Gates smaschera il vero volto di Davos

Redazione 27 gennaio 2014 3
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Bill Gates invests Genetic Engineering

di Nick Dearden – 26 gennaio 2014

Bill Gates è preoccupato; troppi parlano di aumentare il salario minimo. Appropriatamente, l’uomo più ricco del mondo ha parlato alla vigilia del Vertice Economico Mondiale a Davos. Gates è un grande simbolo del vertice di Davos, una vacanza annuale del capitalismo globale nel corso della quale la voce dell’1% si interessa di povertà e cambiamento climatico, lavorando contemporaneamente a politiche che alimentano la disuguaglianza.

Nonostante una quantità di prove che un aumento ragionevole del salario minimo non costa posti di lavoro, Gates riprende un tema regolare a Davos. Nel 2012 Tidjane Thiam, direttore esecutivo della Prudential, ha definito il salario minimo una “macchina di distruzione dell’occupazione”.

L’anno scorso Gates ha aumentato la sua ricchezza di 15,8 miliardi di dollari ed è oggi di nuovo l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio di circa 78,5 miliardi di dollari. Non è solo; in totale i milionari del mondo l’anno scorso sono diventati l’11% più ricchi. Per il resto di noi, la tendenza decennale della stagnazione del reddito prosegue. In alcuni paesi – Grecia, Spagna e Gran Bretagna – il reddito medio delle famiglie è sceso di molto.

Le politiche sognate da quelli che si incontrano a Davos sono una causa diretta di questi tassi di disuguaglianza storicamente senza precedenti. La settimana scorsa persino la stampa finanziaria è stata colta alla sprovvista dalla concentrazione della ricchezza delle imprese. Sei sole società – tra cui Apple, Microsoft e Google – se ne stanno sedute su più di un quarto degli 1,5 trilioni di dollari detenuti dalla società non finanziarie statunitensi.

Tra altri motivi, un importante fattore è l’elusione fiscale, consentita dal regime di liberalizzazione della finanza posto in essere più di trent’anni fa dagli omologhi di quelli che partecipano a Davos. Secondo il Financial Times circa il 94% degli 81 miliardi di dollari della Microsoft si trova oggi fuori dagli Stati Uniti.

Dunque Gates non vuole che un salario minimo più elevato intacchi la quantità di ricchezza su cui la sua società è in grado di evitare le tasse.

La cosa davvero incredibile a proposito della scena di Davos è il modo in cui sono in grado, senza ironia, di presentare tutte il bene che stanno facendo al mondo. A malapena noi mettiamo in discussione l’illegittimità dell’enorme potere detenuto sul mondo da questi leader societari.

Questa settimana Gates è dipinto come un idealista sognatore che spiega nei seminari di Davos come “tra vent’anni non sarà rimasto praticamente nessun paese povero”. Presumibilmente ciò avverrà grazie a un mucchio di beneficienza, ma senza salari minimi. Sicuramente il denaro di Gates avrà significativamente plasmato la forma che tale “sviluppo” assumerà, in misura non minore attraverso la Fondazione Bill e Melinda Gates. Dimenticatevi dei progetti democratici nazionali; i molti paperoni del mondo decideranno quale genere di cibo mangerete e quale società provvederà alle vostre necessità mediche.

In un articolo dell’Observer del fine settimana, il capo del Vertice Economico Mondiale, Robert Greenhill, ha affermato che la salute fisica e mentale è stata una priorità del vertice di quest’anno. I buoni affari dipendono da una buona salute fisica e mentale.

Tuttavia alcuni dei partecipanti a Davos sono direttamente responsabili della crisi e delle misure d’austerità che sono state responsabili della spirale dei problemi di salute mentale in tutta Europa. In Grecia i suicidi sono aumentati del 37% dal 2009 al 2011. La Croce Rossa ha pubblicato un rapporto impressionante sull’Europa, descrivendo il continente come un continente di disoccupazione di massa, suicidi, esclusione sociale, profonda povertà, criminalità, razzismo e disperazione collettiva. Dovremmo ricordare che nulla di tutto ciò è dovuto al caso.

Organismi di beneficienza come l’Oxfam che hanno parlato della disuguaglianza hanno compiuto un lavoro essenziale per inquadrare il contesto globale in cui si tiene Davos. Ma dobbiamo fare di più che porre questi temi sulla loro agenda. All’èlite delle imprese rappresentata a Davos non può essere consentito di riunirsi nel lusso e far finta di avere le risposte ai problemi del mondo. I problemi del mondo sono loro. Gates ci ha aiutato a smascherare i veri interessi dell’élite delle imprese.

Nick Dearden è direttore del World Development Movement che organizza campagne nel Regno Unito su temi della giustizia globale. E’ stato in precedenza direttore della Campagna per il Giubileo del Debito.

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/gates-unmasks-the-real-face-of-davos-by-nick-dearden.html

Originale: Redpepper.org

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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3 Commenti »

  1. attilio cotroneo 27 gennaio 2014 alle 19:15 - Reply

    Le dichiarazioni di Gates sono una deflagrazione di menzogna e indifferenza sulla sofferenza e la miseria di milioni di persone.

  2. Enzo 28 gennaio 2014 alle 09:19 - Reply

    .

    San Bonifacio IL 28/01/2014
    I L P A T T O S O C I A L E i
    Premessa:
    In questo momento di depressione di vivibilità dove si individua un regresso senza fine del sistema sociale in atto, dove i ricchi diventano ancor più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri.
    Al fine che non si crei la cosi detta rivoluzione globale che sì fa diventare poveri i ricchi, ma i poveri saranno ancor più poveri,
    Da ciò nasce questa idea, di fare un patto tra i ricchi e i poveri per una convivenza dignitosa evitando la rivoluzione che inevitabilmente prenderebbe corpo.
    A evitare quanto sopra esposto si propone (per ora) che il Governo si faccia carico di emanare quanto segue senza alterare il testo di questo documento.
    p a t t o s o c i a l e. per la finanziaria Per i prossimi 5 anni
    1 ) Tutte le pensioni che cumulate vengono erogate superiori a € 5.000,00, lordi mensili abbiano la cifra in eccedenza incamerata direttamente dal comune di residenza. Da destinarsi al capitolo di spesa del Sociale.

    2 ) Il tetto massimo degli stipendi anche cumulativi, sia pubblici che privati che vengono erogati sia nel territorio Italiano che oltre confine, non devono essere superiori a € 10.000,00 mensili.

    3 ) Tutte le pensioni erogate a cittadini italiani non residenti nel territorio Nazionale, che cumulate vengono erogate superiori a € 5.000,00 lordi mensili, abbiano la cifra in eccedenza incamerata direttamente dallo Stato, da destinarsi al capitolo di spesa del Sociale.

    4 ) Che tutti gli aventi titolo alla pensione che supera € 5.000,00 annui dovranno versare nel Comune di residenza € 1.000,00 annui per ogni milione di euro e di frazione di milione di capitale immobiliare, “calcolato con i valori catastali “da destinarsi al capitolo dei lavori pubblici.

    5 ) Tutte le pensioni erogate a cittadini italiani non residenti nel territorio Nazionale che cumulate vengono erogate superiori a € 5.000,00 mensili, abbiano la cifra in eccedenza incamerata direttamente dallo Stato, dovranno versare € 1.000,00 annui per ogni milione di euro e di frazione di milione di capitale immobiliare, “calcolato con i valori catastali “ dello Stato ove esistenti, da destinarsi al capitolo dei lavori pubblici.

    So che quanto chiesto è un’utopia ma se guardiamo bene i soldi i poveri li spenderanno e i ricchi li riavranno, ma nel contempo risolveremo lo stato di necessità che in questo momento ha la priorità.

    • giuseppe 28 gennaio 2014 alle 23:43 - Reply

      Beh, naturalmente E’ un’utopia.
      Mi piacerebbe, però, se mai ce ne sarà l’occasione impostare il problema in altri termini.
      Semplificando molto, i ricchi sostengono di creare e distribuire ricchezza e meritano di essere ricompensati in ragione della ricchezza che creano. Se così non fosse, non avrebbero motivo di creare ricchezza e di distribuirla e saremmo tutti più poveri. Lo stato non crea ricchezza e dunque i soldi versati in tasse sono sprecati. I poveri, se remunerati troppo, di adageranno nel relativo benessere assicurato dal sistema e non avremo progresso. Perciò il sistema attuale è il migliore possibile, pur con tutte le sue disuguaglianze.
      Più o meno è questo il ragionamento.
      Cosa c’è di sbagliato?
      Sarebbe bello, appunto, riuscire a dirlo in parole semplici, ma con una solida logica.
      Di spiegazioni complicate c’è sin troppa abbondanza.
      Sulle soluzioni, poi, si può discutere.

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