Siamo dello stesso sangue tu ed io

Redazione 25 gennaio 2014 1
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renziBerlusconi

di Giuseppe Volpe – 24 gennaio 2014

Questo post è espressione di opinioni personali dell’autore e non implica in alcun  modo condivisione da parte del Collettivo Znetitaly

Quando all’ennesima replica di uno spettacolo già dal copione penoso e per di più recitato da commediante incapaci e vanesi il pubblico non si mette a scagliare uova e pomodori sui guitti le ragioni possono essere diverse: il pubblico è di bocca moooolto buona, si sta esibendo Nerone e la sua corte e fischiare non è igienico, il pubblico è privo di uova e pomodori o, pur marci, se li riserva per misero pasto.

Nel mestissimo teatro della politica italiana propendo per l’ultima ipotesi.

Il più recente bisticcio della lenza Renzi e del retto Letta è quanto di più offensivo si possa immaginare in un paese serio. Certo, ha cominciato Renzi, rilegittimando il plutocrate pregiudicato (chi oserà condannarlo ora che può vantarsi “padre di una riforma epocale”) ma l’educato Letta non c’è andato leggero:  tu vuoi rilegittimare Berlusconi da statista? Beh, allora io, guarda un po’, mi ricordo proprio adesso che sono decenni che dobbiamo sistemare quella questioncella del conflitto d’interessi in cui c’entra un po’ anche quel signore con cui oggi tu sei in “profonda sintonia”.  Ovviamente Letta agisce per il bene del paese, così come peraltro Renzi.

Ed è gente di sinistra, Dio buonino! totalmente incartata sul destino del solito triste figuro.

La situazione nel Partito Democratico deve essere ben tesa se l’algido Enrico Letta, nipote dell’ancor più algido Gianni, si fa prendere dall’uzzolo di un combattimento tra galli, anziché inventarsi modi meno pacchiani per intralciare l’inarrestabile (?) ascesa del rampante ex concorrente della Ruota della Fortuna e odierno rullo di sfiga per il partito al cui seno si è attaccato. 

Certo, quando capita di assistere nel giro di ore, neppure, di giorni a cambi di rotta da “sono escluse elezioni durante il semestre europeo” a “votare durante il semestre europeo non è un tabù” [Renzi, pressappoco, dixit] è almeno legittimo che sorga qualche dubbio sulle intenzioni dell’ambiziosetto. Quando poi la bisciolina del PD (niente di offensivo nell’attributo, è solo un paragone con la ‘pitonessa’ della parte avversa (?)) la renziana Deborah Serracchiani, evidentemente per garantire la solidità del governo, si accorge improvvisamente che il ministro Zanonato non ha gestito come doveva la crisi dell’Electrolux e dunque dovrebbe dimettersi, i dubbi aumentano, ma siamo tenuti a considerarla una semplice coincidenza.  C’è la faccenduola di Gianni Cuperlo che, eletto presidente del PD su proposta di Renzi il 15 dicembre 2013, si dimette dalla carica il 21 gennaio 2014 perché al suo supporter è seccato che egli non fosse convintamente entusiasta del patto con Berlusconi e ha ritenuto bene di indirizzargli una frecciata pubblica parecchio aspretta.  Ma l’ormai ex presidente del PD ci garantisce che non si sarà nessuna scissione nel partito.

Va beh, va beh. Tutto ben, madama la marchesa; le riforme si faranno anche perché se non si faranno, Renzi ci informa, non sarà il segretario del PD a essere vilmente tradito, bensì i tre milioni di italiani (in realtà poco più di due, ma non stiamo a pignoleggiare) che lo hanno votato alle primarie. Già c’è sempre questa faccenda di essere “eletti dal popolo” e non “nominati”, accipicchia!  Un giorno o l’altro qualcuno dovrà riferirlo a Papa Francesco che ‘sta faccenda dell’ispirazione dello Spirito Santo a quattro vecchierelli chiusi in conclave è parecchio obsoleta.  Per quanto …  In realtà il mix ideale è essere “eletti dal popolo” e contestualmente “unti dal Signore”.  Almeno questo Renzi ce l’ha risparmiato. Per il momento.  

Mah!? Questi sono i tempi, questo lo spettacolo, questo il pubblico (una frazione della popolazione) che pur turandosi il naso sta al gioco. Monetine da tirare non ce ne sono più, uova e pomodori nemmeno.

In loro mancanza c’è il rischio che prima o poi qualcuno cominci a svitare bulloni. Fanno male quando volano nell’aria. Alla democrazia e a chi li riceve in fronte. Ma quando ci si balocca con materiale esplosivo come le tensioni sociali,  gli arbitri possono fischiare quanto vogliono i falli di reazione. Ormai la frittata è fatta.

Spero di essere cattivo profeta. E, in effetti, l’ipotesi forse più probabile è che le elezioni ci saranno. Gli elettori del PD andranno in parte a ingrossare le file dell’astensionismo e in parte quelle di Grillo. Il PD scomparirà praticamente dalla scena e il paese sarà consegnato ai due clown (ma non bisogna definirli tali, sennò Napolitano si inalbera). Missione compiuta, Renzi? Confesso tutti i miei pregiudizi: ma li nutro da quando Berlusconi cominciò a porre il  veto alla sua carriera. Una propaganda migliore Renzi non la poteva desiderare. E in effetti oggi i due presunti avversari confessano una “profonda sintonia” che magari non è mica così recente.  ‘Siamo dello sangue tu ed io’  era il salvacondotto di Mowgli  tra gli animali in Il libro della giungla.  Certi politici non hanno bisogno neppure di pronunciarla; lo “stesso sangue”, la “sintonia”,  è qualcosa che si avverte prima di tutto visceralmente. E che certa politica sia una giungla e certi politici animali (con il dovuto rispetto per gli incolpevoli non bipedi implumi) mi pare fuori discussione.  

Da Znet – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

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1 Commento »

  1. attilio cotroneo 26 gennaio 2014 alle 01:19 - Reply

    L’economia irreale ha costruito un nuovo totalitarismo liquido e incolore, scivoloso e incisivo perché sfuggente: il partito unico dell’interesse trasversale, dell’ideale non troppo rigido, del compromesso come virtù del moderato. La sintonia casereccia Renzi-Berlusconi è la storia del buio europeo, il metodo scientifico del tradimento sociale.

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