Quando l’acqua è una merce anzichè un diritto umano

Print Friendly

water and sewer

di Pete Dolack – 17 agosto 2014

Il taglio dell’acqua a migliaia di residenti a Detroit, la proposta privatizzazione dei servizi idrici e la deviazione delle entrate del sistema a banche sono possibili perché la necessità umana più elementare, l’acqua, sta diventando null’altro che una merce.

La potenziale vendita del Dipartimento Idrico e Fognario di Detroit è un altro sviluppo dell’idea che l’acqua, come ogni merce, esiste per produrre profitti privati piuttosto che essere una necessità pubblica. E se il saccheggio da parte dell’industria deve essere il principio guida, allora quelli considerati più facili da vessare dovranno sopportare il fardello.

Così 17.000 residenti di Detroit si sono visti tagliare l’acqua – indipendentemente dalla capacità di pagarla – mentre grandi utenti industriali non hanno subito alcun taglio. Il Dipartimento Idrico e Fognario di Detroit ha avviato la sua politica di tagli in marzo, con l’obiettivo di tagliare l’acqua a 3.000 utenze la settimana. I resistenti possono essere esclusi dalla fornitura per morosità anche di soli 150 dollari. Sono due mesi di una bolletta media.

Le tariffe dell’acqua a Detroit sono più che raddoppiate nello scorso decennio, secondo il Left Labor Reporter, e in giugno è stato un aumento di un altro 8,7%. Tuttavia solo a luglio, mesi dopo che era iniziato il taglio dell’acqua ai residenti, il Dipartimento Idrico ha annunciato che avrebbe inviato notifiche alle aziende morose. Non ci sono notizie, tuttavia, che a qualche azienda sia stata tagliata l’acqua.

Quasi metà dei pagamenti dell’acqua in arretrato è dovuta da clienti commerciali e industriali. Quaranta contravventori, secondo il dipartimento, hanno conti in arretrato che vanno da circa 35.000 dollari a più di 430.000 dollari. Si dice che un campo da golf sia debitore di centinaia di migliaia di dollari.

La stessa settimana in cui sono cominciati i tagli dell’acqua residenziale, l’Amministratore Emergenziale di Detroit, Kevy Orr, ha messo in vendita il dipartimento dell’acqua. Il dipartimento incassa circa 1 miliardo di dollari di entrate l’anno, riferisce il The Wall Street Journal, e incassa più entrate di quanto spenda. Il sistema sarebbe potenzialmente un patrimonio prezioso per una delle imprese multinazionali che hanno rilevato sistemi dell’acqua in tutto il mondo, prevalentemente con scontento delle amministrazioni e degli utenti locali.

Invertire la privatizzazione dell’acqua

Se l’Amministratore Emergenziale Orr riuscirà a vendere il sistema idrico di Detroit, andrà controtendenza. Dozzine di città in Francia e in Germania hanno invertito le loro precedenti privatizzazioni e si stanno riprendendo i loro sistemi idrici dopo aver rilevato la normalità post privatizzazione è stata prezzi più alti e servizi ridotti. I prezzi francesi dell’acqua privata sono in media del 31 per cento più elevati di quelli dell’acqua pubblica. Cinque cittadine della Pennsylvania che hanno privatizzato la loro acqua hanno visto le tariffe aumentare in media di più del triplo.

Quella differenza di tariffe non dovrebbe sorprendere: un’amministrazione non ha necessità di generare profitti come un’impresa. Una società dell’acqua, come ogni altra impresa capitalista, deve generare vasti profitti per i suoi investitori ed enormi premi ai propri dirigenti, e così deve ricavare più soldi dalla sua proprietà.

Se il sistema dell’acqua sarà privatizzato, il bilancio della città di Detroit avrà un incremento una tantum, ma sacrificherà le entrate future e perderà il controllo di un bene pubblico costruito con fondi pubblici. Né c’è alcuna garanzia che sarà venduto al valore di mercato. Un’azienda sottovalutata produrrà profitti più rapidi per qualsiasi società dell’acqua vi metta le mani sopra e tutti gli incentivi sono a favore del suo acquisto al prezzo più basso possibile.

Le banche, comunque, hanno già incassato grandi profitti dall’infrastruttura di Detroit. Si ritiene che il dipartimento dell’acqua abbia pagato alle banche penali per 537 milioni di dollari per sottrarsi ai propri contratti derivati su interessi e sul rischio di insolvenza. Invece di collocare obbligazioni semplici – che pagano ai detentori un determinato importo a determinate scadenze – Detroit (come molte amministrazioni municipali) è finita invischiata in vari derivati finanziari complicati stratificati sulle sue obbligazioni.

Le banche d’investimento hanno venduto alle amministrazioni locali contratti su tassi d’interessi come forma d’assicurazione con un margine contro l’aumento dei tassi. Ma se i tassi d’interesse scendevano – com’è successo – allora le amministrazioni si sarebbero trovate nei guai per vaste somme di denaro. (Che i tassi scendessero era prevedibile; le banche centrali tagliano i tassi di routine nel corso delle recessioni). A causa di forme d’ingegneria finanziaria falsamente collocate come “assicurazioni”, scrive il Financial Times, Detroit dovrà pagare 2,7 miliardi di dollari per rimborsare 1,4 miliardi di dollari di prestiti; questo totale comprende 502 milioni di dollari di pagamenti per interessi e 770 milioni di dollari come costo dei derivati.

I 537 milioni di dollari pagati alle banche dal dipartimento dell’acqua di Detroit per sottrarsi a continui pagamenti extra per coprire i contratti derivati sono più di quattro volte il totale delle bollette non pagate, residenziali e commerciali, alla data di avvio dei tagli in marzo.

Non così veloci nel contestare le banche

Tuttavia non sembrano esserci tentativi di recuperare nessuna di quelle penali o di indagare se ci sia stata qualche illegalità nei contratti. Curt Guyette, scrivendo per una pubblicazione alternativa di Detroit, Metro Timesha detto:

“Considerato che l’ex sindaco Kwame Kilpatrick, che adesso sta scontando una pena di decenni in un carcere federale per aver gestito la città come se fosse un’impresa criminale quando questi contratti sono crollati, [era allora in carica] non sembra irragionevole almeno sospettare che qualcosa di oscuro possa essere successo.

Ciò nonostante, Orr e la squadra legale [dello studio industriale] Jones Day – di cui Orr era un ex socio e che ha come clienti sia la Bank of America sia una divisione dell’UBS – come segnala la denuncia [presentata da attivisti della comunità presso un tribunale federale] “non ha indagato la cattiva amministrazione o preso misure per recuperare una qualche parte dei 537 milioni di dollari di  penali sospette per risoluzione anticipata pagati alle banche’”.

Sia la Bank of America sia l’UBS hanno tratto enormi profitti dai contratti derivati sugli interessi. L’Amministratore Emergenziale Orr non pare tuttavia particolarmente interessato al processo democratico. Sta andando avanti con un piano separato per privatizzare il dipartimento dei parcheggi di Detroit, nonostante il consiglio comunale abbia votato contro di esso con 6 voti contro 2. La Detroit Free Press riferisce che il sistema dei parcheggi genera 23 milioni di dollari di entrate con soli 11 milioni di dollari di spese. Sarebbe un altro flusso di entrate che lascia le mani pubbliche, e le stesse necessità di un proprietario privato di generare profitto ci sarebbe da aspettarsi condurrebbero agli stessi risultati  cui hanno portato le privatizzazioni dei sistemi dell’acqua e di altri servizi pubblici.

La gente di Detroit sta contrattaccando, mediante dimostrazioni, cause legali, appelli alle Nazioni Unite e bloccando fisicamente le squadre assegnate al taglio dell’acqua. L’acqua è anche ripristinata senza chiedere il permesso delle autorità. Gli attivisti chiedono l’immediata ripresa dei servizi idrici per tutti e di rendere l’acqua accessibile. La Moratoria del Debito di Detroit, ad esempio, sta chiedendo che alle bollette dell’acqua sia imposto un tetto pari al due per cento del reddito delle famiglie.

Questi sforzi hanno prodotto qualche frutto visto che l’Amministratore Emergenziale Orr ha emesso a fine luglio un’ordinanza che passa al sindaco Mike Duggan il controllo amministrativo sul dipartimento dell’acqua.  Il dipartimento ha successivamente dichiarato una moratoria dei tagli dell’acqua fino al 25 agosto.

Una merce è di proprietà privata a fini di profitto, indipendentemente dai bisogni umani; che la merce sia qualcosa di così necessario come l’acqua non cambia che una merce va a quelli in grado di pagarla di più. Il mercato decide chi riceve cosa, o addirittura se la riceve, e il mercato è semplicemente l’interesse aggregato degli industriali e finanzieri più potenti. L’agonia di Detroit è la logica conclusione della riduzione delle decisioni sociali ed economiche a forze di mercato. A Detroit è semplicemente capitato di essere la prima ad arrivarci.

Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://zcomm.org/zcommentary/when-water-is-a-commodity-instead-of-a-human-right/

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

Comments

comments

Powered by Facebook Comments

Precedente Israele è un male per gli ebrei - Parte 2 Successivo Gli Stati Uniti , la NATO e la distruzione della Libia

Un commento su “Quando l’acqua è una merce anzichè un diritto umano

  1. attilio cotroneo il said:

    Quello che sta accadendo in città come Detroit é un laboratorio per esperimenti sociali atti a mostrare la capacità di tolleranza di una data popolazione alla distruzione dei diritti e dallo stato sociale. Presto governi di interi paesi verranno privatizzati uccidendo lavoro

I commenti sono chiusi.