Vergognosa, codarda arte europea

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I poveri soffrano

di Andre Vltchek – 21-23 marzo 2014

Ho cercato il dolore e non l’ho trovato.

In quelle enormi sale del Louvre ho cercato ricordi dell’agonia del popolo dei Caraibi, di isole come Grenada, dove la popolazione nativa è stata interamente sterminata durante il massacro coloniale francese. Ho cercato almeno una lacrima, un gemito, una tela satura di tristezza e di rimorso. Ho cercato confessioni.

Ma non né ho trovata nessuna.

Cercavo di cogliere una traccia delle espressioni disperate, terrorizzate delle donne nordafricane, trascinate in qualche stanza vuota e violentate brutalmente dai soldati francesi. Cercavo quadri che mostrassero la tortura di patrioti vietnamiti e la loro esecuzione mediante decapitazione, per nient’altro che aver combattuto per la libertà e per la loro madrepatria contro l’orrendo dominio coloniale francese.

No, non ho trovato nulla, nulla del tutto al Louvre, o in uno qualsiasi dei maggiori musei francesi.

Ho sostato davanti a opere d’arte religiosa grottesche, nauseanti e fredde, piene di bambini Gesù perversi, dall’aspetto adulto, o rappresentanti dei santi con daghe che uscivano grottescamente loro fuor dalla testa.Era prevalentemente un kitsch totale, creato su ordinazione della Chiesa cristiana, un’entità religiosa moralmente corrotta, responsabile dello sterminio di intere nazioni, di intere razze, in tutto il mondo!

Non sono riuscito a trovare dipinti che rappresentassero il popolo distrutto di Rapa Nui; nessuna uccisione di asiatici del sud-est, africani o isolani dell’Atlantico o del Pacifico.

Ho cercato e cercato, per anni, durante le mie visite sempre meno numerose a quel continente vecchio e malato, responsabile di dozzine di olocausti fondamentalmente in tutti i continenti della terra.

Poi, un giorno, recentemente, mentre presentavo il mio documentario (sulla tirannia sostenuta dall’occidente in Indonesia) presso il SOAS a Londra, ho chiesto a mia madre, una pittrice e fumettista famosa, di unirsi a me e di cercare ancora un po’, giusto nel caso che mi fossi perso, o avessi trascurato, qualcosa di significativo.

H. Cartier Bresson

H. Cartier Bresson

***

Abbiamo trascorso giorni, a girare in lungo e in largo per numerosi grandi musei di Parigi, ma non vi abbiamo trovato nulla, nulla al Louvre.

In precedenza non avevamo trovato nulla alla Galleria Statale di Stoccarda.

E io non ho trovato nulla alla Royal Academy of Art di Londra o al National Maritime Museum o al National Art Museum di Londra.

Nessuna giustificazione, nessuna scusa, nemmeno un segno di rimorso. Non ho trovato nessun esame di coscienza. Nemmeno un enorme, dritto, urlante punto di domanda.

Indottrinata, corrotta e arrogante, l’arte europea si è esibita orgogliosa e impenitente, non commossa dalla sofferenza di quelle centinaia di milioni di persone che hanno perso la vita per mano dei patroni e dei finanziatori della maggior parte degli artisti nei secoli: la Chiesa cristiana e la dirigenza politica ed economica europea.

Non ci sono state opere d’arte che abbiano rappresentato la tortura e l’umiliazione di intere nazioni; la scomparsa di numerose grandi civiltà in America Latina … così come non sono risultate esserci tele che illustrassero interi villaggi ucraini ridotti in cenere durante la seconda guerra mondiale, o il bombardamento brutale di Leningrado o gli esperimenti medici condotti da nazisti tedeschi su esseri umani. Da nessuna parte erano rintracciabili enormi tele che mostrassero l’olocausto del popolo Herero, di quella che oggi è la Namibia.

Arte sovietica alla Tate Modern a Londra

Arte sovietica alla Tate Modern a Londra

Non sto esagerando; ho cercato onestamente ma non ho trovato nulla di remotamente accusatorio, indignato o furioso per il tormento inflitto dall’occidente al mondo e andato avanti per secoli, persino millenni …

Non ho trovato nulla di valoroso o coraggioso e nulla di rivoluzionario, di qualsiasi genere, nelle gallerie di Stoccarda o nei musei, nelle mostre e gallerie di Parigi e Londra.

Non ho trovato alcun j’accuse. Nessun urlo e nessuna agonia, nessun suggerimento che l’occidente dovrebbe essere chiamato a rispondere di tutti quei crimini che ha commesso. In tutti quei “templi della cultura” europei, tutta la colpa è messa al bando, tutto il terrore imposto al mondo da Washington, Londra o Parigi, era completamente ignorato.

Accozzaglia perfetta alla National Gallery di Londra

Accozzaglia perfetta alla National Gallery di Londra

Non mi sono trovato di fronte ad alcuna immagine dell’impatto dei bombardamenti a tappeto sui villaggi vietnamiti e a nessuna immagine che rappresentasse lo stupro di Algeri. Non ho visto nemmeno la sofferenza del popolo palestine – nessuna opera d’arte che lo rappresentasse – o quella recente, totale e molto ben documentata distruzione di paesi come la Libia o la Siria o la Repubblica Democratica del Congo.

Sui dipinti presso la Tate Modern o presso quelle innumerevoli gallerie parigine che sono andato visitando, non c’erano immagini di donne con i seni amputati – una pratica comune durante il colpo di stato militare/religioso sostenuto nel 1965 dall’occidente in Indonesia, che si prese almeno un milione di vite umane, forse tre – o delle donne ferocemente sottoposte a stupri di gruppo e mutilate nella Repubblica Democratica del Congo, dove hanno perso la vita, e stanno ancora perdendola, tra i sei e i dieci milioni di persone, al fine di soddisfare la sfrenata avidità di numerose imprese, governi e consumatori occidentali; avidità di Coltan, Uranio, Diamanti e Oro.

Alla Royal Art Academy di Londra - Niente Ucraina o Venezuela, solo strisce di plastica

Alla Royal Art Academy di Londra – Niente Ucraina o Venezuela, solo strisce di plastica

L’arte occidentale ha generosamente perdonato ogni cosa; tutti i crimini commessi dall’Impero Occidentale. Sì, tutto è dimenticato e perdonato … come lo è sempre dalla dirigenza stessa; dal regime occidentale imposto così completamente sul nostro pianeta.

Mucchi di tizi indulgenti gestiscono oggi musei e gallerie. Sorprendentemente “indulgente” è la grande maggioranza degli stessi artisti occidentali, pagati/ricompensati generosamente e celebrati incessantemente per il loro “grande cuore”. Proprio come sono stati remunerati per secoli per aver accettato di mettere la forma davanti alla sostanza.

Continua semplicemente a dipingere innumerevoli lattine di zuppa prodotta industrialmente, mentre il tuo paese sta assassinando milioni di uomini, donne e bambini innocenti e sarai elevato alla divinità, dal regime.

Perché chi governa il regime e chi governa l’arte è un’unica entità! E non vuole che tu sia politico, politicizzato, ben informato o arrabbiato per quello che il tuo governo sta facendo a gente indifesa di tutto il mondo. E non vuole che tu, Dio non consenta!, suggerisca che le masse dovrebbero essere informate e indignate!

Limitati a intrattenere; spruzza i tuoi colori su grandi tele e goditi tutti quei grandi privilegi!

***

Nel corso della mia vita ho visto molte, troppe vite distrutte; ho visto crateri e città in fiamme e ho visto donne – troppe donne – vittime di feroci violenze. Ho visto dolore e disperazione sfregiare innumerevoli mostruose città sovrappopolate, così come campagne vaste e impoverite. Ho visto miseria e dolore indescrivibile in tutti i continenti e in troppe occasioni.

Ma nel corso di questi ultimi dieci giorni in Europa ho visto molte linee infinite, molti ovali e quadrati. Ho visto triangoli arancione e puntini rosa e parole fluorescenti scollegate e grotteschi oggetti bizzarri … e ho visto meditazioni sullo spazio e su erezioni mancate … su orgasmi multipli e su spazzatura, merda e sangue rappreso.

Ho osservato percorsi egomaniaci e visioni psichedeliche da LSD. Ho visto sesso in molte forme differenti. Ho visto innumerevoli studi su genitori e loro figli: conflitti da generazioni diverse … ho visto vacuità.

Ho trovato difficile riconoscere il mondo in cui vivevo … riconoscerlo al Louvre, nei musei britannici e in numerosi musei tedeschi … Come in precedenza ho trovato difficile riconoscerlo in musei spagnoli, in musei belgi … e in centinaia di gallerie d’arte contemporanea dell’intera Europa…

Nulla risultava riconoscibile.

Coltello nella testa, naturalmente.

Coltello nella testa, naturalmente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non chiedevo, non avrei osato chiedere, semplice realismo o naturalismo … Non chiedevo Realismo Socialista. Ormai sentivo soltanto la mancanza di almeno qualche collegamento tra i “voli della fantasia folle” e l’universo abitato da esseri umani … Agognavo un qualche senso e una qualche logica, qualcosa che potesse servire la nostra umanità, qualcosa che potesse arricchire e migliorare la vita di milioni di persone.

Ma tutto ciò che mi era sbattuto in faccia erano concetti volgari ed egocentrici; arte fine a sé stessa … o qualche genere primitivo e frivolo d’intrattenimento, il miglior alleato dell’Impero oggi disposto a pagare qualsiasi importo di denaro solo per convertire esseri umani in degli organismi vuoti, privi di emozioni e di pensiero.

***

Per numerosi secoli la maggior parte dell’arte dell’Europa occidentale è stata corrotta, prostituita e resa impotente.

Ultimamente è diventata esplicitamente velenosa, anti-umanista e antiumana, mortale.

Nel corso di quei dieci giorni che ho passato in Europa alla ricerca di “arte coraggiosa”, ho continuato ad andare a caccia di vita, di vita reale, e di sentimenti genuini …

In mezzo a cacofonie egocentriche di colori ho lottato per riconoscere qualche elemento dei grandi murales messicani e dei manifesti politici sovietici … Ma non c’era alcun Diego Rivera e nessun Siqueiros.

Dieta parigina di arte di merda.

Dieta parigina di arte di merda.

C’erano, invece, innumerevoli esibizionismi fantasmagorici … C’erano follie e avrebbero tutte dovuto intrattenermi, impressionarmi, mantenermi fluttuante in qualche regno astratto, freddo, ma metallicamente freddo, e sempre distaccato. Ma non c’era nessuno sforzo di costruire un mondo migliore, nessun ottimismo, nessun entusiasmo, come invece nei grandi dipinti del dopoguerra creati in Vietnam, nell’Unione Sovietica e in Cina.

Cinismo, distacco ed egoismo; erano questi a essere tutti promossi, pagati, e alla moda.

Volevo disperatamente annusare, volevo sentire, volevo amare appieno e appassionatamente, odiare, lottare … volevo tutto questo come quasi ogni essere umano vuole effettivamente tutto questo … come vuole ogni uomo, donna e bambino … anche se segretamente … anche se timidamente e inconsciamente … in ogni società.

“Torneremo alla più semplice delle rose”, ha scritto nella sua indimenticabile poesia il grande poeta ceco Jaroslav Seifert.

Ma quasi tutte le rose semplici sembrano essere scomparse; sono sparite, svanite.

Tutto mi dirottava, allontanandomi dalla realtà … L’arte si era mutata grottescamente in una forma mediatica sociale, e stava avendo uno sporco e brutale rapporto sessuale con il grado più basso della “cultura” pop. Ho notato che i colori erano adesso sempre più fluorescenti; mentre le vite umane stavano diventando sempre più appannate … prima di cominciare a sparire del tutto nella distanza … diminuendo di dimensione e importanza, spinte sempre più lontano … mentre diventava evidente che sarebbero scomparse, cancellate del tutto … presto.

La moderna arte europea non ha sognato un “mondo migliore”. A malapena ha offerto una qualche critica sociale.

Ma lo ha mai fatto?

Non ha chiamato la gente alle barricate … non ha sognato di rovesciare il regime fascista globale.

Ma dopo giorni al Louvre e alla National Art Gallery stavo arrivando alla raggelante conclusione: non lo ha mai fatto … non in Europa … Si è prostituita qui … Da quando riusciamo a ricordare, da quanto siamo in grado di controllare …

Ubriaco, di fatto totalmente stordito da un’eccessiva assunzione di arte europea classica e moderna, ho lottato per restare fermamente sulla superficie della nostra madre terra.

L’arte era dovunque, tutt’attorno a me, e gran parte di essa era assolutamente gratuita, qui in Europa … Ma la maggior parte di essa era chiaramente in un qualche genere di sinistra missione: semplificare la realtà, mettere a tacere e umiliare tutte le emozioni oneste, positive e costruttive, depoliticizzare le società e, alla fine, allontanare del tutto le persone dal pensare e dal sentire.

Forse sarebbe stato meglio non avere arte del tutto che avere un’arte simile!

***

Che cos’era che la propaganda occidentale criticava nell’arte sovietica o cinese? Ricordo parole come “censura” e “paura”.

Il Louvre … il Museo del Prado … la National Art Gallery … che cos’altro sono se non raccolte di orge incomparabili e vergognose di sottomissione, o servilismo, o codardia, che sarebbero inconcepibili in qualsiasi altra cultura della terra?

Tele del Louvre: in preda all’orrore ho osservato il bambin Gesù gattonante dipinto su un quadro ogni due … poi crocifissioni e naturalmente innumerevoli resurrezioni … tutto con una spaventosa ripetitività.

Un’immagine del bambin Gesù con un volto perverso e adulto che gattona per terra, mentre adulti lo osservano con ammirazione servile. Ci sono immagini di certi fenomeni religiosi da baraccone con pugnali che escono loro dalla testa … Ci sono angeli bizzarri che volano, cadono dal cielo, lottano e guardano giù minacciosi con i loro volti meschini.

Assalto alla vecchia icona pop, Monna Lisa, al Louvre.

Assalto alla vecchia icona pop, Monna Lisa, al Louvre.

Ci sono cardinali, vescovi e papi. E ci sono aristocratici, re, governatori e semplicemente ricchi mercanti che hanno potuto permettersi di assumere “grandi artisti”. Tutta quella prostituzione creativa; tutti quei dipinti prodotti su ordinazione, a formare l’essenza della cultura europea; dell’arte europea!

Ho percorso con mia madre sala dopo sala. “Grande tecnica!” ha detto sarcasticamente. Sì, ho confermato, tecnica davvero grande … ma la sostanza!

“Tutto il potere, in quei secoli, era concentrato nelle mani della Chiesa”, ha commentato mia madre. “La Chiesa era molto più potente del trono e dell’aristocrazia. E la Chiesa impiegava i maestri più grandi, artisti come Caravaggio, Leonardo da Vinci  e Raffaello. E loro erano disponibili, felici di essere impiegati dalla Chiesa, naturalmente, perché la Chiesa li pagava generosamente e perché li “proteggeva”, garantendo che non sarebbero stati messi al rogo come tanti altri e che non sarebbero stati torturati e assassinati … naturalmente gli artisti non incitavano alla ribellione, e non c’era diversità di pensiero, niente critiche del sistema o della stessa bestialità del dogma cristiano …”

In quegli anni e secoli, il cristianesimo ha assassinato decine, centinaia di milioni di persone innocenti in tutto il mondo.

Ha finanziato “spedizioni” in quelle che oggi sono l’America del Nord e l’America Latina, in Africa, in Medio Oriente e in quasi tutta l’Asia.

Intere nazioni, innumerevoli grandi culture sono state distrutte e popoli di civiltà molto più avanzata, come gli inca, sono stati costretti a distruggere la propria identità, abbattendo i propri templi e le proprie case e poi usando le pietre per erigere chiese e cattedrali monumentali a soddisfazione dei feroci, impietosi invasori cristiani.

Dov’è documentato tutto questo? Naturalmente si può vedere nelle grandi scuole di pittura: quelle di Cusco in Perù e di Quito in Ecuador … ma in occidente?

Dove, nel Museo del Prado a Madrid, ci sono quelle sculture e quei quadri che rappresentano la barbarie cristiana? Dove sono le centinaia e migliaia di opere d’arte che rappresentano mostruosità cristiane: persone torturate per giorni e settimana, le loro ossa rotte sulla ruota, oggetti taglienti inseriti loro nella vagina e nel retto, uomini e donne bruciati al rogo? Tutto questo affinchè ammettessero di essere “peccatori”, che erano “dannati”?  Che rende giustificabile assassinarli senza rimorso.

Dove sono gli artisti che avrebbero osato dipingere le conseguenze delle crociate: la bestialità e i saccheggi commessi in nome della croce? Non si trovano da nessuna parte, poiché copulavano comodamente con la Chiesa, erano pagati dalla Chiesa ed erano corrotti dalla Chiesa!

Dove sono i dipinti che mostrano forzieri cristiani pieni, rigonfi di bottino? E, di nuovo, dove sono le immagini dei milioni di vittime decapitate, fatte a pezzi, con gli occhi cavati fuori, torturate al palo, bruciate vive?

Ho percorso lentamente le infinite sale e corridoi di musei francesi, spagnoli, britannici e tedeschi. E non ho visto nulla, nulla del tutto, che raffigurasse crimini, genocidi e olocausti commessi dall’istituzione più malvagia che sia mai esistita sulla terra; l’istituzione più malvagia di tutti i tempi, la Chiesa cristiana.

Cattivo gusto religioso - Louvre

Cattivo gusto religioso – Louvre

Questa Chiesa, questo orrendo sistema di potere che ha intimidito, terrorizzato e torturato miliardi di persone in tutto il mondo per millenni ha tuttora “moralmente” e “intellettualmente” il controllo del paese più potente e distruttivo della terra: gli Stati Uniti d’America.

E sta tuttora formando l’essenza cultura dell’Europa. Lo sta facendo… lo sta facendo ancor oggi!

In Europa la maggioranza della gente può non recarsi più in chiesa e può non credere nel dogma cristiano … può non credere affatto nelle religioni, ma la sua ‘cultura’ è chiaramente plasmata dall’aggressività, ferocia e brutalità della Chiesa cristiana e del suo regno.

Non è che “c’è stato chi si è impossessato di una religione buona e l’ha resa mostruosa”; è la religione che ha lavato il cervello alla gente, a intere nazioni, trasformandole in assassini intolleranti e fanatici. Ma cercate pensieri simili sulle tele del Louvre …

Non visto quasi nessuna opera “dissidente” in nessuno dei principali musei d’Europa.

Ho provato vergogna. E ho provato orrore di fronte all’essenza monolitica di tale mancanza di spina dorsale.

Sono stato condotto attraverso il Louvre e attraverso la National Gallery di Londra, arrossendo come un bambino piccolo.

Come poteva questa ‘cultura’ criticare grandi artisti in Cina o Russia o America Latina? Come poteva una cultura così servile e codarda osar criticare una qualsiasi cosa o una qualsiasi persona?

Là, in America Latina e in Asia, l’arte ha giganteggiato; è stata all’avanguardia di tutti i cambiamenti, del progresso!

Persino in Indonesia il maggior pittore postbellico è Djokopekik .. il mio amico Djokopekik … Un “bizzarro” artista politico, con un cuore favoloso politicamente di sinistra, con stomaco e un coraggio infinito … Era stato detenuto di coscienza nelle carceri dei fascisti sostenuti dall’occidente, nell’Indonesia post 1965 … Un pittore che ha immortalato Suharto come un maiale, e l’ex presidente Megawati come una marionetta! E la sua stessa nazione indottrinata, sottoposta al lavaggio del cervello, come un’orda di scimmie!

Dove sono quegli ‘audaci’ ‘maestri’ europei? Dove sono, dannazione?

Dipinti, murali, manifesti, canzoni, teatro e cinema, hanno tutti lottato per tentare di migliorare le società in molte parti dell’Asia e dell’America Latina, persino dell’Africa. Quanto orientata alla società è la grande arte latinoamericana e cinese! Quanto vuota, servile, irrilevante è l’arte in occidente!

In Venezuela, Brasile, Ecuador, Bolivia, Cuba, Cile e Nicaragua l’arte sta offrendo sia bellezza sia speranza; sta cercando nuove direzioni per quelle società. Così tante canzoni che sono cantate sono profonde, poetiche, con testi e musiche splendide. Così tante sono “impegnate”.

***

L’arte in occidente sta oggi cercando di coprire, con le sue curve complesse e i suoi quadrati sbilenchi, la propria totale impotenza, la sua vacuità morale così come la spaventosa brutalità della cultura europea e nordamericana.

Mentre passeggiavo per Parigi, dall’Università della Sorbona al Musee Quai Branly (quello che i francesi hanno voluto chiamare, originalmente e arrogantemente, il “Museo delle Arti Primitive”) sono passato davanti letteralmente a centinaia di gallerie d’arte.

In quei giorni, come ho descritto in numerosi miei articoli, l’occidente era stato coinvolto in un deliberato e deciso tentativo di distruggere quasi tutti i paesi e governi che ancora resistevano alla sua presa fascista sul potere globale.

I movimenti di “opposizione” erano costantemente fabbricati dall’America del Nord e dall’Europa e poi impiantati in Venezuela, Cina, Ucraina, Russia, Eritrea, Cuba, Bolivia, Brasile e Zimbabwe e in numerose altre nazioni, in tutti i continenti. La Primavera Araba è stata letteralmente fatta deragliare e affogata nel sangue, mentre giunte militari fasciste e filo-occidentale sono andate arrestando e assassinando l’opposizione ed ex rivoluzionari.

Non ho visto alcun riflesso di questa realtà nelle gallerie di Parigi!

In una galleria ho osservato numerosi cani di metallo attaccati a guinzagli di metallo che si estendavano nello spazio … Mi sono trovato di fronte centinaia di temi pop, spazianti da salse italiane, a ragazze nude e a Frankenstein …

A Rue Mazarine avrei dovuto ammirare diversi sacchi neri della spazzatura e una scatola di cartone … e poi molte delle stesse cose in innumerevoli gallerie di Quai Voltaire, solo con finiture più smussate e costose.

Ormai la Francia era pesantemente coinvolta in quasi tutte le sue ex colonie africane. Ha svolto, sul continente africano, un ruolo tanto distraente quanto gli Stati Uniti.

Ma non lo indovinereste mai dalla sua arte visuale, dai suoi musei e dalle sue gallerie!

Era tutto totalmente vuoto intellettualmente … Era finito … indifferente … e imbarazzante. Non c’era quasi nessuna voce dissenziente udibile.

Bramavo istintivamente di fuggire dalla scena artistica parigina come, due giorni prima, ero letteralmente fuggito dalla National Gallery di Londra, “incastrato” da Juan de Valdez Leal e dalla sua “Immacolata Concezione della Vergine, con Due Donatori” e dal ritratto di un tronfio, e ovviamente ben pagato, Don Adrian Pulido Pareja, dipinto da Juan Bautista Martinez de Mazo.

Ero fuggito in precedenza, due anni fa, da Bruxelles, dove avevo continuato a imbattermi in un’altra “grande arte”: statue di re Leopoldo II, un vero eroe belga, che ordinò il massacro di un totale di dieci di milioni di congolesi all’inizio del ventesimo secolo; quelli che erano accusati di essere troppo lenti nel lavorare nelle sue piantagioni di alberi della gomma. La forma tipica di uccisione consisteva nel taglio delle mani, ma milioni furono anche bruciati vivi, dopo essere stati rinchiusi nelle loro capanne. Di fronte ad atti simili è difficile contestare la raffinatezza e la grandezza della cultura cristiana ed europea!

Statue di sir Winston Churchill e di Lloyd George, quei bravi allegroni che assassinarono milioni di “quei negri” in Medio Oriente e in Africa, sono considerate anch’esse capolavori dell’arte europea, per non parlare delle sculture di dozzine dei vili mostri responsabili di genocidi nelle Americhe, quelle che punteggiano sia Madrid sia Lisbona. E non c’è nessun graffito in Europa che aggiunga almeno un po’ di colore a quei capolavori grigi e bronzei, qualche scritta come: “Assassini!”

***

Francamente dieci giorni di caccia a un’arte europea che avesse significato mi hanno esaurito e depresso allo stremo.

Ero venuto in cerca, ancora una volta, di verità, ma ho trovato secoli di accumulo di propaganda, strato su strato, impilati l’uno sull’altro.

Questo è stato forse il mio ultimo tentativo, avendo già trascorso anni e decenni a studiare l’arte occidentale, a vagabondare per l’Europa e il Nord America, a visitare musei, gallerie, sale da concerto, teatri d’opera e ogni genere di sottopassi decorati di graffiti. Era tempo di accettare le conclusioni evidenti e di dedicare il mio tempo a qualcosa di più significativo.

Ho cercato gentilezza, ma ho trovato intimidazione, paura e brutalità.

Ho cercato risposte a tutti quegli orrori diffusi dal modo di pensare occidentale … Ho trovato solo sculture e tele pompose, ripetitive e fatte su ordinazione.

Ci sono alcuni, pochissimi, pittori, come Otto Dix in Germania o il norvegese Munch. Questi due almeno sono riusciti a mostrare la paura tremenda diffusa dal cristianesimo, l’ipocrisia e le perversioni dei dogmi occidentali.

Alla Tate Modern, a Londra, c’era una considerevole mostra di manifesti artistici sovietici. E al Centro Pompidou di Parigi ho visitato un’enorme e impressionante mostra di Henry Cartier-Bresson che mi ha confermato, ancora una volta, che uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi era in realtà un marxista e  amico molto stretto sia dell’Unione Sovietica sia della Cina Comunista.

Ma queste sono state chiaramente delle eccezioni e la maggior parte di esse sono state come un’eco del passato. E un fatto ben noto che l’arte occidentale è esplosa per tre decenni dopo la seconda guerra mondiale tentando di unire l’umanità … Sì, è esplosa, ma si è bruciata rapidamente, assolutamente troppo rapidamente! La vacuità e la mancanza di anima sono tornate.

Mentre il mondo andava, nuovamente, urlando di dolore; mentre il neocolonialismo è andato di nuovo massacrando decine di milioni di uomini, donne e bambini in Africa, Asia e Medio Oriente (ma anche in luoghi come Venezuela, Egitto e Ucraina) l’arte occidentale ha continuato a fare quello che le è riuscito meglio per secoli: dipingere merda assoluta, e rigorosamente su ordinazione.

Che si tratti della chiesa, del trono, di mercanti oppure oggi di imprese multinazionali o governi conservatori, gli artisti europei e nordamericani sono pronti a servirli tutti lealmente, fintanto che c’è un flusso ininterrotto di quattrini! E sono pronti a competere per quei soldi e persino a tagliarsi reciprocamente la gola.

Sono ansiosi, ‘tecnicamente e artisticamente capaci’ di produrre qualsiasi cosa blocchi il progresso,di coprire tutti quei mostruosi crimini della religione, dell’economia e dello stato. Sono pronti a trasformare la loro professione in un’arma mortale, a rimuovere la coscienza dalle persone, ad allontanarle dal pensiero razionale, dalla compassione, persino dall’amore e istinti e sentimenti umani gentili fondamentali.

Le luci fluorescenti, ed enormi installazioni artistiche piene di fili di plastica e di luci lampeggianti per idioti; a questo si riduce tutto.

I miliardi che muoiono di fame e vivono nei bassifondi non contano nulla. Non pagano; dunque non esistono.

Andre Vltchek è un romanziere, regista e giornalista d’inchiesta. Si è occupato di guerre e conflitti in dozzine di paesi. La sua discussione con Noam Chomsky ‘On Western Terrorism[A proposito del terrorismo occidentale] sta andando ora in stampa. Il suo romanzo politico, acclamato dalla critica, ‘Point of No Return’ [Punto di non ritorno] è ora riedito e disponibile. Oceania è il suo libro sull’imperialismo occidentale nel sud del Pacifico. Il suo libro provocatorio sull’Indonesia post-Suharto e sul modello fondamentalista del mercato è intitolato “Indonesia  – The Archipelago of Fear” [Indonesia – l’arcipelago della paura]. Ha appena completato il documentario Rwanda Gambit[Gambetto ruandese] sulla storia del Ruanda e sul saccheggio della Repubblica Democratica del Congo. Dopo aver vissuto per molti anni in America Latina e in Oceania, Vltchek attuale risiede e lavora in Asia Orientale e in Africa. Può essere raggiunto attraverso il suo sito web o al suo indirizzo Twitter.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Originale: http://www.counterpunch.org/2014/03/21/shameful-cowardly-european-art/

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

 

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One thought on “Vergognosa, codarda arte europea

  1. attilio cotroneo il said:

    Non commettiamo l’errore di attaccare come servile o cieca un’arte che ha donato al nostro pensiero la possibilità di riflettere e che, anche se finanziata dal potere di turno, ha saputo mostrare contraddizioni. Oggi l’arte contemporanea esprime icone e disagi forse più che denunce e ogni artista andrebbe giudicato per quello che rappresenta e per come lo testimonia. Esprimere dissenso non é un obbligo. Per strada il dissenso c’è, su quei muri dove gli street artists immortalano il loro provocatorio simbolismo sparendo dopo aver colpito in un mondo di immagini difficili da identificare.