La CNN: i palestinesi vogliono morire

Redazione 14 luglio 2014 1
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La CNN: i palestinesi vogliono morire

Di David Swanson

12 luglio 2014

Durante l’assalto più recente a Gaza, giovedì (10 luglio, n.d.t.) Israele aveva già ucciso 69 palestinesi tra i quali 22 bambini e 13 donne, aveva ferito 469 persone tra i quali 166 bambini e 85 donne, e aveva distrutto 70 case. Da allora quelle cifre sono aumentate in modo significativo.

In questo video *apparso giovedì sulla CNN, Jake Tappwer intervista Diana Buttu, un ex consigliera dell’OLP. Dopo non essere riuscita a convincerla della completa innocenza di Israele, le dice che Hama sta dando istruzioni  alle donne e ai bambini perché restino nelle loro case a morire mentre Israele le bombarda. La Buttu replica esprimendo il dubbio sul fatto che le persone vogliano morire. Oh, no, dice Tapper: i palestinesi vivono nella cultura del martirio; vogliono morire.

William Westmoreland una volta ha osservato, riguardo al Vietnam, dove gli Stati Uniti hanno ucciso 4milioni di uomini, donne, bambini e  neonati: “Gli orientali non danno lo stesso grande valore alla vita come fanno gli occidentali. C’è così tanta abbondanza di vita. La vita costa poco in Oriente.”

Banastre Tarleton è intervenuta  in Parlamento e ha difeso la tratta degli schiavi per  il motivo che gli Africani non facevano obiezioni a diventare schiavi.

Il Presidente William McKinley ha detto che i piccoli filippini di colore  erano grati del fatto di essere conquistati e dominati.

L’opinione in base alla quale le persone alle quali si fa violenza non si dispiacciono, ha una lunga storia che viene usata per distrarre dal male che si compie.

Altrettanto potente, se non ancora di più, è l’opinione che non venga fatto alcun male.

Diane Sawyer, di ABC News, ha detto ai suoi spettatori che le scene di distruzione a Gaza si svolgevano in realtà a Israele, e in seguito è stata costretta a chiedere scusa, ma non ha fatto notare che le scene come quelle che aveva mostrato non esistevano a Israele, lasciando invece l’impressione che un semplice errore aveva scambiato     scene simili in un paese invece che in un altro.

I sondaggi hanno dimostrato che la gente negli Stati Uniti crede che l’Iraq abbia tratto dei benefici dalla guerra che lo ha distrutto e che gli iracheni siano grati, mentre gli Stati Uniti hanno sofferto.

Se le persone non possono essere rappresentate come cattive, perché ne vediamo le immagini, e hanno 3 anni e gli arti gli sono stati strappati, e se la nostra crudeltà non può essere rappresentata come se servisse al loro ben, allora quella crudeltà deve essere negata.  Dobbiamo distogliere completamente lo sguardo o capovolgere i fatti. Oppure si deve dare la colpa di tutto a qualcun altro, dare la colpa ad Israele per essersi fatta un po’trasportare dopo così tanti anni di sofferenza innocente.

Ma le forze armate israeliane stanno bombardando i quartieri di  civili a Gaza occupata proprio con miliardi di dollari di armamenti forniti gratuitamente dai contribuenti degli Stati Uniti. L’occupazione che continua è alla radice della crisi, ma questa nuova svolta verso una violenza su vasta scala è stata prodotta da un imbroglio. Il governo israeliano ha appreso che tre israeliani erano stati uccisi, ha incolpato falsamente Hamas e falsamente ha dichiarato di credere che i tre giovani potrebbero essere ancora vivi. Questa falsità è stata usata per giustificare un’operazione denominata ‘cerca e salva’ che ha fatto numerosi morti e che ha provocato l’arresto di centinaia di persone.

La violenza su piccola scala da parte dei palestinesi non è giustificata dalla continua brutalità di Israele. E’ profondamente immorale e anche assurdamente controproducente. Ma se le uccisioni individuali  hanno giustificato le uccisioni di  massa della guerra, gli Stati Uniti dovrebbero dare inizio a una guerra totale contro se stessi ogni giorno dell’anno. E sono gli armamenti degli Stati Uniti, forniti sotto l’eufemismo di “aiuti”, che stanno polverizzando le case della gente di Gaza.

L’organizzazione  Jewish Voice for Peace (la Voce ebrea per la pace) dice, in una lettera aperta che anche voi potete firmare: **

“In questo tempo di tremenda sofferenza e paura, da Gerusalemme a Gaza, e da Hebron a Be’er Sheva, riaffermiamo che tutti i palestinesi e gli israeliani meritano la sicurezza, la giustizia, e l’uguaglianza, e noi piangiamo tutti coloro che sono morti.

“Il nostro impegno irremovibile per la libertà e la giustizia per tutti, ci costringe a riconoscere che questa violenza è ricaduta in modo schiacciante sui palestinesi, e ci costringe ad affermare che questa violenza ha una alla radice causa : l’occupazione illegale di Israele.

“Siamo uniti nella convinzione che:

“Deve finire la negazione dei diritti umani ai palestinesi.

Devono finire gli insediamenti illegali.

Devono finire i bombardamenti contro i civili.

Deve finire l’uccisione dei bambini.

Si deve smettere di dare valore alla vita degli ebrei a spese degli altri.

“Soltanto accettando l’uguaglianza per tutti i popoli questo terribile spargimento di sangue può finire.”

David Swanson vuole che dichiariate la pace su: http://WorldBeyondWar.org.

Il suo nuovo libro è: War No More: The Case for Abolition. [Non più guerra; il motivo per abolirla].

Il suo sito di blog è http://davidswanson.org e http://warisacrime.org

Swanson lavora per: http://rootsaction.org.

Conduce Talk Nation Radio. Seguitelo su Twitter: @davidcnswanson

e su  FaceBook.

*https://www.youtube.com/watch?v=EhB6OIptvxY

**http://org.salsalabs.com/o/301/p/dia/action3/common/public/?action_KEY=16061&track=RootsAction

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://zcomm.org/znetarticle/cnn-palestinians-want-to-die

Originale : Warisacrime.org

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0macchina

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 14 luglio 2014 alle 17:21 - Reply

    La domanda da porsi non é se Israele voglia eliminare tutti i palestinesi o i leaders di Hamas ma se abbia scientemente pianificato di ripulire quella che considera una discarica di casa propria periodicamente, con micidiale calcolo.

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