La campagna per liberare i Cinque Cubani rivela le tattiche di terrore contro Cuba

Redazione 23 gennaio 2014 1
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La campagna per liberare i Cinque Cubani rivela le tattiche di terrore contro Cuba

Di Monica Hill

19 gennaio 2014

Quindici anni di organizzazione per liberare i Cinque Cubani rivelano che il governo degli Stati Uniti ha fatto delle azioni  meschine  e sporche per cancellare la rivoluzione cubana del 1959.

Fin dalla rivoluzione, gli esuli cubani anticomunisti hanno ucciso più di 3.400 cittadini cubani e ne hanno feriti oltre 2.000 in migliaia di attacchi terroristici. Hanno la loro base in Florida, e sono finanziati, addestrati e protetti dal governo statunitense. Il più grave è stato quello del volo delle Linee Aeree cubane n. 455  abbattuto  nel 1976, che ha  causato  la morte di  tutti i 78 passeggeri. Era sponsorizzato dalla CIA ed eseguito da esuli anti-castristi, il primo attacco che ha fatto saltare in aria un aereo che faceva un volo commerciale.

Negli anni ’90, dopo che era crollata l’Unione Sovietica, c’è stata un’ondata di attacchi terroristici. Per fermarli, cinque agenti dei servizi segreti cubani hanno infiltrato diversi gruppi di destra di cubani americani, apparentemente con l’intesa che gli agenti avrebbero informato l’FBI di futuri complotti per compiere degli assalti. Dati gli anni di provata ostilità statunitense, la disponibilità del governo cubano a organizzare questo, è difficile da spiegare. E in effetti la replica dell’FBI è stata di arrestare gli agenti cubani nel settembre 1998, non i terroristi!

Un processo fissato

I cinque uomini, Gerardo Hernández, Ramón Labanino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Rene González, sono stati messi in prigione senza cauzione e tenuti in regime di isolamento in prigioni distanti tra di loro, rendendo impossibile una difesa congiunta in un’aula di giustizia. Non sono stati accusati di alcun atto illegale, soltanto di cospirazione per aver commesso spionaggio.

Nel 1996 Hernández è stato anche accusato di omicidio per aver avvertito Cuba di un imminente attacco aereo. Quando tre aeroplani hanno invaso lo spazio aereo cubano – per la terza volta in oltre un mese – la forza aerea cubana ne ha abbattuti due, uccidendo quattro piloti. Hernández è stato oltraggiosamente condannato a due ergastoli per aver complottato di uccidere i piloti che avevano invaso lo spazio aereo.

Nel 2001 tutti i cinque sono stati condannati in un’aula di giustizia di Miami,  piena di tensione, che naturalmente ha prodotto un processo a Castro e al comunismo, non ad alcun atto criminale. Le loro sentenze  sono ammontate in tutto a quattro ergastoli e 75 anni di carcere. I condannati sono stati messi in penitenziari separati e assoggettati al trattamento di torture che le prigioni del paese infliggono regolarmente ai detenuti, da Guantanamo Bay, Cuba, a Pelican Bay , California.

Per tre decenni un movimento a livello mondiale ha lavorato per liberare i Cinque Cubani. Per mezzo di proteste nei  tribunali, le accuse di spionaggio  e di omicidio sono state fatte cadere. Una corte ha deciso che l’atmosfera di odio contro Castro che c’era a Miami in quel periodo non faceva di quel tribunale la sede giusta per il processo. Finora, però, tutti, tranne uno, degli uomini che hanno appena finito la condanna a 15 anni, sono ancora dietro le sbarre.

La recente decisione del settembre 2013, presa dalla corte del distretto federale riguardo al caso, è stata bene accolta. Ha ordinato al Dipartimento di Stato di aprire i suoi archivi per capire in che modo  il governo ha sommerso  Miami con oltre mille pezzi giornalistici anti-Castro pubblicati sui giornali, trasmessi alla radio e alla televisione. In che modo? Pagando un sacco di soldi ai propagandisti che fingevano di essere  degli inviati, che in realtà lavoravano per l’Ufficio delle telecomunicazioni di Cuba, , un’agenzia di propaganda del governo statunitense. Questo comportamento criminale ha avvelenato l’opinione pubblica e ha a assicurato la detenzione da parte di una giuria non isolata dal pubblico. Ha anche rafforzato la rabbiosa politica    anticomunista del governo di spietati blocchi del commercio per cinque decenni.

Il dissenso persiste. La  campagna continua per liberare i Cinque Cubani e le  sfide portate negli anni da centinaia di attivisti statunitensi, compresa la Brigata Femminista delle donne radicali per Cuba, nel 1997, hanno fatto la differenza. Le restrizioni per i viaggi  sono diminuite, il pubblico è meglio informato sulla politica estera criminale degli Stati Uniti, e le persone sono di gran lunga più informate riguardo a Cuba. Chi non conosce i successi di questa isola nella medicina e nell’istruzione messi a disposizione di tutti?

Questo caso per il quale si è lottato a livello internazionale rivela nettamente la “Guerra contro il terrorismo” degli Stati Uniti, per quello che è: un pretesto per  strangolare il dissenso politico. I tentativi disperati delle autorità di fermare le talpe come WikiLeaks, Chelsea Manning ed Edward Snowden sono opprimenti. I droni spiano dal cielo, la NSA spia nello spazio cibernetico, i gas lacrimogeni della polizia mettono a rischio i dimostranti e i lavoratori che scioperano nelle strade – tutti modi designati a impedire che le ribellioni guadagnino dei successi.

Però, malgrado i suoi ottimi tentativi, gli Stati Uniti non sono riusciti a zittire le voci del dissenso radicale. L’impegno dei Cinque Cubani e la  tenace organizzazione per la loro difesa, è una parte fondamentale di un movimento   che si sta ravvivando per la giustizia e per un mondo razionale.

Vedere il sito www.freethefive.org per aggiornamenti e informazioni sul modo di aiutare.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/campaign-to-free-the-cuban-five-exposes-us-terror-tactics-against-cuba-by-monica-hill

Originale: Freedom Socialist

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2013  ZNET Italy – Licenza Creative Commons  CC  BY – NC-SA  3.0

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1 Commento »

  1. Attilio Cotroneo 23 gennaio 2014 alle 11:12 - Reply

    Per molti aspetti si può criticare il governo cubano e la sua repressione nei confronti del dissenso e della diversità. Il caso del poeta Reinaldo Arenas è purtroppo una brutta macchia. Cuba è però stata ed è un baluardo contro l’espansione imperialista del colonialismo prima militare ed ora economico e paramilitare degli USA. Comprendere questo ruolo di estrema difficoltà e i ripetuti tentativi statunitensi di destabilizzare e attaccare Cuba serve a contestualizzare il clima bellico costante che accompagna la vita di Cuba da sempre. Oggi più che mai l’isola ha un ruolo di stabilità e dovrebbe, nel quadro del pensiero socialista, essere esempio di una transizione verso forme libertarie e di solidarietà che esprimano la vera essenza della rivoluzione. Oggi Cuba può sfruttare quello che ha subito e la forza con cui ha resistito per virare verso la condivisione e un modello di sviluppo alternativo al capitalismo.

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