Devi soltanto trovarti un lavoro!

Redazione 28 giugno 2014 1
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Disoccupazione-famiglie-e-poverta-cosa-e-cambiato-in-peggio-negli-ultimi-dieci-anni_h_partbDevi soltanto trovarti un lavoro!

Di Daniël de Klerk

26 giugno 2014

Ci sono molti problemi nel mondo che richiedono una seria attenzione. Sia che si tratti di razzismo, di sessismo, di classismo o della povertà  sfortunatamente  quasi perpetua. Qualcosa che esiste come risultato di così tante cose diverse e che è sostenuta da molti diversi meccanismi come conseguenze sia intenzionali che non intenzionali delle nostre strutture socio-economiche. E siano fortunati che  la gente faccia realmente attenzione a questi problemi e chieda una soluzione. Anche se non tutte le soluzioni date sono uguali, proprio il fatto che queste cose vengano discusse, è  segno di progresso.

Ho parlato, ho discusso e sono stato sia collegato che non collegato con poche persone molto diverse. So che non condividiamo tutti le stesse idee e opinioni, grazie a dio, per questo, altrimenti la vita sarebbe noiosa. Tuttavia, comunque mi turba  molto quando devo affrontare l’ignoranza o perfino la cattiveria di alcune persone quando riguardano alcuni argomenti, specialmente quando implicano la povertà e l’uguaglianza economica. In molti  modi questo bisogna aspettarselo da particolari ali politiche la cui premessa è basata sulla perpetuazione di certe strutture esistenti e che di conseguenza tendono a ignorarne o a trascurarne  le conseguenze.  Tuttavia tra tutti gli argomenti portati a sfavore dell’affrontare certi problemi, l’unico che  toccava  la nota sbagliata  a così tanti livelli  del mio essere è quella  che contiene la frase ‘Devi soltanto trovarti un lavoro’.

Sì, bisogna soltanto trovarsi un lavoro, se i poveri e coloro che vengono privati del diritto di voto, che spendono quasi tutto quello che ottengono soltanto per i loro bisogni essenziali, e che devono affrontare le molte conseguenze sociali della povertà (violenza, tensione, crimine) soltanto  trovassero un lavoro, sarebbe tutto risolto.  Se i molti poveri che lavorano in questo mondo si limitassero a ‘lavorare più duramente’, otterrebbero un lavoro migliore e allora ogni cosa sarebbe risolta. Infatti apparentemente l’unica cosa che impedirebbe alla gente di non essere poveri è un lavoro.  E se lo hanno già, devono smettere di lamentarsi e ottenere un impiego migliore o tenere quello che hanno.  Avrete dei punti premio se suggerirete che dovrebbero vivere con i loro mezzi.

Non lo capisco proprio: non riesco a capire il livello di ignoranza o di cattiveria che ci vogliono per dire qualcosa del genere. Nelle parole di Oscar Wilde: “Raccomandare il risparmio ai poveri è sia grottesco che offensivo. E’ come se si consigliasse a un uomo che sta morendo di fame, di mangiare meno. ”Perché quindi non ottengono un lavoro? Beh, forse perché non ci sono lavori, forse perché il nostro sistema impone restrizioni e limitazioni dovute  al diritto di proprietà,   all’istruzione, e a semplici limitazioni sistematiche che sono conseguenza del modo in cui funziona il capitalismo. Quando non si possiede tanto e si spende tutto quello che si ha per i bisogni essenziali, probabilmente non si ha tempo di trovare un lavoro migliore, i propri figli non ottengono un’istruzione migliore perché sono stati educati in un ambiente che impedisce loro di averla. Dato che l’instabilità nelle loro vite stimolerà un comportamento che può distoglierli dall’essere bravi a scuola (un sistema che  di proposito funziona per condizionare la società tramite l’imposizione di una data serie di standard richiesti come mezzo per elevarsi e che limitano le persone che vanno fuori da quella stretta linea), spesso queste scuole non ricevono i finanziamenti o altri sostegni di cui avrebbero bisogno per affrontare anche questo problema. Forse la loro coesione familiare e la loro salute risentono della loro condizione. Forse le persone che hanno la responsabilità di assumerle avrebbero dei pregiudizi verso di loro, a causa del loro status sociale, limitandoli ulteriormente. Forse il loro stato di povertà ha già influenzato il loro  comportamento a un punto tale che possono pensare soltanto in termini di riuscire a tirare avanti per un altro mese, e qualsiasi altra ambizione che potrebbe mettere a repentaglio il loro benessere, viene repressa.

Il numero delle ragioni di questo equivale al numero dei poveri, spesso c’è una combinazione  di molteplici fattori che aiuta a creare queste condizioni. E’ il Ciclo della povertà.

E sono stanco di ripetermi all’infinito con queste persone: che non esistiamo in un vuoto e così molte cose (indipendentemente dal fatto che vorremmo che le cose fossero diverse) non sono conseguenza soltanto delle nostre scelte e azioni. La ‘responsabilità personale’ arriva soltanto  fino al punto in cui siamo davvero vicini al raggiungimento realistico  dei nostri sogni. Altrimenti serve soltanto come mantra di auto giustificazione, in modo che coloro che appoggiano questo sistema possano trascurarne le conseguenze negative anche se esso crea le strutture e gli ambienti che non soltanto causano la povertà, ma aiutano a mantenerla.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://zcomm.org/znetarticle/just-get-a-job

Originale: IOPS

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 28 giugno 2014 alle 08:14 - Reply

    Per trovare soluzioni ci sono molte strade e chi vuole percorrerne una a nome di tutti deve avere fiducia avendo l’onere di dimostrarne la logica. Ma il problema non é tanto questo quanto svelare i trucchi che stanno sotto le cause e gli effetti. Una classe politica qualunque manipola quando rigira la frittata sugli effetti e non approfondisce le cause evidenti. Questo gioco perverso richiede una popolazione impreparata e quindi si crea una situazione che somiglia a una stanza buia dove qualcuno ti parla della assenza di luce e non del modo di accenderla, facendoti vagare e implorare aiuto mentre ti tranquillizza.

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