La sinistra occidentale odia i paesi socialisti?

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VltchekPointOfNoReturn

di Andre Vltchek – da Counterpunch 14-16 novembre 2014

Le moltitudini in Europa e in Nord America non vi hanno prestato reale attenzione, non lo hanno notato, ma in tante parti del mondo la sinistra è stata eletta o ha combattuto e vinto rivoluzioni che l’hanno portata al potere. Questo è un mondo totalmente diverso da quello di vent’anni fa; stiamo vivendo tempi sempre più ottimistici, pieni di magnifiche alternative.

Per la prima volta da secoli pare possibile sognare un mondo che non sarà definito dall’imperialismo e dal colonialismo occidentale!

In tanti luoghi il popolo comanda di nuovo nel proprio paese, a testa alta, costruendo le proprie città e villaggi, erigendo torri e ponti, mettendo all’opera potenti turbine, dando luce ai poveri, guarendo gli ammalati e istruendo quelli che sono stati tenuti nelle tenebre, per decenni e secoli, in conseguenza del colonialismo e del feroce capitalismo occidentale.

Interi quartieri moderni ed ecologici stanno crescendo in tutta la Cina; intere città sono costruite, con parchi enormi e spazi pubblici per la ginnastica, con centri di assistenza ai bambini e tutte le strutture moderne, compresi grandi marciapiedi e trasporti pubblici incredibilmente economici e super moderni.

In America Latina ex baraccopoli sono convertite in centri culturali, collegati al resto delle altre aree urbani mediante tram super moderni.

Cuba, nonostante i suoi redditi estremamente bassi (se misurati in dollari), è entrata a far parte del gruppo esclusivo di paesi con un “indice di sviluppo molto alto”, in base ai calcoli dell’UNDP. Quel gruppo comprende anche altri paesi latinoamericani con governi socialisti: Cile e Argentina.

Molte cose che sarebbero state inimmaginabili solo un decennio o due fa, sono oggi considerate normali. Il presidente cileno, Michelle Bachelet, è stata eletta per la seconda volta. Durante la dittatura di Pinochet appoggiata dall’occidente era stata incarcerata e torturata brutalmente. Suo padre, un militare leale ad Allende, era stato assassinato. Alla fine lei è stata esiliata ed è diventata medico nella Germania Orientale. La signora Bachelet oggi governa dallo stesso palazzo – La Moneda – che fu ridotto in cenere dai bombardamenti durante il massacro fascista. Il suo paese, con soli 18 milioni di abitanti, è una centrale intellettuale, così come lo sono Argentina, Brasile e Uruguay. Il Cile non è “soltanto” socialista, ma sta attuando vaste riforme socialiste. Oggi è così ricco che decine di migliaia di europei disoccupati cercano lavoro nelle sue città e nella sua campagna.

In Brasile una signora, ex leader guerrigliera, sta togliendo dalla povertà decine di milioni di persone, trasformando contemporaneamente il suo paese in una delle nazioni più importanti e amate della terra. E’ uno dei pilastri dei BRICS. I suoi intellettuali, registi e scrittori stanno infiammando emozioni e dando vita a sogni di un mondo molto migliore.

E’ tutto interamente mozzafiato, se davvero ci si presta attenzione, se si è lì, se uno si dà realmente da fare per seguire gli eventi!

In  Sudafrica ex baraccopoli disperate sono oggi piene di vita e di speranza e di iniziative, molte collegate mediante moderne linee ferroviarie e di autobus. Hanno stadi, centri commerciali e centri fitness, ospedali e scuole moderne. Secondo diversi metri il Sudafrica socialista è un paese super del primo mondo, ma tuttora con terribili problemi sociali. Ma ogni problema che ha è dibattuto, pubblicamente e onestamente, e migliaia di iniziative impressionanti stanno muovendo in avanti questo fantastico paese. Come ho scritto nel mio recente articolo da là, dal Sudafrica, il continente africano si sta sollevando.

Eritrea, Iran e Corea del Nord si ribellano agli embargo e alle intimidazioni occidentali. I loro popoli lavorano duro per mantenere la propria libertà di progredire a modo loro, senza subire diktat da quelle stesse nazioni che li hanno saccheggiati e umiliati.

E la Russia, la potente Russia un tempo in ginocchio, durante il mostruoso governo del fantoccio filo-occidentale Boris Yeltsin, è oggi di nuovo in sella, schierata al fianco di molte nazioni progressiste di tutto il mondo. Ha rimesso un enorme debito multimiliardario in dollari a Cuba, sta forgiando potenti alleanze con Venezuela, Brasile e altre nazioni di sinistra e, soprattutto, sta finalmente creando una grande alleanza con la Cina.

Il mondo non è mai stato così prossimo a una svolta reale, alla vera libertà.

***

Ma gran parte della sinistra occidentale si rifiuta di riconoscere che questa è una grande occasione per l’umanità.

E’ perché si sente lasciata indietro, umiliata dall’enorme sconfitta sul suo stesso terreno.

E’ perché, nonostante tutta la retorica e la correttezza politica, molti dei suoi membri sono in realtà sciovinisti e persino razzisti. E molti pensatori in Cina, Russia, Africa e America Latina sono realmente consapevoli di questo.

La percezione della sinistra occidentale è che una rivoluzione – una rivoluzione dura e pura – deve sempre provenire dall’Europa o dall’America del Nord. E’ l’occidente che deve liberare i poveri asiatici, latinoamericani e africani.

La rivoluzione cinese è “impura”.  Cosa importa che centinaia di milioni di persone, la maggioranza del paese, stiano oggi mangiando cibo sano e nutriente, vivano in buoni alloggi con servizi di elevata qualità, viaggino su mezzi moderni di trasporto e ricevano un’ottima istruzione? A chi importa? Non è “comunismo vero”, secondo la maggior parte dei guru della sinistra occidentale, o nemmeno socialismo, secondo alcuni!

Solo i pensatori occidentali possono definire cose come “socialismo” o “comunismo”, non gli asiatici e il “socialismo cinese” non significa nulla per loro; è solo una posa, una farsa.

Molti anni fa ho viaggiato in Venezuela con una intellettuale occidentale di grande spicco che stava scrivendo, molto bene devo ammettere, degli eventi che stavano avendo luogo nella Repubblica Bolivarista. Una sera, dopo numerose pinte di birra, abbiamo cominciato a parlare della Cina.

“Odio la Cina”, disse. “Non mi fido dei cinesi.”

Le dissi che avevo viaggiato in tutta la Repubblica Popolare Cinese e che ero estremamente impressionato e convinto che la Cina fosse in realtà un paese socialista di grande successo, persino comunista. Lei cominciò a discutere con me, appassionatamente. Le chiesi se era mai stata in Cina.

Mi rispose, a voce alta e chiaramente: “Non ci andrei mai! Odio quel posto e odio quella gente!”

La sua affermazione mi impressionò: almeno lei era brutalmente onesta e tutto era dichiarato apertamente. Il razzismo contro il popolo cinese è a malapena pronunciato nei circoli “progressisti” occidentali. Esiste, all’interno di tutto quell’insieme di “analisi” prevenute. Ma non è mai ammesso. Tutto è coperto dalla “critica oggettiva”.

Comincia con “ti immagini cosa succederebbe al nostro pianeta se ogni cinese dovesse avere la sua auto e il suo televisore personali, come noi in occidente?” e finisce con “I cinesi sono brutali come noi e hanno le stesse tendenze imperialiste”.

Anche se la trasformazione della Cina in una società socialista della classe media è chiaramente un miracolo (ma più che un miracolo è in realtà la prova della superiorità della pianificazione centrale e della generale eccellenza del sistema) forse il maggior successo sul nostro pianeta negli ultimi cento anni, la sinistra occidentale borbotta commenti sul fatto che quello che è successo in realtà non è puro, che non è realmente comunista, e che, per molti versi, è tutto estremamente sinistro.

E’ perché, dal loro punto di vista, solo ciò che è ideato e messo in atto dall’occidente è meritevole di fiducia. Non lo direbbero mai, ma è ormai così evidente! Tale alterigia è diretta contro le grandi società non occidentali di Cina, Sudafrica o Venezuela! Quel lugubre sarcasmo. Quella totale mancanza di sostegno a paesi che stanno realmente tentando di prendersi cura dei loro popoli!

Per la maggior parte degli intellettuali occidentali un miliardo di vite umane che sono diventate confortevoli e piene di dignità non significa nulla! E’ perché per loro il popolo cinese non significa nulla, come gruppo o come singoli individui.

Invece di parlare con orgoglio e incoraggiamento degli enormi parchi e delle enormi aree verdi delle città cinesi, tutto ciò che è ripetuto all’infinito è l’inquinamento di Pechino o la distruzione di alcuni “hutons”, quei sudici e insalubri alveari in dozzine di famiglie solevano cacare in un unico buco. Quello, agli occhi occidentali, era bello: stereotipo e tipico della Cina “antica”, piena di poveri. D’altro canto queste fiere, moderne torri residenziali di elevata qualità con tutti i loro moderni servizi, che oggi sono la norma in ogni angolo del paese, sono “irritanti”, persino inquietanti. E il fatto che il popolo cinese voglia avere telefoni, abiti buoni, persino automobili è considerato prova di “consumismo” e usato come argomento  per affermare che la Cina non è socialista, non più! Perché per molta della sinistra occidentale, anche se non ha nulla contro il proprio possesso di ville in riva al mare, il mondo non occidentale deve essere puro e povero, funzionare come una sorta di cavia da laboratorio se vuol essere chiamato marxista.

No, compagni! E’ una totale stronzata! Ed è ormai chiaro chi davvero si cura del popolo.

L’obiettivo del socialismo o del comunismo non dogmatico è semplice e chiaro: una vita migliore per il popolo. Città e paesi migliori, minor paura, più cultura, istruzione, dignità e, sì, maggior divertimento!

E questo è chiaramente ciò che la Cina sta ottenendo, così come il Sudafrica, il Venezuela e altri paesi socialisti!

***

Negli ultimi pochi anni è diventato evidente che l’occidente è pronto a distruggere tutto ciò che intralcia il suo cammino verso il totale dominio del pianeta.

Ma improvvisamente quattro paesi potenti si sono rifiutati di tollerare un simile banditismo e sono divenuti decisi a non permettere che si realizza la dittatura globale. Questi paesi sono Cina, Venezuela, Cuba e Russia. Ci sono altri paesi che gradualmente si uniscono a loro, ma questo è il nucleo centrale.

L’occidente ha tentato in molte occasioni di distruggere il Venezuela, apertamente e vergognosamente, mediante colpi di stato orchestrati e finanziando e appoggiando l’”opposizione”; alcuni ritengono anche assassinando il presidente della nazione.

La campagna di fango diretta contro Caracas è diventata epica! Ho girato molti documentari per Telesur e non dimenticherò mai le parole di uno dei suoi amministratori, al picco delle rivolte controrivoluzionarie sponsorizzate dall’occidente: “Stiamo tutti operando sotto la minaccia delle armi!”

Allora era una guerra, e lo è tuttora. E’ una guerra contro il fascismo e a favore dell’umanità. Quelli che non se ne sono resi conto dovrebbero prestare maggiore attenzione.

E in una guerra uno deve scegliere da che parte stare.

I governanti occidentali considerano anche la Cina e la Russia come arci-nemici. Giorno e notte questi due paesi giganteschi e potenti si confrontano con una propaganda maligna, con la diffamazione e con campagne d’odio, provocazioni e attacchi indiretti.

In Asia l’obiettivo dell’Impero consiste nell’isolare la Cina, nel provocarla e sfidarla. L’occidente sta letteralmente piantando una barra di ferro incandescente nella bocca del dragone. E’ qualcosa che tutti sanno nel mondo accademico sia nelle Filippine sia in Giappone, due stati vassalli dell’occidente nella regione. Ma è un fatto pochissimo conosciuto dal pubblico occidentale.

Dunque dov’è la mobilitazione degli intellettuali della sinistra occidentale a sostegno della Cina che è chiaramente minacciata dagli Stati Uniti e dai loro alleati?

Una tale mobilitazione non esiste! Invece alcuni degli intellettuali di sinistra in realtà ripetono, come pappagalli, la maggior parte delle menzogne inventata dai canali mediatici di massa sia in Europa sia in America del Nord. Tutte quelle stupidaggini a proposito delle ambizioni imperialiste della Cina in Asia e in Africa! Se solo si prendessero la briga di parlare con gli africani si sentirebbero dire che la Cina è ammirata e considerata una speranza dalla maggioranza degli africani. Si sentirebbero dire che “il popolo cinese è il primo popolo straniero che tratta gli africani da esseri umani, persino da uguali”, come mi è stato detto ripetutamente in siti di costruzione di infrastrutture in tutta l’Africa Orientale.

Ma la propaganda inventata in centri coloniali quali Londra, Parigi o Berlino, è di fatto digerita e creduta, persino diffusa ulteriormente da molti nei ranghi della sinistra occidentale!  L’occidente ha saccheggiato, violentato e distrutto decine di milioni di vite africane. Ha abbattuto gli africani come animali e li ha trasformati in schiavi. Ha perpetrato innumerevoli genocidi, da quelli in cui morirono dieci milioni di persone durante il regno del re del Belgio Leopoldo II, all’olocausto tedesco contro il popolo nativo namibico o all’attuale foga assassina di otto milioni per assicurare la fornitura di coltan e uranio nella Repubblica Democratica del Congo, usando gli alleati ugandesi e ruandesi e i loro eserciti folli. La Somalia è destabilizzata, il Mali, decine di paesi stanno urlando e affogano nel sangue. Ma “la Cina ha le stesse ambizioni”!

Ma la sinistra occidentale tace o è compiacente. Una grande maggioranza dei suoi membri nemmeno si cura, o ha il coraggio, di recarsi in luoghi in cui la Cina sta facendo un mucchio di bene.

Quando l’aviazione statunitense e giapponese sorvolano quello che la Cina rivendica come proprio territorio, quando sono costruite nuove basi militari a circondare la Repubblica Popolare Cinese, la sinistra occidentale non fa nulla, assolutamente nulla, per appoggiare Pechino!

Ma quando è stata affrontata, diffamata e provocata la Russia, riguardo all’Ucraina e alla Novorussia, in realtà c’è stata una mobilitazione quasi immediata. E’ una cosa buona, molto buona, che ce ne sia stata una. Ma la sinistra occidentale ha immediatamente scelto di sostenere il governo russo, che in realtà non è nemmeno socialista (anche se, per inerzia dai tempi sovietici, sta tuttora facendo grandi cose per le nazioni oppresse dall’imperialismo occidentale)? Perché la Russia e non altri? Perché la Russia ma non dozzine di paesi realmente socialisti che hanno grande necessità di sostegno?

Potrebbe essere perché la Russia è prevalentemente un paese occidentale e “bianco”, mentre Cina, Venezuela, Bolivia, Cuba, Sudafrica o Eritrea non lo sono?

Dovrebbe esserci un serio e onesto esame di coscienza nel rispondere a queste domande. E presto!

***

Oggigiorno pare che la maggior parte degli intellettuali occidentali di sinistra non perseguano nemmeno più il potere. Sono a loro agio nel sentirsi sconfitti e impotenti. Pare che si godano la mancanza di speranza e la depressione. Descrivono costantemente le colpe e i crimini dell’Impero ma non sono disposti ad affrontarli davvero, in qualsiasi modo deciso. Non costruiscono barricate e a malapena si battono intellettualmente.

In realtà va anche peggio di così; c’è un’ostilità aperta e facilmente identificabile della sinistra occidentale nei confronti della maggior parte dei governi di sinistra e antimperialisti di tutto il mondo, si tratti di Cuba, Venezuela, Bolivia, Cina, Corea del Nord, Sudafrica o Eritrea.

Quelli creduti e appoggiati sono solo quelli disgraziati, quelli che hanno già perso. Quella è la compagnia in cui molti intellettuali progressisti occidentali si sentono bene e a proprio agio.

La forza di chi ha combattuto, fieramente, contro il neocolonialismo e il sistema delle multinazionali e che oggi sta effettivamente governando il proprio paese (o almeno alcuni di questi lo fanno) è ridicolizzata, a volte persino demonizzata. Nulla è buono abbastanza e nulla è “sacro” per la sinistra di Parigi, Berlino o Londra; decisamente non Cuba e l’Eritrea, non il Sudafrica o la Cina.

Di nuovo quella ricerca “religiosa” di movimenti, partiti e società ideali!

E’ come infangare la resistenza francese o i partigiani serbi, durante la seconda guerra mondiale, per non essere completamente “democratici” o riguardosi. Ovvio che non lo erano! Perché non c’era tempo per cercare di essere perfetti; non erano privi di difetti, non erano ideologicamente raffinati; stavano combattendo con determinazione una guerra contro un grande male.

La sinistra occidentale gioca sul sicuro quando si tratta di storia mondiale. Alcuni stanno (ormai da decenni) paragonando l’Unione Sovietica alla Germania Nazista, la maggior bomba propagandistica di lavaggio del cervello inventata dai grandi propagandisti dell’Impero! Stanno di fatto parlando proprio di quell’Unione Sovietica che di fatto, quasi da sola, ha sconfitto la Germania nazista al prezzo di più di venti milioni dei suoi uomini; quell’Unione Sovietica che ha contribuito a costruire e istruire paesi di nuova indipendenza in ogni continente. Tali paragoni sono non solo storicamente grotteschi; sono insultanti e vergognosi! Se la sinistra occidentale ha bisogno di paragonare qualcosa al nazismo tedesco dovrebbe usare le monarchie costituzionali europee e le stesse “democrazie”  occidentali, oltre al colonialismo occidentale; tutte queste istituzioni e concetti politico/ideologici hanno distrutto centinaia di milioni di vite in tutti i continenti, per secoli, e fino ai giorni nostri!

***

Gli intellettuali cinesi sono indignati. Ho parlato con alcuni di loro, nel 2013, quando l’Università Tsingua a Pechino ha tenuto un seminario sul mio lavoro.

Tutto ciò che io scrivo è di fatto ben noto in Cina, Sud America e Africa!

L’arroganza e l’atteggiamento di superiorità della sinistra occidentale sono esasperanti e la conseguenza è ci sono pochissime relazioni operative tra i movimenti della sinistra europea/nordamericana e la Repubblica Popolare Cinese. Prevedibilmente, di nuovo, gli europei diranno: “La causa è che la Cina non è abbastanza di sinistra”. Idiozia! Chiedete a Fidel Castro se la Cina è socialista. Chiedetelo al governo del  Venezuela o del Sudafrica.

Il principale problema, in realtà, è che la sinistra occidentale non è sufficientemente internazionalista, o non internazionalista per niente! E per me, e per molti altri compagni di tutto il mondo, l’internazionalismo è l’essenza del vero socialismo.

Per cosa si batte la sinistra europea? Combatte principalmente per i privilegi dei suoi, non per i privilegi di altri popoli del mondo. Non gliene frega nulla di chi in realtà paga per quell’assistenza medica gratuita o istruzione gratuita o per i sussidi che ricevono i coltivatori europei.

Nel corso dell’era coloniale centinaia di milioni di persone distrutte o schiavizzate nelle colonie hanno pagato per quei palazzi, teatri, ferrovie e parchi dell’Europa. In realtà non è cambiato molto, anche a oggi. Contadini rovinati dell’Africa Occidentale stanno morendo in modo che i contadini francesi possano ottenere i loro sussidi e guidare BMW e altre auto di lusso per produrre o non produrre, a seconda dell’anno. Centinaia di milioni di persone indigenti, sovraccariche di lavoro nelle neo-colonie, senza alcuna assicurazione sanitaria, pagano per i vecchi dell’Europa affinché possano avere cliniche, ospedali, circoli sociali gratuiti.

E la “sinistra” occidentale si sta battendo per altri privilegi per gli europei. La Cina non significa nulla per essa. La Cina o il Vietnam … Solo alcune fastidiose nazioni asiatiche che stanno “rubando il ‘loro’ lavoro”! Cinesi e vietnamiti sono solo moltitudini e sono non-persone.

Mentre la Cina sta reintroducendo l’assistenza sanitaria gratuita, la paga con il lavoro del proprio popolo. E ovviamente fanno lo stesso Cuba, Venezuela, Cile, Argentina e Sudafrica.

***

La sinistra occidentale è narcisista, indisciplinata e arrogante, piena di sé e moralmente defunta. E’ per questo che ha perduto. E’ per questo che non fa scintille. E’ per questo che non ispira la gente.

E meno gente ispira, più diventa aspra, più feroce.

Attacca l’Unione Sovietica (post mortem), attacca la Cina e si sta bevendo ancora un altro scoop della propaganda occidentale, che i Khmer Rossi erano forze comuniste genocide, non una banca di desperados rurali folli saliti al potere dopo bombardamenti a tappeto statunitensi assassini della campagna cambogiana. Attacca Cuba e il Venezuela perché sono “non democratici” e con coerenza imperdonabile e rivoltante attacca il Sudafrica.

E persino quando la Cina combatte la malaria in Africa e costruisce scuole e ospedali, quando difende dalla totale distruzione minuscole nazioni dell’Oceania, a causa dell’aumento del livello dell’oceano, costruendo dighe marine e piantando mangrovie (ho visto tutto questo con i miei occhi, avendo vissuto sia in Oceania sia in Africa), è ancora sbagliato, perché il mondo intero deve essere merda, solo perché lo sono l’occidente e le sue politiche! Questo nichilismo è rivoltante, è disfattista e sta avendo un effetto indegno persino sulla gente dello stesso occidente.

Si deve concludere, scandalizzati, che la maggior parte di quel che resta della sinistra occidentale è di fatto nemico della sinistra!

In conseguenza i popoli  dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa sta molto meglio in compagnia tra loro che dell’ala progressista dei suoi ex colonizzatori e stanno sempre più cercando e trovando ispirazione gli uni negli altri.

***

Anche la Russia si è unita, a modo suo. Più si è, meglio si sta.

Quasi due miliardi di persone vivono oggi nelle loro patrie socialiste, o le stanno costruendo. Ciascun paese è diverso in termini di cultura e modelli politici. Nemmeno una sola nazione appartenente a questo gruppo è perfetta, ma stanno tutte tentando di costruire un futuro molto migliore per i propri cittadini, e stanno combattendo l’imperialismo e il fascismo occidentali, da secoli ormai davvero l’unica vera minaccia alla sopravvivenza della razza umana!

Il mondo è oggi pieno di speranza e ottimismo. Le gru stanno aiutando e costruire e le turbine ronzano, nuove stazioni televisive e pubblicazioni stanno ispirando miliardi a rifiutare e combattere la vecchia propaganda colonialista.

Sarà un buon mondo nel futuro prevedibile. Forse dopo alcune battaglie, ma lo sarà.

Invece di predicare, la sinistra occidentale dovrebbe ammettere di aver fallito, assieme a quell’aggressiva cultura occidentale un tempo descritta dal grande psichiatra svizzero Carl Jung come una patologia, una cultura che ha schiavizzato il mondo per secoli.

Poi la sinistra occidentale dovrebbe andare a imparare dai paesi dove il popolo ha vinto, paesi che stanno combattendo per la sopravvivenza dell’umanità!

 

Andre Vltchek è un romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Si è occupato di guerre e conflitti in dozzine di paesi. La sua discussione con Noam Chomsky ‘On Western Terrorism[A proposito del terrorismo occidentale] sta andando ora in stampa. Il suo romanzo politico, acclamato dalla critica, ‘Point of No Return’[Punto di non ritorno] è ora riedito e disponibile. Oceania è il suo libro sull’imperialismo occidentale nel sud del Pacifico. Il suo libro provocatorio sull’Indonesia post-Suharto e sul modello fondamentalista del mercato è intitolato “Indonesia  – The Archipelago of Fear” [Indonesia – l’arcipelago della paura]. Ha appena completato il documentario Rwanda Gambit[Gambetto ruandese] sulla storia del Ruanda e sul saccheggio della Repubblica Democratica del Congo. Dopo aver vissuto per molti anni in America Latina e in Oceania, Vltchek attuale risiede e lavora in Asia Orientale e in Africa. Può essere raggiunto attraverso il suo sito web o al suo indirizzo Twitter.

 

Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: Counterpunch

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

 

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One thought on “La sinistra occidentale odia i paesi socialisti?

  1. attilio cotroneo il said:

    Al di là di quello che si possa pensare dei paesi BRICS e del loro controllo ambientale della crescita ecobomiva di questi ultimi anni, della Cina e del suo modello capitalistico di Stato e del mancato rispetto dei diritti umani che condivide con la Russia o L’Iran, al di là delle difficoltà che affrontano molti paesi dell’America Latina i cui leaders non sempre fanno ciò che promettono, non si può non ammettere che si stia creando un modello alternativo a quello occidentale euro-americano. Una caratteristica rende un potere con buone intenzioni da provvisorio per necessità a permanente per bramosia: la voglia di centralizzazione e controllo che oligarchizza la burocrazia di uno stato socialista rendendola un modello lontano per una sinistra antiautoritaria, autogestionaria, libertaria. Un modello che è criticato perché percorre una via che ha fallito anche per le proprie contraddizioni interne.