomini di pattuglia facessero il loro dovere, indipendentemente dai loro sentimenti, e arrestassero queste donne, infliggessero multe e le cacciassero dalle strade mandandole nei bordelli, dove potevano essere ignorate da alcuni membri dell’élite e controllate da altri. Analogamente, nel 1885, quando Chicago cominciò a sperimentare un’ondata di scioperi, alcuni poliziotti simpatizzarono con gli scioperanti. Ma una volta che la gerarchia poliziesca e il sindaco decisero di sconfiggere gli scioperi, i poliziotti che si rifiutarono di rispettare gli ordini furono licenziati. In questo e in un migliaio di modi simili la polizia fu plasmata in una forza che avrebbe imposto l’ordine alla classe operaia e ai poveri, quali che fossero i sentimenti singoli degli agenti coinvolti.

Anche se alcuni agenti di pattuglia cercavano di essere gentili e altri erano apertamente brutali, la violenza poliziesca degli anni ’80 del 1800 non fu una questione di poche mele marce, né lo è ora.

Molto è cambiato dalla creazione della polizia: in misura più importante, l’afflusso dei neri nelle città settentrionali, il movimento dei neri della metà del ventesimo secolo e la creazione dell’attuale sistema d’incarcerazione di massa, in parte come reazione a tale movimento. Ma questi cambiamenti non hanno determinato una svolta fondamentale nell’attività di controllo. Hanno condotto a nuove politiche mirate a preservare continuità fondamentali. La polizia è stata creata per usare la violenza per conciliare la democrazia elettorale con il capitalismo industriale. Oggi è solo una parte del sistema della “giustizia penale” che continua a svolgere lo stesso ruolo. Il suo compito fondamentale consiste nell’imporre l’ordine a quelli che hanno ragioni maggiori per non sopportare il sistema, quelli che nella nostra società sono in misura sproporzionata neri poveri.

E’ possibile immaginare un sistema democratico di polizia, un sistema in cui i poliziotti siano eletti da quelli che controllano e siano tenuti a rispondere loro. Ma non è questo il sistema che abbiamo. E non è per questo che il sistema attuale è stato creato.

Se c’è una lezione positiva da ricavare dalla storia delle origini della polizia è che quando i lavoratori si sono organizzati, quando hanno rifiutato di sottomettersi o di collaborare e hanno causato problemi alle amministrazioni cittadine, hanno potuto far retrocedere la polizia dalle sue attività più insopportabili. Uccidere singoli agenti di polizia, come successe a Chicago il 3 maggio 1886 e più recentemente a New York il 20 dicembre 2014, ha solo reso più forti quelli che sollecitano una repressione dura, una reazione che già stiamo cominciando a costatare. Ma la resistenza su grande scala potrebbe costringere la polizia a esitare. Questo successe a Chicago nei primi anni ’80 del 1800, quando la polizia si ritirò dal reprimere gli scioperi, assunse agenti immigrati e cercò di ripristinare una certa credibilità presso la classe operaia dopo il suo ruolo nella repressione della ribellione del 1877.

La polizia potrebbe essere respinta di nuovo se continuasse la reazione alle uccisioni di Eric Garner, Michael Brown, Tamir Rice e innumerevoli altri. Se così fosse, sarebbe una vittoria di quelli che oggi si mobilitano e salverebbe delle vite, anche se, fintanto che sopravvivrà questo sistema che necessita della violenza poliziesca per controllare una grande fetta della propria popolazione, qualsiasi cambiamento nella politica poliziesca sarà mirato a tenere più efficacemente al loro posto i poveri.

Non dovremmo attenderci che la polizia sia qualcosa che non è. Da storici dovremmo sapere che le origini contano e la polizia fu creata dalla classe dominante per controllare i lavoratori e i poveri, non per aiutarli. Da allora ha continuato a svolgere tale ruolo.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znetarticle/the-police-were-created-to-control-working-class-and-poor-people

Originale: Labor and Working Class History Association

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2011 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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Un commento su “La polizia è stata creata per controllare i lavoratori e i poveri

  1. attilio cotroneo il said:

    La polizia non riduce i crimini e la detenzione non impedisce la reiterazione dei reati. Nonostante questa evidenza si continua a non comprendere che cultura e integrazione sono le uniche armi per combattere crimine e miseria. E se ci diranno che senza controllo poliziesco e privazione della libertà non avremmo sicurezza si sta solo dicendo una menzogna che serve a curare un sintomo ma non a rimuovere il male che ci affligge.

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